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The Bookwalker: Thief of Tales, la recensione dell’avventura del biblionauta Etienne Quist

Dopo The Final Station, DO MY BEST propone un'avventura narrativa in cui si esplorano i libri: la scopriamo nella recensione di The Bookwalker: Thief of Tales.

RECENSIONE di Giulia Martino   —   21/06/2023
The Bookwalker: Thief of Tales, la recensione dell’avventura del biblionauta Etienne Quist
The Bookwalker: Thief of Tales
The Bookwalker: Thief of Tales
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Etienne Quist è disperato: il famoso scrittore è stato condannato alle manette per trent'anni a causa di un crimine inenarrabile. Impossibilitato a scrivere, decide di accettare degli incarichi da un misterioso boss criminale che gli chiede di entrare all'interno di sei libri, in qualità di biblionauta, per recuperare degli oggetti potenti e misteriosi. Le premesse narrative poste alla base dell'ultimo videogioco di DO MY BEST, pubblicato da tinyBuild su piattaforme PlayStation e Xbox di vecchia e nuova generazione e PC (quest'ultima è la versione da noi provata), sono a dir poco affascinanti, e reggono egregiamente l'avventura per tutta la sua durata.

Inquadrabile nel genere dell'avventura narrativa, The Bookwalker: Thief of Tales presenta però anche dei combattimenti a turni, alla lunga fin troppo semplici e non indimenticabili, e si rivela alquanto ripetitivo nella costruzione di oggetti e nelle modalità con cui si esplorano gli scenari, tutti diversi tra loro. Nonostante questi difetti, si tratta, nel complesso, di un prodotto ottimo e capace di mantenere alta l'attenzione del giocatore fino alla fine, per tutte le circa sei ore necessarie a completare l'odissea libresca di Etienne.

Vi raccontiamo delle avventure del biblionauta Etienne Quist nella nostra recensione di The Bookwalker: Thief of Tales.

Sei romanzi, sei mondi diversi

Per intraprendere ogni incarico, Etienne dovrà aprire una valigia che troverà fuori dalla porta del suo appartamento
Per intraprendere ogni incarico, Etienne dovrà aprire una valigia che troverà fuori dalla porta del suo appartamento

Dicevamo che lo scrittore Etienne Quist è impossibilitato a proseguire la sua brillante carriera letteraria a causa delle manette a lui imposte dalla polizia editoriale: nel corso della storia, scopriremo di più su Etienne e il suo crimine, ma purtroppo il contesto generale del mondo di fantasia in cui è ambientato The Bookwalker: Thief of Tales non è mai chiarito del tutto. Ed è un peccato, perché il poco che si può vedere della cornice narrativa dell'avventura sembra davvero molto interessante: pare trattarsi di un mondo distopico e totalitario, in cui gli scrittori sono dotati di poteri al di fuori di ogni immaginazione, e il limite tra realtà e finzione può essere sfumato fino a scomparire.

La revoca della licenza da scrittore implica la rimozione dal commercio dei libri di Etienne. Disperato, il protagonista vorrebbe almeno liberarsi delle ingombranti manette che gli impediscono di scrivere: è per questo che accetta i pericolosi incarichi che lo porteranno in sei diversi romanzi, affiancato da Roderick, un misterioso aiutante racchiuso in una piccola gabbietta. Roderick può essere utilizzato per ottenere consigli su come proseguire, semmai il giocatore dovesse trovarsi in difficoltà: tuttavia, nel complesso l'esplorazione e la risoluzione degli enigmi in The Bookwalker: Thief of Tales si rivelano un'impresa piuttosto lineare e ben strutturata da un punto di vista logico, e non si avverte la necessità di un consiglio extra. Il rovescio della medaglia è che, dopo qualche ora, si intravedono chiaramente le trame di DO MY BEST e sopraggiunge un certo senso di ripetitività. L'alternanza di scenari, però, riesce a tenere il giocatore sulle spine, con un ritmo eccellente (ciascun libro può essere completato in un'ora circa) e con una discreta differenziazione tra le situazioni presentate.

Non mancano alcune vere e proprie ingenuità: in alcuni casi, Etienne sa delle cose che non dovrebbe (ancora) sapere, perché non si è interagito con un determinato oggetto o appresa l'informazione da un personaggio presente nello scenario; inoltre, una semplice domanda potrebbe porre in discussione le fondamenta stesse dell'avventura: perché mai Etienne Quiest non legge in anticipo i libri che gli vengono consegnati, in modo tale da essere consapevole degli sviluppi dell'avventura e dei rischi che troverà all'interno dei vari romanzi? Al netto di queste perplessità, la trama presenta alcuni spunti affascinanti e un twist finale piacevole e sorprendente, ma alcuni personaggi - prima tra tutti l'enigmatica Amanda - avrebbero forse meritato un approfondimento maggiore.

Dentro e fuori le pagine

Nel mondo reale si ha una prospettiva in prima persona, e si possono trovare oggetti essenziali per proseguire nelle avventure all'interno dei sei romanzi
Nel mondo reale si ha una prospettiva in prima persona, e si possono trovare oggetti essenziali per proseguire nelle avventure all'interno dei sei romanzi

Le avventure di Etienne si giocano nell'alternanza tra realtà e finzione. Per fare un esempio, nell'ambientazione introduttiva (di cui è disponibile una demo), il romanzo "Una goccia di infinito" di Jonathan Bowers, sono presenti dei muri cadenti che potrebbero essere abbattuti con un colpo di mazza ben assestato. Il protagonista ha quindi l'idea di chiedere al vicino di casa di prestargli l'attrezzo necessario: si torna nello squallido condominio di Etienne, si va a bussare alla porta del suddetto vicino, si ottiene la mazza e ci si immerge nuovamente all'interno del libro, riuscendo così a risolvere con le maniere forti il problema del muro.

È una meccanica molto interessante, anche se sfruttata in poche occasioni (circa una per ogni libro esplorato). Per il resto, si esplorano in successione le varie "stanze" di cui è composta ogni ambientazione - rappresentate in prospettiva isometrica - e si rimane a bocca aperta dinanzi alla maestria artistica di DO MY BEST, capace di racchiudere in magnifici diorami lo spirito di ciascun romanzo rappresentato. Carceri, deserti, centrali elettriche e scuole di magia in decadenza risultano tutti ben caratterizzati e pieni di vita, rendendo piacevolissima l'esplorazione alla ricerca di oggetti chiave e componenti per costruire piedi di porco, grimaldelli e tronchesi, in modo tale da poter risolvere enigmi (in generale piuttosto semplici) e trovare oggetti extra per aiutarci in combattimento. Purtroppo, i suddetti attrezzi tendono a ripetersi, così come si ripetono le soluzioni da adottare per proseguire, ma la durata tutto sommato ridotta di The Bookwalker: Thief of Tales consente di non accusare eccessivamente un senso di noia che sarebbe potuto sopraggiungere in qualche ora in più d'avventura. Fortunatamente, è l'alternanza stessa degli scenari a farla da padrone, grazie a dialoghi interessanti con i personaggi presenti nei sei romanzi esplorati dal biblionauta.

I dialoghi sono, in linea di massima, interessanti e ben scritti, e i romanzi rileggono miti e mondi letterari celebri in modo spesso interessante e stimolante
I dialoghi sono, in linea di massima, interessanti e ben scritti, e i romanzi rileggono miti e mondi letterari celebri in modo spesso interessante e stimolante

Il punto debole della struttura ludica creata da DO MY BEST sono senz'altro i combattimenti. Articolati in turni, è visibile sopra ciascun nemico l'indicazione della mossa che esso effettuerà nel turno successivo: ciò dà eccellenti possibilità strategiche, ma semplifica fin troppo l'approccio agli scontri. Ottima l'idea di sbloccare abilità dopo la "risoluzione" di ciascun libro; purtroppo, però, gli scontri risultano fin troppo semplificati e ripetitivi, privi di guizzi e giocati sull'alternanza di mosse a seconda della disponibilità (e del relativo dispendio) di inchiostro vivente, risorsa essenziale per ogni buon biblionauta. Si dispone inizialmente di sole tre mosse: Squarcio, un attacco potente rivolto a un solo nemico, Assimila, un attacco debole che però permette di assorbire una grande quantità di inchiostro dall'avversario, e, infine, Stordisci, una mossa ad alto consumo di inchiostro che consente di bloccare la prossima azione di tutti i nemici. Nel complesso, i combattimenti risultano fin troppo semplici, e il design dei nemici non riesce a spiccare nel quadro dell'opera.

Se la direzione artistica presenta punte di eccellenza nel comparto visivo, lo stesso non si può dire dal lato sonoro: The Bookwalker: Thief of Tales offre un accompagnamento certamente funzionale, ma tutt'altro che indimenticabile, e abbiamo trovato la colonna sonora fin troppo dimessa e in secondo piano. Consigliamo di usare le cuffie per esperire al meglio gli effetti sonori, spesso piuttosto lievi e non intrusivi, che "colorano" l'esperienza di gioco. È assente il doppiaggio dei dialoghi, mentre è presente una traduzione degli stessi in lingua italiana: al netto di alcuni scivoloni e ingenuità, l'abbiamo trovata di discreta qualità. Segnaliamo un comparto tecnico impeccabile: nessun bug, crash del sistema o glitch ha funestato la nostra avventura, che è filata liscia come l'olio.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam

The Bookwalker: Thief of Tales presenta un'ottima idea di base e risulta, in generale, ben eseguito nelle sue varie parti. DO MY BEST si conferma un team da tenere d'occhio, e a tratti sembra incredibile che il videogioco che vede protagonista Etienne sia stato sviluppato da una squadra di sole quattro persone. Proprio come il biblionauta viene risucchiato nei vari libri in cui deve avventurarsi, così risulta difficile abbandonare l'avventura prima della sua conclusione, tanto su dimostra coinvolgente e invitante nei suoi intrighi e misteri. Prevalgono certamente gli aspetti narrativi ed esplorativi, mentre il combattimento è senz'altro il punto debole dell'esperienza. Avremmo gradito un maggiore approfondimento di alcuni elementi della trama, a nostro avviso non adeguatamente sfruttati, ma ci sentiamo di consigliare senza riserve The Bookwalker: Thief of Tales a chi desidera vivere una serie di avventure libresche che rileggono in una luce differente miti e grandi classici della letteratura.

PRO

  • Trama intrigante
  • Buona costruzione dei vari libri
  • Riuscitissimo sotto il profilo visivo

CONTRO

  • Comparto sonoro tutt'altro che indimenticabile
  • Combattimenti piuttosto ripetitivi