The Alliance Alive HD Remastered, la recensione 22

Un JRPG uscito su Nintendo 3DS due anni fa torna in versione rimasterizzata: non sottovalutate questo gioiellino che abbiamo recensito per PlayStation 4

RECENSIONE di Christian Colli   —   17/10/2019

Indice

Uscito senza tante cerimonie sul finire nel 2017, quando ormai Nintendo 3DS si avvicinava al capolinea, The Alliance Alive è passato inosservato non solo perché nessuno gli ha fatto pubblicità, ma anche perché faceva da sequel spirituale al mediocre The Legend of Legacy, sviluppato anch'esso da Cattle Call, Furyu e Grezzo. Nonostante la medesima paternità combinata, The Alliance Alive era un titolo decisamente migliore che avrebbe meritato l'attenzione degli appassionati, invece di essere inghiottito in un buco nero. Si vede che qualcuno ci ha creduto veramente, però, perché siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall'annuncio di questa versione rimasterizzata... che esce in un periodo sfortunatissimo, asserragliato da titoli tripla A su ogni piattaforma. Nelle prossime righe di questa recensione vi spiegheremo perché potreste voler recuperare questo piccolo gioiellino anche più in là quando, passata la bufera, sarete alla ricerca di un buon JRPG vecchia scuola.

Il tocco del maestro

Il nome Yoshitaka Murayama probabilmente non dirà nulla a molti lettori, ma gli amanti dei JRPG con qualche annetto di troppo sulle spalle dovrebbero riconoscerlo: Murayama ha infatti firmato le sceneggiature dei primi tre Suikoden, oltre a qualche altro progetto minore. Chiunque mastichi pane e JRPG, a questo punto, dovrebbe essere anche soltanto vagamente interessato a quello che Murayama ha da dire con The Alliance Alive, un titolo che sotto diversi aspetti richiama le atmosfere fantasy della serie Konami. Nel mondo di The Alliance Alive, l'umanità è stata soggiogata dai Daemon, creature ultraterrene che sono piombate in mezzo a noi, hanno diviso il mondo con la magia e hanno oscurato il cielo. Col passare del tempo, qua e là si sono accesi piccoli focolai di rivoltosi che desidererebbero ripristinare l'ordine naturale, e noi passeremo le prime ore del gioco a conoscere meglio questi ribelli. Il lunghissimo prologo, infatti, ci viene raccontato da diversi punti di vista e definisce i protagonisti che, dopo aver cominciato l'avventura separatamente, si incontreranno e uniranno le forze contro un nemico comune.

Ironicamente, il cast comprende proprio alcuni Daemon e altre creature umanoidi che conferiscono a questa banda di eroi un sapore eterogeneo e pittoresco. Superate le prime ore, la trama assume un'impostazione più lineare, pur snodandosi attraverso una serie di colpi di scena che non risparmiano alcuni momenti drammatici, oltre alle classiche scenette che stemperano i toni e ricordano gli anime giapponesi. Il cast è interessante e i rapporti che si stabiliscono tra i vari personaggi trattengono l'attenzione del giocatore, sebbene non tutti i protagonisti siano stati caratterizzati con la stessa perizia. Alcuni, come Galil e Azura, sono ben scritti e convincenti, mentre altri, come Ignace, ci sono apparsi un po' troppo stereotipati: in generale questa discrepanza non disturba troppo perché ognuno di essi ha qualcosa da dire nella storia, pur finendo in disparte nelle battute finali, quando la sceneggiatura si concentra sui protagonisti più importanti. In un caso come questo, sarebbe stato probabilmente meglio doppiare i dialoghi per conferire a ogni personaggio un pizzico di caratterizzazione in più.

Nel passaggio da Nintendo 3DS, infatti, The Alliance Alive HD Remastered non è stato doppiato. È il punto debole di un comparto sonoro modesto che vanta le ottime musiche di Masashi Hamauzu ma sottolinea il budget risicato non solo dell'edizione originale uscita un paio di anni fa, ma anche di questa conversione. L'attenzione del piccolo sviluppatore nipponico è stata dedicata tutta all'aspetto del gioco che, a onor del vero, ha guadagnato tantissimo: i modelli poligonali sono stati praticamente ricostruiti e, impreziositi da un buon anti-aliasing e un cel shading convincente, si aggirano per mappe che combinano il tenue colore pastello dei dettagli disegnati a mano con una risoluzione tutta nuova. La direzione artistica ha prediletto uno stile super deformed, vagamente "chibi", che nel processo di rimasterizzazione ha guadagnato in dettaglio, colore e pulizia. A tal proposito, bisogna sottolineare che Cattle Call ha ridisegnato completamente l'interfaccia che, nella versione Nintendo 3DS, si divideva tra i due schermi dell'handheld: quella nuova non è per nulla invasiva e ci è apparsa snella e sufficientemente informativa.

Trofei PlayStation 4

I 35 trofei totali di The Alliance Alive HD Remastered includono 5 trofei d'oro, 11 trofei d'argento e 18 trofei di bronzo. La maggior parte si ottiene progredendo nella storia, e quindi reclutando i vari personaggi e sconfiggendo ogni boss, mentre per gli altri bisogna impegnarsi un po' di più e scoprire ogni segreto.

Combattimenti su misura

The Alliance Alive HD Remastered ricalca una struttura tutto sommato tradizionale che ci vede spostarci da una città all'altra attraversando gli ampi spazi aperti di un mondo in scala o esplorare sotterranei, catacombe e castelli pieni di insidie. Gli sviluppatori di Cattle Call hanno voluto riempire i dungeon di puzzle ambientali ingegnosi che richiedono una certa attenzione e, talvolta, anche un pizzico di pazienza. Mentre gironzoliamo per la mappa e raccogliamo indizi o oggetti chiave, dobbiamo ovviamente fare i conti con i mostri che appaiono sullo schermo sotto forma di ombre nere. La dimensione e la forma di queste ombre suggeriscono la potenza del nemico che andremo ad affrontare: la maggior parte di questi avversari non ci darà particolarmente filo da torcere, mentre altri potrebbero rappresentare una sfida sorprendente per i giocatori meno preparati e costringerli a "grindare" un po' di combattimenti, attività fortunatamente agevolata dalla possibilità di velocizzare fino a due o quattro volte le animazioni durante lo scontro.

Il sistema di combattimento di The Alliance Alive HD Remastered è tradizionale soltanto in apparenza. Possiamo schierare fino a cinque personaggi, scegliendo tra diverse formazioni che definiranno i ruoli di ciascuno di essi. Sarà dunque importante valutare chi schierare in prima fila, perché attiri l'attenzione del nemico, e chi invece mantenere nelle retrovie perché possa aiutare il party indisturbato. Il punto è che saremo noi a decidere come specializzare i nostri eroi. Ogni personaggio può brandire qualunque tipo di arma e l'apprendimento delle arti è quasi completamente casuale: ogni attacco messo a segno ha una possibilità di sbloccare una nuova arte e più i nemici sono forti, più questa possibilità aumenta. In questo modo possiamo specializzare ogni personaggio e provare diverse strategie, tuttavia bisogna considerare anche i talenti, bonus passivi che vanno acquistati spendendo i punti guadagnati a fine combattimento. I ruoli dei singoli personaggi, insomma, sono definiti dalla combinazioni di armi equipaggiate, arti apprese e talenti sbloccati. Ciò garantisce un livello di personalizzazione notevole; d'altro canto, alcuni personaggi sono più portati di altri nell'uso di certe armi o incantesimi, senza contare che è necessario "farmare" punti e mostri per acquistare tutte le abilità che ci interessano.

Il gioco ha infatti questo brutto vizio di elargire i punti col contagocce, costringendoci a pianificare fin dalle prime ore la progressione dei singoli personaggi al fine di non sprecarle o di non dover farmare troppo. Queste meccaniche, come anche gli attacchi finali che distruggono temporaneamente le armi e che quindi bisogna sferrare con parsimonia, si imparano organicamente nel corso delle prime ore di gioco, ma nella realtà dei fatti nessuna di esse, per quanto originale, ha occasione di spiccare davvero, se non quando si combattono i boss e i miniboss opzionali e la difficoltà si impenna sensibilmente. In questi casi serve a poco "grindare" per il semplice fatto che non esistono i livelli di esperienza e le statistiche crescono più o meno casualmente alla fine di ogni combattimento: la strategia e la preparazione sono fondamentali, ma si avvertono poco nel resto dell'avventura, dato che la maggior parte dei nemici comuni, che si somigliano un po' tutti nonostante le varie regioni siano estremamente diverse tra loro, tendono a soccombere nel giro di pochi turni.

Nonostante ciò, The Alliance Alive HD Remastered è un titolo che sa dare non poche soddisfazioni agli amanti del genere, specialmente quando si sconfigge un boss particolarmente insidioso con un party strutturato ad hoc o ci si gode semplicemente la possibilità di esplorare il mondo a bordo di qualche strampalato veicolo steampunk che ci ha ricordato i JRPG degli anni '90 e la libertà che ci davano quando non eravamo ancora prigionieri del concetto di open world. Il titolo Cattle Call deve molto ai giochi di ruolo nipponici di quell'epoca ma non si lascia trascinare dalla nostalgia e, anzi, tenta un approccio diverso dal solito, sorprendendo il giocatore con meccaniche particolarmente ingegnose che, forse, avrebbero avuto bisogno di qualche piccolo bilanciamento qua e là per esprimersi al meglio.

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

7.8

Lettori (4)

8.5

Il tuo voto

The Alliance Alive HD Remastered è un JRPG piacevolissimo che avrebbe meritato un budget decisamente superiore: in quel modo avremmo avuto il doppiaggio, quantomeno in lingua giapponese, ad accompagnare le cinematiche, e magari un po' più di cura per quanto riguarda il sistema di combattimento che, pur essendo intrigante e stratificato, si esprime soprattutto quando il gioco si fa veramente duro. È un peccato che il titolo Cattle Call sia stato poco pubblicizzato: le uscite del mese finiranno per cannibalizzarlo, e quindi fatevi un favore e ricordatevi di lui quando avrete bisogno di un piccolo, grande JRPG che vi rammenti come vi siete innamorati di questo genere.

PRO

  • Ottimo lavoro di rimasterizzazione
  • La storia è intrigante e ben scritta
  • Il sistema di combattimento garantisce una buona libertà di personalizzazione

CONTRO

  • Non tutti i personaggi sono approfonditi o caratterizzati a dovere
  • Brusche impennate nel livello di difficoltà
  • Non è doppiato