Rampage - Furia animale: la recensione 1

Il videogioco anni '80 arriva sul grande schermo: Rampage è un onesto e divertente monster movie, che basa tutto sul carisma delle sue gigantesche bestie protagoniste, tra cui spicca Dwayne "The Rock" Johnson.

RECENSIONE di Valentina Ariete —   18/04/2018

Indice

Il cabinato arcade di Rampage, picchiaduro creato nel 1986 da Midway Games, è rimasto nel cuore di molti cresciuti negli anni '80 (e che hanno passato molto tempo nelle sale giochi), perché offriva la possibilità di giocare contemporaneamente in tre: ognuna delle tre postazioni controllava infatti uno dei mostri protagonisti, il gorilla George, il lupo mannaro Ralph e il dinosauro Lizzie.

Rampage - Furia animale: la recensione

I trio bestiale nel gioco si limita a distruggere palazzi delle più importanti città degli Stati Uniti e a mangiare elicotteri e militari arrivati sul posto per fermarli. Un'esperienza di gioco fantastica, una storia un po' scarna per farne un film. Invece Warner Bros. ha deciso di mettere insieme un plot più articolato, dando così vita a Rampage - Furia animale, nelle sale italiane dal 12 aprile, che affida tutto alla coppia collaudata formata dal regista Brad Peyton e Dwayne "The Rock" Johnson, al terzo film insieme dopo Viaggio nell'isola misteriosa (2012) e San Andreas (2015).

Rampage e le sue bestie: tre animali geneticamente modificati e The Rock

Rampage - Furia animale: la recensione

Per contestualizzare (e spiegare) l'origine dei tre mostri protagonisti, Rampage - Furia animale parte con un prologo che sembra la versione finita male di Gravity di Alfonso Cuarón: a bordo di una stazione spaziale, una scienziata cerca di salvarsi fuggendo da strane creature mutanti che hanno preso il controllo, uccidendo tutto l'equipaggio. Obbligata dai suoi superiori a portare con sé parte della sua ricerca, la donna recupera tre fiale contenenti un virus potenziato. Inutile dire che queste finiscono letteralmente nelle fauci di tre animali terrestri: un coccodrillo, un lupo e un gorilla albino, George, ospite del San Diego Sanctuary, amico del primatologo Davis Okoye (Dwayne Johnson), con cui comunica tramite il linguaggio dei segni. Quando George comincia a crescere a dismisura e a cambiare completamente carattere, Davis capisce che c'è qualcosa di spaventoso sotto e trova nella genetista Kate (Naomie Harris, la Moneypenny della saga di James Bond) e nell'agente Harvey Russell (Jefrey Dead Morgan, il Negan di The Walking Dead) degli alleati con cui cercare di salvare il suo amico e Chicago, che le tre bestie hanno preso di mira.

Rampage - Furia animale: la recensione

Comprimari di grande carisma

Quello che, sulla carta, sembrava destinato a diventare una versione costosa dei film di serie B della Asylum, risulta fin da subito un onesto e divertente monster movie, in cui le spettacolari creature - realizzate dalla Weta Digital di Peter Jackson, la stessa società che si è occupata degli effetti speciali di Il Signore degli Anelli e Avatar, ormai leader mondiale nell'arte della motion capture - hanno un contraltare altrettanto carismatico nei protagonisti umani.

Rampage - Furia animale: la recensione

Dwayne Johnson è ormai una delle più grandi star action contemporanee, un uomo in grado di trasformare in oro qualsiasi franchise, da Fast and Furious, al recente Jumanji, non soltanto grazie alla sua prorompente fisicità: il suo punto di forza è infatti un mix perfetto di physique du rôle, carisma, autoironia e intelligenza nel capire i desideri del pubblico. Accanto a lui due personaggi femminili per una volta non stereotipati: Harris, che viene dalla nomination all'Oscar per il film Moonlight, è qui una scienziata brillante, in grado di trovare rapidamente soluzioni anche nelle situazioni più disperate, mentre Malin Åkerman (Spettro di Seta in Watchmen di Zack Snyder, sempre più somigliante a Lucy Lawless) è fantastica nel ruolo dell'antagonista, Claire Wyden, a capo dell'azienda che ha creato il virus, che non esita a sparare e non si fa intimidire da niente e nessuno, nemmeno The Rock.

Rampage - Furia animale: la recensione

Jeffrey Dean Morgan sembra invece rimasto parzialmente intrappolato nel personaggio di Negan di The Walking Dead: alla mazza da baseball sostituisce un cinturone con pistola e alla giacca di pelle un completo elegante, ma il sorriso è quello, l'andatura dinoccolata anche, l'umorismo irresistibile pure: e va benissimo così.

Un onesto (e divertente) monster movie

Rampage - Furia animale: la recensione

Azione, battute, effetti speciali all'altezza: Rampage - Furia animale non ha nessuna pretesa di cambiare la storia del cinema e si limita a confezionare un prodotto di puro intrattenimento, perfettamente consapevole della propria natura. Il rapporto tra il protagonista e il gorilla George regge e diverte (sì, anche quando fa i gestacci), la sfrontatezza di Morgan anche, e una villain donna che non ha paura o rimorso di lasciarsi andare completamente al Lato Oscuro è una boccata d'aria fresca. Preso per quello che è, Rampage - Furia animale fa egregiamente il proprio lavoro, anzi: è un peccato che la distruzione dei palazzi di Chicago non arrivi prima, limitandosi alla parte finale. Il film ha però almeno altre due cartucce a effetto da giocarsi: la scena in aeroplano e quella, inquietante e divertente allo stesso tempo, nella foresta, con protagonista Joe Manganiello.

Rampage - Furia animale: la recensione
Multiplayer.it

6.5

La consolidata coppia formata dal regista Brad Peyton e Dwayne Johnson, al terzo film insieme, confeziona un monster movie onesto e divertente, con protagonisti umani carismatici tanto quanto i tre mostri protagonisti, animati perfettamente dalla Weta Digital di Peter Jackson. Un prodotto di puro intrattenimento, che è perfettamente consapevole di non puntare a cambiare la storia del cinema e per questo scivola facile e senza pretese.

PRO

  • Dwayne Johnson è ormai una garanzia quando si tratta di film action
  • Gli attori comprimari sono tutti perfettamente in parte
  • Le tre creature sono spettacolari

CONTRO

  • È un peccato che la distruzione dura e pura non cominci prima
  • L'umorismo semplice e di pancia potrebbe far storcere il naso a qualcuno
  • Jeffrey Dean Morgan sembra Negan di The Walking Dead: ma va bene comunque