A Total War Saga: Troy, la recensione

La recensione di A Total War Saga: Troy, il nuovo strategico di Creative Assembly completamente immerso nella mitologia greca

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   14/08/2020
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Indice

La storia dovreste conoscerla, ma ripassiamola a onore della recensione di A Total War Saga: Troy, l'ultima fatica di Creative Assembly. Siamo in una Grecia frammentata in tanti piccoli regni, nel tempo del mito. Con l'aiuto degli dei Paride, il figlio di re Priamo di Troia, ha rapito Elena, moglie di Menelao, re di Sparta, considerata come la donna più bella del mondo, scatenando una guerra su vasta scala che durerà dieci anni. Alla testa dell'esercito degli achei c'è Agamennone, fratello di Menelao, che proprio non ha gradito il comportamento del rapitore e della cognata. Insieme a lui un mucchio di altri eroi, tra i quali il fantasista Pelide Achille, cantato da muse o dive, a seconda della traduzione dell'Iliade, la cui ira funesta addusse infiniti lutti agli Achei e... avete capito.

In termini filologici Troy è il nuovo esponente della mini serie "Total War Saga", il cui precedente capitolo fu il discutibile Thrones of Britannia, ricordato da molti come il peggior Total War di sempre. Qui le cose vanno molto meglio, nonostante alcuni grossi problemi che illustreremo analizzandolo. Di base sembra che gli sviluppatori non siano riusciti ad amalgamare le varie idee che hanno messo in campo per differenziare Troy dagli altri Total War, penalizzando in particolare la struttura di gioco, nonostante alcune ottime intuizioni.

Struttura di gioco

In termini di struttura di gioco Troy si presenta come un Total War classico, caratterizzato quindi da due fasi ben distinte: quella strategica, in cui si spostano le truppe e si gestiscono le città possedute su di una mappa generale del mondo di gioco, e quella tattica, in cui si guidano gli eserciti in battaglia. All'inizio del gioco bisogna selezionare una delle otto fazioni disponibili, ognuna caratterizzata da un diverso eroe principale, da una diversa quantità di risorse e da una missione epica unica legata all'eroe selezionato.

L'obiettivo finale è però per tutti lo stesso: distruggere Troia o difenderla. In questo senso A Total War Saga: Troy si presenta come il capitolo più guidato dell'intera saga, in cui tutti gli sforzi finiscono per convergere in un'unica direzione, nonostante il gameplay in sé rimanga aperto all'iniziativa del giocatore, che può scegliere come comportarsi per sconfiggere Ettore e i suoi.

Divinità

Lo scenario di Troy è un miscuglio tra mitologia e realismo. Da una parte ci sono dei sistemi di gioco che pescano a piene mani dal racconto epico, coinvolgendo le divinità del pantheon olimpico e il loro influsso su eroi ed eserciti, dall'altra Creative Assembly ha evitato accuratamente di introdurre creature fantastiche, nonostante ne abbia mantenuto la nomenclatura. Così giganti, minotauri, centauri e quant'altri sono soltanto uomini dalle caratteristiche peculiari, che si riflettono nel loro modo di combattere. Ad esempio i giganti sono degli omaccioni rudi e pelosi, mentre i centauri sono delle truppe a cavallo, particolarmente efficaci visto che per il resto in Troy manca completamente la cavalleria.

A Total War Saga Troy 2

Le divinità sono la novità migliore e più riuscita. Sostanzialmente il giocatore deve riuscire a ottenerne il favore costruendo templi a loro dedicati e svolgendo sacrifici in loro onore. In questo modo si ottengono bonus passivi differenti, preziosissimi in battaglia o nella semplice microgestione del nostro regno, come miglioramenti nella produzione o unità speciali. Compiacere le divinità è impegnativo e costa moltissime risorse, ma alla lunga si rivela la scelta migliore per avere vantaggi sugli avversari. Inoltre si tratta di un sistema ben integrato nel gioco, che aumenta la profondità del gameplay senza snaturarlo.

Risorse

Le risorse che determinano la ricchezza dei nostri possedimenti sono cinque: cibo, legname, bronzo, pietre e oro. Ogni città posseduta ne produce una certa quantità, con alcune specializzate in campi specifici.

A Total War Saga Troy 1

In caso di carenza di una data risorsa, è possibile usare la diplomazia per stringere accordi di scambio con le altre fazioni, con queste ultime che daranno più o meno valore a certe risorse a seconda della loro disponibilità.

La diplomazia è uno dei punti deboli del gioco. Le fazioni guidate dall'intelligenza artificiale hanno la strana tendenza a tormentarci con richieste continue e spesso assurde, pretendendo di essere aiutate anche quando non ne hanno strettamente bisogno, senza oltretutto rispettare i rapporti di forza. Al quarantesimo turno una fazione con due città che ne minaccia un'altra, la nostra, con più di quindici città, per avere un po' di bronzo mette allegria, come mette allegria vedere l'IA guidare muovere le sue truppe in modo anomalo per tutta la mappa, quasi che fosse indecisa sul da farsi.

La risorsa principale per il mantenimento dell'esercito è il cibo, mentre le altre servono soprattutto per il reclutamento e la costruzione o l'espansione di edifici. In caso di mancanza di cibo il morale delle truppe scenderà sotto zero e i nostri eserciti inizieranno a subire defezioni. Evitare di far crescere l'esercito oltre il livello di guardia è uno dei crucci maggiori delle fasi iniziali di ogni partita. Con il passare dei turni la situazione migliora e, allargati i propri possedimenti alle altre province, queste ultime formate sempre da una capitale e da qualche città minore, le risorse diventano un problema meno sentito.

Total War Saga Troy 03

Del resto sono proprio le risorse a guidare le conquiste iniziali, indirizzando l'espansione del giocatore verso le regioni che garantiscono il necessario approvvigionamento. Comunque sia verso la metà del gioco le fonti di risorse sono così numerose, tra territori, edifici che aumentano la produttività, editti che riducono le spese per l'esercito e altro ancora, che ci si può concentrare sugli aspetti militari, in particolare sul raccogliere le forze per andare a prendere Troia.

Battaglie

Quando si prova a conquistare una città o si affronta un esercito rivale, si può scendere direttamente sul campo di battaglia. In realtà si può anche optare per la risoluzione automatica degli scontri, opzione ottima in caso le forze in campo siano squilibrate e non si voglia perdere tempo. Cosa sarebbe però un Total War senza le battaglie di massa? Quelle di A Total War Saga: Troy non si discostano molto da quanto visto negli altri capitoli. L'interfaccia rimane identica, così come le fasi in cui è diviso lo scontro: posizionamento delle truppe, scontro e risoluzione. La novità più rilevante è l'assenza di cavalleria, che costringe a ripensare l'uso di alcune unità, come quelle armate di lancia e scudo, che possono alternarsi in difesa e in attacco a seconda delle occorrenze e che sono insolitamente veloci (del resto Achille, l'eroe più veloce, è armato proprio di lancia).

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Diciamo che gli scontri avvengono per larga parte tra unità di fanteria, il che non è male, vista l'epoca rappresentata. Queste ultime sono divise in classi e reagiscono in modo diverso ai terreni su cui si trovano. Su di un terreno regolare le unità pesanti hanno dei grossi vantaggi su quelle leggere, ma quando ad esempio si combatte in una palude, sono queste ultime ad avere il sopravvento, dato che vengono rallentate meno dal terreno avverso.

Gli eroi di loro sono meno determinanti di quanto il focus del gioco sulla loro presenza faccia pensare, al punto che conviene più dotarli di abilità che influenzino tutto l'esercito, che puntare su quelle che li potenzino singolarmente. Il loro impatto sulle battaglie è complessivamente discreto. Non aspettatevi quindi che riescano a risolvere da soli uno scontro. A volte si finisce addirittura per dimenticarsi della loro presenza. Strano visto che invece nella fase strategica sono i protagonisti assoluti ed è intorno a loro che si sviluppano tutte le campagne.

Durante le battaglie l'intelligenza artificiale si dimostra molto più abile che sulla mappa strategica. Del resto dopo così tanti Total War non stupisce più vedere gli eserciti rivali provare ad accerchiarci o sfruttare attivamente le risorse sulla mappa, come alture o boschi, per avere dei vantaggi. Come sempre dovremo muovere i nostri eserciti con un certo senno, elaborando tattiche in tempo reale per compensare le mosse dell'avversario.

Total War Saga Troy 02

Spostare l'intero esercito tutto insieme non è mai un'opzione, almeno non quando si è vicini al nemico. Conviene invece indirizzare le singole unità, mettendo magari in pausa l'azione per prendersi il giusto tempo, così da non essere soverchiati. Questo è vero in particolare quando si assaltano le mura di una città, dove solitamente si è bersagliati dai difensori nemici sin da subito e bisogna muoversi con rapidità e decisione per limitare le perdite. Diciamo che le battaglie sono la fase più riuscita del gioco... peccato per la mancanza di scontri in mare. In uno scenario in cui le unità si spostano moltissimo sull'acqua, si poteva fare qualcosa per sfruttare questo elemento.

Problemi

Un grosso problema di A Total War Saga: Troy è rappresentato dal ritorno degli agenti. Gli ultimi capitoli erano stati mondati da queste fastidiosissime unità, ma qui Creative Assembly ha deciso di reintrodurle, non riuscendo però a eliminare il profondo fastidio che rappresentano. Sostanzialmente gli agenti, sacerdoti, spie o girovaghi che siano, funzionano come se fossero una specie di intelligence, eseguendo varie azioni sulle città e sugli eserciti rivali per indebolirli e, magari, causare qualche insurrezione.

Total War Saga Troy 01

Sulla carta funzionano alla perfezione, ma quando ci si ritrova con decine di agenti che girano per la mappa e, di conseguenza, con decine di notifiche per le loro azioni, il rallentamento che producono nel gameplay diventa davvero urtante. Ben presto ci si trova a sognare che svaniscano nel nulla. Certo, in questo modo la fase strategica perderebbe un po' di peso, ma la soddisfazione di essersene liberati sarebbe infinitamente più appagante. Del resto un singolo agente costa, in termini di cibo per turno, più di un'armata di giganti, quindi non è nemmeno banale mantenerli.

Un altro problema di Troy è la sua struttura a imbuto. Creative Assembly ha fatto di tutto per aggiungere varietà e rendere unica ogni fazione, tra missioni epiche, caratteristiche peculiari degli eroi e quant'altro. Peccato però che l'obiettivo per tutti sia sempre lo stesso, ossia la distruzione di Troia, e, quindi, le fasi finali di ogni partita finiscano inevitabilmente per somigliarsi, sia che si sia scelta la via diplomatica e si porti l'attacco insieme a un gran numero di alleati, sia che si sia optato per espandersi il più possibile e si svolga la missione finale praticamente in solitaria. Questo rende Troy molto meno flessibile rispetto ad altri Total War. Quindi, dopo aver esaurito le campagne, gli stimoli a giocare vengono un po' meno e il cuore riconduce verso i più ampi e meglio strutturati Three Kingdoms e Warhammer 2.

Cosmesi

Graficamente Creative Assembly ha svolto un lavoro altalenante: da un lato ha ricostruito con cura le corazze dell'epoca, puntando a un buon realismo per le singole unità e gli eserciti, dall'altro non ha sfruttato come avrebbe potuto lo scenario, facendo delle scelte stilistiche davvero convenzionali. In effetti, a parte i vari menù, il cielo dell mappa strategica, disegnato come se fosse uscito da una ceramica greca, e una paletta dei colori che richiama le stesse, tutto il resto è davvero anonimo, anche quando ben realizzato.

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In particolare gli eroi sembrano tali per caso e non risaltano in nulla, a parte per le corazze che sembrano volerne suggerire lo status e, in parte, il carattere. Parlando di tecnica pura ci troviamo di fronte al solito, grande lavoro di Creative Assembly, che si pone come sempre al top del genere. In particolare le battaglie, che vedono confrontarsi centinaia, quando non migliaia di unità contemporaneamente, sono uno spettacolo. Spettacolo conosciuto, visto che non si discosta moltissimo da quello di altri Total War, ma sempre efficace in un genere che non ha mai fatto della grafica pompata il suo punto di forza.

La sostanza è che A Total War Saga: Troy appare inevitabilmente come un Total War minore, uno di quelli con cui si è provato a fare qualche esperimento di gameplay, senza però crederci molto. Sicuramente è migliore del già citato Thrones of Britannia, il Total War for dummies, ma non è certo uno dei capitoli essenziali, quelli senza cui non si potrebbe vivere felici. Essendo stato regalato ai giocatori c'è poco da lamentarsi, ma rimane comunque l'amarezza di trovarsi di fronte soltanto a un buon titolo cui sembra però mancare il favore degli dei.

Digital Delivery
Epic Games Store
Prezzo
49,99 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (19)

7.6

Il tuo voto

Migliore di Thrones of Britannia, A Total War Saga: Troy non riesce comunque a raggiungere il livello dei capitoli migliori della saga per via di una serie di problemi legati all'intelligenza artificiale, alla struttura troppo mirata e ad alcuni sistemi di gioco, come quello degli agenti, che ne minano le fondamenta. In linea di massima non è un brutto gioco, in particolare per le battaglie e per alcune intuizioni notevoli come l'introduzione del favore divino, ma non riesce comunque a raggiungere l'eccellenza sperata. Comunque la strada per gli spin-off della miniserie A Total War Saga è quella giusta.

PRO

  • Le battaglie sono sempre spettacolari e impegnative
  • L'introduzione delle divinità è un'ottima intuizione
  • Buon numero di contenuti

CONTRO

  • L'intelligenza artificiale nella fase strategica
  • La parte finale delle campagne
  • Gli agenti