Redout: Space Assault, la recensione 3

Al debutto su Apple Arcade in esclusiva temporale, Redout: Space Assault prova a espandere l'universo creato dal team italiano 34BigThings: la nostra recensione

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   16/10/2019

La recensione di Redout: Space Assault: il nuovo titolo del team italiano 34BigThings prova a espandere l'universo creato per il racer futuristico Redout, mettendoci alla guida di una navicella spaziale all'interno di una campagna in stile space opera tra federazioni, mercenari e pirati galattici. L'anno è il 2395 e ci troviamo vicini al pianeta Marte, nel mezzo di un'opera di colonizzazione che si è rivelata più complicata del previsto per via degli inevitabili scontri fra differenti fazioni. Il protagonista del gioco, Leon Barret, è un pilota al servizio delle Forze di Sicurezza di Poseidon e il suo compito è quello di difendere le stazioni orbitali terrestri, eliminando qualsiasi minaccia nell'ambito di una storia che prova ad affrontare il tema della tradizionale suddivisione fra "buoni" e "cattivi" ma lo fa in maniera ben poco interessante e coinvolgente, invogliandoci ben presto a saltare i dialoghi e passare rapidamente all'azione.

Ebbene, è proprio nell'azione in-game che Redout: Space Assault sorprende, purtroppo non in positivo. L'idea che il gioco comunicava era infatti quella di uno sparatutto in stile Galaxy on Fire 3 - Manticore, con ampi scenari liberamente esplorabili e un sistema di progressione profondo e sfaccettato, arricchito peraltro da una modalità multiplayer di cui non si trova più traccia.

Ciò che il menu principale offre, una volta lanciata l'applicazione, è invece unicamente una selezione di sette capitoli (di cui uno ancora non disponibile) divisi ognuno in un numero variabile di missioni rigorosamente single player.

Gameplay e realizzazione tecnica

Il problema più grosso di Redout: Space Assault risiede nell'impostazione del gameplay, che funziona su binari: è possibile muovere a piacimento la navicella, ma il percorso resta preimpostato (a parte poche varianti) e ciò impoverisce in maniera sostanziale l'esperienza, mostrando peraltro il fianco a tutta una serie di inconvenienti. Accade ad esempio che non si prendano bene le misure di uno spostamento e la telecamera ci faccia finire contro un asteroide, oppure che dei nemici ci sparino contro senza che si possa vedere la traiettoria dei colpi per via di un cambio di rotta: situazioni che possono diventare frustranti, specie quando danno origine a un game over immeritato.

I controlli touch appaiono più reattivi rispetto a quelli del già citato Galaxy on Fire 3, ma al contempo presentano un'inerzia a cui bisogna un po' abituarsi. La cosa strana è che collegando un controller Bluetooth tale inconveniente viene azzerato, consegnandoci comandi decisamente più precisi e immediati, che influenzano anche il grado di sfida dell'esperienza, spesso banalizzandola. Grazie ai crediti guadagnati sul campo e ai potenziamenti rilasciati al termine di ogni incarico, infatti, è un gioco da ragazzi potenziare la navicella al punto da non temere confronti, specie se da un certo punto in poi si opta per lo "shotgun" come arma principale. Il bilanciamento degli upgrade finisce peraltro per rendere i missili a ricerca ben poco efficaci, laddove ne si curi poco il miglioramento: da un lato si tratta di una situazione comprensibile, dall'altro evidenzia ulteriormente come si potesse regolare meglio questo aspetto della progressione.

La realizzazione tecnica di Redout: Space Assault è discreta. Il rischio con gli shooter spaziali è quello di proporre scenari molto poveri e visivamente ripetitivi, cosa che il titolo di 34BigThings prova a scongiurare ricorrendo a una grafica in cel shading e provando a differenziare anche cromaticamente le ambientazioni, che tuttavia non si distinguono per personalità o ricchezza. Il gioco gira molto fluidamente su iPad Pro, il che contribuisce a rendere i combattimenti un passatempo piacevole, al netto della scarsa valorizzazione degli impatti: l'implementazione di lievissimi rallentamenti avrebbe magari potuto aumentare il senso di soddisfazione per ogni nemico eliminato.

La colonna sonora cambia dinamicamente in base a ciò che accade sullo schermo, ma la qualità delle composizioni è altalenante: quelle più sostenute e coinvolgenti ci sono piaciute, mentre i brani di "passaggio" evidenziano una generale mancanza di mordente.

Versione testata
iPad
Digital Delivery
App Store
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

6.5

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Redout: Space Assault è uno shooter arcade immediato e piacevole, ma parecchio distante dall'idea che ci eravamo fatti del nuovo titolo di 34BigThings. Approdato forse con troppo anticipo su Apple Arcade, vedi la totale mancanza del pur pubblicizzato comparto multiplayer e di una campagna ancora incompleta, il gioco soffre per via dell'impostazione su binari, che banalizza eccessivamente il gameplay e non trova nel basilare sistema di upgrade il mordente necessario ad alzare il livello dell'esperienza.

PRO

  • Semplice e immediato
  • Nuove armi e potenziamenti
  • Fluido e piacevole con il controller

CONTRO

  • Il gameplay su binari non entusiasma
  • Sfida inconsistente, spessore non pervenuto
  • Realizzazione tecnica priva di acuti