BlazBlue: Cross Tag Battle, la recensione 47

Il nuovo picchiaduro 2D di Arc System Works unisce i cast di quattro franchise in un'orgia di calci, pugni e attacchi speciali

RECENSIONE di Christian Colli   —   20/06/2018

Sembra che Arc System Works abbia deciso di lasciarsi il passato delle due dimensioni alle spalle e di muoversi in un futuro dove l'Unreal Engine 4 dà vita a picchiaduro che sembrano anime interattivi come Dragon Ball FighterZ e Guilty Gear Xrd. In questo senso, BlazBlue: Cross Tag Battle rappresenta un addio in grande stile, ma anche un riassunto di quel che ha distinto lo sviluppatore nipponico in tutti questi anni, e cioè scontri fulminei, meccaniche stratificate e lottatori fuori di testa. Per riuscire nell'impresa, Arc System Works ha prima di tutto pescato a piene mani nei suoi franchise bidimensionali più importanti, nei cosiddetti "anime fighter" con cui è diventato famoso in sala giochi e nei tornei internazionali: BlazBlue ovviamente, poi Persona 4 Arena - che non ha bisogno di presentazioni - e Under Night In-Birth, titolo meno conosciuto in occidente che è nato innanzitutto come visual novel e poi è diventato un picchiaduro. Un miscuglio allucinante, insomma, pensato con un occhio di riguardo ai giocatori nuovi, come ultimamente accade spesso: nella nostra recensione scoprirete se l'operazione è riuscita.

I combattenti: un roster sotto accusa

Intorno al cast di BlazBlue: Cross Tag Battle si sono sollevate molte polemiche nei giorni che hanno preceduto il lancio, quando Arc System Works ha chiarito in che modo avrebbe organizzato un roster che il producer Toshimichi Mori aveva promesso essere immenso. I lottatori, infatti, sarebbero dovuti essere oltre cinquanta, ma il titolo nel momento del lancio ne conta solo una ventina: altri venti diventeranno man mano disponibili col passare dei mesi sotto forma di DLC a pagamento, e nel mentre il presidente di Arc System Works, Minoru Kidoka, ha annunciato che il team sta lavorando a un'altra ventina di lottatori DLC che andranno a rappresentare l'offerta della seconda stagione. Ricapitolando, insomma, chi acquista il gioco si ritrova per le mani un roster base composto da venti personaggi: dieci provengono da BlazBlue, quattro da Persona 4 Arena, quattro da Under Night In-Birth e due da RWBY, una bizzarra webseries che in qualche modo si è intrufolata in questo universo.

Comprenderete quindi le perplessità di chi, come noi, ha visto trasformarsi questo picchiaduro in una specie di "game as service" in cui due terzi del roster sono a pagamento. Si potrebbe obiettare che si tratta di pochi spicci a lottatore e che in fondo sta al giocatore scegliere per quali personaggi valga la pena spenderli, e infatti a scatenare le ire dei fan non è stato tanto il formato ormai abbastanza ordinario dell'offerta - basti pensare a Street Fighter V o ai precedenti picchiaduro Arc System Works - quanto il fatto che dietro questi combattenti c'è pochissimo lavoro: lo sviluppatore ha estrapolato gli sprite dagli altri giochi e li ha implementati in questo, adattandoli semplicemente alle nuove meccaniche. Questo si è tradotto in un sensibile sbilanciamento sul fronte dei combattenti, ma anche e soprattutto in una presentazione visiva decisamente antiquata: gli sprite, per quanto dettagliati e colorati, soffrono di una certa sporcizia che fa a pugni coi bellissimi fondali, specialmente se si gioca su pannelli che esaltano la nitidezza delle immagini.

A ciò si aggiunge la pochezza di una campagna a episodi che, come da copione, fatica a giustificare l'incontro degli universi paralleli coinvolti. I picchiaduro Arc System Works sono sempre stati caratterizzati da lunghe modalità Storia che raccontano le vicende come fossero un anime, strampalato sì ma a modo suo coinvolgente. La trama di BlazBlue: Cross Tag Battle invece non ha minimamente senso. I personaggi si scontrano per incomprensioni al limite del ridicolo, i loro obiettivi non sono chiari perché presuppongono la conoscenza delle serie di appartenenza, la sceneggiatura semplicemente non ha una direzione precisa e si finisce col spegnere il cervello e saltare i dialoghi di una visual novel che dura anche troppo. Fortunatamente, sul versante contenutistico BlazBlue: Cross Tag Battle offre anche un tutorial approfondito, una modalità Sopravvivenza, l'immancabile modalità Missioni e un hub in cui gironzolare sotto forma di avatar per socializzare con gli altri giocatori e sfidarli in combattimento.

Il nuovo sistema di combattimento

Come abbiamo detto, però, BlazBlue: Cross Tag Battle non si rivolge solo ai veterani dei franchise che si incrociano sul campo di battaglia, ma anche alla potenziale schiera di principianti che si avvicinano per la prima volta a un picchiaduro Arc System Works. In questo senso, lo sviluppatore nipponico ha snellito e pesantemente rivisto il sistema di combattimento, trovando un compromesso efficace che lo rende funzionale e intuitivo nelle mani meno esperte e al contempo appagante e stratificato in quelle dei giocatori più navigati. I combattenti dispongono essenzialmente di due attacchi base che, premuti ripetutamente, inanellano combo automatiche di media lunghezza. Un terzo tasto è associato all'attacco Clash: quest'ultimo svolge diverse funzioni, per esempio consente di lanciare i nemici e potenzia alcuni attacchi, garantendo azioni difensive e aggressive al tempo stesso. Infine, un quarto tasto innesca il cosiddetto Change Duo, ovvero la feature cruciale di questo picchiaduro espressa in quel Tag nel mezzo del sottotitolo.

BlazBlue: Cross Tag Battle è infatti un picchiaduro due contro due come il recente Marvel Vs. Capcom Infinite e premendo il tasto apposito è possibile scambiare immediatamente il combattente in campo con quello nelle retrovie, prolungando le combo, interrompendo quelle avversarie e consentendo un lento recupero dei danni più recenti. Fondamentalmente l'intero gameplay si appoggia alle dinamiche di scambio e alle possibilità che esse offrono in congiunzione con l'indicatore denominato Cross Gauge che si carica durante lo scontro e si consuma impiegando gli attacchi più potenti o le manovre più elaborate. Il tasto Partner consente invece di richiamare il compagno nello scontro per una rapida toccata e fuga la cui forma dipende dalle direzioni premute insieme al pulsante: in questo modo, Arc System Works ha facilmente aggirato il gravoso problema dei personaggi selezionati nei picchiaduro "tag team" solo per i loro attacchi di supporto, garantendo una certa versatilità in ogni situazione.

A questo punto un novizio avrebbe già tutti i mezzi per poter dire la sua in un match. Il sistema di controllo è intuitivo e le mosse speciali, costituite perlopiù da rotazioni e pressioni di tasti identiche che dipendono dal tipo di attacco che si vuole usare, sono di facile memorizzazione. Bastano pochi minuti - e una visitina alla modalità Tactics che insegna come giocare con spiegazioni dettagliate e prove pratiche - per imparare a giocare e inanellare combo più o meno complesse, poi il tempo e l'esperienza aiutano a inventare nuove catene in cui infilare attacchi speciali e Distortion Skill. Il gioco offre anche un boost temporaneo nel momento in cui si perde uno dei combattenti e si hanno abbastanza cariche nella Cross Gauge: chiamato Resonance Blaze, questa modalità potenzia il nostro lottatore superstite - un po' come l'X-Factor di Ultimate Marvel Vs. Capcom 3 - e sblocca la micidiale Astral Heat che, messa a segno, pone immediatamente fine allo scontro. I giocatori più esperti, invece, potranno affondare gli artigli in un sistema di combattimento che ha parecchio altro da dire, tra Ukemi, Cross Burst, respinte e chi più ne ha più ne metta, inutile dilungarsi. BlazBlue: Cross Tag Battle, in questo senso, dimostra tutta l'esperienza e la competenza di Arc System Works, ridefinendo le sue tradizionali, complesse meccaniche senza snaturarle.

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

7.5

Lettori (6)

8.5

Il tuo voto

BlazBlue: Cross Tag Battle è un titolo che piacerà indubbiamente ai fan dello sviluppatore nipponico cresciuti coi suoi picchiaduro bidimensionali e divertirà chi si sta avvicinando al genere da poco. Purtroppo alcuni personaggi nel roster hanno meno appeal di altri e l'offerta in termini di DLC lascia parecchio a desiderare, specialmente quando ci si rende conto che ogni sprite è stato riciclato e il comparto tecnico sente il peso degli anni in generale: per questo motivo, dubitiamo che il titolo Arc System Works riuscirà a imporsi in un mercato che diventa sempre più sofisticato sotto ogni aspetto.

PRO

  • Ottimo sistema di combattimento
  • Accontenta i giocatori vecchi e nuovi
  • Tutorial chiaro ed esauriente

CONTRO

  • Troppi lottatori DLC riciclati
  • Gli sprite 2D impallidiscono di fronte ai recenti picchiaduro dello stesso sviluppatore
  • Modalità Storia veramente insulsa