GeForce RTX 2060 Founders Edition, la recensione 36

La recensione della GeForce RTX 2060 Founders Edition, una scheda che punta a rendere più economico il passaggio a Turing, senza rinunciare alle nuove tecnologie.

RECENSIONE di Mattia Armani —   10/01/2019

Indice

L'attesa è stata lunga ma siamo infine pronti per la recensione della GeForce RTX 2060 Founders Edition, la nuova opzione entry level della serie Turing che è finalmente disponibile al prezzo di €375, abbassando la spesa necessaria per avere a disposizione le nuove tecnologie grafiche NVIDIA. Come temuto, il prezzo è sensibilmente più elevato rispetto a quello della GTX 1060, così come il consumo che sale a 160W, ma la neonata GeForce non rinuncia a 30 RT core per ray tracing via hardware, contrariamente a quanto ipotizzato negli scorsi mesi, e non rinuncia nemmeno ai 240 Tensor core funzionali al DLSS che, nonostante il numero ridotto, promettono di alleggerire quel tanto il lavoro della GPU da annullare, o quasi, l'impatto sulle prestazioni della pesante tecnologia di illuminazione RTX.

Piccola e costosa, ma con un hardware da non sottovalutare

Pur misurando 22.8 centimetri contro i 26.7 della RTX 2080, la GeForce RTX 2060, identica alla 2070 per dimensioni, resta una scheda massiccia, con la caratteristica scocca delle nuove Founders che è quasi interamente in metallo ed è spessa diversi millimetri. Ne fa parte integrante l'elegante backplate, come al solito impreziosito dal nome della scheda inciso nel mezzo, che come nel caso delle altre Founders Edition si scalda non appena la scheda viene messa sotto sforzo. In qualche modo dissipa qualcosa, dunque, ma è anche il probabile indizio del fatto che la Founders sia destinata a risultare più calda delle versioni custom, già in dirittura d'arrivo. Risulta però più fresca e meno rumorosa delle sorelle maggiori, cosa ampiamente prevedibile per una scheda che come specifiche tecniche si accontenta di 1920 cuda core, di un solo connettore ausiliario da 8-pin, di 6GB di memoria GDDR6 a 7000MHz e di un boost massimo di 1680MHz. Ma si spinge fino a 1860MHz non appena attivata la tecnologia NVIDIA Scanner ed è probabile che il guadagno di ben 180Mhz garantisca qualcosa in più delle 37 RTX-OPS dichiarate dalla casa madre, non così distanti dalle 45 RTX-OPS della RTX 2070 che in quanto a ray tracing vanta appena un Giga Ray al secondo in più, ma risulta quasi due volte più costosa. E questo è un punto importante da tenere a mente per una scheda comunque costosa ma che con l'imminente arrivo arrivo del DLSS in Battlefield V sembrerebbe garantire, nonostante il numero ridotto di Tensor core, un framerate inferiore di appena due frame con entrambe le tecnologie attive rispetto a quanto ottenuto senza attivarne alcuna.

Non male, forse abbastanza per puntare al 4K attivando il solo DLSS con il titolo DICE, anche se le rilevazioni dei test NVIDIA non sono raggiungibili in tutte le situazioni. Parliamo infatti di 90 fps in 1080p senza ray tracing ne DLSS, di 65fps con il solo ray tracing attivato e di 88fps con entrambe le tecnologie, mentre sulla nostra configurazione ci siamo fermati a poco meno di 50fps, con RTX attivo e tutto al massimo, nelle situazioni più concitate. Inoltre resta da valutare la qualità del DLSS che attualmente risulta utilizzabile, in gioco, solo nell'imperfetto Final Fantasy XV ed è ancora in via di perfezionamento. Meglio quindi aspettare l'arrivo dell'update e dei test prima mano, oltre che di altri giochi come il pesante Anthem che ci darà modo di provare ancora più a fondo il sofisticato upscaling NVIDIA basato sul deep learning. Nel frattempo ci concentriamo su quanto offre concretamente la RTX 2060 Founders Edition, a partire dalla connettività che non manca di nulla con una porta HDMI, due DisplayPort, l'immancabile connettore VirtualLink e l'ancora utile connettore DVI. Ma quello che più ci interessa della GeForce RTX 2060, ovviamente, sono temperature e potenza bruta, un parametro molto importante visto il supporto risicato per le nuove tecnologie grafiche NVIDIA.

Benchmark, temperature e overclock

Supportata da un Ryzen 7 2700X e da 16GB di memoria portata a 3200MHz con CL14, la GeForce RTX 2060 arriva a lavorare, sotto sforzo, tra i 1845MHz e i 1860MHz, sfruttando la tecnologia Scanner che garantisce un punteggio di 7536 alla voce grafica del test 3DMark Time Spy. Il tutto, tra l'altro, senza che le ventole si facciano particolarmente rumorose, nonostante la temperatura balzi dagli appena 27 gradi in idle a ben 68 gradi sotto sforzo. Da questo punto di vista, dunque, la RTX 2060 si difende meglio delle sorelle maggiori, ma stiamo ovviamente parlando di una scheda più modesta che, passando ai benchmark, spinge The Witcher 3: Wild Hunt a 91fps in 1080p, 64fps in 1440p e 36fps in 4K, con Hairworks attivo e, come per tutti gli altri i test, con il preset grafico più elevato. La conta dei frame, va detto, sale a 38fps disattivando la tecnologia tricologica NVIDIA, ma resta comunque ben lontana dalla fluidità ideale che potrebbe essere raggiungibile solo con il supporto del DLSS. Purtroppo non sembra che il titolo CD Projekt sia destinato a riceverlo, ma in altri casi la scheda potrebbe rivelarsi in grado di far girare un open world impegnativo a 60fps, in 4K, ed è bene tenere conto di questa possibilità. Passando a Deus Ex: Mankind Divided, il framerate sale a 110fps in 1080p, 75fps in 1440 e 38 fps in 4K, garantendo una giocabilità discreta al netto di qualche calo. Sono invece solo 28 gli fps raggiunti in Ultra HD con Shadow of the Tomb Raider che si ferma a quota 55 anche in 1440p. Ma risulta senza dubbio giocabile e in 1080 arriva a ben 85fps che diventano 95 con Forza Horizon 4, il massiccio open world automobilistico che arriva a ben 75fps in 1440p e risulta godibile anche in 4K, con 51fps.

Ed è abbastanza per confermare che siamo dalle parti della GTX 1070 Ti, superata di qualche frame anche grazie alle frequenze spinte, con una spesa nettamente inferiore seppur gravata da un aumento di circa 55 euro rispetto alla GTX 1060 Founders Edition. Per questo aspettiamo con molto interesse le versioni custom, soprattutto quelle più modeste che potrebbero sorprendere, come le 2070, grazie ad ampi margini di overclock. Anche la Founders Edition, comunque, può spingersi in overclock manuale al di sopra delle frequenze decise dal software Scanner, raggiungendo senza problemi, escluso un aumento a tratti della rumorosità delle ventole, i 1950MHz per la GPU e gli 8000MHz per quanto riguarda la memoria. Così facendo abbiamo rilevato una temperatura di 75 gradi sotto sforzo, ma abbiamo raggiunto i 7721 punti in 3DMark Time Spy, ottenendo qualcosa in più in tutti i benchmark. Noi, per escludere l'influenza della CPU, ci siamo concentrati su quelli in 4K, raggiungendo 39fps con The Witcher 3: Wild Hunt, 39fps con Deus Ex: Mankind Divided, 31fps con Shadow of the Tomb Raider e 53 con Forza Horizon 4. Non male, senza considerare il supporto delle già menzionate tecnologie NVIDIA che lavoreranno finalmente insieme con la patch DLSS per Battlefield V. A quel punto, confermato il potenziale finora celato delle nuove GPU Turing, la palla passerà agli sviluppatori, che speriamo sfruttino a pieno le nuove possibilità dando infine un senso agli aumenti di prezzo di questa nuova generazione di GeForce.

Digital Delivery
Sito Ufficiale
Prezzo
375,00 €
Multiplayer.it

8.8

Durante la recensione della NVIDIA GeForce RTX 2060 ci siamo trovati di fronte a una scheda paragonabile a una GTX 1070 Ti, ma più economica ed equipaggiata con le nuove tecnologie NVIDIA. Presto, tra l'altro, il DLSS affiancherà l'RTX in BFV e promette di compensare quasi completamente il peso di quest'ultima oltre a consentire a una scheda da 375 Euro di avvicinare il 4K a un framerate piuttosto elevato. Sia chiaro, il supporto effettivo per i nuovi core è ancora al lumicino e l'aumento di spesa rispetto alla 1060 è comunque netto, abbastanza da spingere la scheda fuori dalla fascia media, ma è inferiore rispetto a quello delle sorelle maggiori e fa della neonata NVIDIA una delle RTX più convenienti, una soluzione capace di misurarsi senza alcun problemi con il 1440p e probabilmente destinata a essere particolarmente appetibile con le custom, nello specifico quelle più economiche basate su frequenze inferiori delle Founders ma capaci di superarle grazie a un sistema di raffreddamento più spinto.

PRO

  • Gaming in 1440p senza compromessi a un prezzo più accessibile
  • Robusta ed elegante
  • Finalmente si muove qualcosa per RTX e DLSS...

CONTRO

  • ...ma il supporto è ancora al lumicino
  • Non è pensata per overclock spinti
  • Il prezzo non è da fascia media

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