La recensione di Guacamelee! 2 42

Dopo cinque anni, finalmente si torna nel mexiverso di DrinkBox Studios con un seguito che mantiene tutte le promesse

RECENSIONE di Emanuele Gregori   —   21/08/2018

Cominciamo dal dire che, per chi scrive, i metroidvania sono forse l'unico genere in ambito 2D ad avere superato in maniera egregia il passaggio del tempo. Dopo un periodo di mancata ispirazione, negli ultimi anni questi titoli hanno vissuto una nuova giovinezza, grazie a scelte di design interessanti e per merito anche di un comparto tecnico poco esoso, ma in grado di regalare scorci stilisticamente incredibili. Sempre per chi scrive, il primo Guacamelee! di Drinkbox è forse l'apoteosi di questa nuova schiera di metroidvania, con buona pace dell'osannato Ori e avvicinato, seppur molto lateralmente, solo da quell'altro grande capolavoro che risponde al nome di Hollow Knight. A distanza di cinque anni dal primo capitolo e dopo l'esperimento Severed, interessantissimo ma riuscito probabilmente solo a metà, il team canadese torna a parlare di luchadores e mexiverso e lo fa con un sequel che, sebbene risponda affermativamente alla chiamata del more of the same, aggiunge tanti piccoli dettagli che lo innalzano ancor più del capostipite. Probabilmente coloro che non hanno amato il primo per il suo stile grafico e per la spiccata componente di combattimento non apprezzeranno neanche questo secondo capitolo. Chi al contrario ha vissuto un'esperienza esilarante e sufficientemente impegnativa un lustro fa, troverà in Guacamelee! 2, il suo degno erede.

La storia del Mexiverso

Drinkbox non ha mai negato di amare a dismisura il folklore messicano legato ai luchadores, così come tutte le leggende del posto. Nonostante questo, lo spirito dietro a Guacamelee! è chiaramente scanzonato e goliardico. Narrativamente il secondo capitolo inizia proprio lì dove è finito il primo, anzi, ripetendo proprio quello scontro finale con Calaca che aveva messo fine al piano del tremendo antagonista. Lo fa con una scelta sempre sopra le righe, rendendo lo scontro ridicolmente semplice e confermando il tutto regalando un trofeo dal nome "me lo ricordavo più difficile". Questi primi cinque minuti bastano a comprendere con quale tipo di spirito verrà affrontata tutta la campagna nel corso della sua decina di ore (qualcosa in meno se avete confidenza, potenzialmente molto di più se il genere non è nelle vostre corde), il tutto senza dimenticare la natura di un titolo che siamo certi possa regalare qualche sorpresa di trama anche al suo secondo passaggio, così come faceva il capostipite. Da questo momento passano svariati anni e Juan è ormai un padre di famiglia con la pancia e che difficilmente riesce a saltare più di qualche centimetro. Il mondo è salvo dalla minaccia di Calaca e non esiste più alcuna necessità del grande luchador che ha salvato il mondo. Come nella più classica delle situazioni, qualcosa va storto e scopriamo che un altro combattente mascherato, Salvador, è intenzionato a recuperare tre manufatti utili ad aprire un varco verso Otromundo, una conflagrazione di tutte le linee temporali dove è nascosta la grande Guacamole Sacra. Juan è quindi chiamato a salvare nuovamente il Mexiverso e per farlo è questa volta aiutato anche dai nemici di un tempo. Seguendo una progressione piuttosto lineare, complice la ovvia necessità di acquisire abilità per proseguire in alcune zone, la campagna si dipana tra stanze sempre più articolate e incontri con una serie infinita di statue delle abilità. Arrivati in fondo alla corsa sarà ovviamente possibile proseguire per raccogliere tutto il raccoglibile, così come iniziare una nuova avventura in modalità difficile. Nonostante tutti questi dettagli, che arricchiscono il titolo ma che tendono anche a mantenerlo su un certo livello di cautela senza mai sperimentare troppo, non è il lato gameplay a sorprendere enormemente (nonostante alcune grandi trovate di cui parleremo in seguito), quanto la capacità di innestare all'interno del gioco una serie di situazioni paradossali quanto geniali, tutte o quasi legate a momenti facoltativi nei diversi portali delle timeline. Queste richiamano già dai nomi grandi classici o generi diversi e li riadattano allo stile di Guacamelee! Credeteci, non vogliamo rovinarvi nessuna di queste sorprese, perché si tratta di piccole digressioni della durata di poche decine di secondi, ma vi assicuriamo che vi troverete in più di un'occasione ad applaudire alla genialità dei ragazzi di Drinkbox, al modo in cui sono riusciti a centrare alcuni argomenti caldi del medium degli ultimi anni e anche di come il loro livello di autoironia sia ai massimi storici.

Il gameplay, quello (quasi) perfetto

Chi conosce Gaucamelee! sa che si tratta del metroidvania che meglio ha saputo amalgamare platforming e sistema di combattimento. Il primo titolo era un insieme quasi perfetto di sezioni di salti, voli e scalate, il tutto condito da una grande quantità di nemici contro cui menare cazzotti. Questo secondo capitolo prende ciò che ha reso grande il primo e lo perfeziona, portandolo a concatenare una serie di abilità e attacchi come mai prima d'ora. Complici delle mappe articolatissime e molto più ampie delle precedenti, i ragazzi canadesi hanno fatto una precisa scelta di design: donarvi tutti (o quasi) i poteri del primo Guacamelee nel giro di un paio d'ore scarse di campagna e mettervi subito nella condizione di poter girare gran parte delle mappe. Questo ha il duplice risultato di non sfiancare chi già conosceva perfettamente il primo capitolo, ma probabilmente di confondere leggermente i novizi, nonché di ridurre drasticamente le zone inaccessibili e nelle quali è necessario tornare successivamente. Starà a voi decidere se questo elemento si tradurrà in un bene o un male per le vostre sensazioni di giocatore. Noi abbiamo apprezzato la volontà di metterci velocemente alla guida di un Juan che ricordavamo bene, senza per questo dimenticare l'importanza della progressione di un metroidvania. Per questo sono stati aggiunti una serie di nuovi poteri, pochi in realtà per ciò che concerne la forma umana di Juan, e tantissimi per la sua versione "pollo", che diventa fondamentale in questo secondo capitolo, e che, tra le altre grandi trovate, vive una sua trama completamente separata e legata ai "Polli Illuminati", una sorta di setta in cerca dell'Uovo d'Oro. La commistione tra le due forme di Juan ha permesso agli sviluppatori di mettere in piedi un ecosistema comprensibile ma articolato, anche se ci è sembrato leggermente meno proibitivo del primo capitolo. Il gioco scorre veloce e quasi mai ci siamo trovati nella condizione di ripetere una sezione più di una manciata di volte, con buona pace dei boss, che risultano probabilmente l'unica vera nota dolente di questo secondo capitolo. Sono pochi e non particolarmente ispirati, oltre ad essere estremamente semplici da sconfiggere (parliamo sempre della difficoltà normale, l'unica giocabile durante la prima run) culminando in uno scontro finale con Salvador di una banalità disarmante, anche se innestato in un'ambientazione davvero evocativa. Da segnalare resta anche l'albero delle abilità, ricchissimo con cinque diversi "istruttori" e una miriade di upgrade acquisibili dopo aver rispettato determinati requisiti e pagato il giusto quantitativo di monete d'oro.

Trofei PlayStation 4

Gaucamelee! 2 mette i cacciatori di trofei di fronte a 37 encomi. Di questi 22 sono di bronzo, 9 di argento e 5 d'oro, compreso ovviamente l'ambito platino. Nulla di troppo differente da quello che ci si aspetterebbe da un titolo di questo genere. Abbiamo i trofei legati alla progressione, quelli che richiedono di finire il titolo al 100% e quelli che vi spingono al limite con la modalità difficile. Pronti quindi a lanciarvi alla caccia, consapevoli che, per qualcuno di essi, ci sarà da sudare le proverbiali sette camicie.

Tecnicamente uno spettacolo

Una delle grandi forze di Guacamelee! è sempre stato il suo comparto tecnico-stilistico entusiasmante. Chiaro che quando si sceglie di applicare un design così particolare si può incappare nella possibilità di incontrare giocatori che non apprezzano uno stile grafico come questo. Nonostante ciò, oggettivamente, Guacamelee! è uno spettacolo per gli occhi: coloratissimo e di grande carattere, racchiude al suo interno tutto l'amore di Drinkbox per il folklore messicano e ogni singolo elemento disegnato a mano è una gioia da vedere. Ogni mappa ha il suo carattere e le sue cromie, ogni città vive della possibilità di essere visitata sia nel mondo dei vivi che in quello dei morti e i modelli e le animazioni sono di una qualità talmente elevata da ricordare un vero film d'animazione in 2D. Anche per quanto riguarda il comparto sonoro, Guacamelee! 2 non si tira indietro, arrangiando melodie diverse per ogni ambiente e ogni situazione, condito da effetti sonori nei combattimenti e durante l'utilizzo di alcune abilità, di qualità sopraffina. A concludere ci pensa un adattamento italiano pertinente e divertente nei giochi di parole, che arricchisce una già esilarante campagna con qualche colpo di genio anche nei testi.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store
Prezzo
19,99 €
Multiplayer.it

9.0

Lettori (5)

8.8

Il tuo voto

Drinkbox ha confezionato un secondo capitolo che prende quasi tutto quello che di egregio il primo Guacamelee! ci aveva regalato e lo eleva all'ennesima potenza. La campagna è interessante, lunga il giusto e colma di piccoli elementi veramente geniali, oltre che giocabile fino in quattro giocatori. Le abilità sono tantissime e la concatenazione delle stesse è ai massimi livelli per il genere, segnale di quanta maestria di design sia presente all'interno del team. Le due storie di Salvador e dei Polli Illuminati che si incrociano risultano geniali e non si mettono mai i piedi in testa tra di loro, complici alcuni segnali distintivi sulla mappa che ne indicano chiaramente la natura. Siamo curiosi e smaniosi di metterci noi stessi alla ricerca di tutto ciò che il mondo di gioco ha ancora da offrire e di affrontare la modalità difficile, al netto di qualche piccolissima sbavatura per quanto riguarda i boss e una difficoltà generale della campagna forse leggermente modificata verso il basso. Resta un titolo straordinario e che mai un amante dei metroidvania dovrebbe farsi sfuggire.

PRO

  • È Guacamelee! in tutto il suo splendore
  • Il design delle mappe ha fatto un notevole passo avanti
  • Il pollo ha ora una sua utilità e una sua storia molto interessanti
  • Le timeline sono una genialata come se ne vedono poche
  • Tecnicamente è sempre un piccolo gioiello

CONTRO

  • I boss e la progressione sono forse più semplici che in passato