Gothic 3 - Recensione  11

Il Re è caduto e tutto il Regno di Myrthana è sotto il controllo degli Orchi: vi schiererete con i pelleverde, cercando di reprimere nel sangue qualsiasi tentativo di ribellione, oppure ricoprirete il pericoloso ruolo del doppiogiochista, aiutando la resistenza a spazzare via i violenti invasori?

RECENSIONE di Stefano Brighenti —   17/10/2006

Amo il profumo del saprofago la mattina…

I puristi della serie non hanno alcunché da temere: Gothic 3, fortunatamente, riprende fedelmente le meccaniche di gioco nate nel primo episodio e successivamente perfezionate nel secondo; avrete quindi una totale libertà di movimento in un mondo assolutamente fantastico, ricco di foreste, alberi, spiagge, fiumi e animali, più o meno ostili e sarete liberi di seguire le missioni attinenti alla trama principale, oppure svolgere quelle che le diverse città, sparse per tutto il regno, vi affideranno.

Come classico in ogni gioco di ruolo che si rispetti, dovrete preoccuparvi di raccogliere punti esperienza, combattendo o portando a termine dei compiti, per far evolvere il vostro personaggio, insegnandogli nuove abilità e migliorando i suoi attributi fisici e mentali.
Una prima sensibile novità, introdotta da Piranha Bytes, risiede nell’incredibile aumento delle skill messe a vostra disposizione: oltre alle classiche attinenti al combattimento, classificate in base alla tipologia di arma (spade, armi pesanti, archi e balestre), il vostro personaggio potrà apprendere tutti i segreti più reconditi della caccia, come l’avvicinarsi silenzioso alla preda, oppure della furtività, imparando come eliminare un nemico in silenzio, o borseggiare un ricco mercante.
La lenta risalita dell’albero delle abilità vi richiederà un notevole impegno: gradualmente il passaggio di livello si farà sempre più difficile, e dovrete scegliere oculatamente come investire i punti personaggio da voi faticosamente sudati.
Non esiste, teoricamente parlando, una scelta migliore rispetto alle altre: investire nella creazione di un forte guerriero tornerà utile in moltissime situazione bellicose, ma si rivelerà inutile nel caso desideriate sgattaiolare silenziosamente dentro un accampamento nemico; gli sviluppatori hanno lasciato, per fortuna, aperta la possibilità al giocatore di plasmare il suo personaggio seguendo il proprio personale stile di gioco, offrendo un interessante ventaglio di possibilità.

3 Stagioni in un solo gioco!

L’interattività col mondo circostante è uno dei punti di forza principali di tutti i titoli della serie Gothic: al fine di migliorare ulteriormente l’esperienza di gioco offerta da questo nuovo capitolo, gli sviluppatori hanno ben pensato di variegare il più possibile il mondo di gioco.

3 Stagioni in un solo gioco!

L’intera regione di Myrthana sarà infatti suddivisa in ben 3 diverse regioni climatiche: una desertica, una regione invernale e la classica zona temperata; le differenze non si limitano unicamente al tipo di texture applicate al terreno, ma ogni regione potrà vantare un proprio stile edilizio particolare: ad esempio, nel deserto vi imbatterete in capanne, tende ed edifici vagamente in stile arabo, mentre nel freddo Nord troverete costruzioni più simili a quelle (guarda caso) nordiche, con capanne di pietra e legno, abbondantemente ricoperte di pelli.
Ogni regione climatica avrà anche i suoi animali caratteristici.
Sfortunatamente, le diverse regioni climatiche non influenzano assolutamente il gameplay, magari costringendovi ad inventare nuove strategie, ma contribuiscono a restituire una sensazione di realismo in un ambiente molto simile a quello che poteva essere il nostro Medioevo.

Che si fa oggi?

Gothic 3 offre qualcosa che nessun altro gioco di ruolo aveva mai osato fare: offrire al giocatore la completa sensazione di trovarsi in un mondo vivo, e non palesemente virtuale, abitato da creature ed esseri umani con le proprie abitudine e comportamenti tipici; malgrado l’idea non sia originale, abilmente pensata dall’antagonista Oblivion, sono stati i Piranha Bytes a renderla con dei risultati più soddisfacenti.
La sensazione di trovarsi in un ambiente reale è dato non solo dalla grande quantità di flora e fauna che incontreremo, partendo dalle più piccole e innocue lepri, fino ad arrivare ai più aggressivi Squartatori, ma anche da alcune routine a loro associate: così, durante una vostra passeggiata notturna, vi potrà capitare di imbattervi in un lupo alla disperata ricerca di cibo, che si troverà ad aggredire non il primo animale che gli capita a tiro, ma seguendo una verosimile catena alimentare, cercherà la sua preda più opportuna.
Sarà quindi giustificata la vostra meraviglia quando, durante una battuta di caccia, vi accorgerete dell’arrivo di un pericoloso predatore, solamente dalla precipitosa fuga delle disperate prede, proprio come immaginiamo accada nella realtà.

la sensazione di trovarsi in un ambiente reale è dato non solo dalla grande quantità di flora e fauna che incontreremo, partendo dalle più piccole e innocue lepri, fino ad arrivare ai più aggressivi Squartatori...

Che si fa oggi?

Questo espediente, malgrado sia piacevole, si rivela assolutamente inutile ai fini pratici e manca di una sua logica di fondo: una determinata preda non attira necessariamente uno o più predatori corrispondenti: di conseguenza, aspettatevi di trovare anche delle combinazioni insolite, come dei lupi a pelo bianco nel bel mezzo del deserto, alla disperata ricerca di qualche serpente da mangiare.

Bello, ma pieno di nei

Avviata la nostra prima partita, siamo rimasti assolutamente esterrefatti della qualità grafica del gioco: il nostro sguardo si perdeva su una lontana vallata, resa leggermente sfocata grazie all’effetto Depth of Field, mentre l’erba dei prati veniva dolcemente cullata da una leggera brezza, generando un delicato movimento ondoso all’intera flora locale.
Malgrado ci fosse già stata assegnata la nostra missione, ci siamo presi qualche ora per girovagare nel mondo, ammirando le foreste, le lunghe spiagge, le ripide scogliere e, in particolar modo, le magnifiche pianure: ogni ambiente è caratterizzato da una ricca serie di dettagli e realizzato in maniera veramente buona.

L’engine utilizzato da Piranha Bytes è assolutamente valido, capace di gestire al meglio anche combattimenti furiosi senza cali eccessivi nel framerate, offrendo contemporaneamente un ottimo impatto visivo.
Notevole l’impegno riposto dagli sviluppatori nel tentare di offrire una vasta gamma di modelli diversi, caratterizzati da piccole differenze, che rendono l’ambiente di gioco decisamente più reale, rispetto ai perfetti cloni del primo e secondo episodio.
Ottima anche la realizzazione dell’acqua, vera e propria frame killer per qualsiasi GPU, che restituisce un convincente effetto di trasparenza, grazie anche all’utilizzo dell’ultima versione disponibile di shader.
Tuttavia Gothic 3 non riesce a reggere il confronto col suo diretto concorrente (almeno sotto il profilo estetico), Oblivion, a causa di un mal utilizzo del bump mapping e, specialmente, di una scarsa cura riposta nella realizzazione di alcuni elementi, come nel caso della sabbia, dove si nota palesemente la ripetizione di una stessa texture, o nella rappresentazione delle animazioni: queste, specialmente durante i dialoghi, vengono ripetute ciclicamente, talvolta offrendo delle esilaranti combinazioni.
Malgrado rappresentino errori di minor importanza, ben più grave è la scelta di renderizzare l’ambiente di gioco con texture a diversa risoluzione: nonostante il mipmapping sia diffuso in tutti i titoli più recenti, Gothic 3 soffre di alcuni problemi e di una buona latenza nel passaggio e caricamento da un texture a bassa risoluzione ad una più elevata, causando talvolta dei netti contrasti e notevoli imperfezioni grafiche per gli oggetti inquadrati nella nostra visuale.

Oblivion totalizza poi un ulteriore punto di vantaggio se si viene a parlare della fisica che agisce nel mondo di gioco: in Gothic 3, malgrado sia presente un abbozzo di motore fisico, si è lontani da quanto offriva l’Havok nel capolavoro di Bethesda: la mancanza di un engine che gestisca le leggi fisiche si traduce, inevitabilemente, in una serie di continui errori di clipping (o compenetrazione tra poligoni) e nelle posizioni assunte dai ragdoll dei diversi modelli, specialmente di quelli composti da più articolazioni; coronate il tutto con un fastidioso effetto di pop up, che vi farà materializzare degli oggetti all’improvviso, e l’impressione che gli sviluppatori abbiano voluto, a tutti i costi, rimuovere i caricamenti nel mondo scendendo a eccessivi compromessi, si farà sempre più concreta.
Gothic 3 è completamente tradotto nei testi e nei menù, mentre il parlato continua a restare in inglese, come nei precedenti episodi.
Purtroppo la traduzione non risulta all'altezza della aspettative: alcuni dialoghi sono stati tradotti commettendo grossi errori, non solo di stile, ma proprio di concetto, che vi faranno perdere del tempo nella risoluzione di diverse quest; altre volte invece, compaiono dei sottotitoli in lingue diverse da quella scelte.

Dagli al cinghiale!

Gothic 3 ha però, nonostante i difetti appena descritti, una carta in più, qualcosa difficilmente descrivibile, ma che si potrebbe riassumere nella “Sindrome di Civilization”, quella terribile malattia che riduce la vostra vita sociale a zero e vi spinge a continuare a giocare, identificabile in una singola parola: charme. Il mondo di Gothic, i suoi personaggi, l’ottima trama e la totale libertà d’azione contribuiscono a salvare un titolo, altrimenti valutato come discreto.
Sarete quindi portati a completare le missioni che vi vengono affidate, ad affrontarle per vedere come continua la vostra lotta contro, o a favore, degli Orchi, mentre parallelamente cercherete di dipanare la matassa della trama principale.
L’altro grosso pregio di Gothic, tipico della serie, ma specialmente accentuato in quest'ultimo capitolo, è rappresentato dall’altissimo tasso di distrazioni che offre: vi capiterà, durante le vostre continue passeggiate da una città ad un’altra, di imbattervi in un gruppo di bisonti intenti a pascolare, e vi verrà naturale estrarre l’arco per procurarvi un po’ di carne (salvo poi correre veloci ed evitare la successiva carica degli animali).

Tutto nasce. Tutto finisce.

Se il motore grafico viene abbondantemente promosso, malgrado l’esistenza di qualche piccolo neo, lascia assolutamente allibiti l’intelligenza artificiale dei nemici, dove gli sviluppatori hanno voluto offrire un poco gradito ritorno al secolo scorso; scordatevi qualsiasi tentativo di abbozzare un'intelligenza artificiale in tempo reale: i Piranha Bytes, evidentemente tradizionalisti, hanno preferito affidarsi unicamente ai buoni e vecchi cari scripts.
Tuttavia, l’utilizzo di per sé di una IA totalmente scriptata non rappresenterebbe un lato negativo se questa fosse implementata decorosamente, come dimostrato da titoli del calibro di Call of Duty; sfortunatamente, in Gothic 3, i nemici seguiranno unicamente due diversi comportamenti: se dotati di un'arma bianca, si limiteranno a caricarvi a testa bassa, mentre se dotati di armi a distanza (come archi, balestre o magie), non faranno altro che restare assolutamente immobili a bersagliarvi, nell’attesa che vi avviciniate a sufficienza per ingaggiare uno scontro corpo a corpo, non provando nemmeno ad allontanarsi di un centimetro.

se il motore grafico viene promosso, malgrado l’esistenza di qualche piccolo neo, lascia assolutamente allibiti l’intelligenza artificiale dei nemici, dove gli sviluppatori hanno voluto offrire un poco gradito ritorno al secolo scorso...

Tutto nasce. Tutto finisce.

Tutti i combattimenti, come diretta conseguenza, possono essere risolti semplicemente issandosi in una posizione sopraelevata e colpendo con arco e frecce i nemici sottostanti, i quali resteranno passivi a farsi ammazzare.
Se a questo aggiungete loro una memoria praticamente inesistente, che vi permetterà di eliminare una guardia, fuggire e tornare sul luogo del crimine come se nulla fosse, capirete che qualcosa deve essere andato storto, per lasciare all’interno di un gioco come Gothic 3, una Intelligenza Artificiale tanto sommariamente abbozzata.
Da segnalare ancora qualche problema nel caso in cui vogliate farvi seguire da un compagno d’armi: mettete in conto di perdere del tempo nel tentativo di farvi seguire attraverso un bosco o una pianura, perché ogni ramo caduto, ogni singola pietra e ogni discesa ripida costituirà un ostacolo per il vostro partner, obbligandovi a ricercare una strada più sgombra possibile, impresa particolarmente difficile considerando un mondo come quello di Gothic 3, ricco di altopiani, montagne e fitte foreste.
I problemi di path-finding, uniti ad una intelligenza artificiale assolutamente acerba, sono i principali problemi che affliggono l’ultimo titolo dei Piranha Bytes e, sfortunatamente, contribuiscono a creare una situazione frustrante per il giocatore.

Commento finale

Gothic 3 è un titolo veramente difficile da racchiudere dentro ad un preciso voto, perché tutte le nostre partite sono state permeate da continui sentimenti contrastanti: proprio mentre cominciavano a deliziarci e farci coinvolgere dal mondo e dalle sue avventure, ecco saltare fuori qualche fastidioso problema e subito dopo qualcosa di nuovo ed entusiasmante che riaccende la nostra passione.
Gli attribuiamo comunque un voto piuttosto elevato perché i problemi che lo affliggono sì tanti ma riescono a passare in sordina; se siete degli appassionati di giochi di ruolo e siete disposti a perdonare queste lacune, senza dubbio Gothic rappresenta uno dei migliori titoli di questo 2006, completamente libero e molto coinvolgente e soprattutto alla luce del suo gustoso prezzo di vendita; resta inoltre aperta la speranza che, in futuro, gli sviluppatori decidano di rilasciare delle patch consistenti (la prima è già disponibile) per risolvere i problemi elencanti e, a quel punto, non avremo più remore ad elevare il titolo a classico videoludico.

Pro

  • Coinvolgente e ricco di cose da fare
  • Totale libertà d’azione
  • Cacciare il Saprofago è sempre divertente!
  • Ottima grafica…
Contro
  • … ma con qualche incertezza
  • Diversi bug fastidiosi
  • IA allo stato primitivo

Và che Spoiler!

Appena scesi dalla vostra nave, insieme ai vostri fedeli compagni di viaggi incontrati nel secondo episodio, lo scenario che vi si para davanti è quantomeno sconcertante: a causa dell’interruzione dei rifornimenti di minerale magico (voi ne sapete niente?), i Paladini sono stati velocemente sopraffatti dai loro verdi antagonisti e, come conseguenza, l’intero genere umano è stato ridotto in schiavitù.
Voi, quale celebre eroe senza nome e senza paura, alla vista dei continui maltrattamenti, della distruzione e delle ingiustizie, decidete di intervenire, scatenando una caotica rivolta.
Il vostro viaggio in Gothic 3 comincia così, e svelare altre informazioni in merito all’ottima trama scritta dagli sceneggiatori di Piranha Bytes sarebbe quasi criminale: evitiamo quindi di rivelarvi tutte le macchinazioni, i piccoli e grossi intrighi che si nascondono dietro ogni personaggio che incontrerete e i numerosi colpi di scena.
La trama principale rappresenta una delle migliori che ci sia mai capitato di incontrare, specie grazie al meraviglioso contesto nel quale siamo chiamati a muoverci: una vera e propria guerra intestina al Reame, per restituire o meno la libertà alla razza umana; e come classico di ogni RPG, toccherà a voi decidere per quale fazioni schierarvi.