Ghostbusters: Il Videogioco Remastered, la recensione 48

Siete disturbati da strani rumori nel pieno della notte? Provate un senso di terrore in cantina o in soffitta? Voi o i vostri familiari avete mai visto spiriti, spiritelli o fantasmi? Se la risposta è sì, prendete il telefono e chiamate i professionisti: gli Acchiappafantasmi tornano con Ghostbusters: Il Videogioco Remastered

RECENSIONE di Massimo Reina   —   07/10/2019

Indice

Apriamo la recensione di Ghostbusters: Il Videogioco Remastered parlando di cinema: lo scorso gennaio, il breve teaser di pochi secondi di Ghostbusters 3 ha scaldato gli animi di tutti gli appassionati di una delle serie cult degli anni ottanta. D'altronde gli Acchiappafantasmi sono una vera e propria icona mediatica ancora fermamente nel cuore dei loro fan, che dopo trent'anni sperano di poterli rivedere sul grande schermo l'estate prossima. Nel frattempo, coloro che posseggono una console o un computer potrebbero ingannare l'attesa con quello che resta uno dei migliori tie-in di sempre a loro dedicati, ovverosia Ghostbusters: Il Videogioco. Curato da Sabre Interactive per le edizioni PlayStation, 4, Xbox One, PC e Nintendo Switch, il titolo viene riproposto in questi giorni in un'edizione rimasterizzata che, lo diciamo subito, ci ha lasciato alquanto perplessi.

Chi chiamerai?

Ghostbusters: Il Videogioco Remastered offre innanzitutto solo la campagna per giocatore singolo, riservandosi di integrare il multiplayer competitivo e cooperativo in un secondo tempo. Basato su una storia scritta da Dan Aykroyd e Harold Ramis, piuttosto fedele a quella che avrebbe dovuto essere qualche anno fa il terzo capitolo cinematografico, il gioco si propone come un vero seguito narrativo dei due film diretti da Ivan Reitman. E lo fa sotto ogni punto di vista, a cominciare dalla messa in scena degli eventi, quindi dalla regia e dalla trama, che offre parecchi riferimenti alla saga cinematografica con tanto di battute storiche e qualche cameo. Il giocatore interpreta il ruolo di una nuova recluta della squadra con un plot che si sviluppa attorno a un'emanazione di energia spettrale collegata in qualche modo al dio sumero Gozer, quello affrontato nel finale del primo film della serie. Ray, Egon, Peter, Winston e il nuovo arrivato cominciano subito a investigare, ma a sbarrare loro la strada troveranno dozzine di fantasmi inviperiti e vecchie conoscenze.

A livello di gameplay, per coloro che non lo conoscessero, il titolo propone la classica struttura di gioco d'azione in terza persona, ma con meccaniche esclusive dovute a quelle che sono le armi usate e gli obiettivi dell'avventura, perfettamente in grado di rendere l'atmosfera delle pellicole e replicare la routine giornaliera degli Acchiappafantasmi. Punto nodale dell'esperienza è infatti la caccia ai fantasmi, da approcciare prestando particolare attenzione alle tracce che questi lasciano insieme ad altri indizi sparsi all'interno di ambientazioni abbastanza lineari ma estremamente affascinanti da esplorare. Una volta individuata la preda, bisogna poi indebolirla il più possibile prima di darle il colpo di grazia imprigionandola. Per farlo occorre utilizzare il fucile protonico in dotazione, collegato all'omonimo zaino contenente un acceleratore di protoni portatile potenziabile con funzionalità aggiuntive, che forma uno schermo energetico capace di immobilizzare i fantasmi, trascinarli e posizionarli sopra una trappola all'interno della quale verranno inesorabilmente risucchiati.

Questa meccanica è resa decisamente divertente e fedele al concept originale dei film, grazie anche a controlli precisi e discretamente reattivi: vedere il proprio avversario svolazzare in modo quasi casuale, attraversare gli oggetti e possederli, e poi affrontarli e catturarli è davvero soddisfacente. E lo diventa di più quando i nemici si fanno più ostici senza a dire il vero una progressione "naturale" (il livello di difficoltà in tal senso è altalenante, complice un' intelligenza artificiale non sempre all'altezza della situazione) e bisogna saper sfruttare in combinazione una serie di attrezzature e gadget. Tra questi ce ne sono di utili a sostituire il flusso protonico di base con raggi di energia congelante, mitragliatori fotonici e con la famigerata melma vista nel secondo film. Il tentativo degli sviluppatori di ricostruire quanto più possibile un'esperienza cinematografica lo si vede anche nella scelta di eliminare qualsiasi indicatore di energia vitale, relegando a tale funzione una serie di led e di spie presenti sullo zaino protonico: status della salute e ricarica degli armamenti appaiono infatti direttamente sul personaggio.

Siamo pronti a credere i voi!

Fin qui gli aspetti positiva di un'esperienza abbastanza valida tra alti e bassi. Ma una remastered è tale anche e soprattutto per il comparto tecnico. E qui vengono fuori le vere magagne: Sabre Interactive ha fatto davvero ben poco per adattare il gioco alle nuove console e all'hardware dei PC più moderni, limitandosi ad aumentare la risoluzione senza però modificare le texture dell'originale e il framerate, anche se ciò non ha risolto alcuni di quei problemi già presenti nel 2009: l'azione generale risulta pertanto sensibilmente più dinamica, ma abbiamo registrato lo stesso dei rallentamenti in alcune situazioni. Più che un gioco rimasterizzato sembra quasi un porting: perfino i filmati hanno mantenuto aspetto e risoluzione originale.

In generale il motore grafico è lo stesso: si comportava bene all'epoca e si comporta discretamente tutt'ora, consentendo al gioco di reggersi in piedi visivamente grazie alla presenza scenica di personaggi e ambientazioni ormai iconici. Da questo punto di vista è evidente come la collaborazione di parte del team originale, che ha prestato sembianze e voci alla storia, abbia giovato all'opera, e continui a farlo: Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis e Ernie Hudson sono ricreati molto bene, ovviamente con lo stile grafico del gioco, così come luoghi simbolici come il Sedgwick Hotel o l'immancabile quartier generale. Anche durante gli scontri, tra un tripudio di esplosioni, pezzi di muro e tavoli che si sbriciolano mentre gli avversari si muovono convulsamente nel tentativo di scappare, il gioco riesce a rendere bene le suggestioni dei film.

Altre note dolenti arrivano purtroppo anche dal comparto audio: se da un lato abbiamo la splendida soundtrack originale delle pellicole, nonché l'interpretazione di Murray, Aykroyd e soci, a dir poco grandiosi nel dare voce a se stessi in versione digitale, dall'altro manca il doppiaggio in italiano. Un'assenza secondo noi pesante oltre che inspiegabile, visto che era presente nell'edizione 2009 e che le voci del compianto Sergio Di Giulio o di Mario Cordova, giusto per fare due nomi, contribuivano a dare un maggior senso di coinvolgimento e immedesimazione ai giocatori italiani.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Prezzo
29,99 €
Multiplayer.it

6.5

Lettori (1)

8.3

Il tuo voto

Valutare un gioco come Ghostbusters: Il Videogioco Remastered è davvero complicato: al netto dei difetti, il titolo di base resta divertente da giocare, specie per il richiamo del marchio. Tra fantasmi da catturare, situazioni grottesche che ricalcano lo spirito delle pellicole e un doppiaggio in inglese che non ha nulla da invidiare a quello dei film, il giocatore viene catapultato all'interno di una bella avventura dove si sente "a casa", al fianco di vecchi amici. Il problema però è un altro: perché riproporlo in un'edizione che nulla aggiunge a quella originale del 2009, e che anzi risulta paradossalmente più limitata? Il lavoro di rimasterizzazione è stato fatto un po' coi piedi: a parte un incremento della risoluzione c'è poco altro, e perfino i difetti passati sono praticamente rimasti inalterati. Come se non bastasse lo sviluppatore ha addirittura eliminato la modalità multiplayer e il doppiaggio in italiano. Insomma, così com'è Ghostbusters: Il Videogioco Remastered è una produzione di cui non si sentiva il bisogno, che potrebbe interessare solo ai fan più accaniti degli Acchiappafantasmi che non hanno avuto modo di giocarlo, e non hanno modo di recuperarlo nell'edizione originale su PlayStation 3, Xbox 360 o PC.

PRO

  • Il fascino del marchio è indiscutibile
  • Esperienza di gioco capace di evocare ottimamente i film
  • Trama piacevole e con qualche spunto originale
  • Immagini e colori più nitidi

CONTRO

  • Texture piatte, framerate ballerino e nessuna vera novità
  • Tecnicamente si doveva fare di meglio per giustificarne l'esistenza
  • Manca il doppiaggio in italiano
  • Manca il comparto multigiocatore, che dovrebbe essere aggiunto in seguito