Collection of Mana, la recensione 13

Finalmente arriva anche nel nostro paese la compilation di Seiken Densetsu che include un titolo mai localizzato in precedenza

RECENSIONE di Christian Colli   —   20/06/2019

Indice

A distanza di un anno dall'uscita giapponese, Square Enix ha finalmente deciso di localizzare e distribuire la Collection of Mana anche in occidente. È sempre stata una compilation rognosa, per certi versi, cui avevamo già rinunciato per un semplice motivo: Seiken Densetsu 3. Il terzo capitolo nel franchise, meglio noto nel nostro emisfero come Mana, risale al 1995 e non è mai stato tradotto ufficialmente, sebbene fosse uno degli ultimi titoli a uscire per SNES ma anche uno dei migliori videogiochi sviluppati per la console a 16-bit di Nintendo. La cosa buffa è che nessun altro episodio della serie uscito in seguito è riuscito a raggiungere gli straordinari picchi di Seiken Densetsu 2, ovvero Secret of Mana, e Seiken Densetsu 3, e così, mentre la serie diventava sempre meno popolare, i fan dovevano procurarsi le traduzioni amatoriali per giocare la ROM in emulazione. Negli anni, Square Enix ha timidamente tentato di risollevare le sorti della serie tra conversioni e remake controversi. Oggi, però, sembra più che mai determinata a rigenerarla grazie al remake di Seiken Densetsu 3, in uscita il prossimo anno col titolo ufficiale Trials of Mana: la Collection of Mana, in questo senso, vuole essere un gustoso, ma costoso, antipasto per tutti quelli che si sono persi questi capolavori d'antan.

Final Fantasy Adventure

Il primo Seiken Densetsu ha avuto una genesi piuttosto complicata che vi abbiamo raccontato nella nostra Monografia sulla serie: in pratica Square aveva cancellato il progetto, salvo poi riproporlo in seguito su Game Boy con un titolo di maggior richiamo, e cioè Seiken Densetsu: Final Fantasy Gaiden. Per questo motivo, il gioco uscì in occidente con due titoli diversi, Final Fantasy Adventure in America e Mystic Quest in Europa. Forse lo conoscete così e se siete vecchierelli come noi, magari ci avete pure giocato senza sapere che quella specie di clone di The Legend of Zelda era proprio Seiken Densetsu, lo stesso gioco che ha avuto due remake nel corso del tempo, prima per Game Boy Advance e poi per sistemi mobile, PlayStation Vita e PlayStation 4. Il titolo giapponese significa "La leggenda della spada sacra" e infatti la storia ruota intorno alla fantomatica Spada del Mana, l'unica arma in grado di distruggere le forze del male che stanno logorando l'Albero del Mana, fonte di vita e prosperità in tutto il mondo.

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È una trama piuttosto basilare e Square non fece segreto dell'intenzione di ricalcare le orme di The Legend of Zelda, tuttavia Final Fantasy Adventure - questo il titolo ufficiale nella Collection of Mana - cavalca le onde della nostalgia, grazie anche e soprattutto ai filtri che consentono di cambiare l'aspetto del gioco per simulare in modo più preciso lo schermo del primissimo Game Boy. È probabilmente il modo migliore per giocare una piccola perla che, nonostante alcune ingenuità, sa ancora stupire: l'intreccio è più sofisticato di quel che può sembrare, e snocciola alcuni colpi di scena piuttosto drammatici, mentre il level design include alcuni enigmi e rompicapi piuttosto ingegnosi che si appoggiano a dinamiche più simili a un gioco di ruolo che a un action adventure con visuale dall'alto. Stiamo comunque parlando di un titolo sperimentale del 1991 che, ancora oggi, riesce a deliziarci solo solo con l'iconico brano musicale di Kenji Ito.

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Secret of Mana

Il secondo episodio nella serie non ha davvero bisogno di presentazioni: oltre a essere il più famoso - e quello che, a lungo, ha definito l'intero brand - è anche uno dei migliori e più diffusi. Uscito per dispositivi mobile, incluso nella compilation di titoli precaricati nel Super Nintendo Mini e recentemente rifatto in grafica completamente poligonale con risultati a dir poco mediocri, Secret of Mana rappresenta una delle vette più alte raggiunte da Square Enix, e non solo all'epoca dei 16-bit. I ragazzi di M2 che si sono occupati della conversione per questa compilation, e per le recenti dedicate a Castlevania e Contra, hanno svolto un lavoro eccezionale, restituendoci il gioco nella sua forma cristallina. Purtroppo non è possibile applicare alcun filtro all'immagine, che può essere soltanto ingrandita sensibilmente, anche se resta comunque incorniciata in una bella illustrazione. Come in Final Fantasy Adventure, anche in questo caso basta premere il tasto ZL per richiamare un menù di opzioni tra le quali spiccano il salvataggio e il caricamento rapido.

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Può sembrare un'aggiunta da nulla, ma nella sua semplicità rende l'esperienza ancora più piacevole, anche perché Secret of Mana, per splendido che sia, resta comunque un titolo del 1993 con un posizionamento un po' ingenuo dei punti di salvataggio e un livello di difficoltà non sempre bilanciatissimo, a causa più che altro dell'intelligenza artificiale dei nostri due compagni: molto meglio giocare in due, in questo senso, dividendosi i JoyCon. Secret of Mana riesce nell'impresa di proseguire sulla strada già intrapresa dal prequel, pur mantenendo una nuova direzione che tenta la giunzione tra lo spirito adventure di The Legend of Zelda e le meccaniche più RPG di Final Fantasy. Il risultato è un tripudio di colori, buffi sprite animati divinamente e boss giganteschi da affrontare con calma e determinazione: un indicatore apposito alimenta la potenza di ogni attacco e si scarica subito dopo averlo portato a segno, quindi se il giocatore vuole massimizzare i danni non può premere i tasti a caso, ma deve attendere qualche secondo per colpire a piena potenza. Questo escamotage rende i combattimenti avvincenti e chiari, senza scadere nel caos dei picchiaduro a scorrimento, e consente di selezionare oggetti e magie al volo grazie all'innovativo menù anulare.

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Trials of Mana

Portata principale di questa compilation, Trials of Mana è il sequel che ci è stato precluso per anni e che indubbiamente rappresentava lo stato dell'arte quando uscì su SNES nel 1995. Il producer Tetsuhisa Tsuruzono riunì lo staff che aveva lavorato a Secret of Mana e che per motivi di tempo e di budget non era riuscito a completare come avrebbe voluto: i creatori della serie, Hiromichi Tanaka e Koichi Ishii, volevano un RPG a finali multipli con un sistema di combattimento maggiormente dinamico e una trama più complessa. Trials of Mana è un po' tutte queste cose. Se dal punto di vista grafico addirittura supera Secret of Mana, grazie a un uso smodato del Mode-7 e alla maggior cura per animazioni e particolari, sul fronte narrativo sembra un gioco della generazione successiva. All'inizio della partita possiamo infatti scegliere il nostro protagonista tra sei diversi, dopodiché dovremo scegliere anche due comprimari che si uniranno alla sua avventura. Le storyline sono infatti tre, divise tra le tre coppie di personaggi: superato il prologo individuale, e incontrati gli altri due comprimari, il gioco segue la storyline associata all'eroe o all'eroina principale.

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Questo modello indebolisce un po' la sceneggiatura, ma rende il titolo Square Enix estremamente rigiocabile, anche perché la struttura del viaggio, che già non è lineare di per sé, cambia sensibilmente da un protagonista all'altro. Il sistema di combattimento riprendeva quello di Secret of Mana con un'importante differenza: sparito l'indicatore di potenza - sostituito da un'animazione di ripresa che, sostanzialmente, svolgeva la stessa funzione - adesso ogni colpo carica un nuovo indicatore che consente il lancio di una sorta di super attacco. I vari personaggi differiscono in termini di abilità e capacità in combattimento, ragion per cui bisogna distribuire attentamente i punti guadagnati a ogni level up, e inoltre è possibile cambiare classe due volte, scegliendo ogni volta tra due opzioni. Ogni meccanica di Trials of Mana è stata pensata per offrire ai giocatori una qualche variabile in grado di diversificare le partite, inclusi il ciclo giorno/notte e il calendario che determina, giorno per giorno, l'efficacia delle magie elementali. Sotto diversi aspetti, Trials of Mana è stato un precursore e ha stabilito standard che oggi ci sembrano quasi scontati, ma che nel 1995 rappresentavano il futuro del videogaming.

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Digital Delivery
Nintendo eShop
Prezzo
39,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (5)

7.0

Il tuo voto

Come avrete capito, la Collection of Mana riunisce tre titoli che hanno fatto la storia, ma soprattutto lo straordinario Trials of Mana che molti probabilmente non hanno mai giocato. Per i nostalgici e i fan del retrogaming si tratta di un acquisto imprescindibile, è chiaro... ma questo giustifica il prezzo tutt'altro che contenuto? Square Enix ha localizzato appositamente un titolo lungo e complicato, ma la compilation comprende anche altri due giochi che ormai abbiamo rivisto in tutte le salse, compreso uno che risale al 1991 e al Game Boy. Molti giocatori saranno interessati probabilmente solo a Trials of Mana: soprattutto a loro consigliamo di aspettare qualche sconto oppure il remake in uscita l'anno prossimo, ma se non avete mai giocato neppure un Mana, dovreste prendere seriamente in considerazione l'acquisto di questa compilation.

PRO

  • Trials of Mana, finalmente!
  • Ottima emulazione firmata M2
  • Il Music Player per ascoltare l'indimenticabile colonna sonora

CONTRO

  • Sarebbe stato meglio un prezzo più abbordabile
  • Final Fantasy Adventure non è invecchiato proprio benissimo