Dynasty Warriors 6 - Recensione  1

Arriva su PC il sesto capitolo delle guerre dinastiche leggendarie. Emozionati?

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   22/10/2008

Scrivendo di Dynasty Warriors 6 verrebbe quasi voglia di incollare pezzi degli articoli su Warriors Orochi o su uno dei precedenti capitoli, tanto sono simili nel gameplay. Per una descrizione approfondita del gioco vi rimandiamo alla recensione della versione console. Qui ci occuperemo soprattutto dei problemi specifici della versione PC, che non sono pochi. Il disappunto viene sin dai primi filmati, poiché probabilmente viene data per scontata la conoscenza delle fonti narrative a cui si ispira la trama e praticamente viene spiegato pochissimo, lasciando più buchi che certezze e rendendo di fatto difficile seguire il succedersi degli eventi. Certo, è possibile disinteressarsi completamente al lato narrativo e buttarsi nel gioco senza troppi preamboli, ma un po' di confusione in meno non avrebbe guastato.
In realtà i problemi, per la versione PC, iniziano da prima di iniziare a giocare, ovvero dalle impostazioni del sistema di controllo e della risoluzione. Parlando del primo sarete felici di sapere che non è possibile usare il mouse. Non ne siete troppo felici? Vi capisco. È una vera pena dover usare la tastiera per muoversi, per spostare la telecamera e per compiere le azioni offensive e difensive; purtroppo la biologia umana ci ha dotati soltanto di due mani e non possiamo farci molto. Inserendo un joypad la situazione migliora ma emergono altri problemi (almeno nel nostro caso). Abbiamo provato con un joypad di Xbox 360 che, teoricamente, su PC dovrebbe essere il più compatibile con i giochi convertiti da console, ma Dynasty Warriors 6 si è rifiutato di rilevare la levetta analogica di destra costringendoci ad usare i grilletti dorsali per i movimenti della telecamera sull'asse X. Purtroppo l'asse Y non è stata proprio assegnata e l'abbiamo lasciata perdere per tutto il gioco. Provato a inserire un altro joypad, la situazione si è ripetuta, con l'aggravante della mancata assegnazione anche dell'asse X. La difficoltà nella gestione della telecamera non è cosa da poco, visto che spesso il gioco sceglie inquadrature assurde per mostrare l'azione e la confusione regna sovrana. Molto spesso ci siamo trovati a combattere praticamente alla cieca.

Renbu mio non ti conosco

Il secondo problema, già accennato, è quello della selezione della risoluzione che è, sostanzialmente, fissa: selezionando risoluzioni diverse, la dimensione dell'immagine non cambierà e, per adattarla al monitor, appariranno delle grosse bande nere. Nel nostro caso, ma crediamo anche in altri, per giocare in full screen abbiamo potuto selezionare una sola risoluzione. Probabilmente i più penalizzati saranno i possessori di monitor 4:3, che saranno costretti a guardare le bande nere per tutto il gioco, anche scendendo di risoluzione.

spesso il gioco sceglie inquadrature assurde per mostrare l'azione e la confusione regna sovrana

Renbu mio non ti conosco

Lasciandoci alle spalle le considerazioni sul pessimo adattamento da console a PC, veniamo al gioco giocato. Come era prevedibile, alla formula originale non è stato apportato alcun cambiamento significativo. Scelto uno fra tre personaggi e selezionato il livello di difficoltà, ci si trova davanti la solita mappa tattica con le informazioni sullo scenario. Dopo averle dato uno sguardo veloce, si può entrare in gioco. Lo scopo di tutti gli scenari è quello di massacrare l'esercito rivale. Tutto quello che bisogna fare è premere furiosamente sul tasto attacco mentre si è circondati dai nemici e, ogni tanto, usare anche gli altri tasti per prodursi in combo spettacolari o attacchi più potenti. Provare a combattere in modo tecnico è assolutamente inutile e controproducente (rende più difficile e lento avanzare), meglio premere pulsanti a caso e stare a guardare. Il nuovo sistema Renbu rende ancora più vantaggioso compiere massacri indiscriminati, perché con il crescere della conta dei morti, evitando di essere colpiti, cresce anche la potenza dei colpi.

Il deserto dei tamarri

Purtroppo Dynasty Warriors 6 soffre degli stessi problemi dei suoi predecessori / cloni: è terribilmente ripetitivo. Bastano pochi minuti di gioco per capire che non c'è molto da fare, se non raccogliere qualche bonus. Anche scontrarsi con i boss e con i mini boss non aggiunge mordente all'azione, soprattutto perché la loro presenza si nota poco in mezzo alla massa dei nemici. Gli scenari sono di una piattezza inesplicabile e offrono talmente poca varietà che stancano alla prima partita, anche perché a parte doverli percorrere da una parte all'altra non offrono molto di più in termini di interattività. In compenso il personaggio principale può ora salire le scale e nuotare, non proprio due azioni rivoluzionarie ma una novità per la serie (ci si accontenta di poco).

gli scenari sono di una piattezza inesplicabile e offrono talmente poca varietà che stancano alla prima partita

Il deserto dei tamarri

La parte migliore è l'enciclopedia acclusa che spiega molte cose sulla storia dell'epoca in cui è ambientato Dynasty Warriors 6, il che è tutto dire. Se già le versioni per console non avevano convinto, questa risulta ancora più disastrosa a causa della pessima conversione che crea non pochi problemi e lo rende di fatto poco giocabile da chi non abbia la fortuna di possedere un joypad totalmente compatibile con il gioco (a meno di non essere delle piovre).

Pro

  • Qualche novità
  • Crescita dei personaggi vertiginosa
  • Semplice e immediato
Contro
  • Novità poco rilevanti
  • Conversione da console pessima
  • Ripetitivo

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi

  • Processore: Pentium 4 1.6 GHz
  • RAM: 512 MB
  • Scheda video: compatibile con le DirectX 9.0c e dotata di 128 MB di VRAM
  • Sistema operativo: Windows XP/Vista
  • Hard Disk: 5 GB circa
Requisiti Consigliati
  • Processore: Core 2 Duo 2.4 GHz
  • RAM: 1 GB
Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Quad Q6600
  • RAM: 3 GB
  • Scheda video: GeForce 8800 GT
  • Sistema operativo: Windows Vista