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The Wardrobe, recensione

The Wardrobe è un'avventura grafica tutta italiana che omaggia e sfida le pietre miliari del genere punta e clicca

RECENSIONE di Mattia Armani   —   22/02/2017
The Wardrobe
The Wardrobe
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The Wardrobe ci riporta a quelle avventure punta e clicca che dopo aver dominato il mondo dei videogiochi hanno vissuto qualche momento di difficoltà, spintonate da action tridimensionali e avventure in prima persona che hanno accentrato attenzione e creatività degli sviluppatori. Ma il genere non si è mai spento, ancora capace di ricordarci, di tanto in tanto, che l'interfaccia punta e clicca non si riduce necessariamente a una mera sequenza di tentativi per trovare la giusta combinazione di oggetti. Sia chiaro, questa dinamica è una parte integrante del genere, ma un'avventura degna di questo nome gioca con i suoi limiti e riesce a stimolare le meningi, sfuggendo a una pesantezza che è sempre in agguato a causa dei limiti intrinseci di un gameplay estremamente semplificato. Ed è proprio la capacità di stimolare il pensiero uno dei punti di forza che incontro dopo incontro abbiamo creduto di vedere in The Wardrobe, un gioco tutto italiano, graficamente curato e ricco di quell'umorismo speciale che ha consegnato alla storia alcune tra le più belle avventure grafiche di sempre. Oggi è arrivato il momento della verifica per quello che è uno dei frutti di una nuova ondata di entusiasmo della scena italiana del videogioco, una scena che non si fa problemi ad adottare linguaggi globali per misurarsi con il mondo intero.

Ci siamo misurati con i complessi enigmi di The Wardrobe, un sorprendente punta e clicca made in Italy

Citazioni a raffica

The Wardrobe inizia con una profonda amicizia che si interrompe in modo brusco a causa di una prugna letale. La colpa è di una temibile allergia che ci consegna in mano un protagonista scheletrico, un mucchietto d'ossa dalla testa grossa che, grazie a forze soprannaturali, si ritrova vincolato a un misterioso guardaroba dalla pancia del quale deve salvare l'anima dell'amico dalla perdizione eterna. Purtroppo la già particolare situazione è destinata a complicarsi ulteriormente a causa di un trasloco che, coinvolgendo l'esoterico pezzo d'arredamento, mette a rischio l'osso sacro di Skinny, improvvisamente costretto a imbarcarsi in una serie di peripezie. Ed è così che si ritrova a incontrare una bizzarra galleria di figuri che includono un Gesoo alcolizzato, un paio di Acchiappafantasmi, il pittore Manet, una pelle d'orso parlante in preda alle allucinazioni e, durante le prime battute del gioco, un mostro di polvere megalomane che mette subito in chiaro la componente surreale di un'avventura nata da quel calderone di tentacoli, umorismo macabro, macchine del tempo e follie assortite con cui in passato LucasArts ha conquistato il cuore di migliaia di giocatori.

The Wardrobe, recensione
The Wardrobe, recensione

Giocatori abituati a essere offesi da un protagonista impertinente che anche in questo caso ci delizia con la sua simpatia sfondando la quarta parete a suon di insulti. E la cosa funziona così come funzionano i dettagli sanguinolenti e le tonnellate di citazioni che affollano ogni singola schermata. Inevitabili i riferimenti ai videogiochi, come Portal e Fallout, accompagnati da anime di ogni epoca, pellicole iconiche degli anni ottanta, lungometraggi animati e serie televisive entrate nell'immaginario comune, come nel caso dell'inconfondibile coppia di corno blu e ombrello giallo appesi alla parete della cucina. Negli oltre quaranta ambienti di The Wardrobe c'è abbastanza roba da far battere il cuore a ogni appassionato del genere, anche se c'è il rischio che questo cuore d'innamorato batta troppo forte o troppo piano di fronte a enigmi che possono risultare spiazzanti. Spesso il nesso logico c'è, ma diventa chiaro solo dopo aver dopo aver superato passaggi resi artificiosamente difficili dalle descrizioni lacunose, dalla vena surreale del gioco e dalla necessità di spostarsi attraverso le diverse zone di una cittadina che si apre gradualmente di fronte a noi. Perdere il filo cercando di portare Skinny alla meta è una questione di attimi e c'è il rischio che il nervoso renda difficile riagguantarlo anche se, quando le cose si sbloccano per un guizzo di genio, la soddisfazione è palpabile e per questo il nostro consiglio è quello di resistere alla tentazione di ricorrere al classico aiuto esterno, anche quando le cose si fanno davvero complesse come nel caso della macchina del tempo o del secchio di vernice. Va detto, inoltre, che The Wardrobe non manca di enigmi comprensibili e talvolta decisamente azzeccati. Persino diversi trofei sono basati sulla raccolta di indizi e includono ulteriori citazioni in un titolo che arriva a utilizzarle come meccanismi del gameplay. Inizialmente l'enorme volume di fuoco citazionistico genera addirittura il sospetto che i riferimenti debbano colmare qualcosa, ma non è questo il caso benché il succo dell'esperienza, ripulito dal backtracking e dalle miriadi di tentativi allungati dalla mancanza voluta di indizi, risulti drammaticamente inferiore alle circa dieci ore che abbiamo impiegato per arrivare all'agognato finale.

Un'avventura in piena regola

Come dicevamo, The Wardrobe ci permette di spostarci liberamente tra diverse zone di una piccola cittadina e ci consente di affrontare diversi enigmi in modo non lineare. Ma all'osso è un'avventura vecchio stile per meccaniche, battute macabre e, soprattutto, per l'ottima qualità complessiva. A dirla tutta alcune scene di intermezzo non sono un granché, ma il gioco C.I.N.I.C. è pieno di animazioni pregevoli ed efficaci, prime tra tutte quelle scoraggiate del nostro Skinny, e di contenuti curati che evidenziano un impegno notevole. Lo humor di stampo inglese è azzeccato, i personaggi irriverenti abbondano e non mancano battute che possiamo considerare coraggiose in un paese che nasconde ancora i suoi peccati dietro a una morale sempre più ipocrita.

The Wardrobe, recensione
The Wardrobe, recensione

Inoltre il prezzo del biglietto, di soli 14.99 euro, include una colonna sonora azzeccata sebbene un po' troppo semplice e il doppiaggio in italiano, come ci si aspetta da un titolo nostrano, con voci che risultano convincenti, anche in inglese. Un corredo niente male, inizialmente offuscato però da un bug piuttosto fastidioso che mescolando i dialoghi in italiano e in inglese ci ha trascinato in un'esperienza uditiva tanto surreale quanto fastidiosa. Inoltre la nostra copia digitale si è bloccata parlando con la mummia barista e sebbene il dialogo non fosse necessario per progredire, abbiamo avuto a che fare con problemi non da poco per un prodotto venduto come completo. In ogni caso si tratta di magagne che sono state risolte con una patch e non è il caso di perderci troppo tempo, pur non trascurando la questione, così come non è il caso di perdere troppo tempo con l'interfaccia punta e clicca di un'avventura grafica di stampo classico che oltre a essere semplice ci aiuta con un tutorial opzionale integrato nel tessuto di gioco. Le uniche cose da segnalare sono la presenza di tutte le classiche scorciatoie, incluso un tasto che evidenzia tutti gli oggetti interattivi, e il menù contestuale, stranamente legato al tasto destro invece che al sinistro, che ci permette di decidere come interagire con gli oggetti. Per il resto non possiamo far altro che sorprenderci di fronte alla ricerca per il dettaglio che sfrutta le citazioni anche per impreziosire la veste grafica e ci mette di fronte a stanze affollate di oggetti, chicche come la cassa toracica che diventa l'inventario e di tonnellate di particolari, spesso animati, che regalano profondità a un mondo che è inevitabilmente limitato, visto il genere in questione. Stiamo parlando di cerotti usati come adesivi, di teste parlanti, di fiori in botta da LSD, di schermate piene di tocchi ispirati e di un dettaglio che è assolutamente irrinunciabile per un titolo di questo tipo: tonnellate di dialoghi che pur non essendo sempre utili a risolvere gli enigmi, sono sufficienti a mantenere sempre elevata la voglia di andare avanti. Il volume di fuoco è alto, per un'avventura cui non manca quasi nulla, a partire da un personaggio che non può di certo confrontarsi con un gigante come Manny Calavera, ma è funzionale e ci porta per mano verso un finale azzeccato e in qualche modo commovente, seppur tanto breve e frettoloso da rappresentare l'unica vera delusione del titolo C.I.N.I.C. Games.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • CPU: Intel Core i7-4690
  • Scheda Grafica: Nvidia GTX 1080 OC
  • RAM: 16GB
  • OS: Windows 7

Requisiti minimi

  • CPU: Dual Core 2 GHz
  • Scheda Grafica: Radeon HD 3400 o GeForce 9400 con almeno 512 MB di VRAM
  • RAM: 2 GB
  • OS: Windows 7 64-bit

Requisiti consigliati

  • CPU: Dual Core 2.6 GHz
  • Scheda Grafica: Radeon HD 4500 o GeForce 9400 GT
  • RAM: 3 GB
  • OS: Windows 7, 8, 10 64-bit

Conclusioni

Multiplayer.it
7.5
Lettori (26)
8.4
Il tuo voto

The Wardrobe non vuole essere originale ed è debitore nei confronti di una miriade di titoli che lo hanno preceduto, ma pur non potendo raggiungere le stelle toccate dai colossi LucasArts, ha tutti i pregi delle grandi avventure d'epoca. Inoltre mette in campo una valanga di personaggi, una schiera di citazioni da far impallidire un'intera stagione di Robot Chicken e un'enorme quantità di dettagli su schermo. Purtroppo alcune piccole debolezze e il finale brusco non permettono al titolo C.I.N.I.C. di raggiungere l'Olimpo dei punta e clicca, ma in quanto a qualità complessiva il livello raggiunto è senza dubbio elevato, e non solo in relazione alla scena italiana.

PRO

  • Umorismo azzeccato e dialoghi di qualità
  • Ottimi disegni per una valanga di personaggi e di dettagli
  • Citazioni per tutti i gusti e tutte le epoche

CONTRO

  • Finale un po' troppo brusco e tirato via
  • In alcuni casi artificiosamente complicato
  • Qualche scivolone qualitativo (i bug principali sono stati risolti)