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SaGa Emerald Beyond, la recensione del ritorno di una serie di nicchia

Dopo parecchi anni dalla sua ultima incarnazione su console, SaGa torna (anche) su macchina fissa con un episodio che prova a portare il franchise un passo avanti.

RECENSIONE di Marco Perri   —   24/04/2024
SaGa Emerald Beyond, la recensione del ritorno di una serie di nicchia
SaGa Emerald Beyond
SaGa Emerald Beyond
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Difficile, quasi 35 anni fa, immaginare un futuro del genere per il particolarissimo franchise SaGa di Kawazu. Eclettico come il suo creatore, SaGa è sempre stato un JRPG di nicchia, capace però di ritagliarsi un suo posto nella storia grazie alla capacità, più di Squaresoft che di Square Enix, di trascinarlo a cavallo delle generazioni. Parliamo di un titolo narrativamente ambizioso, ma in un modo differente da quello che il grande pubblico può aspettarsi e questo SaGa Emerald Beyond non è da meno. SaGa ha sempre richiesto una certa malleabilità al proprio pubblico: la sua assoluta non-linearità, la stramberia dei suoi personaggi e delle situazioni a schermo, la sua commistione di sci-fi giapponese e narrativa surreale.

Quella dei SaGa è una storia umile, ma non per questo poco ambiziosa. Riflette la volontà di Square di immettere sul mercato titoli veramente minimali ma rifiniti, compatti, capaci di conquistare pubblico prima su console Nintendo, in seguito Sony, poi mobile e ora completamente multipiattaforma.

Seguiteci in questa recensione di SaGa Emerald Beyond per scoprire se può ambire a essere il vostro prossimo JRPG.

Combattimenti e barre temporali

Vi servirà tempo e pazienza per entrare bene nella profondità strategica del sistema di combattimento di SaGa Emerald Beyond
Vi servirà tempo e pazienza per entrare bene nella profondità strategica del sistema di combattimento di SaGa Emerald Beyond

Per chi conosce un po' il pedigree di Kawazu, il talentuoso produttore sa cosa voglia dire sviluppare un sistema di combattimento. Vogliamo partire da questo elemento perché è indubbio che sarà proprio nel combattimento che passerete una bella fetta di tempo in Emerald Beyond e di conseguenza richiede più del resto la vostra attenzione. Senza andare a fare grandi balzi all'indietro, Emerald Beyond riprende quanto visto in Scarlet Grace su PS Vita: parliamo di un sistema di combattimento a turni in arene dedicate che riprendono il tema dell'ambientazione del momento. C'è un sistema di formazioni, di abilità e di tattiche predisposte a priori da apposito menù: si entra nel vivo dello scontro grazie ai punti battaglia da utilizzare per fare gli attacchi, ognuno capace di consumare più o meno punti e collegarsi agli attacchi degli altri grazie a una barra delle azioni. Sarà proprio questa barra il fulcro di ogni scontro: per i novizi della serie, Emerald Beyond si appoggia a un meccanismo temporale guidato da questo flusso di azioni e che dà vita ad attacchi combinati, concatenati, ripetuti o affidati alla magia, più lenta degli attacchi fisici. Il fulcro (e divertimento) di questo sistema è andare a "disegnare" con le proprie scelte il turno di combattimento, consapevoli che certe azioni spostano i turni, rompendo quindi eventuali equilibri (del giocatore e dei nemici) che si erano dati per certi.

Il sistema ha un suo fascino e riprende molto quanto di già visto in passato, aggiungendo un tocco di modernità hardcore che non guasta: SaGa Emerald Beyond non è tenero nei confronti dei novizi e serve a poco aver la vita nuovamente piena dopo lo scontro se questo non si supera. Azzardatevi a scegliere di andare contro al nemico sbagliato rispetto al vostro attuale valore e sarà veramente, ma veramente tosta - se non impossibile - superarlo. Non è nulla di nuovo per chi conosce SaGa, ma sicuramente va detto per chi sceglie di entrare per la prima volta nel multiverso disegnato da Kawazu. C'è strategia, ci sono interruzioni da calcolare, ci sono status che bloccano le unioni, nemici che si inseriscono in mezzo al vostro gruppo immersi sempre in una geografia di arena la cui lettura corretta impiegherà tanti scontri. Se a un primo approccio SaGa può sembrarvi poco onesto o addirittura infame, sappiate che invece richiede solo abbastanza preparazione e competenza nella lettura dello scontro e, a volte, fortuna nel capire quale nemico si sta difendendo e chi invece sta attaccando. Avremmo preferito un po' più di velocità nel gestire alcune transizioni e una lettura generale nell'interfaccia più accomodante per i novizi, ma Emerald Beyond fa molto poco per venire incontro a chi è meno avvezzo alle sue dinamiche. Cambiando personaggio e storia, finirete per vedere sempre quelle armi, quegli attacchi e quelle caratteristiche: gli umani hanno abilità uniche, i robot dipendono dall'equipaggiamento, i mostri assorbono abilità di altri mostri. Nel complesso, il sistema funziona e la sua macchinosità viene lentamente lavata via avanzando e imparando a fondo le meccaniche.

Bizzarria nel multiverso

SaGa Emerald Beyond non prende per mano il giocatore: tanti dialoghi, alcuni non sempre ben inquadrabili, con personaggi che compariranno e scompariranno: anche questo è Akitoshi Kawazu
SaGa Emerald Beyond non prende per mano il giocatore: tanti dialoghi, alcuni non sempre ben inquadrabili, con personaggi che compariranno e scompariranno: anche questo è Akitoshi Kawazu

Il marchio di fabbrica di Kawazu è e rimane una totale e assoluta bizzarria di sottofondo nell'unire multiversi e personaggi enormemente stravaganti nella stessa ambientazione. Ci saranno momenti in cui vi chiederete cosa state facendo, o leggendo, o giocando: è così, è normale, non siete strani voi ma è giusto che proviate queste sensazioni. Emerald Beyond è un rovo primordiale in cui Kawazu incastra varie storie, le attorciglia, fa nascere le spine e aspetta che i suoi appassionati vi entrino preparati. Difficile consigliare SaGa Emerald Beyond a ogni fan del JRPG, soprattutto a quelli più recenti: il modo in cui il team getta il giocatore nei singoli canovacci, come li fa evolvere saltando da ambientazione in ambientazione, come lega i mondi tra personaggi e soprattutto i dialoghi è unico, ma certamente non per tutti i palati. Vi deve piacere il minimal visivo e ludico, quello è certo: la meccanica di avanzamento del franchise torna qui in tutta la sua umiltà e assenza di timidezza. I "mondi" esplorabili di Emerald Beyond sono piccolissime aree, caratterizzate da disegni in 2D a mo' di origami a delineare i punti di ambientazione con annessa piccola spiegazione, con a volte una spizzicata di level design da gestire (ascensori, piattaforme o sabbie unidirezionali), non aspettatevi molto altro. Sicuramente ci sono delle idee, tante idee nel caratterizzare i personaggi, la loro personalità e il modo in cui ognuno si approccia al proprio destino, un destino peraltro modificabile grazie alla possibilità di compiere scelte durante il percorso e di poter rigiocare più volte storie e scenari, nonché riportare indietro i dialoghi.

Lo stile del gioco è minimale
Lo stile del gioco è minimale

Il tema del multiverso o degli universi interconnessi non è una novità, ovviamente, ma è una novità nel panorama odierno e un unicum della creatura di Kawazu, che si riconferma sicuramente spigolosa ma coerente, per quanto, lo ribadiamo, adatta a un ristretto numero di appassionati JRPG, sicuramente più pronti di altri al flusso abbastanza minimale di gioco, specie se rapportato alla infinite sfaccettature che tanti mostri sacri del genere hanno attuato per attrarre e addestrare nuovi proseliti in questi anni. Anche la platea di personaggi a supporto, purtroppo, non sempre trova il giusto spazio di espressione, a volte non lo trova proprio: vi ritroverete a combattere con comprimari che non hanno caratterizzazione alcuna, come se gli sforzi fossero stati enormemente centralizzati su quel manipolo di personaggi principali e secondari. Sicuramente è una logica che conosciamo, non ne siamo stupiti, ma rimane un altro elemento straniante rispetto al JRPG classico: ancora una volta Kawazu fa poco niente per allargare la propria platea e questo è, a conti fatti, assolutamente stimabile ma anche poco incline a portare SaGa a un maggior numero di utenza. La scrittura dei dialoghi fa dell'assenza di un tratto preciso la sua capacità più peculiare: ci saranno dialoghi che non saprete dove vogliano andare a parare, situazioni paradossali, altre surreali in cui questo grande cilindro di multiversalità trasporta avanti, si, ma non sempre facilmente... il bello è che chi acquisterà questo gioco si aspetta anche e proprio questo.

Due personaggi dal design piuttosto diverso e fuori dai canoni fantasy
Due personaggi dal design piuttosto diverso e fuori dai canoni fantasy

Un elemento che vi aiuterà è la musica, ben immaginata e capace di alternarsi con scaltrezza, non a caso Kawazu ha scelto ben 3 compositori con influenze e stili diversi e si vede. Buono invece il doppiaggio inglese, che accompagna con competenza e dignità l'avventura. Tecnicamente, invece, dovendo girare anche su mobile e soprattutto dovendo contare su un budget abbastanza limitato, il gioco è molto minimale e giusto gli scontri si impegnano un pochino di più, ma questo è un aspetto che nei SaGa ha sempre importato molto poco, e anche questa volta chiuderemo un occhio.

Conclusioni

Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Nintendo eShop, App Store, Google Play
Prezzo 49,90 €
Multiplayer.it
7.5
Lettori
ND
Il tuo voto

Seppur nella sua storica nicchia di esistenza, SaGa Emerald Beyond non è un titolo semplice da gestire perché è un prodotto assolutamente incline ai gusti e palati di chi ha finanziato la serie in questi quasi 40 anni di attività, ma al contempo è un titolo difficilissimo da inghiottire per amanti di JRPG più tradizionali. Paradossalmente, il sistema di combattimento è la cosa più assimilabile perché più prossima a un meccanismo di digestione del JRPG abbastanza dato per assodato. Ebbene, questo è un male? No, assolutamente e i fan potranno trovare in Emerald Beyond il titolo che stavano aspettando da anni, quindi il voto serve a poco nulla. Per tutti gli altri, possiamo consigliarlo a chi apprezza tanta sperimentazione e a chi non subisce l'influsso della tradizione, a chi insomma è disposto a chiudere un occhio su un avanzamento spigoloso ma dalla rigiocabilità enorme, che potrà succhiare dozzine di ore se assaporata nel suo insieme.

PRO

  • Un gioco che profuma d'autore
  • Sistema di combattimento divertente e solido
  • Cast di personaggi variegato e stravagante

CONTRO

  • La narrazione complessiva impiega molto per essere assaporata
  • Esplorazione ridotta all'osso
  • La scrittura vive di alti e bassi