Drop Duchy è il primo progetto di Sleepy Mill Studio, piccola realtà indipendente con base a Parigi, pubblicato da The Arcade Crew. Il gioco ha debuttato su Steam il 5 maggio 2025, poi è approdato su Xbox Series X/S il 28 gennaio 2026 tramite Xbox Game Pass nella sua versione completa. Che è quella ad aver raggiunto PlayStation 5 e Nintendo Switch a fine aprile, consentendoci di giocarlo su Nintendo Switch 2.
Prima di arrivare sulle console Nintendo, Drop Duchy aveva già superato le 100.000 copie vendute e raccolto un'accoglienza critica importante. È stato nominato nella categoria "Strategy/Simulation Game of the Year" in occasione dei D.I.C.E. Awards, oltre a concorrere nelle categorie "Best 1st game" e "Best game design" ai Pégases francesi.
Avrà davvero tutti questi meriti?
Tetris non Tetris
La premessa di Drop Duchy è semplice da spiegare, ma complessa da padroneggiare. Il gioco rielabora il gameplay dei classici puzzle geometrici a caduta di blocchi nello stile di Tetris, ma, invece di eliminare le righe, il compito del giocatore è quello di assemblare un ducato medievale usando tessere di forme e tipi diversi, incluse quelle nemiche. Ogni tessera rappresenta un elemento del paesaggio o un edificio e il dove e il come la si posiziona ha conseguenze dirette su ciò che produce o sugli effetti che genera in combinazione con quelle adiacenti.
Ognuna di queste tessere ha infatti un ruolo e deve rispettare delle richieste specifiche per funzionare al meglio: ci sono quelle che rappresentano un tipo di terreno, altre che producono risorse e infine quelle militari. Il nostro compito è quello di allinearle al meglio per sfruttare le regole di attivazione, producendo risorse e unità in base alle sinergie tra i terreni adiacenti. Una pianura vicina al tipo giusto di edificio genera più soldati o più cibo. Una foresta posizionata nel punto corretto produce legna e sblocca bonus per determinate carte. Lo scopo di alcuni scenari sarà quello di generare più risorse possibili, fondamentali per potenziare le stesse carte, o di avere un numero di truppe sufficienti per battere l'esercito nemico.
Ovviamente non è tutto così semplice: essendo un gioco in stile Tetris la forma delle tessere, la velocità con la quale scendono, ma soprattutto l'ordine col quale arriveranno, determineranno l'efficacia della disposizione. Questo senza contare che ci saranno scenari particolari, come i boss, che posizioneranno ostacoli lungo la griglia o proporranno regole di ingaggio da studiare e aggirare. Senza contare che, a differenza del classico di Alexey Pajitnov, le linee completate non scompaiono, ma forniscono le risorse corrispondenti, una cosa che limita sia la durata delle partite che il numero di tessere a disposizione.
Su questo schema si innesta un sistema di costruzione di mazzi: avanzando nella mappa il giocatore accede a nuove carte che rappresentano le tessere equipaggiabili durante la partita, fino ad un massimo di otto. Ottimizzare e potenziare il mazzo per sfruttarne le sinergie diventa progressivamente il nodo centrale del gameplay: in uno scenario senza nemici sarà meglio selezionare edifici produttivi, così come in uno senza montagne sarà inutile portare cave e oggetti che sfruttano questo terreno.
Il terzo livello è quello delle battaglie. Il sistema di combattimento non si risolve nel semplice confronto numerico: non basta avere più unità, serve capire quali truppe mandare contro quali avversari, in quale ordine e con quali combinazioni. In questa fase finale il gioco ricorda Fire Emblem: le spade vincono contro le frecce, gli arcieri contro i soldati armati di scure e questi ultimi contro gli spadaccini. Sfruttare questo schema a proprio vantaggio potrebbe ribaltare anche partite nelle quali si arriva al termine con meno soldati dei nemici, così da evitare il game over e ricominciare tutto da capo, in stile roguelite.
Cinque fazioni, cento missioni, moltissime partite
La Complete Edition include tutti i contenuti aggiuntivi pubblicati finora, compresi i due pacchetti espansivi "The Tribe" e "The North", portando il totale a cinque fazioni giocabili - il Ducato, la Repubblica, l'Ordine, la Tribù e il Nord - ciascuna con approcci strategici distinti, oltre a più di 110 carte uniche e un sistema di meta-progressione articolato su 100 missioni.
The Tribe, uscito il 18 agosto 2025, ha introdotto una fazione ispirata ai druidi e ai monumenti antichi, con quattro edifici, quattro tecnologie e una nuova meccanica chiamata "costellazioni" - abilità ricaricabili che si attivano dopo un certo numero di posizionamenti. The North, pubblicato il 5 dicembre 2025, ha aggiunto una fazione a tema vichingo con otto nuove carte, nuovi boss per ciascun atto e una modalità "ascensione", in cui modificatori selezionabili aumentano progressivamente la difficoltà, sbloccando ricompense esclusive.
Leggibile, mai banale
Dal punto di vista estetico, Drop Duchy alterna elementi bidimensionali che richiamano le rappresentazioni cartografiche medievali a componenti tridimensionali legate ai tetramini e agli edifici, con un contrasto che funziona sorprendentemente bene. Lo stile mantiene una coerenza visiva fatta di colori pastello e interfacce pulite che privilegia la leggibilità, scelta non scontata in un gioco dove la sovrapposizione di sistemi è elevata. I suggerimenti esplicativi e l'ordinamento del mazzo facilitano la gestione delle risorse anche per chi non è avvezzo ai roguelite.
Il limite strutturale che emerge con le ore di gioco riguarda la varietà: i giocatori più assidui si accorgeranno abbastanza presto della limitata quantità di ambienti e boss disponibili. Si tratta di un elemento che non compromette l'esperienza, ma va segnalato. Piacevoli, invece, le musiche di accompagnamento, mentre i testi sono tutti tradotti in italiano.
Su Nintendo Switch 2 è retrocompatibile
Drop Duchy: Complete Edition è un titolo Switch che gira in retrocompatibilità su Nintendo Switch 2, senza versione nativa ottimizzata. Chi possiede la Complete Edition su Switch la avvia sulla nuova macchina senza costi aggiuntivi. Trattandosi di un gioco stilisticamente essenziale, la differenza non si misura in termini di frame rate - già stabile su Switch 1 - ma nella qualità dell'immagine. Il pannello da 1080p della Switch 2 mette in risalto la pulizia dello stile visivo, e la leggibilità delle informazioni a schermo guadagna rispetto alla schermata a 720p della prima Switch. Con la funzione Handheld Mode Boost introdotta dal firmware 22.0.0, i titoli Switch compatibili possono girare con le impostazioni della modalità televisore anche in portatile, e su un gioco come Drop Duchy questo si traduce in un'interfaccia più nitida durante le sessioni in mobilità - che è esattamente il contesto in cui il titolo rende meglio.
Ancora un altro turno
Quello che è riuscito benissimo agli sviluppatori di Sleepy Mill Studio ed è cosa rara, soprattutto per un team al debutto, è riuscire a mescolare tanti generi differenti in maniera naturale. Imparare le regole del gioco, infatti, è semplicissimo: basta vedere una griglia e un tetramino e istintivamente si sa quello che bisogna fare. Il resto è chiaramente spiegato sopra ogni carta. Forse solo la fase di ingaggio finale è un po' più macchinosa, per via di come funzionano i rapporti di forza e le fusioni -per esempio sopra ogni passaggio ci potrebbe essere l'anteprima del risultato che si sta per ottenere, per evitare dolorosi errori di calcolo - ma con un po' di pratica si supera anche quello.
Ciò che stupisce è come da queste semplici regole sia stato costruito un gioco di strategia veloce, fresco, leggero, ma comunque in grado di garantire diverse variabili, strategie e sfide. L'aggiunta dei DLC usciti negli scorsi mesi, oltretutto, garantisce ulteriore varietà e cosa da fare, da consumare comodamente quando si vuole.
La dimensione della griglia ridotta, infatti, rende ogni fase di gioco piuttosto veloce e adatta ad essere consumata nei ritagli di tempo, ma la struttura roguelite e le tante sfide presenti riescono a reggere senza problemi anche sessioni di gioco più prolungate, alla ricerca del proverbiale "altro turno", unità di misura resa popolare da Firaxis per Civilization, sempre molto utile per capire la bontà di uno strategico.
In questo modo ci si trova presto intrappolati a pensare a come creare sinergie sempre più complesse, a se vale la pena specializzarsi nelle pianure o nelle foreste, se potenziare una tessera o se affittare mercenari per mettere una pezza alle nostre strategie fallaci. E nel caso di fallimento ripartire coi bonus sbloccati fino a quel momento, nella speranza di incappare nel boss o nei tetramini giusti. E così via.
Conclusioni
Drop Duchy è un gioco perfetto sia per la mobilità, sia per sessioni prolungate: è strutturato per chi ha solo pochi minuti a disposizione, ma è costruito in modo da rendere difficile fermarsi. Gli sviluppatori sono stati bravissimi a unire generi apparentemente incompatibili tra di loro in maniera intelligente e complessa, senza lasciare che nessuno di essi sfugga al controllo. Grazie alle nuove espansioni, oltretutto, il team di sviluppo offre decine di ore di intelligente e fresca strategia, da consumare dove e quando si vuole.
PRO
- Facile da imparare, difficile da padroneggiare
- Adatto sia a partite brevi, che a sessioni più lunghe
- Tanti contenuti da sbloccare e imparare
CONTRO
- Visivamente un po' monotono
- Le battaglie finali sono meno intuitive del resto
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