I caldi zombie di Arizona Sunshine su PlayStation VR 130

Dopo HTC Vive e Oculus Rift, l'interessante shooter targato Vertigo Games abbraccia la realtà virtuale anche su PlayStation 4

RECENSIONE di Rosario Salatiello   —   28/06/2017

Indice

La soddisfazione di sparare in primissima persona in realtà virtuale può essere una grande spinta nei confronti di questa tecnologia. Un contributo significativo in tal senso lo hanno dato i ragazzi di Vertigo Games, che a fine 2016 ci hanno mostrato il loro Arizona Sunshine, titolo completamente dedicato alla realtà virtuale di HTC Vive e Oculus Rift. Rispettando l'antico adagio secondo cui "non c'è due senza tre", il team olandese ha lavorato negli ultimi mesi per portare Arizona Sunshine anche su PlayStation 4, piattaforma ormai attestatasi come punto di riferimento per la realtà virtuale grazie alla diffusione del suo visore PlayStation VR. La possibilità di andarsene a caccia di zombie sotto il sole cocente arriva proprio nel momento migliore per i possessori della console Sony, visto che dopo l'uscita di Farpoint e del "suo" Aim Controller anche Arizona Sunshine supporta questa periferica. Ma non dilunghiamoci oltre, è il momento di far vedere nuovamente a Freddy di che pasta siamo fatti!

Zombie a 40 gradi

Tenendo fede al proprio nome, Arizona Sunshine ci porta nel sud-ovest degli Stati Uniti, in una classica ambientazione fatta di canyon e miniere abbandonate. Dopo aver avviato la campagna principale facciamo subito conoscenza col protagonista, alle prese con la testa rotolante di uno zombie - o Freddy come li chiama lui - in arrivo davanti ai suoi piedi dopo che il malcapitato amico è finito in una delle trappole collocate nei pressi del rifugio. Così come l'inizio del gioco avviene senza troppi preamboli, il nostro alter ego virtuale ci fa sapere senza molte spiegazioni che è arrivato il momento di lasciare il posto, avventurandosi così in un viaggio alla ricerca di altri sopravvissuti all'apocalisse zombie. Come raccontato a suo tempo anche nella recensione della versione PC, Arizona Sunshine non offre particolari spunti né dal punto di vista narrativo né da quello delle dinamiche di gioco, limitandosi a fornire una ragione per far spostare il protagonista da un punto all'altro, sparando nel frattempo a tutto ciò che si muove. La campagna principale, giocabile online insieme a un amico, ci offre comunque la possibilità di andarcene in giro senza essere obbligati da binari veri e propri, anche se la sua linearità si fa ben presto evidente. A parte qualche semplicissimo enigma che ci porta ad andare alla ricerca di chiavi o altri oggetti necessari per andare avanti, l'esperienza di gioco è insomma basata tutta sugli scontri con gli zombie. Trattandosi di un titolo dedicato alla realtà virtuale, questo non è affatto un aspetto da poco, e infatti come stiamo per scoprire Arizona Sunshine punta tutto sul coinvolgimento. Prima di andare oltre, ricordiamo che è presente anche una modalità orda, anch'essa piuttosto classica nel suo metterci di fronte a frotte di amici intenzionati a banchettare col nostro cervello.

Trofei PlayStation 4

Arizona Sunshina conta un totale di 35 trofei, in cima ai quali troviamo il solito platino da sbloccare dopo aver raccolto tutti gli altri. I restanti si dividono tra 4 d'oro, 14 d'argento e 16 di bronzo. La maggior parte di essi può essere raccolta completando la modalità campagna, che probabilmente vi troverete a ripercorrere per collezionare tutti quanti gli obiettivi. Una minima parte è invece dedicata alla modalità orda, in particolare al numero di zombie uccisi.

Libertà di controllo

Se per ambientazione e modalità la versione PlayStation 4 di Arizona Sunshine offre a grandi linee lo stesso di quanto visto in quella PC, le dinamiche di gioco si differenziano grazie alle diverse possibilità di controllo che la console di Sony mette a disposizione. Come dicevamo in apertura, l'Aim Controller è pienamente supportato e porta con sé una nuova modalità specifica associata alla campagna principale, in cui le pistole vengono sostituite da armi impugnate a due mani. La seconda alternativa è rappresentata dall'accoppiata di PlayStation Move, grazie alla quale il giocatore può ottenere lo stesso effetto di dual wielding visto su PC. L'ultima soluzione per chi non ha ancora acquistato altre periferiche di controllo è il classico DualShock 4, tramite il quale è tra l'altro possibile accedere alla modalità a due mani, fruibile dunque anche senza aver compiuto l'acquisto dell'Aim Controller. Nel caso in cui rientriate in quest'ultima categoria o non abbiate a disposizione una coppia di Move, non spaventatevi, perché anche usando il joypad classico abbiamo avuto sensazioni abbastanza positive.

Pur perdendo qualcosa in termini d'immedesimazione, il controller ci ha infatti permesso di godere di tutti gli headshot che Arizona Sunshine ha da offrire, compreso il momento in cui prendere la mira prima di vedere la testa del malcapitato zombie esplodere. Il titolo targato Vertigo Games alterna infatti fasi calme, in cui concentrarsi sul singolo colpo letale, ad altre in cui la presenza di un numero elevato di zombie non ci permette di puntare troppo sulla precisione, sparando all'impazzata. Le armi spaziano tra pistole, fucili e mitragliatori, accompagnati dalle immancabili granate con cui fare un po' di pulizia in un botto solo. La libertà sul sistema di controllo è accompagnata da una scelta altrettanto libera per quanto riguarda il movimento del personaggio, effettuabile tramite teletrasporto, per gradi o in completa fluidità. Come insegnano le esperienze precedenti con la realtà virtuale, l'ultima delle tre alternative è da evitare a meno che non siate dotati di uno stomaco di ferro, per puntare eventualmente sulla seconda nel caso in cui vogliate avere un controllo più realistico della situazione. L'uso del teletrasporto permette invece di mettersi completamente al riparo da fenomeni di motion sickness, ed è per questo che lo consigliamo caldamente in modo da poter godere di Arizona Sunshine senza particolari patemi, viste anche le temperature di questi giorni che di certo non aiutano. Nonostante l'efficienza del teletrasporto, bisogna dire che il suo uso rende il gioco un po' più semplice, permettendo infatti al giocatore di scappare da una brutta situazione letteralmente svanendo dal punto in cui si trova.

Meglio su PlayStation 4 Pro

Secondo quanto dichiarato dagli sviluppatori, Arizona Sunshine sfrutta l'hardware offerto da PlayStation 4 Pro per introdurre una maggiore distanza visiva e altri effetti in grado di migliorare in modo significativo il dettaglio grafico rispetto alla versione base della console. Nei confini dei limiti imposti dall'attuale tecnologia alle spalle della realtà virtuale, la prova che abbiamo effettuato su PlayStation 4 Pro ci ha permesso di appurare direttamente che il livello si avvicina abbastanza a quello conosciuto su PC, rispetto al quale in termini visivi Arizona Sunshine conserva pregi e difetti riscontrati sei mesi fa in fase di recensione. Testi e doppiaggio sono completamente in italiano, dando così la possibilità a tutti quanti di apprezzare le battute in stile Duke Nukem fatte dal protagonista del gioco, destinate a spezzare la tensione tra un gruppo di zombie e l'altro.

Digital Delivery
PlayStation Store
Prezzo
39,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (15)

8.3

Il tuo voto

La versione PlayStation 4 di Arizona Sunshine porta con sé una serie di adattamenti che permettono di apprezzare questo titolo anche nell'ecosistema di PlayStation VR, quale che sia la propria dotazione in termini di dispositivi di controllo. La scarsa originalità del gioco fa sì che esso soffra un po' dei sei mesi passati dall'uscita della versione PC, avvenuta in un momento in cui la realtà virtuale era ancora agli esordi e per questo di maggiore impatto. Il livello di divertimento resta tuttavia immutato, per cui se siete amanti del genere ne potrete certamente godere.

PRO

  • Sparare dà soddisfazione e richiede molta precisione
  • Molte alternative di controllo e movimento
  • Sempre divertente

CONTRO

  • La campagna non dura tantissimo
  • Modalità orda trascurabile
  • Di minore impatto rispetto a sei mesi fa