Crown Trick, la recensione del roguelike a turni

Nella recensione di Crown Trick scopriamo un roguelike a turn indie che riserva non poche sorprese

RECENSIONE di Simone Pettine   —   06/09/2021
7

Dungeon asfittici, mostri di ogni natura, narrazione tanto elusiva quanto affascinante: la recensione di Crown Trick ha davvero tutte le carte in regola per rendere non solo felici, ma felicissimi gli amanti di questo genere di esperienze. E sì che siamo pronti a scommettere che quasi nessuno si sia accorto della pubblicazione del gioco su PC, ormai diversi mesi orsono. Bene allora che NEXT Studios, supportato da Team17, abbia imbastito un porting su console. Nello specifico, abbiamo testato a dovere il prodotto in questione sia su PlayStation 4 che su PlayStation 5 e vi anticipiamo già che ci ha convinti pienamente. Non solo per il suo rispondere pienamente a delle meccaniche che appartengono pur sempre ad una realtà ben precisa e di nicchia, ma soprattutto per la capacità di renderle intuitive, variegate e stilisticamente ispirate.

La narrazione criptica che tanto ci piace

Crown Trick: non solo esplorazione, ma anche scontri con temibili boss
Crown Trick: non solo esplorazione, ma anche scontri con temibili boss

Non serve avere una ventennale esperienza con i roguelike (e volendo con i roguelite) per aspettarsi una narrazione ben precisa anche da Crown Trick. Esattamente come già visto mille volte altrove e come chissà quante volte rivedremo in futuro, la trama è più criptica che mai: ci ritroviamo all'interno di un labirinto vastissimo (e pericolosissimo) impegnati nella quanto mai generica missione di salvare il mondo. È opportuno, allora, che il giocatore raccolga gli indizi disseminati in ogni dove, per capire di più, per permettere alla protagonista di ricordare.

Dopo la sconfitta di ogni boss, ad esempio, è possibile trovare a terra un documento estremamente interessante, che vi consigliamo sempre di leggere (dovrete farlo in inglese, perché la lingua italiana purtroppo non è disponibile). E anche le frasi lasciate come in sospeso dai vari NPC, nonché le esaustive voci della guida a completamento progressivo, tornano particolarmente utili. Nonostante questi limiti possiamo raccontarvi, però, almeno la situazione iniziale, senza inciampare in fastidiosi spoiler.

Il giocatore veste i palli di Elle, una ragazzina dai capelli rossi che si avventura in un pericolosissimo labirinto per salvare il suo regno. Difatti la fonte del male che sta minacciando ogni cosa pare provenire proprio dall'interno del Realm of Nightmares: e allora, al di là del nome un po' angosciante, vale la pena andare a dare un'occhiata. Qui Elle incontra una corona animata, ricca di conoscenza ma poco tollerante nei confronti della maggioranza degli esseri umani (e non), che decide di aiutarla a salvare il suo mondo dal nemico comune, un certo Duke Vlad. Prima di riuscire a trovare l'artefice di tanto male, comunque, Elle dovrà visitare il labirinto, il Reame degli Incubi, in tutta la sua estensione, in tutti i suoi livelli e in tutti i suoi pericoli. Ci riuscirà? Non sarà un compito facile.

Gameplay: strategico a turni, ma con tanta azione

La griglia di Crown Trick ricorda molto gli strategici a turni
La griglia di Crown Trick ricorda molto gli strategici a turni

La filosofia di gioco di Crown Trick, al di là della sua fondamentale anima roguelike di cui parleremo poco più avanti, attinge a piene mani sia dagli strategici a turni che dagli action. Elle si sposta di dungeon in dungeon e di livello in livello all'interno di una griglia quadrettata. Ogni suo singolo spostamento, ogni minimo passo provoca, nel resto dell'ambiente, una reazione. Se Elle resta ferma, i nemici non si muovono, gli elementi ambientali ostili non si innescano, nessuno fiata. Ma se si sposta in qualsiasi direzione, automaticamente anche gli altri presenti agiranno: avvicinandosi, fuggendo o, il più delle volte, attaccando dalla media o lunga distanza.

Volendo è anche possibile saltare il turno e restare immobili, vedendo come si comporteranno gli altri; le azioni variano in base alla singola specie di nemico, è dunque si rivela assai importante conoscere i pattern di tutti quanti. D'altro canto, in Crown Trick l'azione la fa ampiamente da padrona: non pensate a titoli in cui bisogna ragionare per ore, per poi agire dopo calcoli infinitesimali. Le riflessioni durano (e devono durare) pochi secondi: per il resto si colpisce duro, in tempo reale, a suon di asce, spadoni, baionette, pugnali, guanti rinforzati (armi generate casualmente all'avvio di ogni dungeon, che possono essere scambiate con altre trovate lungo il percorso).

Se cercate tanta azione, Crown Trick vi darà anche quella
Se cercate tanta azione, Crown Trick vi darà anche quella

Non mancano ovviamente le magie, offensive e difensive, il cui utilizzo è legato al possesso di Famigli, creature che possono essere equipaggiate al pari degli altri strumenti. Crown Trick, anzi, ne propone una vera e propria collezione in stile Pokémon: alcune vengono assegnate di default, ma man mano che si esplorano sempre più livelli del labirinto e si sconfiggono i boss principali e secondari, ne vengono aggiunte delle altre. Solo per fare un esempio, i primi livelli ospitano un pollo guerriero letale dalla distanza ravvicinata, una pianta carnivora e un non-morto. Una volta battuti, è possibile trovarli all'interno dei cristalli che garantiscono (casualmente) da uno a tre famigli.

Trofei PlayStation 4

Crown Trick offre su PlayStation 4 e PlayStation 5 una lista di Trofei che include anche quello di platino, ma per ottenere tutto ciò sarà necessario morire un'infinità di volte e perfezionare il proprio stile di gioco. Difatti, tra le altre cose, andranno battuti tutti i boss presenti, sbloccato un certo numero di progetti, esplorati insomma i meandri più reconditi del labirinto.

L’anima roguelike, e un tocco di RPG

Va detto che la generazione procedurale di Crown Trick a volte mostra qualche incertezza
Va detto che la generazione procedurale di Crown Trick a volte mostra qualche incertezza

L'anima di Crown Trick, dicevamo, è pur sempre quella di un roguelike. I dungeon vengono generati proceduralmente, anche se troppo spesso e a distanza ravvicinata, in realtà, ci è sembrato di riscontrare le stesse situazioni con identici nemici. Si muore tanto e male, e sicuramente rispetto alla maggior parte delle produzioni videoludiche contemporanee questo aspetto rende il titolo in questione "difficile"; ma pure, rispetto ad altri roguelike, non è troppo ostico nella curva di apprendimento, una volta superato il primo vero boss, la strega. Va da sé la presenza della "morte punitiva": ovvero, in caso di sconfitta, Elle rilascia tutto l'oro accumulato e buona parte dei cristalli azzurri, preziosissimi per acquistare upgrade di vario tipo nell'hub principale.

Ma neanche arrivati a questo punto vi avremmo detto tutto di Crown Trick, perché dovremmo ancora parlare (e a lungo) delle sue componenti RPG: è davvero incredibile il numero e la varietà delle armi presenti (anche considerando che la versione console include un corposo DLC), ognuna delle quali possiede un certo danno elementale, debole o più efficace verso altri, statistiche ben precise, combinazioni particolari. Stesso discorso per gli artefatti, il cui ritrovamento è casuale e il cui utilizzo termina alla conclusione del dungeon in cui sono stati trovati: possono potenziare i punti di attacco o di difesa di Elle, l'efficacia degli incantesimi, garantire più oro o cristalli, indebolire certi nemici, e molto altro ancora. Tra le mani avete uno di quei titoli che apparentemente si fanno conoscere in appena due ore, ma che poi possono continuare a stupirvi senza problemi fino alla cinquantina. Per un roguelike indie non è affatto poco.

Commento

Versione testata PlayStation 4
Digital Delivery PlayStation Store
Prezzo 19,99 €
Multiplayer.it

8.2

Lettori (4)

7.8

Il tuo voto

Crown Trick è un roguelike ben riuscito, che riesce a mescolare tanti stili di gioco e contenuti senza mai risultare troppo confusionario, né banale. Il genere è ormai noto nei suoi principali pregi e difetti, ma NEXT Studios è riuscito a ravvivarlo con delle trovate intelligenti, rendendolo fresco e vivace, ottimo sul lungo periodo e altamente rigiocabile. La componente strategica, basata sul sistema di movimenti e turni, in realtà non è troppo invasiva, non tanto almeno da celare la fondamentale anima action: Elle picchia tanto, picchia tutti e picchia duro. E morire così tanto, in fondo, non è un problema, se ogni volta che si torna in partita è possibile scoprire qualcosa di nuovo: famigli inediti con cui lanciare incantesimi mai visti, armi e artefatti più rari o versatili, NPC da liberare e da portare nel covo principale. Certo, qualche sbavatura non manca: alcune armi sono troppo simili tra loro, la generazione procedurale non sempre è eccellente, i tempi di caricamento, soprattutto prima di sfidare un boss, sono inspiegabili. Ma è davvero facile soprassedere, considerando la qualità del prodotto nel suo insieme. I fan del genere adoreranno Crown Trick; gli altri, pur trovandolo inizialmente assai punitivo, alla lunga potrebbero innamorarsene a loro volta.

PRO

  • Un roguelike valido, solido, fresco
  • Artisticamente ispirato
  • Buon equilibrio tra diverse meccaniche
CONTRO
  • Pochi caricamenti, ma lenti
  • Generazione procedurale migliorabile
  • Tantissime armi, ma alcune fin troppo simili