H1Z1: la recensione su PlayStation 4 15

H1Z1 prova a riprendersi il mercato dei Battle Royale, ce la farà?

RECENSIONE di Tommaso Valentini   —   01/06/2018

Indice

Tutti sembrano essere interessati ad arrivare sul mercato con il loro personalissimo Battle Royale e i giocatori si stanno dividendo in due frange ben distinte. C'è chi si lamenta dopo un paio di titoli di questo genere per la saturazione del mercato e chi, invece, è desideroso di sperimentare nuove idee e osservare come possano evolversi. Dal canto nostro ci troviamo in una via di mezzo quasi perfetta: se è vero che siamo molto curiosi di vedere nuove feature e meccaniche che possano ampliare il concetto alla base di giochi come Fortnite o Playerunknown's Battlegrounds, dall'altra è anche vero che non ne possiamo già più di semplici cloni desiderosi di giungere sul mercato solo con l'intento di rastrellare qualche acquirente con il minimo sforzo. Ben vengano dunque titoli come Project Darwin ad esempio, ma stiano tranquillamente fuori dal radar produzioni alla Royal Heights, pronte a chiudere baracca e burattini nel giro di qualche settimana senza lasciare il benché minimo valore aggiunto. Siamo altresì curiosi di capire un mercato così frizzante se possa strutturarsi con un modello free to play o se riuscirà invece a costruire le fondamenta facendo pagare un biglietto di ingresso anche piuttosto cospicuo, o ancora se potrà sopravvivere in futuro solo come modalità extra per giochi multiplayer, come Call of Duty: Black Ops 4 ha mostrato. Insomma, siamo solo agli inizi di questo boom e strappa un sorriso vedere arrivare in questi giorni su console uno dei titoli che ha fatto da apripista, quell'H1Z1 che sembra proprio non volerne sapere di restare nel dimenticatoio e che è tornato in versione gratuita nel tentativo di riprendersi quella fetta di mercato che gli spetta di diritto. Nonostante le molteplici diatribe e vicissitudini legate alla versione PC, che non terremo in considerazione dunque in questa recensione dell'open beta, H1Z1: Battle Royale giunge su PlayStation 4 in modalità completamente gratuita pronto a fare una guerra spietata di numeri al fratellastro a pagamento. Varrà la pena farci un giro sopra?

Qualcosa di nuovo sotto il sole?

Non crediamo ci sia bisogno i spiegarvi nuovamente il concetto dettagliato alla base del gameplay di H1Z1, visto che non si discosta minimamente dai Battle Royale canonici. Cento giocatori paracadutati in una zona di guerra devono sopravvivere armandosi con gli equipaggiamenti di fortuna trovati sul campo, cercando poi di massacrare gli altri contendenti in una competizione fratricida che vedrà un unico vincitore. A spingere il piede sul'acceleratore ci pensa poi una costante pressione attuata da agenti esterni incontrollabili, che riducono a intervalli regolari l'area giocabile costringendo i superstiti a convergere in un punto specifico, meccanica utile a mantenere le partite sempre molto accese e interessanti. Né più né meno insomma di quanto già visto altrove, per un risultato che si fa apprezzare vista la solidità della formula ma che non aggiunge davvero nulla di nuovo.

H1Z1: la recensione su PlayStation 4

Ci deve pensare il gameplay allora a rinfrescare la situazione, a spingere ai giocatori a restare connessi ai server e trovare qualcosa che Fortnite e Playerunknown's Battlegrounds non offrano già. La prima grossa differenza la si trova non appena lasciata la lobby pre partita, con il nostro personaggio paracadutato senza alcun preavviso nell'area di gioco. Non è infatti possibile un punto preciso in cui lasciarsi cadere ma bisognerà accettare la sorte e sperare di trovare al nostro atterraggio una zona a noi congeniale. H1Z1 non lesina però in armamenti vari e veicoli, presenti in gran numero su tutta la regione. Si iniziano così a raccogliere le prime armi di fortuna, pistole e fucili a pompa solitamente, facendo incetta di munizioni e poi si cercano corpetti antiproiettili e caschi per resistere meglio ai danni dei colpi. Non ci sono armi corpo a corpo e non esistono nemmeno scudi a proteggere la nostra barra di energia: H1Z1 tenta di essere molto più frenetico rispetto ai diretti competitor, riuscendo nell'impresa in maniera agevole. Il prezzo da pagare per essere più veloce e immediato è però la semplificazione di numerose meccaniche, come la mancanza totale di gadget e attachment per le armi, ma anche di un sistema balistico che pur non arrivando agli estremi arcade di Fortnite tenta di tenersi alla larga anche dal realismo più marcato di Player's Unknown.

H1Z1: la recensione su PlayStation 4

Uno contro cento

Mentre la nube di gas stringe la mappa ci si trova così coinvolti in scontri a fuoco rapidissimi, con un time to kill abbastanza elevato da permettere di reagire agevolmente alle prime sventagliate prese nella schiena. Avrete infatti quasi sempre il tempo di girarvi, comprendere la situazione e reagire al fuoco, a meno di essere bersagliati da distanze siderali da un abile cecchino che, vista la ridotta curva di caduta dei proiettili, non farà troppa fatica a tenervi sotto tiro. H1Z1 tuttavia cerca di non farvi mai girare per la mappa a piedi, mettendo a disposizione in numero spropositato veicoli di vario genere, dai quad alle macchine. Gli scontri diventano una bagarre di sportellate e colpi di fucile, di uccisioni stradali e di headshot dalla distanza, per un caos a schermo difficile da trovare negli altri contendenti. Avendo tolto mirini, caricatori e silenziatori dalle armi tutto il sistema di inventario è stato semplificato, chiedendovi solo di premere un tasto per equipaggiare un'arma trovata al suolo e indossare uno zaino per aumentare il numero delle armi trasportabili, da scegliere poi agendo sull'inventario circolare da richiamare velocemente in partita come nei migliori sparatutto interza persona. Si gioca velocemente dunque, ragionando in fretta e prendendo decisioni spesso avventate per assicurarsi le armi migliori, in grado di offrire sicuri vantaggi, ma ottenibili solo ed esclusivamente dai drop aerei che tentano disperatamente di alzare ulteriormente il ritmo di gioco.

Una buona beta

Lo status di open beta lascia ovviamente intendere che ci saranno notevoli cambiamenti nel corso delle prossime settimane, migliorie e aggiornamenti contenutistici atti a rimpolpare l'offerta ludica. Al momento H1Z1 si presenta con una sola mappa e la possibilità di mettersi in coda per partite in solitaria, a coppie o in squadra il tutto con il fine di ottenere più crediti possibili per acquistare skin per le armi, emoticon e le consuete personalizzazioni per i nostri alter ego virtuali. Si può accelerare il processo attraverso l'acquisto di valute ma è un'operazione che resta rinchiusa nell'ambito estetico, una scelta ormai canonica e apprezzata dalle community, che possono così giocare ai titoli senza spendere un centesimo ed eventualmente sostenere i progetti a loro discrezione. Nemmeno il PlayStation Plus è richiesto per accedere ai server online, ulteriore incentivo per spingere chiunque a fare almeno una capatina e dare una sbirciata a questa nuova versione. Tecnicamente H1Z1 non mette sotto pressione la console ma la fluidità è ottima, così come la stabilità dei server. A mostrare il fianco è invece la varietà dell'ambientazione, priva di zone sostanzialmente differenti tra loro come accade su Fortnite, ad esempio, ma anche la gestione delle ombre e dei modelli in lontananza, che non sempre vengono caricati per tempo.

H1Z1: la recensione su PlayStation 4
Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

7.5

Lettori (22)

5.9

Il tuo voto

Non ci sono motivi particolari per non consigliare agli appassionati di Battle Royale di fare un giro anche su H1Z1. Una volta scaricato il titolo potrete infatti giocarci in maniera completamente gratuite e scoprire una produzione capace di inserirsi perfettamente tra i due colossi al momento sul mercato. H1Z1: Battle Royale si allontana dal realismo accentuato di Player Unknown's semplificando diverse meccaniche, senza però ad arrivare al puro arcade di Fortnite. Purtroppo pur con queste qualità le novità si contano davvero sulle dita di una mano e la longevità del tutto è demandata unicamente al gusto del giocatore. Rivoluzionare il genere insomma non è compito di quest'opera e, con tutta probabilità, non lo sarà nemmeno con le future patch.

PRO

  • Partite più veloci e immediate
  • Una buona via di mezzo tra PUBG e Fortnite
  • La gratuità è sempre un punto a favore

CONTRO

  • Nessuno stravolgimento per il genere
  • Qualche lieve problema tecnico