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Beyond a Steel Sky, recensione dell'avventura grafica che rilancia un classico

La recensione di Beyond a Steel Sky per Xbox e PlayStation parla di una conversione del gioco visto in precedenza: vediamo come si comporta alla prova del controller.

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   04/12/2021
Beyond a Steel Sky
Beyond a Steel Sky
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Quando Apple presentò il suo servizio su abbonamento basato sui videogiochi per iOS e Mac, Apple Arcade, mise insieme una sorta di video "sizzle reel" composto da un gran mistone di progetti in sviluppo tra i quali spiccavano anche parecchie idee interessanti, ma uno dei giochi a destare maggiore stupore fu il seguito di Beneath a Steel Sky, storica avventura grafica degli anni '90, la golden age del genere, da parte di Revolution Software. Un paio di anni abbondanti dopo, eccoci di fronte alla recensione di Beyond a Steel Sky su Xbox e PlayStation, conversione diretta di quel titolo uscito inizialmente come esclusiva Apple Arcade e rimasto probabilmente uno dei progetti più eclatanti di quella prima ondata di titoli presentati per il servizio in abbonamento, sebbene non si sia dimostrato privo di difetti.

I tempi sono molto cambiati dal 1994 e il punta e clicca è praticamente sparito dalle produzioni maggiori per ritrovare una propria dimensione soprattutto nei titoli indie, dove ha trovato davvero una seconda giovinezza, e questo titolo ne è una conferma ulteriore.

Siamo lontani dal clamore che fece scaturire Beneath a Steel Sky all'epoca, quando Charles Cecil e il celebre fumettista Dave Gibbons portarono sugli schermi un'epopea cyberpunk come non si era mai vista prima, ma a distanza di 26 anni il designer di videogiochi e il disegnatore dimostrano ancora una notevole sintonia, riprendendo lo stile particolare che avevano scelto per l'originale e trasportandolo in un gioco che dimostra, al contempo, di aver assimilato le evoluzioni avvenute al genere avventura grafica nei decenni successivi. D'altra parte, si nota in questo anche il lavoro svolto sulla serie Broken Sword e la sua progressiva evoluzione in termini strutturali e grafici nel tempo: Beyond a Steel Sky si presenta come un gioco in terza persona, che su console offre un controllo diretto del personaggio, ma la sua struttura resta ancorata a quella classica delle avventure grafiche, incentrata su dialoghi, interazione con gli scenari e utilizzo degli oggetti nell'inventario per risolvere gli enigmi.

Storia: dove eravamo rimasti

Beyond a Steel Sky: Robert arriva a Union City partendo dalla radura nel deserto
Beyond a Steel Sky: Robert arriva a Union City partendo dalla radura nel deserto

Sono passati 10 anni dagli eventi narrati in Beneath a Steel Sky e all'inizio della storia ritroviamo il vecchio protagonista Robert Foster nuovamente nella radura, lontano dal caos di Union City e intento a godersi un tranquillo ritiro presso una piccola comunità rurale. Certo di aver lasciato la città in buone mani, con l'amico Joey a controllarne la gestione, l'eroe del primo capitolo non può sospettare che si ritroverà presto di nuovo immerso in una pericolosa avventura che lo riporterà all'interno della megalopoli, scoprendone i più inquietanti segreti. La sequenza iniziale, costruita come una sorta di fumetto animato, riprende precisamente lo stile dell'originale, con i disegni di Gibbons a narrare il drammatico incipit facendoci tornare subito nello spirito giusto. C'è però un ulteriore elemento di mistero che emerge presto dietro gli eventi che aprono la storia ed è l'oscurità che si intravede dietro la luminosa utopia di Union City, che si rivela essere solo una splendida facciata.

La città è stata completamente trasformata dagli eventi del primo capitolo e da Joey, l'ex-robottino compagno di Robert, che ora è venerato come fondatore e nume tutelare della nuova utopia sociale. Tuttavia, le indagini di Foster fanno presto scoprire alcuni lati oscuri della civiltà apparentemente ideale costruita sulla vecchia città-Stato e l'improvvisa scomparsa del vecchio amico non fa che infittire il mistero.

Beyond a Steel Sky, Robert fra le strade di Union City
Beyond a Steel Sky, Robert fra le strade di Union City

Il cyberpunk più oscuro e classico lascia dunque spazio a elementi più marcati di critica sociale, sul presunto paradiso terrestre a servizio dei cittadini, sostenuto da una notevole ironia che pervade un po' tutti i dialoghi e i personaggi che si possono incontrare nel corso del gioco, rendendo particolarmente godibili le interazioni con gli NPC che assumono qui una rilevanza anche maggiore rispetto al puzzle solving più classico.

La storia è abbastanza indipendente dall'originale, consentendo anche a chi non lo conosce di godersi lo sviluppo degli eventi, tuttavia contiene numerosi rimandi al primo capitolo che possono essere apprezzati appieno solo da chi ci ha giocato, e in particolare nella parte finale c'è una sorta di vero e proprio riallaccio alla trama di Beneath a Steel Sky, chiudendo definitivamente il cerchio in una maniera che risulta più chiara e completa se si tiene presente quanto era accaduto nell'originale del 1994.

Gameplay: puzzle solving e hacking

Beyond a Steel Sky, alcuni scorci riprendono il cyberpunk più classico
Beyond a Steel Sky, alcuni scorci riprendono il cyberpunk più classico

Nonostante la nuova impostazione, il gameplay resta saldamente ancorato alle origini della serie, proponendo un ammodernamento dell'impianto classico dell'avventura grafica punta e clicca. Come avevamo riferito anche nella recensione della versione iOS di Beyond a Steel Sky, il gioco presenta un'evoluzione dell'interfaccia elaborata per Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente, sfruttando la visuale in terza persona e il controllo diretto del personaggio per consentire un'esplorazione più efficace dello spazio tridimensionale, ma l'interazione avviene sempre attraverso menù contestuali in prossimità di oggetti, elementi dello scenario o personaggi. L'interfaccia dinamica compare nei pressi degli elementi interattivi e presenta solo alcune scelte (solitamente un'azione di base e l'eventuale possibilità di accedere all'inventario, che quando compare indica già una possibile soluzione dell'enigma), con un sistema un po' incerto perché richiede di piazzare precisamente l'oggetto al centro dell'inquadratura, costringendo a movimenti correttivi di questa che possono risultare un po' tediosi. È un sistema semplificato che si basa più sulla varietà di situazioni che coinvolgono altri personaggi o robot, più che sulla combinazione di oggetti, ma l'elemento più caratterizzante di tutto il puzzle design è sicuramente la presenza dell'hacking, che apre molte nuove possibilità di interazione.

Nelle fasi iniziali dell'avventura, Robert trova uno scanner che, opportunamente modificato in maniera illegale, consente di entrare nei sistemi elettronici e informatici presenti nell'area circostante consentendo nuove possibilità di interazione.

Beyond a Steel Sky: Robert si appresta ad hackerare alcuni dispositivi
Beyond a Steel Sky: Robert si appresta ad hackerare alcuni dispositivi

Estraendo lo strumento, questo indica quanti e quali dispositivi possono essere violati e attivandolo entriamo nei diversi sistemi: sullo schermo compaiono alcuni diagrammi di flusso che determinano azioni, reazioni e conseguenze in base agli input e alle situazioni previste dai vari computer e robot presenti. Attraverso un semplice sistema di trascinamento possiamo modificare radicalmente il comportamento di questi macchinari, con conseguenze differenti, andando a modificare la sequenza di operazioni e i rapporti causa-effetto impostati anche in maniera piuttosto creativa.

Si tratta a tutti gli effetti di una sorta di gioco dentro al gioco e sicuramente l'elemento più originale presente in Beyond a Steel Sky, che stimola il pensiero laterale e l'approccio creativo alla soluzione degli enigmi molto più delle dinamiche standard da avventura grafica, a dire il vero meno brillanti. In questo modo si determina un certo sbilanciamento tra alcuni puzzle decisamente semplici e altri talmente stratificati da essere un po' macchinosi, ma è un po' un elemento critico che ricorre in questo genere.

Un cyberpunk particolare

Beyond a Steel Sky dimostra delle tendenze artistiche peculiari, in certi casi
Beyond a Steel Sky dimostra delle tendenze artistiche peculiari, in certi casi

Abbandonato per forza di cose il meraviglioso 2D in bitmap dell'originale, Revolution ha puntato su una grafica 3D con Unreal Engine 4 e l'applicazione di un filtro in stile cel shading per la rappresentazione dei personaggi, soluzione piuttosto azzeccata per cercare di riprendere il tratto fumettistico di Gibbons, anche se quello che viene fuori è un po' anonimo. La buona direzione artistica emerge soprattutto nel design dei paesaggi, in particolare per quanto riguarda la costruzione della maestosa Union City e i suoi scorci che sembrano fondere il cyberpunk con elementi in stile art Deco, in una visione piuttosto originale dell'utopia futuristica rappresentata dalla città. Questo emerge sia dalle architetture che dal design di alcune tecnologie, come l'interfaccia del sistema informatico Minos con cui dobbiamo interfacciarci continuamente all'interno dell'avventura. Proprio su quest'ultimo c'è da fare un appunto: la costruzione di questa specie di social network diffuso è ben pensata al livello concettuale, ma non trova mai un vero e proprio sviluppo nel corso del gioco, rappresentando un po' un'occasione sprecata.

Il sistema di "crediti sociali", i "Qdos", è appena abbozzato mentre avrebbe potuto offrire un'opportunità interessante per costruire una ramificazione di scelte su base morale e anche questo dà un po' la sensazione di una limitazione imposta dalle contingenze dello sviluppo rispetto alle idee grandiose avute per la costruzione di Union City. Bisogna poi rilevare come alcune imperfezioni tecniche siano ancora presenti: l'uscita iniziale di Beyond a Steel Sky è stata piuttosto funestata da bug e glitch vari che ne hanno un po' inficiato la valutazione e, stranamente, a distanza di un anno da questa il gioco non è ancora esente da inconvenienti. Su Xbox Series X appare molto più pulito, ma permangono alcuni problemi con la gestione dell'interfaccia, il pathfinding di Robert e i contatti con altri personaggi o elementi dello scenario che risultano a questo punto poco comprensibili, considerando anche l'impianto grafico poco impegnativo e la frame-rate limitato.

Per il resto, l'accompagnamento musicale è piacevole e anche il doppiaggio in inglese è di ottimo livello, con tutti i testi tradotti in italiano.

Conclusioni

Versione testata Xbox Series X
Digital Delivery PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 39,99 €
Multiplayer.it
8.0
Lettori (7)
8.3
Il tuo voto

Tra classicismo e spinte innovative, Beyond a Steel Sky non raggiunge l'eccellenza dell'originale forse più a causa del cambiamento dei tempi e del contesto che non per i propri difetti. La brillantezza dei dialoghi e l'affascinante costruzione di Union City ci riportano direttamente allo stile migliore di Revolution Software, ma la produzione di nicchia si riflette nella limitatezza delle ambientazioni e dello sviluppo della città, a dispetto della grandeur suggerita dagli imponenti scorci di Union City e dalla sua interessante impostazione sociale. La storia fantascientifica, che alterna toni ironici ad altri decisamente drammatici, rimane godibile e sostenuta da un puzzle design arricchito dalla particolare aggiunta dell'hacking, in grado di fornire situazioni molto originali, da affrontare con una certa creatività anche se a volte fin troppo astruse. Al di fuori del contesto Apple Arcade, in un mercato più competitivo e con il prezzo alquanto alto che si ritrova adesso, Beyond a Steel Sky emerge molto meno rispetto alla sua uscita iniziale, ma resta una buona avventura grafica e un must per chi ha apprezzato l'originale.

PRO

  • Union City è ancora un'ambientazione affascinante
  • L'aggiunta dell'hacking dona una marcia in più al puzzle solving
  • Ironia e brillantezza dei dialoghi emergono in maniera particolare

CONTRO

  • Un po' limitato come costruzione del mondo e possibilità di esplorazione
  • Alcuni enigmi hanno una costruzione astrusa
  • Permangono dei difetti tecnici