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Atari Mania, la recensione di un gioco tanto allegro quanto a suo modo malinconico

La recensione di Atari Mania, un gioco allegro e malinconico allo stesso tempo che celebra la storia della casa che ha fondato l'industria dei videogiochi.

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   29/10/2022
Atari Mania
Atari Mania
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Tutto nasce da un pixel morto. Prima c'era solo pace e tranquillità, ma a un certo punto si è scatenato l'inferno! I videogiochi di Atari sembrano voler fuggire dai loro coin op, spinta da una forza sconosciuta. Cosa sta succedendo? Per sapere se vale la pena di scoprirlo, non abbandonate le nostra recensione di Atari Mania.

Passato dimenticato

Il protagonista di Atari Mania è il custode del museo di Atari: qui lo vediamo arrivare al lavoro
Il protagonista di Atari Mania è il custode del museo di Atari: qui lo vediamo arrivare al lavoro

Un titolo come Atari Mania non poteva che essere ambientato in un museo. In fondo il suo scopo è celebrare in modo agrodolce una storia determinante per l'intera industria, ma che da molti è stata semplicemente dimenticata. Il titolo di iLLOGIKA è pieno di allegria, ma allo stesso tempo è l'amara messa in gioco del dissolversi della memoria, con il senso di abbandono che ne deriva. I toni sono leggeri, anzi, leggerissimi, tanto che si può anche ignorare l'intero sottotesto drammatico e vivere felici, eppure è chiaro che in questo strano miscuglio tra lo scheletro di un gioco di ruolo giapponese e Warioware ci sia la voglia di andare più a fondo per, quantomeno, ricordare che è esistito anche questo passato e che in buona parte è stato più importante di quello che continuiamo a celebrare giornalmente, spinti da chi ha tutto l'interesse a continuare a venderci i suoi marchi decennio dopo decennio.

Così abbiamo tutti festeggiato non il compleanno di Mario, ma del suo successo commerciale in Super Mario Bros., ci spelliamo le mani applaudendo allo spegnimento delle candeline di questo o quel franchise ancora in vita, ovviamente quando ce lo ricorda chi vuole rivendercelo, ma ci siamo dimenticati che i cinquant'anni di Atari sono anche i cinquant'anni dell'industria dei videogiochi, in onore di cui non è stata impiegata un'oncia di inchiostro e si sono anche risparmiate moltissime chiacchiere.

Minigiochi

I minigiochi mescolano diversi classici di Atari
I minigiochi mescolano diversi classici di Atari

Così, come già detto, un gioco celebrativo di Atari non poteva che svolgersi in un museo pieno di polvere e di personaggi dei videogiochi che tentano di ribellarsi al loro destino, guidati dall'orso Bentley, il protagonista di Crystal Castles, e dalla frustrazione di essere stati posati in un angolo e dimenticati come cose morte. Il nostro ruolo è quello dei custodi e abbiamo l'obiettivo di rimettere le cose a posto trovando i fuggiaschi per batterli e farli tornare nei loro coin-op. Per riuscire dobbiamo visitare tutte le stanze del museo, raccogliere vecchie copertine dei giochi di Atari, risolvere qualche semplicissimo puzzle e affrontare alcuni personaggi deviati in sfide veloci a una serie di minigiochi concatenati, basati sui classici della compagnia fondata da Nolan Bushnell, rimasticati per l'occasione e mescolati insieme per aumentare la varietà del tutto.

In Atari Mania ci sono dei grossi picchi di difficoltà
In Atari Mania ci sono dei grossi picchi di difficoltà

Come in Warioware, ogni minigioco dura pochi secondi e richiede di raggiungere un obiettivo specifico. Ad esempio ci si può trovare a dover sparare con l'astronave di Gravitar evitando le racchette di Pong, oppure a dover distruggere Millipede sparandogli con il protagonista di Outlaw. Ci sono anche dei rovesciamenti di fronte, come dover proteggere Millipede usando la racchetta di Pong, oppure correre nei panni di un atleta evitando evitando di essere colpiti da qualche palla vagante. Fondamentale non è vincere in tutti i minigiochi, ma arrivare alla fine della serie, dove si deve affrontare il boss di turno in livelli che sono essenzialmente dei minigiochi più strutturati, con almeno una vita d'avanzo, quindi si può procedere verso il personaggio deviato successivo o affrontare le sfide bonus, espresse sempre in mini giochi, per ottenere materiale informativo legato ad Atari (copertine, manuali e così via).

Tanti problemi

Può un pixel morto lanciare una rivoluzione?
Può un pixel morto lanciare una rivoluzione?

Purtroppo, per quanto ci stia simpatica come operazione, Atari Mania non è privo di problemi. Il più evidente, ma non il più grave, è nei picchi della difficoltà improvvisi che lo piagano e che possono creare più di qualche scocciatura. Sarebbe stata sicuramente migliore una maggiore gradualità, per non scoraggiare i progressi dei giocatori ponendogli degli ostacoli apparentemente insormontabili dopo, magari, una serie relativamente facile. Altro grosso difetto di Atari Mania, ben più grave, è proprio il non aver voluto portare all'estremo la visione di cui è portatore, abbandonandosi a un finale consolatorio e telefonato.

C'era da aspettarselo, visto che è un titolo essenzialmente celebrativo e senza grosse pretese, ma un po' ci speravamo che si togliesse qualche soddisfazione provando a colpire più duramente. In fondo cosa gli sarebbe costato? Non stiamo certo parlando di un'opera che possa ambire a raggiungere le masse. Ultimo problema, anche questo determinante, è l'imprecisione del sistema di controllo in alcuni mini giochi. Passi qualche spigolosità nel museo, ma in circostanze in cui bisogna fare tutto alla perfezione entro un ristrettissimo limite di tempo per riuscire, trovarsi a dover scavalcare spigoli invisibili o a essere uccisi da proiettili che apparentemente erano andati a vuoi infastidisce parecchio.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, Epic Games Store, Nintendo eShop
Prezzo 20,99 €
Multiplayer.it
6.5
Lettori (5)
4.5
Il tuo voto

Atari Mania è una piccola produzione che mira più a intrattenere i nostalgici, quelli che conoscono la storia di Atari, che a convertire qualche giocatore moderno. È un gioco che poteva significare molto, con un po' di coraggio in più, ma così com'è si tratta soprattutto un passatempo che tenta di rielaborare una storia molto più grande di lui. Non è terribile, ma non aspettatevi chissà cosa.

PRO

  • L'idea dei giochi ribelli nel museo funziona
  • Alcuni mini giochi sono ben fatti
  • Se si conosce la storia di Atari, rende molto di più in termini emotivi

CONTRO

  • Qualche imprecisione di troppo
  • Poteva mostrare più coraggio
  • Strane oscillazioni della difficoltà