I Mondiali 2026 sono in pieno svolgimento, con diverse sorprese e polemiche che non sono mancate fin dalle prime partite. Per celebrare la competizione, non poteva mancare il videogioco ufficiale della FIFA, approdato di recente su Netflix. La curiosità era tanta ma, alla prova dei fatti, FIFA World Cup: Launch Edition sembra più una grande occasione persa.
Un passo indietro
Prima di entrare nel dettaglio sul gioco, è utile fare un passo indietro per capire come nasce questo progetto. Siamo nel 2022: la partnership tra FIFA ed Electronic Arts è ormai sinonimo di videogioco di calcio grazie in particolare a Ultimate Team. La notizia della rottura di questo binomio arriva come un fulmine a ciel sereno: sfruttando la propria posizione sul mercato, EA decide di non accontentare le richieste economiche dell'organizzazione guidata da Gianni Infantino (si parla di circa 300 milioni di dollari all'anno) e di rinominare la serie in EA Sports FC. Dal canto suo, la FIFA ha deciso di mettersi in proprio e, attraverso le parole del suo presidente, ha promesso l'arrivo sul mercato del miglior gioco di calcio possibile per ogni appassionato.
La svolta è arrivata nel dicembre del 2025, quando la FIFA ha annunciato l'arrivo di FIFA World Cup: Launch Edition in collaborazione con Netflix e Delphi Interactive, titolo che fa parte della nuova Digital Football Strategy che vede la massima organizzazione calcistica collaborare con partner diversi per offrire esperienze a 360 gradi dedicate al mondo del calcio, dall'appassionato di giochi manageriali che può disputare il Mondiale 2026 in Football Manager al pubblico più casual, interessato a titoli più immediati da giocare su mobile.
Negli ultimi giorni sono inoltre emerse indiscrezioni che hanno visto 2K a un passo da firmare un accordo con la FIFA, con quest'ultima a tirarsi indietro all'ultimo momento, vista la necessità di avere un prodotto da lanciare sul mercato in occasione del fischio di inizio dei Mondiali. Una scelta che, dopo aver provato FIFA World Cup: Launch Edition, ci lascia più di una perplessità.
Un gioco che non convince
Partiamo dagli aspetti positivi del titolo, perché in fondo non è propriamente tutto da buttare. Tutte le nazionali presenti al Mondiale hanno la licenza ufficiale, così come la stragrande maggioranza dei giocatori, con qualche placeholder soltanto nelle nazionali minori.
Per ovviare alla differenza di forza delle varie rose, gli sviluppatori hanno implementato un basilare sistema di upgrade alle statistiche tramite delle monete ottenibili completando dei semplici obiettivi ogni giorno. L'idea sulla carta non è male, vista la possibilità offerta anche alle nazionali minori di competere almeno in parte con le selezioni più blasonate, ma non è ben realizzata: le differenze tra stelle del calcio mondiale come Mbappé o Yamal e i giocatori delle nazionali minori sono praticamente nulle, visto quanto poco incidono le statistiche.
Ottima la disponibilità degli stadi, presenti tutti e 16 con la possibilità di disputare match sia in orario diurno che in notturna. Nonostante si giochi in cloud, buona la qualità dell'esperienza, con i comandi molto reattivi anche senza una connessione eccezionale. Tre le modalità di gioco disponibili. La prima è la classica modalità calcio d'inizio, in cui potremo scendere in campo fino a 4 giocatori per sfidarci in un'amichevole con una delle 48 nazionali. La seconda è la modalità torneo, in cui potremo disputare il vero Mondiale 2026. La terza è una sfida ai calci di rigore, la modalità più immediata e veloce che però mostra immediatamente i tanti limiti del titolo.
A sorpresa, uno dei punti di forza del titolo è il comparto audio: non tanto per la telecronaca, in inglese e abbastanza basilare, quanto per la colonna sonora dei menu. Compaiono infatti diversi titoli che hanno fatto la storia della serie FIFA, tra cui la mitica Song 2 dei Blur di FIFA 98: Road to World Cup.
Limiti
I limiti del progetto emergono però non appena si scende in campo, con il resto del prodotto che è molto lontano dalle promesse di Infantino. Il gioco è completamente in streaming e tutto da giocare tramite smartphone, collegabile direttamente alla TV tramite un'app. Ogni singola azione, dalla corsa ai passaggi, è eseguibile disegnando il movimento sullo schermo. Vogliamo sprintare? Dobbiamo tenere premuto il dito sullo schermo. Vogliamo eseguire una conclusione verso la porta? Ci basterà far scorrere il dito quasi a disegnare il tiro.
Il gameplay è estremamente basilare, adatto a un pubblico estremamente casual che non ha mai avuto esperienza con un videogioco calcistico. Non esistono infatti né una gestione delle tattiche né la possibilità di impartire istruzioni specifiche ai singoli giocatori, l'obiettivo è semplicemente correre verso la porta per segnare un gol o per rubare il pallone alla squadra avversaria. L'intelligenza artificiale è praticamente assente, con i giocatori in campo che non si muovono in maniera coerente e lasciano spesso grandi praterie facilmente sfruttabili.
Il sistema difensivo mostra numerose lacune, spesso ci è capitato di recuperare il pallone più per caso che grazie a un intervento eseguito con il giusto tempismo. Male anche i portieri, presenti più per far numero che per offrire un reale ostacolo alle conclusioni. Gli estremi difensori sono incredibilmente goffi durante i calci di rigore, con delle animazioni in tuffo che possono strappare più di qualche risata. Graficamente il titolo non lascia certo a bocca aperta, con i principali giocatori vagamente riconoscibili in viso ma con modelli tutti molto simili tra loro.
Conclusioni
FIFA World Cup: Launch Edition lascia la sensazione di un progetto arrivato sul mercato troppo presto. Le licenze ufficiali, i 16 stadi del Mondiale e l'integrazione con Netflix rappresentano una base interessante, ma il gameplay estremamente basilare, la scarsa profondità delle modalità e le numerose lacune dell'intelligenza artificiale impediscono al titolo di lasciare il segno. Più che il ritorno trionfale del marchio FIFA nei videogiochi, sembra il primo prototipo di un progetto che dovrà necessariamente crescere molto per mantenere le promesse fatte negli ultimi anni da Gianni Infantino.
PRO
- Licenze delle squadre del Mondiale
- Colonna Sonora
CONTRO
- Gameplay troppo basilare
- Graficamente non convince
- Animazioni non all'altezza
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