Artifact, la recensione 78

Valve prova a sfidare Hearthstone e Magic con Artifact: vale la pena buttarsi nella mischia? Scopritelo nella nostra recensione

RECENSIONE di Tommaso Valentini   —   03/12/2018

Valve ha tenuto Artifact gelosamente custodito per diverso tempo, rivelandone poche caratteristiche solo nei mesi a ridosso del lancio. Inutile dire che le perplessità più comuni ai videogiocatori erano rappresentate unicamente dal modello di business scelto per questo Trading Card Game, venduto a prezzo pieno e senza alcuna valuta in game, e alle meccaniche di gioco che lo portano a un gradino sopra a quasi tutti i titoli di carte attualmente sul mercato, rivaleggiando persino con il sacro Magic: Arena. Dopo il lancio avvenuto qualche giorno fa ci siamo avvicinati con cautela al nuovo titolo di Richard Garfield avendo assorbito solo da più o meno brevi sessioni di streaming le meccaniche di base. Dopo averci passato però decine di ore sopra possiamo formulare un giudizio, lasciando da parte per un attimo i bilanciamenti del costruito, a causa della solita impossibilità di leggere un meta al momento troppo acerbo ma, soprattutto, anche vista l'attuale situazione del formato che risulta essere la parte meno interessante di questa produzione. Sorprendete? Decisamente si.

Un Trading Card Game o un gioco completo?

A poco meno di venti euro vi portate a casa Artifact, con un pacchetto iniziale che include due mazzi base, cinque pacchetti di carte da aprire nella speranza di trovare qualche rara in grado di farvi venire gli occhioni a forma di dollaro e cinque ticket per partecipare ai vari tornei nelle modalità "Esperto". Detto questo, una volta entrati in Artifact e superato lo snello menu vi accorgerete che tutto quello di cui avete bisogno per comprendere le meccaniche e divertirvi per ore e ore di gioco è già incluso nella spesa iniziale: non vi servirà aprire ulteriormente il portafogli per poter diventare esperti giocatori. Fino al 14 dicembre infatti, tutti avranno la possibilità di prendere parte al Gauntlet, una modalità di gioco particolare nella quale vengono messi a disposizione degli utenti sei mazzi costruiti con varie combinazioni di eroi, grazie ai quali cercare di accumulare il maggior numero di vittorie consecutive contro altri giocatori: semplice ma estremamente efficace per imparare tutte le basi del gioco. Le meccaniche, come dicevamo poc'anzi, sono tutto fuorché immediate o di facile apprendimento soprattutto data la mancanza di un tutorial approfondito. Vi basti sapere che una singola partita si svolge su un tabellone a tre corsie, scimmiottando i MOBA, e che i combattimenti di ogni singola lane si svolgono contemporaneamente. Ma non ci si ferma ovviamente qui visto che ogni mazzo conterrà al suo interno cinque eroi, ispirati all'universo di DOTA 2, ognuno con un colore specifico e grazie al quale sarà possibile lanciare incantesimi ed evocare creep della stessa tipologia. Se il vostro cervello già a questo punto ha iniziato a incepparsi, non vi preoccupate assolutamente: Artifact non è un gioco alla portata di tutti, né tanto meno vuole essere quel titolo dedicato ai casual player ma anzi vuole andare a prendere una specifica nicchia di super appassionati di giochi di carte e nel suo modo prepotente e furioso ci riesce alla grande.

Arriva dritto al punto perché una volta assimilate e digerite tutte le numerose meccaniche, ci si accorge di trovarsi per le mani un prodotto fresco e intelligente, uno di quei giochi di carte fatti di botta e risposta continui, entusiasmanti e intriganti per la mente, dove ragionare due o tre turni avanti è indispensabile per vincere.

Ci si accorge dopo aver giocato una partita, di aver passato trenta minuti o più a pensare ininterrottamente alle mosse da fare, in virtù del non aver un limite di carte da poter tenere in mano e dalla possibilità che l'avversario risponda ad ogni nostra singola mossa con uno stratagemma pronto a ribaltare tutta la strategia. Ogni turno di Artifact viene giocato da entrambi i duellanti, che si scambiano vicendevolmente l'iniziativa ad ogni carta utilizzata, fino quando tutti e due non si sentiranno soddisfatti o avranno finito le risposte o il mana a disposizione. Il sistema di risorse non prevede terre alla Magic ma si avvicina maggiormente ad Hearthstone, non ponendo però un limite ai turni accumulabili. Combattendo con il coltello tra i denti l'obiettivo è quello di radere al suolo due delle tre torri nemiche o, in alternativa, distruggere una sola torre e poi il cuore scoperto dell'avversario, con il doppio dei punti vita della torre precedentemente fatta a pezzi. In tutto questo marasma di contenuti non poteva mancare un pizzico di casualità atta a rendere le cose ancora più imprevedibili, con gli alleati e i creep che andranno ad attaccare in maniera arbitraria una delle tre direzioni possibili. Non dovete preoccuparvi però: una volta fatta esperienza, riuscirete a prevedere e arginare le variabili, con il risultato di guidare le partite proprio dove volete. La casualità la si ha anche nel piazzamento degli eroi e qui forse è dove Artifact mostra maggiormente il fianco: dei cinque eroi del vostro mazzo, voi potrete solo scegliere l'ordine di comparsa sul campo ma lascerete che sia la sorte a scegliere quale tabellone occupare e quali nemici fronteggiare. Succede quindi che, soprattutto in Draft, ci sia il rischio di trovarsi con un primo turno particolarmente sfavorevole, senza carte da giocare e costretti a subire la morte di un eroe senza poter rispondere. Capita soprattutto ai novizi, ancora incerti sugli eroi da scegliere nei Draft ma può capitare anche agli esperti visto che non c'è alcun sistema di mulligan e una mano sfortunata può sempre arrivare.

L'arte in gioco

Tra gli elementi migliori di questo Artifact c'è sicuramente il lato artistico. La presentazione è semplicemente ottima, gli artwork stupendi e persino il sonoro, seppur completamente in inglese a differenza dei testi, risulta molto curato. A sorprendere sono le animazioni dei due courier che vi accompagnano per tutta la durata del match, saltando tra le carte, facendo facce buffe e reagendo in maniera simpatica alla situazione sul tavolo. Molto positivo anche che non disturbino mai la concentrazione, rimanendo in disparte durante le fasi di studio, un lavoro davvero eccelso sotto ogni punto di vista. Solo gli equipaggiamenti, che si ottengono attraverso un negozio disponibile alla fine di ogni turno ed acquistabili con le monete d'oro ottenute dall'uccisione di creep ed eroi, non ci hanno soddisfatto appieno mostrando alti e bassi nella realizzazione, ma è anche difficile riuscire a dare un'anima a semplici armature ed oggetti. Tornando a cannone sulle modalità, vi dicevamo inizialmente che per godere Artifact non dovrete spendere davvero un euro extra. Tutte le modalità disponibili, tranne il Sealed, sono disponibili in veste gratuita, draft incluso: questa è la sezione di riferimento anche per il competitivo attualmente, e ci saranno diversi tornei molto probabilmente basati quasi ed esclusivamente su questa modalità mettendo in secondo piano il costruito. Abbiamo giocato poco con i nostri mazzi, un po' perché ci mancano ancora tantissime carte e poi perché, davvero, troviamo gli altri formati estremamente più divertenti. I prezzi delle carte al momento sono largamente abbordabili, e ad eccezione di alcuni picchi insensati come Ascia che fluttua tra i 15 e i 20 euro o la Guardaboschi Drowe e Kanna che si aggirano attorno ai 10 euro, quasi tutte le altre si trovano tranquillamente al di sotto dei tre euro, con le comuni vendute a pochissimi centesimi. Non è nemmeno vero che non si possono guadagnare buste senza comprarle direttamente visto che i draft da esperto, quelli cioè che richiedono un ticket per partecipare (5 ticket costano 4,50 Euro e ne avete 5 inclusi con l'acquisto iniziale) vi rimborseranno il ticket dopo tre vittorie, e vi omaggeranno con un pacchetto a quattro e due pacchetti a cinque successi, a patto ovviamente di non perdere prima altre due partite. Diciamo dunque che un giocatore mediamente bravo dovrebbe riuscire a costruirsi una collezione senza investire ulteriore denaro. I ticket si possono poi guadagnare anche disincantando le carte non desiderate: distruggendone 20 avrete l'accesso ad un torneo. Sulle micro transazioni, prezzi e trucchetti vari per spendere il minimo possibile torneremo a parlarne comunque settimana prossima, quando il mercato si sarà stabilizzato e potremo discuterne in maniera più dettagliata.

Prezzo
17.95 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (16)

6.1

Il tuo voto

Artifact è un titolo che funziona, dalle meccaniche ricercate, stimolanti e indubbiamente divertenti. Purtroppo il modello di businness scelto per lanciare il gioco sul mercato risulta abbastanza aggressivo ma, approfondendo la questione, ci si ritrova con la spesa iniziale a poter giocare per ore e ore sentendosi comunque competitivi grazie ai draft completamente gratuiti e a tutte le modalità di gioco sbloccate nelle modalità libere, tornei inclusi. A pagamento, dunque, rimangono solo i draft con ricompense e i sealed che vi permettono di tenere le carte, marginali al momento visto che non esistono partite classificate o tornei dedicati. Un titolo in piena evoluzione sicuramente, ma che merita la vostra attenzione. Manca purtroppo un senso di progressione e l'idea di giocare senza un vero e proprio scopo per ora aleggia nell'aria, motivo che è stato spesso più che sufficiente per allontanare gli utenti dai server di altri titoli similari. L'evoluzione dei prossimi mesi, dunque sarà decisiva per decretarne il successo ma le basi ci sono e sono assolutamente solide e intriganti.

PRO

  • Meccaniche profonde e ben strutturate
  • Complesso al punto giusto
  • Direzione artistica superba

CONTRO

  • Sicuramente non per tutti
  • Manca un tutorial corposo
  • Al momento privo di un sistema di progressione