The Last of Us è uno dei grandi successi di Naughty Dog e, sebbene siano stati realizzati solo due capitoli, è una serie amata, discussa e in grado di diventare uno dei primi adattamenti televisivi di Sony.
Inizialmente, però, i piani alti di Naughty Dog non credevano molto nel progetto e gli autori dovettero internamente combattere per far capire che non era solo "un altro gioco con gli zombie". A parlarne è Bruce Straley, co-creatore di The Last of Us insieme a Neil Druckmann.
Cosa ha raccontato Straley su The Last of Us
"Ricordo che durante lo sviluppo di The Last of Us, abbiamo avuto questa lotta interna in cui dovevamo dire al team 'non è solo l'ennesimo gioco di zombie'. Avrà cuore, emozione e carattere. È proprio questo il senso di tutto quanto'", ha dichiarato Straley a GamesRadar+ durante la GDC 2026.
"Stavamo cercando di combattere internamente, quasi di proporre l'idea all'interno, dicendo 'no, sarà forte, sarà diverso'. Così abbiamo creato queste piccole vignette narrative: c'erano diversi scenari in cui si vedevano Joel ed Ellie esprimere emozioni", afferma Straley.
"In questo caso, Joel aveva appena raccontato una barzelletta davanti al fuoco mentre si stavano rilassando. E queste erano le cose che iniziavano a essere davvero entusiasmanti: sentivamo di poter delineare un arco emotivo e sentimentale per questi personaggi." Ovviamente, il team ha alla fine convinto i capi e il risultato è stato un successo enorme che si è poi spostato anche in un altro media.
A questo riguardo, segnaliamo infine che l'attrice di Abby in The Last of Us suggerisce cosa aspettarsi dalla terza stagione.