Beyond a Steel Sky, la recensione 15

La recensione di Beyond a Steel Sky segna il ritorno di un grande classico, inaspettatamente in ottima forma

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   02/07/2020

Indice

Dopo un ottimo inizio, la spinta qualitativa data dal programma Apple Arcade ai giochi per iOS e Mac sembrava essersi un po' persa, ma questo singolo gioco basta a rialzare nettamente il livello del catalogo, come vediamo nella recensione di Beyond a Steel Sky. La comparsa del gioco a sorpresa, tra gli annunci dei progetti in sviluppo all'epoca della presentazione di Apple Arcade, ha scatenato delle emozioni piuttosto contrastanti in molti appassionati del genere delle avventure grafiche: veder tornare in azione Robert Foster in una rinnovata Union City è stato ovviamente commovente, ma maneggiare un materiale prezioso come Beneath a Steel Sky per la costruzione di un capitolo completamente nuovo e in 3D, strutturato come un adventure in terza persona era comunque molto rischioso. Per chi amava l'originale e il meraviglioso bitmap elaborato da Dave Gibbons, disegnatore di Watchmen e Lanterna Verde, in grado di costruire un'immagine molto originale del futuro cyberpunk, il primo trailer con questo stile completamente nuovo aveva anche destato parecchi dubbi.

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Possiamo dire tranquillamente che le paure erano ampiamente infondate: Charles Cecil e Dave Gibbons si dimostrano ancora in gran forma a 26 anni dall'uscita del primo capitolo ed è un vero piacere notare come l'atmosfera, il puzzle design e anche quel particolare spirito ironico che affiorava costantemente nell'originale, anche di fronte a tematiche decisamente serie, siano rimasti praticamente invariati. Anzi, quest'ultimo aspetto sembra quasi essere stato potenziato in Beyond a Steel Sky, che presenta una pletora di personaggi variopinti in grado di dar vita a dialoghi vivaci e divertenti. La qualità della scrittura è un aspetto notevole di questo nuovo capitolo, anche a fronte di una storia che non ha forse elementi particolarmente memorabili: gli scambi tra protagonista e NPC sono spesso ispirati e brillanti, mettendo a nudo i problemi di un'utopia futuristica che evidentemente cela contraddizioni sconcertanti, al di sotto della sua scintillante superficie.

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La sequenza iniziale in stile fumetto animato richiama perfettamente le atmosfere di Beneath a Steel Sky e sembra quasi una replica dell'introduzione originale, se non fosse che Robert Foster è molto più maturo ora e il suo arrivo a Union City è un ritorno che rievoca tanti ricordi. La storia parte con il rocambolesco rapimento di un ragazzo dalla Radura, che spinge il protagonista a rimettersi in cammino verso quella civiltà futuristica che aveva abbandonato proprio alla fine della sua vecchia avventura: Union City è stata completamente trasformata da quegli eventi e Joey, l'ex-robottino compagno di Robert, è venerato come fondatore e nume tutelare della nuova utopia sociale. Tuttavia, le indagini sul rapimento fanno presto scoprire alcuni lati oscuri della civiltà apparentemente ideale costruita sulla vecchia città-Stato cyberpunk e l'improvvisa scomparsa di Joey non fa che infittire il mistero.

Un'avventura classica in forma moderna

La nuova impostazione in terza persona non tragga in inganno: Beyond a Steel Sky è un'avventura grafica in tutto e per tutto, degna erede della lunga tradizione di Revolution Software che ha fondato la sua storia su quest'unico genere. Evolvendo l'interfaccia elaborata per Broken Sword 5: La maledizione del serpente, quella utilizzata in questo titolo lo avvicina più a una sorta di adventure classico in terza persona nel quale possiamo esplorare le ambientazioni muovendo direttamente il protagonista nello spazio tridimensionale, interagendo con personaggi e oggetti attraverso un sistema più simile al punta a clicca classico per risolvere gli enigmi. Il gioco è stato testato su iPad, dunque sfruttando il touch screen che solitamente non è il mezzo migliore per questo tipo di gameplay, eppure le modifiche effettuate al sistema di controllo riescono a renderlo perfettamente utilizzabile anche con questa soluzione, al di là di qualche scomodità intrinseca legata soprattutto al movimento diretto del personaggio.

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L'interfaccia dinamica non si basa moltissimo sulla classica combinazione di oggetti dell'inventario ed elementi di scenario, quanto piuttosto su una varietà di situazioni che solitamente coinvolgono anche altri personaggi o robot, ma l'elemento più caratterizzante di tutto il puzzle design è sicuramente la presenza dell'hacking, che apre molte nuove possibilità di interazione. All'inizio della storia, Robert viene in possesso di uno scanner che, opportunamente modificato, consente di entrare nei sistemi elettronici presenti nell'area circostante con svariate conseguenze. Si tratta a tutti gli effetti di un gioco dentro al gioco, in grado di variare in maniera convincente il gameplay con un'introduzione originale: attivando lo scanner e avvicinandoci a varie strumentazioni elettroniche possiamo visualizzare dei diagrammi di flusso che rappresentano le azioni di robot e computer presenti nella zona. Trascinando semplicemente le operazioni da una parte all'altra possiamo modificare le sequenze di operazioni, anche combinando parti di diagrammi diversi e dunque scambiando le azioni tra i dispositivi. Spiegato a parole può sembrare più complesso di quanto non appaia nel gioco, ma di fatto è un sistema molto intuitivo che apre a soluzioni originali per risolvere gli enigmi e stimola particolarmente il pensiero laterale.

Questa notevole apertura si traduce anche in una maggiore complessità potenziale, vista la quantità di soluzioni possibili, ma la libertà di sperimentare combinazioni diverse di azioni attraverso l'hacking è comunque molto stimolante. C'è da dire che il bilanciamento degli enigmi risulta a volte squilibrato, con alcuni che risultano fin troppo macchinosi rispetto ad altri costruiti in maniera più logica, ma questo fa comunque parte del gioco, in questo genere.

Un nuovo aspetto

Il fascino della grafica 2D in bitmap dell'originale anni 90 è impossibile da replicare ed era ovvio che questo capitolo seguisse una strada completamente diversa. Il particolare 3D scelto da Revolution si affida all'Unreal Engine 4, presentando sugli schermi un impianto grafico fortemente scalabile, che non sfigura più di tanto sui dispositivi meno performanti (sempre rimanendo nell'ambito di iOS), anche grazie a un tocco di cel-shading che emerge più marcato all'abbassarsi delle caratteristiche grafiche, rendendo l'immagine più cartoonesca e stilizzata ma non troppo grezza. Il tratto di Gibbons risulta molto meno visibile con un'impalcatura grafica di questo genere, ovviamente, ma si nota comunque una notevole direzione artistica dietro la costruzione delle ambientazioni e nella caratterizzazione dei personaggi. In particolare, la tecnologia dallo stile quasi art Deco e gli scorci di Union City restituiscono l'immagine di una megalopoli utopica convincente e anche piuttosto originale, sotto diversi aspetti.

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Dal punto di vista tecnico, si rilevano però alcuni inconvenienti che potrebbero essere corretti in un secondo momento, come frequenti crash su iPad non recentissimi e strane compenetrazioni e contatti tra telecamera e personaggi o tra i personaggi stessi, con i passanti NPC che in città tendono a incastrarsi spesso tra loro o con il protagonista. Di buon livello l'accompagnamento musicale e il doppiaggio, interamente in inglese ma supportato da una buona traduzione testuale in italiano, che riprende ottimamente il lettering tipico da fumetto che caratterizza i testi a schermo.

Infine, una nota sui rapporti con l'originale: non è necessario aver giocato a Beneath a Steel Sky per apprezzare questo nuovo capitolo, la cui storia si sviluppa in maniera abbastanza indipendente, ma i diversi rimandi a personaggi ed eventi del capostipite si apprezzano ovviamente di più conoscendo il vecchio classico, di cui questo è a tutti gli effetti un seguito diretto e anche un omaggio.

Beyond A Steel Sky 2
Versione testata
iPad 1.0.25368
Digital Delivery
App Store
Multiplayer.it

8.5

Lettori

S.V.

Il tuo voto

È sorprendente notare come Beyond a Steel Sky riesca a riproporre oggi molto dello stile e dello spirito di Beneath a Steel Sky, considerato un pilastro delle avventure grafiche punta e clicca dell'epoca d'oro anni 90. Nonostante la nuova veste grafica e il taglio da adventure in terza persona, il puzzle design resta stimolante e l'ottima costruzione dei dialoghi rientra precisamente nello stile di Revolution Software. In questo classicismo generale si innesta la nuova introduzione dell'hacking, in grado di espandere e approfondire la costruzione degli enigmi, aprendo la porta a situazioni veramente particolari. Al di là di qualche inconveniente tecnico questa è una solida avventura grafica dotata di notevole carisma e un gioco in grado di giustificare da solo l'abbonamento ad Apple Arcade.

PRO

  • Puzzle design stimolante grazie anche all'introduzione dell'hacking
  • Buona scrittura nei dialoghi e personaggi ben costruiti
  • Dimostra una notevole continuità con l'originale

CONTRO

  • L'hacking a volte richiede soluzioni un po' macchinose
  • Qualche problema tecnico, almeno in versione iPad