Spiriti in bianco e nero  0

Il creatore di Dark Fall porta su PC un'avventura di stampo classico, che si distingue per l'atmosfera surreale e il particolare stile grafico.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   01/12/2009

I protagonisti di film e romanzi horror sono sempre dei gran curiosoni. Salta la luce proprio quando un pericoloso serial killer è stato avvistato in città? Loro vanno subito a controllare la centralina dell'impianto elettrico. Da una casa abbandonata provengono rumori spettrali? Entrano di corsa per dare un'occhiata. Insomma, amano cacciarsi nei guai. Nigel Danvers, il personaggio che controlliamo in The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi non fa eccezione.

La sua missione è indagare sui misteri di Saxton, una città che si trova sulle coste dell'Inghilterra, e per svelarli non si tirerà indietro di fronte a nulla. Il suo equipaggiamento è costituito dai più sofisticati dispositivi per la rilevazione degli ectoplasmi, strumenti di grande precisione che usati nel modo giusto possono davvero rivelare presenze ultraterrene, talvolta benevole ma spesso malvagie. Danvers arriva alla stazione ferroviaria di Saxton e si rende conto che qualcun altro sta seguendo la sua stessa pista. Fra strani avvistamenti, luoghi misteriosi e abitanti più o meno restii a collaborare, la sua determinazione lo porterà a incontrare dei veri fantasmi e a tentare di comprendere il motivo della loro presenza.

Acchiappafantasmi

Gli appassionati di avventure "punta e clicca" non troveranno alcuna difficoltà a prendere confidenza con le meccaniche che regolano il gameplay di The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi. Ci troviamo infatti di fronte a un prodotto di stampo classico, con un'interfaccia semplice e priva di elementi innovativi, in cui bisogna interagire con tutti i personaggi e affrontare di volta in volta ogni ramificazione dei dialoghi, perché molto spesso nelle parole dei nostri interlocutori si cela la chiave per la risoluzione di un enigma e per il prosieguo della storia.

Il puntatore segnala in maniera chiara la presenza di zone interagibili nello scenario, gli enigmi come al solito vengono rappresentati visivamente da schermate apposite e la loro risoluzione appare generalmente priva di salti logici oscuri. Gli sviluppatori hanno inoltre optato per un approccio agli enigmi circoscritto alle location in cui si trovano, dunque per risolvere un determinato rompicapo non dovremo cercare indizi al di fuori della zona in cui questo si trova. L'esperienza risulta certamente semplificata da questo punto di vista, ma una soluzione alternativa avrebbe magari dato vita a episodi di frustrazione e a punti morti che avrebbero caricato ulteriormente il gioco di pause e ritmi tutt'altro che serrati. Ed è proprio questo uno dei difetti del titolo realizzato da Blue Label Entertainment: i movimenti del protagonista sono estremamente lenti e tutta la fase esplorativa ne risente. Le trenta ore circa che costituiscono l'avventura, insomma, includono un bel po' di inutili attese.

La verità risiede nelle sfumature

La realizzazione tecnica del gioco risulta quantomeno controversa. L'adozione del "bianco e nero" (rappresentato da una semplice scala di grigi piuttosto che da una qualche soluzione più "artistica") costituisce una precisa scelta di stile, laddove alcuni elementi dello schermo appaiono invece colorati.

Questo tipo di soluzione finisce per valorizzare alcune sequenze, in particolare quelle girate con la videocamera e i dispositivi di rilevamento, ma non può in alcun modo mettere una pezza su quelle che sono le mancanze tecniche di TLC: il design dei personaggi è mediocre, la qualità delle animazioni sarebbe risultata scarsa anche dieci anni fa e il carattere "low budget" del progetto si nota fin da subito. Ci sono team di sviluppatori che sono riusciti a conferire ai loro prodotti un aspetto visivo di qualità nonostante le scarse risorse a disposizione, ma non è questo il caso. Per quanto concerne il sonoro, musiche e suoni concorrono alla creazione di una buona atmosfera, ma la piattezza dei dialoghi (parlati in un Inglese da manuale, come minimo fuori luogo) rema un po' contro.

Multiplayer.it

7.0

Lettori (10)

7.0

Il tuo voto

The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi è un'avventura punta e clicca di tipo classico, con una trama coinvolgente, una grande quantità di enigmi e una serie di trovate interessanti, che quasi sempre ruotano attorno agli strumenti che il protagonista può utilizzare per rilevare la presenza di fantasmi. È chiara l'intenzione degli sviluppatori di rivolgersi a un pubblico di soli appassionati del genere, e da questo punto di vista l'obiettivo viene centrato senza problemi visto che gli elementi fondamentali risultano tutti all'altezza della situazione e non c'è nulla fuori posto (anzi, i contenuti appaiono anche troppo schematizzati nella loro disposizione). Purtroppo l'esperienza viene viziata da una serie di problemi tutt'altro che trascurabili: la lentezza del personaggio, i numerosi tempi morti, l'obbligo di sviscerare tutti i dialoghi e una realizzazione tecnica davvero mediocre, che trova una propria dimensione solo nella coraggiosa scelta del bianco e nero. Un prodotto riuscito a metà, in definitiva.

PRO

  • Trama coinvolgente, grande atmosfera
  • Un gran numero di enigmi e situazioni
  • Gameplay assolutamente classico...

CONTRO

  • ...e dunque tutt'altro che rivoluzionario
  • Grafica a tratti inguardabile
  • Ritmo molto lento

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Ahtlon64 X2 5000+
  • 4 GB di RAM
  • Scheda video ATI Radeon HD4870 con 1 GB di RAM
  • Windows 7 Home Premium 32 bit
Requisiti minimi
  • Processore Pentium 2 o equivalente
  • 512 MB di RAM
  • Scheda video compatibile DirectX 9, con 128 MB di RAM
  • 1,2 GB di spazio libero su hard disk
  • Windows XP SP2 o Windows Vista
Requisiti consigliati
  • Processore Pentium 4 o equivalente
  • 1 GB di RAM
  • Scheda video compatibile DirectX 9, con 128 MB di RAM
  • 1,2 GB di spazio libero su hard disk
  • Windows XP SP2 o Windows Vista