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Scars Above, la recensione dell'action shooter sci-fi di Mad Head Games

Una spedizione finita male, un pianeta ostile e tante creature letali e raccapriccianti nel titolo d'esordio di Mad Head Games: ecco la recensione di Scars Above.

Scars Above, la recensione dell'action shooter sci-fi di Mad Head Games
RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   28/02/2023

La consapevolezza dei propri limiti è un aspetto tremendamente importante in qualsiasi ambito lavorativo, ma lo è a maggior ragione quando ci si trova a competere per ritagliarsi uno spazio all'interno di un mercato saturo e complesso come quello dei videogiochi. Capita spesso che team di sviluppo alle prime armi non possiedano la capacità di rapportare i propri progetti a ciò che quel mercato offre, e ne risultano delle spiacevolissime docce fredde.

L'abbiamo presa alla larga, è vero, ma leggendo fra le righe avrete probabilmente già intuito quelli che sono i problemi del debutto di Mad Head Games, che si presenta sulla carta come un interessante mix di meccaniche action, sparatutto, RPG e finanche soulslike, ma nei fatti si scontra con la realtà di una realizzazione davvero, davvero approssimativa: ve ne parliamo nella recensione di Scars Above.

Storia: l'oggetto misterioso

Scars Above, la protagonista si ritrovò in una selva oscura
Scars Above, la protagonista si ritrovò in una selva oscura

Una gigantesca struttura aliena compare all'improvviso nell'orbita terrestre e una squadra di scienziati e ingegneri viene inviata a bordo di una navicella per stabilire un primo contatto e studiare la natura di quello che è stato denominato "il Metaedro". Quando tuttavia l'unità si avvicina all'oggetto misterioso, si verifica un fenomeno inspiegabile che proietta il gruppo SCAR (Spedizione di Contatto, Analisi e Ricerca) su di un pianeta desolato e ostile.

Al comando della dottoressa Kate Ward, avremo il compito di salvare i nostri compagni dispersi e trovare un modo per tornare a casa mentre cerchiamo disperatamente di sopravvivere all'assalto delle creature mostruose che abitano questo mondo, e da cui potremo difenderci ricorrendo inizialmente a un coltello elettrico e al fucile a impulsi Vera, per poi arricchire il nostro arsenale di nuovi strumenti.

Lungo il cammino troveremo gli immancabili file audio che documenteranno la drammatica esperienza dei nostri colleghi, a quanto pare risvegliatisi diverso tempo prima di Kate e avventuratisi in questo ambiente non facile, diventando ben presto vittime delle energie oscure che lo abitano, ma lasciandoci talvolta una traccia e dei suggerimenti su come affrontare queste avversità.

Portata avanti da dialoghi ben interpretati in inglese, sottotitolati in italiano, la storia di Scars Above risulta per certi versi inevitabilmente derivativa (del resto il tema dell'astronauta dispersa su di un pianeta ostile lo abbiamo affrontato da poco nella recensione di Returnal per PC), ma si lascia seguire e sembra aver qualcosa da dire, in particolare grazie alla sottotrama dell'esercito alieno che su quel mondo ha combattuto ed è stato sterminato.

Gameplay: buone idee ma confuse

Scars Above, Kate apre il fuoco contro uno dei nemici più comuni del gioco, lo sgorbio che spunta fuori dal terreno
Scars Above, Kate apre il fuoco contro uno dei nemici più comuni del gioco, lo sgorbio che spunta fuori dal terreno

Come abbiamo accennato in apertura, sulla carta Scars Above si presenta come un titolo interessante, un action shooter dotato di elementi RPG e contaminazioni soulslike che si concretizzano nella presenza di colonne presso cui salvare la posizione e ripristinare la salute, al prezzo però della ricomparsa dei nemici eliminati fino a quel momento.

Tale soluzione adottata viene coadiuvata dai tradizionali passaggi che fungono da scorciatoie fra una sezione dello scenario e l'altra, utili appunto per evitare di dover affrontare nuovamente gli stessi avversari una volta completata una determinata zona, sebbene in termini di difficoltà l'approccio diventi hardcore solo in pochi frangenti e verso la fase finale della campagna, divisa in quattro capitoli.

Scars Above, uno dei primi boss della campagna: bisogna scaldargli le palle arancioni per batterlo
Scars Above, uno dei primi boss della campagna: bisogna scaldargli le palle arancioni per batterlo

Il problema, grosso, è come queste idee vengono messe in pratica, perché fin dalle primissime battute l'esperienza confezionata da Mad Head Games ha quasi il sapore di un progetto abbozzato con asset temporanei che deve ancora affrontare un lungo e approfondito processo di revisione e rifinitura, sia per quanto concerne la grafica di per sé che tutte le interazioni con lo scenario, combattimenti inclusi.

Kate può colpire i mostri che abitano il pianeta su cui si trova usando una sorta di machete, ma al di là di quanto siano maldestre e grossolane le sue manovre, nonché la rilevazione delle collisioni, si tratta di un'opzione valida unicamente contro alcuni piccoli aracnidi e che è invece del tutto inutile quando ci si trova di fronte le varie creature striscianti, i ragni esplosivi, le bestie delle praterie, i fiori-serpente, gli yeti corazzati e ovviamente gli enormi boss che spesso segnano il passaggio da un capitolo all'altro.

Scars Above, una sorta di yeti corrotto dalle cui viscere fuoriescono lunghi tentacoli
Scars Above, una sorta di yeti corrotto dalle cui viscere fuoriescono lunghi tentacoli

Meglio sparare, dunque: al di là di alcune brevi sezioni investigative alla Batman: Arkham, la vocazione di Scars Above è quella di porsi come uno sparatutto in terza persona ma con i limiti di un gioco di ruolo action, stamina inclusa: la protagonista può correre (azione resa visivamente malissimo, praticamente decontestualizzata dallo scenario) e rotolarsi per schivare gli attacchi, ma facendo attenzione alla resistenza fisica che può esaurirsi sul più bello e lasciarci alla mercé del nemico di turno.

Le munizioni diventano talvolta un problema, ricaricare l'arma equipaggiata è tedioso e ci sono situazioni in cui ci viene chiesto di trovare un modo fantasioso per fermare un enorme mostro, individuando i suoi punti deboli oppure bloccandone l'avanzata in qualche modo per poi affondare il colpo, ma non è sempre facile interpretare queste situazioni, e spesso si procede a tentoni.

Scars Above, una delle colonne presso cui salvare la posizione ma che ripristinano i nemici già uccisi
Scars Above, una delle colonne presso cui salvare la posizione ma che ripristinano i nemici già uccisi

Ci viene incontro l'albero delle abilità, che permette di potenziare Kate e renderla dunque più resistente, velocizzare le ricariche, aumentare la capacità dei caricatori e dello zaino, nonché ottimizzare la batteria che aziona i tanti gadget a disposizione della protagonista, che aggiungono un po' di spessore all'esperienza consentendoci di attivare barriere, lanciare sfere di liquido infiammabile da accendere con il Caricatore Termico, capsule che creano spazi di stasi in cui tutto rallenta e così via.

Ancora, l'impianto di per sé testimonia entusiasmo e idee, ma poi nel concreto il gunplay si rivela molto approssimativo, le collisioni incerte e il substrato di macchinosità che appesantisce la gestione dell'arsenale, specie nelle sequenze più concitate, finisce immancabilmente per generare episodi di frustrazione piuttosto che offrire una sfida dura ma giusta, legittimata dalla solidità dei meccanismi.

Realizzazione tecnica: datato e sbadato

Scars Above, uno sguardo alle misteriose strutture aliene
Scars Above, uno sguardo alle misteriose strutture aliene

Si parla spesso di come la realizzazione tecnica non debba essere considerata alla stregua di un fattore determinante per quanto concerne la qualità di un gioco, ma questo discorso non può prescindere dall'efficacia delle soluzioni messe in campo. Nulla impedisce infatti di realizzare un'esperienza graficamente meno ambiziosa, dotata di geometrie semplici, ma tenuta insieme da scelte stilistiche convincenti e mature, che siano di concreto supporto a tutto il resto.

Nel caso di Scars Above ci troviamo invece di fronte a un prodotto che cerca disperatamente di puntare in alto, nella direzione dei più blasonati action adventure in terza persona, ma fallisce in maniera molto evidente, mettendo in campo un'effettistica fortemente datata (da quanto non si vedeva una pozzanghera che non reagisce al contatto?), animazioni davvero brutte (la corsa della protagonista ci riporta indietro di vent'anni), asset generici e di bassa qualità. Non sorprende che, sulla configurazione di prova, il gioco giri a 60 fps fondamentalmente stabili a 2160p e con tutti i preset al massimo, anzi sarebbe stato lecito pretendere qualcosa di più.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Processore: Intel Core i5 13500
  • Scheda video: NVIDIA RTX 3070
  • Memoria: 32 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 11

Requisiti minimi

  • Processore: Intel Core 2 Duo E8400
  • Scheda video: NVIDIA GeForce 510
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Storage: 20 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 10 64 bit

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 39,99 €
Multiplayer.it
6.0
Lettori (11)
7.6
Il tuo voto

Scars Above è un gioco che si perde a metà strada fra le sue ambizioni e la capacità di concretizzarle, che propone idee magari non originali ma interessanti, messe tuttavia in scena in maniera maldestra. Se si scende a patti con i tanti limiti e le incertezze dell'impianto confezionato da Mad Head Games, l'esperienza può senz'altro concedere qualche momento piacevole e offrire una sfida che in alcuni frangenti diventa anche sostanziosa, ma è davvero dura consigliarne l'acquisto a prezzo pieno.

PRO

  • L'idea di partenza è valida
  • Sa proporre dei bei momenti di sfida
  • Storia e dialoghi di discreta fattura

CONTRO

  • Approssimativo nelle meccaniche
  • Tecnicamente datato e generico
  • Talvolta diventa frustrante