Ender Lilies: Quietus of the Knights, la recensione

La nostra recensione di Ender Lilies: Quietus of the Knights, una gemma da giocare a tutti i costi

RECENSIONE di Alessandra Borgonovo   —   29/06/2021
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Di Ender Lilies: Quietus of the Knights vi abbiamo parlato la prima volta nel provato di gennaio, restando sorpresi di fronte all'ottimo lavoro svolto dallo studio giapponese Live Wire e riservandoci di verificare i pochi dubbi con il gioco completo. Torniamo oggi non solo per confermarvi quanto di positivo avevamo riscontrato mesi fa ma anche per dissipare le uniche due perplessità riportate in quell'articolo: siamo di fronte a un eccellente metroidvania, che dopo le primissime ore si apre a una mappa molto estesa, ricca di segreti, finali multipli da scoprire e guadagnare, un livello di difficoltà che si alza gradualmente senza però farsi impossibile e una storia più tragica di quanto già non facessero pensare le premesse. Ha le sue sbavature, tuttavia nel complesso è un metroidvania che consigliamo assolutamente agli appassionati del genere. Vi raccontiamo le nostre impressioni nella recensione di Ender Lilies: Quietus of the Knights.

Un regno di impuri


Ender Lilies è ambientato nel regno di Finis, caduto in rovina a causa della misteriosa necropioggia che ha trasformato chiunque ne sia venuto in contatto in un impuro: una creatura deforme e ostile, la cui fattezza è in rari casi simile a quella dell'umano (o animale) di un tempo ma in altri è una grottesca fusione di più elementi. Nessuno, fatta eccezione per le vestali, è in grado di contrastare questa piaga e proprio nei panni di una di loro intraprenderemo il nostro viaggio. Si tratta di una bambina, muta e accompagnata dallo spirito di un cavaliere nero: nessuno dei due sembra avere memoria del proprio passato, dunque l'obiettivo di arrivare alla fine del regno non è solo per cercare la prima, vera vestale ma anche quello di capire chi sono e quale sia il loro compito. Un'avventura, se così vogliamo definire l'attraversare una terra morta e ricca solo di insidie, che li porterà a scoprire tutto sia su loro stessi sia su un regno che nasconde molto più di quanto sembri.

Perfettamente racchiusa nei canoni del dark fantasy, la storia di Ender Lilies: Quietus of the Knights possiamo dire che ci ha ricordato la tragedia di Hollow Knight, con la sostanziale differenza che mentre il lavoro di Team Cherry lasciava un minimo, occasionale spazio al sorriso, qui non ne troveremo. L'intera narrazione posa sul dramma e da lì non si allontana, affondando sempre più le radici a mano a mano che proseguiamo scoprendo le verità celate del regno di Finis. C'è un lieto fine, a questo viaggio che sembra non averne? Potremmo dirvi di sì, senza fare spoiler, ma tutto dipende dalla vostra concezione di "lieto". A creare un forte contrasto con quello che si vive c'è una bellissima colonna sonora, spesso delicata al punto da risultare dissonante con quanto stiamo vivendo eppure, al contempo, mai davvero fuori posto. La direzione artistica, invece, a sua volta di grandissimo impatto, concentra attorno alla figura della protagonista concetti come la speranza, la purezza e l'innocenza, in contrasto con la corruzione dilagante, ma ci mostra il mondo per quello che è in tutta la sua miseria. Nel complesso, il comparto tecnico/artistico di Ender Lilies: Quietus of the Knights spicca e rimane impresso, ricordando seppur da lontano i lavori di Vanillaware.

Le anime dei caduti combattono per noi

Ender Lilies: Quietus of the Knights, le minacce si nascondono in ogni dove
Ender Lilies: Quietus of the Knights, le minacce si nascondono in ogni dove

Ender Lilies: Quietus of the Knights ha dalla sua una meccanica quasi unica e che abbiamo potuto sperimentare, piuttosto di recente, in Oninaki: essendo la protagonista una bambina, è impensabile possa combattere da sola. Motivo per cui, grazie ai suoi poteri di vestale, può purificare alcuni dei nemici sconfitti affinché combattano al suo fianco. Il cavaliere nero è un'eccezione, lui esiste fin dall'inizio e i motivi della sua presenza verranno spiegati nel corso della storia, mentre per quanto riguarda tutti gli altri sarete voi a doverli sconfiggere per poi reclutarli: l'aspetto interessante è che non tutti i boss verranno messi sul vostro percorso, obbligandovi a sconfiggerli. Anzi, a dire la verità sono molto pochi quelli necessari ad arrivare alla fine del viaggio ma questo significa perdersi gran parte dell'esperienza. Stiamo comunque parlando di un metroidvania, esplorazione e backtracking sono alla base dell'esperienza, perciò se da un lato è vero che il gioco può essere finito in una manciata di ore, dall'altra il risultato più immediato che raggiungeremo è anche il meno soddisfacente e ci permette di sfiorare appena la superficie di Ender Lilies: Quietus of the Knights.

Boss e miniboss, gli unici purificabili, costellano la mappa e non sempre sono prevedibili. A volte potremmo capire di dover affrontare un combattimento impegnativo per la presenza di un punto di salvataggio subito prima o per l'estensione di un'area - avete presente, no? Quelle zone molto grandi e molto vuote che gridano "boss fight" da ogni pixel. Altre invece, e questo riguarda soprattutto i miniboss, ci capitano davanti all'improvviso, complice il fatto di essere identici ai nemici comuni: quando vediamo comparire la barra rossa della salute e un nome, è in quel momento che capiamo di doverci impegnare più del solito. Purificare un nemico significa ottenerne la forza in battaglia, sotto forma di spettro evocabile che eseguirà l'attacco indicato. Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le strategie, dalla magia, al veleno, agli attacchi corpo a corpo e dalla distanza.

Possiamo equipaggiare due set da tre abilità ciascuno ma è necessario tenere d'occhio le cariche, poiché ogni fantasma, o anima se preferite, ha un utilizzo limitato della propria abilità: questo rende il combattimento più ragionato in particolare con le boss fight vere e proprie, perché per tutto il resto dobbiamo ammettere di esserci affidati al cavaliere nero e a qualche sporadico intervento degli altri personaggi. Ender Lilies: Quietus of the Knights vi propone una sperimentazione continua e un altrettanto costante cambio di passo quando si tratta di stabilire una strategia, tuttavia una piccola criticità che dobbiamo muovere è proprio questa: l'eccessiva quantità di abilità fa sì che molte non vengano utilizzate, o risultino inutili, e dall'altro lato tutti i nemici comuni salvo qualche eccezione si possono affrontare "a muso duro". Ciò non significa che il gioco in sé sia facile, anzi, solo meno aperto alla varietà di quanto ci aspettassimo, nonostante la mole di poteri da scoprire e utilizzare.

Ender Lilies: Quietus of the Knights, un po' di riposo per i nostri tragici eroi
Ender Lilies: Quietus of the Knights, un po' di riposo per i nostri tragici eroi


Similmente a quanto visto in Hollow Knight, è possibile cambiare abilità e cimeli, nonché potenziare i nostri spiriti, soltanto durante i momenti di riposo: che sia una panchina, una sedia, un letto o qualunque cosa demandata al ruolo, qui potremo tirare un attimo di respiro, organizzarci e spostarci rapidamente da un punto di salvataggio all'altro in caso di necessità. I cimeli che abbiamo appena menzionato sono oggetti da trovare nel corso del viaggio che faranno la differenza tra la vita e la morte, quando equipaggiati: non possiamo metterne quanti ne vogliamo, abbiamo un determinato numero di slot (espandibili trovando, di nuovo, oggetti specifici) e in base a quelli decidere come intervenire sulla vestale e le anime che l'accompagnano: alcuni cimeli influenzano direttamente lei, per esempio quelli che aumentano l'efficacia o il numero delle preghiere lenitive con cui guarirsi, altri invece vanno a lavorare sulla forza degli attacchi o sul numero delle cariche di abilità, altri ancora seppur rari ci servono per passare quasi indenni attraverso alcune aree. In questo senso, la gestione dell'equipaggiamento è più bilanciata e utile rispetto all'eccessivo numero di abilità di cui sopra, perché soprattutto quando dovremo affrontare una boss fight è necessario capire cosa possa fare al caso nostro in quella determinata situazione.

Un discorso simile si può applicare ai potenziamenti: per migliorare un singolo spirito sono necessarie impurità di diverso tipo, che si raccolgono nel mondo di gioco - dunque ancora una volta si enfatizza enormemente l'esplorazione. Considerata la quantità di abilità, il costo per migliorarle e soprattutto il fatto di non poterle massimizzare tutte, è necessario gestire la cosa in modo molto preciso perché una volta fatto non si può più tornare indietro. Ender Lilies: Quietus of the Knights non lascia nulla davvero al caso e nonostante la leggera criticità mossa alla gestione e utilità effettiva dei poteri degli spettri, mette in piedi un gameplay perfetto sia per chi mastica metroidvania da una vita sia per chi vi si è appena avvicinato. Non è troppo punitivo, non ai livelli di un Hollow Knight per intenderci, ma non risparmia i suoi colpi soprattutto nell'attimo in cui si decide di esplorarlo da cima a fondo: la mappa è effettivamente enorme, interconnessa, ricca di segreti, documenti da leggere per capire fino in fondo la narrativa ed essenziale, nella sua interezza, per completare davvero il gioco. Fermarsi al primo traguardo, il più semplice, non solo lascia l'amaro in bocca ma dà un po' la stessa sensazione di NieR: Replicant o NieR: Automata: il gioco vero è appena iniziato.

Ender Lilies: Quietus of the Knights, una tra le ambientazioni più cupe soffocanti del gioco
Ender Lilies: Quietus of the Knights, una tra le ambientazioni più cupe soffocanti del gioco

Commento

Multiplayer.it

9.0

Lettori (23)

8.5

Il tuo voto

Giocare per intero Ender Lilies: Quietus of the Knights, sbloccando ogni finale e completando quasi del tutto l'enorme mappa di gioco, ci ha non solo confermato le ottime impressioni avute in fase di anteprima, ma ha anche dissipato gli unici dubbi allora riportati. L'unica critica la muoviamo verso un sistema di combattimento fin troppo ricco di abilità, non tutte utili e non obbligatorie da applicare in combattimento fatta eccezione per le boss fight: non è un difetto in toto, poiché dall'altro lato avere così tante scelte permette di personalizzare il proprio stile di gioco, tuttavia resta un peccato che molti spettri difficilmente verranno utilizzati in battaglia al di fuori della curiosità di vedere cosa fanno. Per il resto ci troviamo di fronte a un eccellente metroidvania, curatissimo nell'aspetto tecnico e artistico, con una storia drammatica in cui la nostra piccola vestale rappresenta l'unica luce di una speranza ormai perduta, il tutto accompagnato da una difficoltà crescente e adatta a tutti - veterani e non. L'esplorazione, come ci si aspetta dal genere, è alla base dell'intera esperienza ed è caratterizzata da una mappa soddisfacente sotto questo aspetto: tanto backtracking e altrettante zone inaccessibili che si apriranno solo alla vostra curiosità. Non bisogna fermarsi all'apparenza, né al primo traguardo. Ender Lilies: Quietus of the Knights è una tragica ma bellissima esperienza, tutta da scoprire.

PRO

  • Gioco localizzato in italiano
  • Comparto tecnico/artistico di spicco
  • Meccanica degli spettri efficace e ben gestita
  • Storia tragica, tutta da scoprire e mai tediosa nella narrazione
  • Mappa enorme, interconnessa nelle singole aree, ricca di segreti
CONTRO
  • L'eccessivo numero di abilità non permette a tutte di esprimersi al meglio