Bulb Boy: storia di una testa brillante in un mondo oscuro  4

Una strana avventura dai toni horror "bambineschi"

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   06/08/2017

Se vi è capitato di scorrere un po' tra le ultime uscite sull'eShop di Nintendo Switch, è molto probabile che vi siate soffermati, almeno per un attimo, su Bulb Boy. Fin dall'illustrazione che fa da copertina, il gioco di Bulbware ha un'aria inconfondibile, unica all'interno del pur folto panorama di indie sulla console Nintendo. E in effetti lo stile è sicuramente l'elemento più caratterizzante dell'intero progetto, quello che dona un'identità specifica a un adventure che altrimenti potrebbe facilmente passare inosservato. Bulb Boy racconta la strana storia di una famiglia di uomini-lampadina piuttosto fuori dal comune, che improvvisamente si ritrovano con la casa invasa da oscure presenze: il ragazzo protagonista, svegliatosi un notte da un sonno parecchio agitato, sprofonda in un altro incubo ad occhi aperti se possibile anche peggiore, quando scopre che l'amato nonno è stato colpito duramente e la casa è invasa da misteriose e malvagie creature.

Non che la normale vita quotidiana procedesse propriamente come quella di una tipica famiglia di campagna: il fatto che i membri (il ragazzo, il nonno e il cane, nella fattispecie) siano in grado di staccare la propria testa dal corpo e collegarla ai lampadari di casa per far luce nelle stanze la dice lunga sulla normalità di questa famiglia, tuttavia al simpatico tocco macabro che caratterizza normalmente la vita domestica si aggiunge un nuovo livello di orrore, raggiungendo risultati quasi disturbanti nel contrasto grottesco tra l'aspetto simpatico e fanciullesco del protagonista e le situazioni tra lo splatter e l'horror classico in cui è possibile trovarsi nella nuova avventura che si para dinanzi. Proprio su questo particolare contrasto si gioca tutto il fascino del gioco, che richiama uno stile fiabesco e trasognato ma gioca con questo stilema inserendovi continui elementi disgustosi e inquietanti, tuttavia senza mai perdere di vista l'humor nero che incornicia il tutto.

Un ragazzo di poche parole

È una specie di racconto grafico senza parole quello che compare sullo schermo, nel quale gli obiettivi da portare a termine non sono mai molto chiari sulle prime ma vengono esplicitati tramite fumetti e disegni, quando non devono ovviamente essere dedotti usando un minimo di intuizione. La struttura deriva direttamente dalla tradizione delle avventure grafiche, con una sorta di interfaccia dinamica che può subire alcune variazioni a seconda delle situazioni. Di base, il protagonista si controlla direttamente con lo stick analogico, mentre gli elementi sensibili sullo schermo vengono evidenziati con delle frecce quando ci si avvicina per indicare le possibili interazioni. In certi casi spunta addirittura il buon vecchio cursore, nelle sezioni in cui è possibile avere una visione più ravvicinata degli oggetti da raccogliere o delle specie di mini-game con puzzle assortiti. Le interazioni con oggetti ed elementi dello scenario sono contestuali e spesso poco prevedibili, ma sempre molto divertenti, seguendo la linea umoristica-horror che caratterizza tutta la produzione.

Trattandosi di un ragazzo con la testa/lampadina, la sua caratteristica è di poter illuminare l'ambiente, e questo porta alcune conseguenze nel suo percorso contro le tenebre incombenti. In generale, si tratta solitamente di combinare oggetti tra loro e questi con elementi dello scenario per ottenere vari effetti e proseguire da una stanza all'altra della grande magione di famiglia. Sebbene l'esplorazione risulti sempre godibile, grazie anche alla splendida caratterizzazione, e le interazioni del protagonista con scenario e personaggi siano spesso molto divertenti, la costruzione degli enigmi nella maggior parte dei casi non risulta più di tanto brillante, con la soluzione che risulta o alquanto evidente, vista la scarsità di variabili da prendere in considerazione, oppure un po' fortuita, da trovare mischiando insieme i pochi elementi a disposizione attraverso qualche tentativo. D'altra parte, non potendo contare su alcun tipo di testo o dialogo, l'immediatezza e la relativa semplicità dei costrutti puzzle è inevitabile e anzi auspicabile per non rendere il tutto eccessivamente criptico.

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Raccapriccio e simpatia

L'abbiamo già detto ma lo ribadiamo ancora una volta: l'estetica di Bulb Boy varrebbe da sola il prezzo del biglietto, che peraltro è anche piuttosto economico per 7,99 euro. È chiaro che l'intero design del gioco, dalle interazioni con oggetti e scenari alla costruzione degli enigmi, deriva prima di tutto da una notevole coerenza nella visione artistica di base. Il team polacco, composto praticamente da due soli membri, è riuscito a mettere insieme un piccolo gioco (anche come durata, visto che si conclude in circa due ore) dotato di un'identità veramente forte e di un grande fascino. La sua coerenza è pure notevole: la decisione di eliminare completamente qualsiasi tipo di comunicazione verbale è ben supportata dall'estrema espressività dei personaggi, mentre la forte caratterizzazione delle ambientazioni vale anche da sola come spinta ad esplorare la magione e proseguire nel gioco. Come soluzioni tecniche, Bulb Boy sfoggia una grafica in 2D estremamente curata dal punto di vista stilistico con alcuni tocchi di grande classe, come il particolare sistema di illuminazione che accompagna i movimenti del protagonista, essendo una sorta di lampadina umana, e la strana scelta cromatica incentrata sulle sfumature di verde, rosso e nero, in grado comunque di sprigionare una potenza espressiva di grande impatto. Il contrasto tra la caratterizzazione cartoonesca e l'efferatezza di certe scene non è cosa nuova, e gli appassionati di varie serie di Cartoon Network e dintorni (Ren & Stimpy, Leone il Cane Fifone, Adventure Time) hanno ben presente l'attrattiva che questo può esercitare, ma il senso di mistero, angoscia e tenerezza che questo strano mondo creato da Bulbware riesce a scatenare tutti insieme, anche grazie alla totale assenza di comunicazione tradizionale, è veramente qualcosa di particolare.

Versione testata
Nintendo Switch
Digital Delivery
Steam, Nintendo eShop
Prezzo
7,99 €
Multiplayer.it

7.8

Lettori (3)

4.8

Il tuo voto

Come il suo piccolo protagonista-lampadina in mezzo alle tenebre più nere, Bulb Boy rifulge grazie alla sua caratterizzazione audio-visiva in mezzo alle tante produzioni indie similari. Come spesso accade, il rovescio della medaglia in un progetto così intriso di stile è una certa semplicità sul fronte ludico, o comunque una minore profondità sul fronte del game design rispetto all'estetizzante direzione artistica. In effetti gli enigmi non sono forse memorabili e le due ore di gioco richieste per la conclusione passano inesorabilmente in fretta. Tuttavia le sensazioni che scaturiscono da questo strano viaggio valgono ampiamente il prezzo d'acquisto e chi è in cerca di qualcosa di particolarmente strano su Nintendo Switch non dovrebbe davvero lasciarsi sfuggire questa piccola, inquietante e incantevole fiaba.

PRO

  • Meravigliosa caratterizzazione
  • Alcuni passaggi di grande impatto
  • Prezzo molto accessibile

CONTRO

  • Decisamente corto
  • Enigmi non troppo profondi
  • Situazioni a volte poco comprensibili