Hell Let Loose: la recensione di uno sparatutto in prima persona simulativo dall'anima strategica

La recensione di Hell Let Loose, un FPS a metà tra un Battlefield e un'esperienza più simulativa che immerge i giocatori in una Seconda Guerra Mondiale realistica.

RECENSIONE di Mattia Armani —   26/07/2021
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Benché il panorama degli sparatutto in prima persona sia in gran parte incentrato su esperienze dal ritmo serrato che esaltano le prodezze del singolo, non mancano alternative che puntano su un più ampio respiro strategico, sul realismo e sulla tensione, come questo FPS simulativo sviluppato dallo studio australiano Black Matter.

Hell Let Loose parte spesso con lunghe traversate, nel silenzio più completo, con gli occhi fissi sull'orizzonte per cogliere i movimenti nemici. Poi, d'improvviso, una massiccia esplosione, proiettili che sibilano tutto intorno e la disperazione di non riuscire a capire nemmeno da dove arriva il piombo rovente che in pochi attimi ha mandato al creatore tutti i nostri compagni, lasciandoci soli e confusi nel mezzo del territorio nemico.

Tutto questo lo abbiamo vissuto più volte durante la recensione di Hell Let Loose, uno sparatutto multigiocatore ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale che, disponibile da 2 anni in Early Access su Steam e in arrivo su anche PS5 e Xbox Series X|S, ha prima convinto parecchi finanziatori dal basso su Kickstarter e, successivamente, Team 17, arrivando finalmente in vista della release finale del 27 luglio con un update che aggiunge l'Unione Sovietica come terza fazione e le mappe del fronte orientale.

Uno sparatutto strategico

Il gioco di squadra è fondamentale
Il gioco di squadra è fondamentale

L'influenza di Battlefield su Hell Let Loose è evidente, come lo è nel caso di molti altri sparatutto militari moderni, e la si vede nella progressione del personaggio, nelle due modalità incentrate sulla conquista di posizioni strategiche, nei diversi ruoli dei soldati e nella suddivisione in squadre degli schieramenti. Ma la mortalità è alta e il piglio simulativo è evidente, per quanto non estremo, e si estende a tutti gli elementi di un gioco che comprende carri armati, camion, artiglieria, sistema di rifornimenti, quattordici classi, fortificazioni e mappe gigantesche.

Tutte le nove mappe disponibili nella versione di lancio, in buona parte dedicate al teatro di guerra della Normandia ma arricchite da campi di battaglia del fronte orientale con il nuovo update, sono immense e sono state realizzate nutrendo l'Unreal Engine 4 con immagini satellitari, fotografie aeree dell'epoca e dettagli presi dalla realtà. Abbastanza perché Sainte-Marie-du-Mont, secondo quanto riportato dagli sviluppatori, sia in scala 1:1 con il campo di battaglia originale.

Esplosioni spettacolari e massicce che regalano molto all'atmosfera, al coinvolgimento e alla tensione
Esplosioni spettacolari e massicce che regalano molto all'atmosfera, al coinvolgimento e alla tensione

Le aree di gioco risultano fin troppo ampie anche per 100 giocatori che in mancanza di organizzazione rischiano di vagare a vuoto, finendo piuttosto spesso nelle grinfie di nemici in agguato. Tutte le fazioni, con l'Unione Sovietica che si è aggiunta a Germania e Stati Uniti, hanno a disposizione mezzi speculari che possono superare il filo spinato, a differenza delle più lente unità appiedate, ma parliamo comunque di camion e carri armati della Seconda Guerra Mondiale, con tanto di cambio manuale d'epoca da imparare a padroneggiare. Tra l'altro la velocità di manovra dei mezzi è tale da rendere una condanna un qualsiasi errore di guida di fronte a carri o soldati con armi anticarro.

L'utilizzo avveduto dei mezzi offensivi, suddivisi in quattro gradi di spessore della corazza, può dare grossi vantaggi sul campo di battaglia e permette di giocare su fattori come la superficie frontale resistente, la possibilità che i colpi troppo angolati rimbalzino e la possibilità di riparare il mezzo. Servono però almeno due soldati specializzati nei mezzi, uno per la guida e uno le armi, ed è bene averne anche un terzo che dalla torretta gode di una visuale decisamente migliore.

D'altronde prendere la giusta direzione è vitale. I fiumi sono invalicabili, c'è fumo ovunque e il campo di battaglia viene continuamente scosso dai colpi dell'artiglieria che, controllata dagli stessi giocatori, può sparare a enorme distanza. Inoltre è bene prestare molta attenzione ai bombardamenti a tappeto che grazie alle dimensioni delle detonazioni e all'ottima resa visiva e grafica delle esplosioni regalano spettacolo portando distruzione su larga scala. Tanto ampia e convincente dal giocare un ruolo chiave nella capacità di Hell Let Loose di far sentire il giocatore in una vera guerra. La resa grafica è ben lontana da quella di un Battlefield, e non c'è traccia di distruttibilità, ma parlando di tensione e di situazioni possibili, il realismo complessivo risulta decisamente superiore.

Servono classi specifiche per poter salire a bordo di un carro
Servono classi specifiche per poter salire a bordo di un carro

I velivoli sul campo di battaglia non mancano, ma non sono utilizzabili. Sono infatti funzionali solo a bombardamenti e rifornimenti, ma questo toglie di mezzo il problema di creare mezzi dal bilanciamento estremamente difficile. Inoltre la scelta è compatibile con un gioco che, lo abbiamo detto, punta più sul ritmo di una vera battaglia che sull'azione concitata e sulle azioni del singolo.

Detto questo l'azione non manca tra carri armati che spuntano all'improvviso, cecchini appostati, medici che tendono a fare il loro lavoro salvandoci la vita, cannoni e il continuo fuoco delle posizioni di artiglieria piazzate nelle basi principali.

Gameplay

Accumulare livelli nei singoli ruoli permette di sbloccare loadout secondari
Accumulare livelli nei singoli ruoli permette di sbloccare loadout secondari

Enormi mappe, mortalità elevata e componente strategica fanno di Hell Let Loose un gioco dalla curva di apprendimento decisamente ripida. Anche la più riuscita delle azioni in solitaria può risultare quasi del tutto inutile se scollegata da dinamiche strategiche che sono vitali in un gioco del genere.

Spingersi in solitaria fino alle retrovie nemiche per piazzare un punto di respawn può avere un senso, ma invogliare i compagni a buttarsi nel pieno del territorio ostile, in un titolo in cui non c'è modo di spostarsi rapidamente da una parte all'altra della mappa, può lasciare scoperta una base arretrata, magari tenuta sotto tiro da un carro che ha aggirato il nostro schieramento e può fare strage senza unità anticarro nei dintorni.

Un nemico di spalle è condannato, a prescindere dall'arma impugnata
Un nemico di spalle è condannato, a prescindere dall'arma impugnata

Non è detto comunque che serva un mezzo corrazzato per eliminare i nemici. Un piccolo contingente può arrivare alle spalle di qualsiasi unità sfruttando mappe dalla metratura sconfinata e piene di passaggi. Di tanto in tanto l'azione si concentra su un punto specifico, di solito lungo il fronte, ma in genere si tende a non rischiare tutte le unità in un sol colpo, cosa possibile. D'altronde bastano uno o due colpi per eliminare un nemico in un gioco che per quanto sia simulativo non si spinge verso i livelli più estremi. I colpi, in sostanza, mancano di balistica e vanno dritti e centrare un nemico individuato è piuttosto semplice.

Ciononostante non è sempre facile capire se un nemico sia stato preso. La visibilità spesso è ridotta da fumo o vegetazione e l'interfaccia non ci informa dei colpi andati a segno ed è una cosa voluta che influenza notevolmente in gameplay. Spinge infatti i giocatori a mantenere il fuoco di sbarramento prendendo spesso in contropiede quei giocatori abituati a scattare per sorprendere il nemico con la propria skill. Ma non c'è abilità che tenga di fronte a una squadra ben organizzata in un titolo dalle meccaniche volutamente punitive che funziona solo tenendo conto dell'aspetto strategico, incluse le peculiarità dei ruoli da cui dipendono fortificazioni, rifornimenti e riparazione dei mezzi.

La visibilità del guidatore del carro armato è minima
La visibilità del guidatore del carro armato è minima

Come in Battlefield, l'esercito delle due fazioni impegnate a disputarsi una battaglia è diviso in squadre ognuna delle quali può accogliere un solo soldato per ruolo escludendo il fuciliere. Non ci sono limiti alle squadre di fanteria che possono essere anche 50, ovvero una per ogni singolo giocatore di una fazione in una partita piena, ma ci sono per le unità corrazzate, quelle che permettono di scegliere soldati in grado di usare mezzi e carri armati. Inoltre le squadre di ricognizione possono essere solo due e la limitazione a un solo ruolo per soldato significa che possono esserci un massimo di due cecchini per fazione.

Le classi, comunque, sono ben 14 e includono medici, truppe d'assalto e ingegneri, tutti con abilità speciali che includono trasporto munizioni, cure, mine e la possibilità di costruire anche cannoni mobili per avere un vantaggio sul campo di battaglia. Ma per costruire le strutture servono i rifornimenti che spingono sull'importanza strategica dei ruolo. Il supporto può infatti tirarne fuori dalle tasche 50 mentre i camion merci, diversi da quelli per il trasporto dei soldati, portano ben due blocchi da 150 rifornimenti. Il problema è che sono vulnerabili ed è qui che entra in l'importanza dell'avere una buona squadra di carristi in grado di muoversi dietro le linee nemiche.

Il sistema di ping permette di segnalare visivamente punti dove bombardare, soldati, carri nemici e via dicendo
Il sistema di ping permette di segnalare visivamente punti dove bombardare, soldati, carri nemici e via dicendo

Non possono però intercettare il comandante, ruolo particolare che abbiamo già visto in precedenza e che può essere decisivo. Oltre a poter paracadutare una cassa da 100 rifornimenti, il comandante può dare ordini e può sfruttare il carburante, ottenibile conquistando dei nodi di rifornimento, per il respawn dei veicoli. Inoltre può lanciare bombardamenti a tappeto su indicazione dei soldati che hanno a loro disposizione un sistema di ping fondamentale per indicare al proprio schieramento pericoli imminenti, unità corrazzate e un sacco di altre specifiche eventualità, ognuna con la sua icona.

Esperienza unica, nel bene e nel male

Presidiare un edificio è un buon modo per imparare a individuare i nemici senza il rischio di essere colpiti da ogni direzione
Presidiare un edificio è un buon modo per imparare a individuare i nemici senza il rischio di essere colpiti da ogni direzione

Una volta chiarite l'importanza della strategia e la facilità con cui si viene eliminati Hell Let Loose, passiamo ai chiaroscuri di uno sparatutto molto interessante, e ancora in evoluzione, ma tutt'altro che perfetto. Le mappe basate su fotografie e rilevazioni satellitari, combinate con una palette realistica, restituiscono un buon colpo d'occhio. A guardare bene texture e conta dei poligoni del terreno lasciano a desiderare, ma a distrarre dai difetti ci sono le esplosioni favolose, il fumo convincente, la modellazione discreta dei soldati, un sacco di dettagli, edifici credibili e i modelli, ancor più convincenti, dei carri armati.

Di contro si fanno notare il minor dettaglio dei camion rispetto agli altri mezzi, le animazioni delle fiamme che vanno a scatti, un pop-up occasionale ma vistoso e tanti altri elementi non pienamente rifiniti. Ma le sensazioni che si provano, l'abbiamo detto, sono quelle di una guerra realistica, complice un comparto sonoro roboante, potente, pieno di ottimi campionamenti, che presta attenzione a farci sentire chiaramente i passi dei nemici e condito da suggestive fanfare dell'epoca.

A supporto della componente strategica, inoltre, c'è un sistema di comunicazione VOIP che permette di parlare ai giocatori vicini, alla squadra e allo schieramento e funziona bene, così come i server che tra ufficiali e a pagamento, piuttosto costosi a dire il vero, abbondano in Europa, garantendo la possibilità di giocare con un ping decente e senza lunghe attese salvo una coda, di massimo 5 giocatori, nei server più gettonati.

Un camioni di rifornimenti bloccati può causare un danno rilevante all'intero schieramento
Un camioni di rifornimenti bloccati può causare un danno rilevante all'intero schieramento

Quello che manca sono interattività e distruttibilità, del tutto assenti. Persino il filo spinato resta immutabile, anche quando attraversato da un carro armato, e non ci aspettiamo cambiamenti in questo senso, sia per questioni di complessità, vista la grandezza delle mappe, sia per questioni prestazionali. D'altronde anche una NVIDIA GeForce RTX 3080 Ti talvolta scende al di sotto dei 60fps in 1440p, impegnata a gestire mappe immense e piene zeppe di vegetazione.

Speriamo invece di vedere mezzi più rapidi o magari i paracadutisti a dare qualche possibilità in più di ribaltare la situazione per una fazione in svantaggio, vista la natura già punitiva di un titolo che con un buon comandante e un esercito ben organizzato regala partite memorabili, piene di momenti epici e di soddisfazioni, ma in caso contrario si trasforma in un vero inferno, comprensivo di giocatori che si lanciano sulle squadre di ricognizione, chiudendole subito in modo da blindare i cecchini.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Sistema operativo: Windows 10 64bit
  • Processore: AMD Ryzen 9 5950X
  • Memoria: 16 GB RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce RTX 3080 Ti Founders Edition

Requisiti minimi

  • Sistema operativo: Windows 10 64bit
  • Processore: Intel Core i5-6600 o AMD Ryzen 3 1300X
  • Memoria: 12 GB RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 960 4GB/AMD Radeon R9 380 4GB

Requisiti consigliati

  • Sistema operativo: Windows 10 64bit
  • Processore: Intel Core i5-8400 o AMD Ryzen 5 2600X
  • Memoria: 16 GB RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1060 6GB o AMD Radeon RX 590 8GB

Commento

Multiplayer.it

8.5

Lettori (8)

7.0

Il tuo voto

Hell Let Loose è uno sparatutto affascinante, un simulatore di guerra con una forte componente strategica che si fa notare per la capacità di calare il giocatore in una Seconda Guerra Mondiale decisamentge realistica. La mancanza assoluta di distruttibilità non aiuta, ma quando tutto gira per il verso giusto le soddisfazioni non mancano a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta. In caso contrario le dimensioni della mappa diventano un motivo di frustrazione, complici giocatori tossici che vista la natura del gioco hanno fin troppe strade per compromettere, o nel peggiore dei casi rovinare volontariamente, una partita rendendo indigesto persino un prezzo di 30 euro, più che commisurato all'offerta.

PRO

  • Un gioco affascinante e con scelte coraggiose
  • Un sottostrato strategico che aggiunge molto, quando le cose funzionano come previsto
  • Esplosioni e sonoro ti catapultano in guerra
CONTRO
  • In mancanza di organizzazione, vince la frustrazione
  • Bastano pochi giocatori tossici per distruggere una partita irrimediabilmente
  • Comparto grafico altalenante e nessuna interattività con l'ambiente