Cooler Master Masterkeys MK750

Una tastiera meccanica di alto livello dall'azienda taiwanese: la nostra recensione della Cooler Master Masterkeys MK750

RECENSIONE di Luca Olivato   —   27/11/2018
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Da qualche anno a questa parte Cooler Master sta vivendo un periodo d'oro, testimoniato da diversi riconoscimenti tra cui l'European Hardware Community 2018 come miglior produttore di chassis. Oggi però ci occupiamo della nuova tastiera top di gamma, la Masterkeys MK750, che prende il posto della precedente reginetta Masterkeys Pro L RGB. La line-up di Cooler Master si divide in diverse categorie: la serie CK, sempre meccanica, è composta da modelli che utilizzano tasti Gateron (CK550) e Outemu (CK350); la serie Mem-Chanical, che unisce il feedback tattile di una tastiera meccanica pur essendo a membrana (il cui più recente esponente è il modello MK120); quella più economica a cui appartiene anche la famosa Devastator. La MK750 adotta invece i più celebri (e costosi) switch Cherry MX disponibili in tre varianti: blu, marroni e rossi. Per le tastiere con layout italiano (quindi quella della nostra prova) è disponibile solo la versione red, mentre per le altre due bisogna rivolgersi alla configurazione americana.

Una comparativa tra MK750 (sopra) e Masterkeys Pro L (sotto)
Una comparativa tra MK750 (sopra) e Masterkeys Pro L (sotto)

Cerchiamo quindi di fare un po' di chiarezza sulle differenze di colori, considerando che il produttore tedesco propone un gran numero di tonalità, ciascuna caratterizzata da un diverso grado di pressione e da una distinta "rumorosità". I tasti blu sono stati tra i primi ad essere usati per le periferiche da gioco; sono tra i più udibili (il click che si sente quando si preme a fondo il tasto) e tra i più tattili (la resistenza che si deve vincere prima che il tasto termini la discesa). Gli switch marroni, pur definendosi ancora del tipo tactile, sono un po' meno estremi dei blu, mentre i rossi (altrettanto "clicky") sono lineari, ossia la resistenza offerta alla digitazione è identica lungo tutta la corsa del tasto. Si tratta di differenze che, pur essendo perfettamente distinguibili, non devono forzatamente indirizzare un segmento di utilizzatori: per esempio chi scrive ritiene la versione brown la più bilanciata.

La confezione

La MK750 viene venduta nel consueta elegante confezione grigio/viola. All'interno, oltre alla tastiera protetta da un panno in tessuto, troviamo il cavo a corda USB del tipo C (è la prima sul mercato ad offrire questa connessione), una pinza che serve per estrarre i pulsanti e nove tasti viola da sostituire a quelli standard (neri). Si tratta delle lettere WASD, delle quattro frecce direzionali e del tasto ESC, ossia quelli più utilizzati in ambito gaming e di conseguenza più soggetti a usura. A differenza degli altri questi sono in polibutilentereftalato, un materiale che è più resistente a sollecitazioni e scolorazioni. Ultimo, ma non ultimo, il comodo poggiapolsi imbottito in foam e ricoperto in similpelle che si può collegare alla tastiera tramite l'oramai consolidato sistema di fissaggio magnetico - un vero e proprio marchio di fabbrica per Cooler Master.

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Il layout

Diversi accorgimenti portano la MK750 al passo coi tempi, rendendola un po' meno essenziale dell'estrema Masterkeys Pro L; ciononostante i progettisti sono riusciti a diminuire di qualche millimetro l'estensione del dispositivo, un accorgimento sempre molto apprezzato considerando l'aumento delle diagonali dei monitor. Anzitutto troviamo finalmente un rivestimento in alluminio anodizzato che in primo luogo ha il compito di proteggere la parte superiore e di rendere più stabile la struttura, e aumenta, allo stesso tempo, la gradevolezza al tatto. Si tratta di un materiale che altri competitor avevano già adottato qualche tempo fa ma che la stessa Cooler Master aveva anticipato con la CM Storm MECH che avevamo recensito nel 2013.

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I quattro tasti funzione sopra il tastierino numerico sono stati sostituiti da altrettanti pulsanti per il controllo dei file multimediali che però sono molto più piccoli rispetto ai precedenti; l'unico neo è l'assenza di un regolatore per il volume. Altra differenza che balza immediatamente all'occhio, soprattutto osservando la tastiera di lato, è il basso profilo che lascia i tasti completamente esposti, quasi "sollevati" sul piatto d'acciaio. Anche questo stilema svolge un duplice compito: esaltare gli effetti di illuminazione dei led RGB e facilitare la pulizia quotidiana del dispositivo che, come ben sappiamo, è spesso ricettacolo esplosivo per polvere e briciole. Nella parte inferiore, in plastica, oltre ai canonici piedini, è ricavata una scanalatura per la gestione del cavo. Sono assenti prese USB o jack audio. A livello estetico il dispositivo è estremamente elegante nel suo minimalismo e nella combinazione nero/carbonio; l'immagine è impreziosita da una fascia led che corre lungo i bordi laterali e quello inferiore, sottolineando in particolare il logo esagonale dell'azienda di Taiwan in corrispondenza della barra spaziatrice. C'è un "problema": applicando il poggiapolsi questa zona viene coperta, dando vita a una bella lotta decisionale tra chi non vuole rinunciare a questo tocco di classe e chi, come ha "colpevolmente" fatto il sottoscritto, predilige l'ergonomia.

Il software

L'utility di Cooler Master ha fatto notevoli progressi con il passare degli anni: ora è estremamente reattiva nel rilevare la periferica e nel permettere di impostare macro ed effetti grafici, anche grazie all'adozione della recente MCU Cortex M3. Il software, oltre a verificare ed applicare la presenza di aggiornamenti firmware, fornisce il completo controllo della tastiera attraverso quattro schede. La prima, LED, permette di scegliere uno tra i sedici milioni di colori di retroilluminazione e di applicare eventuali effetti scenografici; ogni tasto è indipendente, sicché la fantasia può volare liberamente. La seconda, macro, si spiega da sé; così come la terza dove regolare la mappatura dei tasti. Troviamo infine il tab Profili da cui si possono caricare sulla ROM di 512 Kbyte sino a quattro combinazioni da richiamare con l'accoppiata FN + numero, in modo da recuperarle anche se si dovessero utilizzare sistemi dove non è installata la suite "Portal", che governa anche altri device Cooler Master collegati al PC.

Prova su strada

Abbiamo usato per una settimana la MK750 e l'abbiamo trovata a dir poco adorabile. La dimensione dei tasti (appena più larghi di quelli della Masterkeys Pro L), unita alla spaziatura molto ben bilanciata, ha garantito una digitazione confortevole e precisa (compresa quella di questo articolo) anche dopo ore di utilizzo. Il passaggio dai cherry MX brown (della Masterkeys Pro L) a quelli red non è stato così drammatico per chi scrive, anche se alcuni potrebbero impiegare più di qualche ora per assimilarlo; nel complesso i risultati sono stati più che soddisfacenti. Il tatto è sempre appagato grazie al rivestimento in gomma che rende gradevole la pressione dei tasti; un sottile piacere che in qualche modo prepara la mente al gioco se si utilizzano le versioni in PBT (cosa che consigliamo vivamente). Ottima anche la stabilità, facilitata dal peso (di circa un chilo e mezzo) e dal grip garantito dai piedini in teflon.

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In ambito gaming nessuna sbavatura con titoli di ordinaria amministrazione come Rise of the Tomb Raider e PlayerUnknown Battlegrounds; anche in scenari un po' più esigenti come StarCraft II e Stellaris non c'è stato nulla da rilevare. Capitolo poggiapolsi: eravamo abituati a soluzioni un po' retrò, proposte anche dalla stessa Cooler Master in passato, dove questo optional era semplicemente un prolungamento in plastica gommata di difficile rimozione e di cui spesso si poteva benissimo fare a meno. Quello in dotazione è eccellente: sia per la rapidità con cui si può applicare, grazie ai magneti ben noti anche ai possessori dei case di CM, sia per l'ergonomia. Il confort di utilizzo aumenta soprattutto durante le lunghe sessioni fornendo una gradevolissima sensazione di morbido nella zona inferiore delle mani, senza per questo aumentarne la sudorazione. Ad onor del vero le nostre prove sono state eseguite con una temperatura ambientale di 21.4 °C, quindi non possiamo fornire delle impressioni precise in situazioni più critiche come nelle calde giornate estive. Anche in questo caso non si può parlare di novità assoluta, perché altri player si erano già attivati con risultati lusinghieri, ma è comunque un altro punto a favore della MK750.

Commento

Prezzo
114,99 €
Multiplayer.it

9.0

La tastiera Masterkeys MK750 raggiunge la perfezione in fatto di ergonomia e di precisione nella digitazione: sotto questo aspetto difficilmente si trova di meglio sul mercato. Non facciamo mistero di apprezzare il minimalismo di Cooler Master di cui questo dispositivo è la quintessenza; naturalmente chi preferisce una linea più aggressiva potrebbe non rimanere così impressionato così come chi cerca una dotazione più ricca storcerà il naso per la mancanza di prese USB o del jack audio. La progettazione di alto livello, la solidità costruttiva, l'attenzione nella scelta dei materiali e il design contemporaneo la collocano ai vertici della categoria. Se a tutto questo aggiungiamo un prezzo che, pur rimanendo importante in termini assoluti (si tratta di un prodotto premium) è competitivo se paragonato a certa concorrenza, la MK750 diventa un must-have per rendere la vostra postazione ancora più preziosa.

PRO

  • Perfetta ergonomia
  • Solidità costruttiva
  • Prezzo
CONTRO
  • Per alcuni potrebbe essere troppo essenziale
  • Manca il regolatore di volume