A Painter’s Tale: Curon, 1950, la recensione: un viaggio tutto italiano

Un perla emersa dalle acque del lago di Resia: la recensione dell'italianissimo A Painter's Tale: Curon, 1950.

RECENSIONE di Luca Olivato   —   24/02/2021
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Tra i (tanti) meriti di Netflix c'è quello di aver riportato alla luce alcuni episodi dell'Italia del dopoguerra che il boom economico aveva ingiustamente fatto passare in secondo piano. È stato il caso dell'Isola delle Rose ed è il caso del paesino di Curon, sacrificato sia dalla metonimia, che gli ha preferito Resia (che di Curon è una frazione), sia soprattutto dalla Montecatini, storico colosso edilchimico a cui fu affidato l'appalto per la creazione di un bacino artificiale, unendo i piccoli laghi naturali che si trovavano nel comprensorio altoatesino. Chissà se i tre ragazzi bolognesi che compongono i Monkeys Tales Studio si sono ispirati alla recente serie TV di Ezio Abbate o al documentario Il paese sommerso per la loro opera prima. Sia come sia, la recensione di A Painter's Tale: Curon, 1950 parla di un titolo che può essere catalogato nel genere dei "walking simulator", dove c'è poco altro da fare oltre che scoprire il delizioso borgo di montagna e l'assurda avventura che sta vivendo Tommaso, giovane pittore catapultato nei giorni immediatamente precedenti alla distruzione programmata del paesino.

La trama

Può sembrare strano, ma buona parte di questa meraviglia è opera dell'uomo
Può sembrare strano, ma buona parte di questa meraviglia è opera dell'uomo

Tommaso, un giovane pittore in crisi d'identità, viene rapito dalla bellezza delle Alpi Venoste mentre ritrae il famoso campanile sommerso. Si risveglia nel 1949, vale a dire nelle fasi finali della vecchia Curon, rivivendo in prima persona il dolore dei giorni che precedettero l'allagamento del borgo. Qui fa la conoscenza di Ida, giovane vedova di guerra; di padre Alfred; dell'albergatore Heinrich e della voluttuosa figlia Ludovica che sembra aver perso la testa per il fedifrago ing. Golini, a capo del progetto di Montecatini. La storia è un mix riuscito tra finzione e realtà, dove la prima è solo lievemente abbozzata per lasciar spazio all'efficacia del racconto della vita di quegli anni, viaggiando per luoghi e avvenimenti realmente accaduti, come il (vano) tentativo di intercessione del parroco presso la Santa Sede o la difficile convivenza tra italiani e tedeschi.

Sulla falsariga di quanto accade in Valiant Hearts: The Great War, l'opera ha anche un intrinseco valore culturale: man mano che si procede, il diario si popola di voci che raccontano interessanti aneddoti dell'epoca e della cultura altoatesina. Il fil rouge che lega i tre atti di cui si compone A Painter's Tale è proprio la pittura: l'arte che permette a Tommaso di riportare in vita la memoria storica di Curon. Come scritto inizialmente, si tratta di un vero e proprio walking simulator e come tale la struttura di gioco è ridotta all'osso: a volte sembra che ci siano delle strade alternative da percorrere a seconda della risposta, ma all'atto pratico ogni scelta viene fatta convergere sull'unico finale previsto dagli sviluppatori. Ci sono un paio di minigiochi elementari che avrebbero meritato di essere approfonditi maggiormente per dare più spessore all'esperienza di gioco, che si conclude in meno di due ore.

Un po' racconto, un po' documentario

Il progetto del lago di Resia, ottenuto unificando tre piccoli laghi naturali (quello omonimo, quello di Curon e quello di San Valentino alla Muta), è figlio del ventennio e nacque verso la fine degli anni Trenta per favorire l'approvvigionamento elettrico della vicina Bolzano; congelato dalla Grande Guerra, i cui bombardamenti toccarono anche quelle zone, venne ripreso solo alla fine degli anni Quaranta. Inizialmente era previsto un innalzamento delle acque di soli cinque metri: un limite che avrebbe permesso al paese di sopravvivere. In seguito alla decisione di aumentare a ventidue metri la profondità del bacino, la popolazione fu fatta evacuare in angusti prefabbricati costruiti poco più a monte e il centro abitato, composto da 163 case, raso al suolo, ad eccezione del solo campanile, la cui sommità è stata risparmiata dalle acque e che oggi rappresenta la più celebre attrazione turistica prima del confine con l'Austria.

Tecnica

I luoghi rappresentati erano realmente esistenti
I luoghi rappresentati erano realmente esistenti

Per la realizzazione tecnica i ragazzi di Monkeys Tales si sono affidati alla tecnica Voxel, grazie alla quale sono stati in grado di riprodurre con dovizia di particolari il borgo alpino, partendo dal plastico presente nel museo di Curon. Stona la scelta di adottare lo stile super-deformed per i personaggi, poiché li rende inespressivi anche in momenti particolarmente drammatici, dove una maggior caratterizzazione avrebbe permesso un più elevato livello di pathos. Un ruolo di prim'ordine è affidato alla perfetta colonna sonora realizzata da Marta Ascari, storica collaboratrice di Monkeys Tales e liberamente fruibile da questo sito.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Sistema operativo: Windows 10 Pro 64bit
  • Processore: AMD Ryzen 9 3950X
  • Memoria: 32 GB di RAM
  • Scheda video: AMD Radeon RX 6800 XT

Requisiti minimi

  • Sistema operativo: Windows 7 SP1+ o superiore
  • Processore: 3 Ghz Dual Core CPU
  • Memoria: 2 GB di RAM
  • Scheda video: 4GB video (shader model 4.0)
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 7 GB di spazio disponibile

Requisiti consigliati

  • Sistema operativo: Windows 7 SP1+ o superiore
  • Processore: 3,5 Ghz Dual Core CPU
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: 6GB video board (shader model 4.0)
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 7 GB di spazio disponibile

Commento

Digital Delivery
Steam
Prezzo
6,90 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (4)

9.4

Il tuo voto

A Painter's Tale: Curon, 1950 è una piccola gemma che, oltre all'indiscutibile valore artistico, ha il merito di trattare con sensibilità e accuratezza la vicenda del borgo sudtirolese. Il lavoro svolto dai ragazzi di Monkeys Tales Studio, pur tra le evidenti ristrettezze economiche, è egregio, aiutato anche dall'ottima colonna sonora di Ascari. Una maggiore varietà nei minigiochi avrebbe permesso di aumentare la longevità che è ai minimi sindacali, ma giustificata dall'onestissimo prezzo a cui viene proposto

PRO

  • Una storia ben riuscita tra fiction e realtà
  • Atmosfere suggestive
  • Valore documentaristico
  • Buona realizzazione tecnica
CONTRO
  • Le scelte non influenzano la trama
  • Minigiochi ridotti all'osso
  • Un po' troppo breve