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The Chant, recensione di un survival horror molto particolare

Nella recensione di The Chant vi spieghiamo come funziona la paura basata sulla scienza prismatica, sfruttata per creare un survival horror molto particolare.

RECENSIONE di Simone Pettine   —   03/11/2022
The Chant
The Chant
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Paura, ansia, inquietudine, sano terrore: sensazioni ed emozioni delle quali il cervello umano sembra non essere mai davvero sazio. Prova ne sia, limitatamente al settore videoludico, l'abbondare di pubblicazioni horror: giochi a palate in grado di trasportare i fruitori in corridoi angusti, stanze buie, altre dimensioni, luoghi abitati da chissà quanti e quali orrori. The Chant, di cui vi parliamo oggi, ci riprova. Ma lo fa rimescolando per bene le carte in tavola.

Tutte le opzioni cui abbiamo accennato, in effetti, ormai rientrano quasi del tutto nel repertorio dei cliché - soprattutto quando gli sviluppatori ne abusano senza impegnarsi in un minimo d'inventiva od originalità. Ma The Chant è diverso: se il paragone è concesso, tenta la stessa operazione che fu propria di Midsommar nel settore cinematografico. I mostri ci sono, ma grande attenzione, e questo anche nel gameplay, è riservata alla dimensione spirituale dei singoli individui. La ricerca dell'equilibrio interiore potrebbe insomma portare a varcare porte che dovrebbero restare chiuse.

Segue la recensione di The Chant. Lo abbiamo esplorato e approfondito per bene su PlayStation 5, e siamo sicuri che possa destare facilmente il vostro interesse.

La storia: tra spiriti e prismi

Jess incontra il 'guru' di The Chant
Jess incontra il "guru" di The Chant

La narrazione di The Chant comincia ex abrupto. Ci troviamo su un'isola sconosciuta, precisamente sul promontorio predominante, ed è in corso uno strano rituale: lo si capisce dalla grande struttura centrale, che sembra in tutto e per tutto un portale dimensionale, e dalla presenza di figure vestite di bianco, con indosso delle strane maschere. Qualcosa va storto: nel bel mezzo della procedura - forse finalizzata all'evocazione di qualche strano essere o potere - una delle donne presenti, incinta, scappa via. Il rito non può proseguire, il cerchio si spezza: la fuga disperata della donna non incontra un esisto positivo, mentre strane forze cominciano a scatenarsi sull'isola.

Si passa poi al presente, nella nostra epoca: apprendiamo che la protagonista si chiama Jess Briars, la quale continua a soffrire i "postumi" di un evento traumatico verificatosi ormai diversi anni prima. Sollecitata da una vecchia amica di nome Kim - pare che quest'ultima abbia subito lo stesso trauma in compagnia della prima, ma non possiamo dirvi altro - Jess parte per qualche giorno di riposo verso Glory Island, un'isola remotissima, dimenticata dal mondo, dove i presenti si dedicano al ritiro spirituale guidati dal guru Tyler.

Già da diversi anni Kim vive su Glory Island, in compagnia di altri presenti con un passato altrettanto turbolento o traumatico alle spalle. Ma sembra che non ci sia più nulla di cui preoccuparsi, dato che la scienza prismatica promette un totale recupero della propria dimensione psichica, oltre a un notevole miglioramento dell'equilibrio interiore. Quale luogo migliore, insomma, per guarire le ferite invisibili di mente e corpo? Eppure, da subito, a Jess qualcosa non torna. Il comportamento dei presenti assomiglia sin troppo a quello di una setta; molti luoghi della Comune, il villaggio condiviso, sono inaccessibili; strani eventi cominciano a verificarsi, fino al vero e proprio scatenarsi di forze occulte sull'intera isola.

The Chant non è un open world: i suoi ambienti sono ridotti ad alcune aree specifiche, all'interno delle quali il giocatore dovrà affrontare i nemici presenti, trovare oggetti chiave o semplicemente esplorare i dintorni per proseguire nella narrazione. Nonostante le limitazioni nelle dimensioni - le aree sono davvero una manciata, tra sentieri boscosi, "area residenziale" (nota come Il Ritiro), il conservificio e la zona mineraria. Ma il contesto è gestito bene in quasi tutti i suoi elementi e il ritmo sostenuto - unito a una buona narrazione e gestione dei dialoghi, peraltro tutti in lingua italiana anche nel doppiaggio - fanno il resto.

Come storia, come "racconto" perturbante, The Chant svolge egregiamente il suo dovere, anche perché in effetti l'incontro tra new age e orrore è a oggi una via poco praticata nei videogiochi, e comunque molto meno nota di altre presso il pubblico generalista. Tuttavia, se volete semplicemente spaventarvi, questo non è il titolo giusto. Paragone per paragone, possiede un gameplay molto più marcato rispetto a un qualsiasi Until Dawn o a The Quarry, ma sacrifica abbondantemente i momenti in cui si procede col cuore in gola o si salta dalla sedia. Non è necessariamente un male.

Gameplay: Mente, Corpo, Spirito

Situazioni 'al limite' incideranno più sulla Mente di Jess che su Corpo e Spirito
Situazioni "al limite" incideranno più sulla Mente di Jess che su Corpo e Spirito

Nella sua struttura, The Chant è sicuramente un'avventura in terza persona: punta prima di ogni altra cosa a raccontare una storia e lo fa secondo una serie di stilemi attinti in modo evidente dalle cosiddette "avventure dinamiche" più note degli ultimi anni; oltre al già citato Until Dawn, ricordiamo tra gli altri almeno The Dark Pictures Anthology. Il sistema legato alle "scelte" della protagonista, ad esempio, può influenzare i rapporti tra lei e gli altri personaggi, oltre che a spingere la trama verso determinate diramazioni (nulla, comunque, che incentivi in modo significativo la rigiocabilità); del tutto assente, invece la meccanica dei QTE, i "quick time event" che richiedono al giocatore di eseguire al momento giusto un determinato comando.

Il prodotto di Brass Token è, infatti, anche molto più di questo, un vero e proprio survival che vanta un gameplay preciso e marcato, ricco di possibilità. Quanto stiamo per illustrarvi non ci ha stupito particolarmente dal punto di vista delle novità - a nostro giudizio, il principale valore della produzione consiste nella narrazione - né da quello della solidità delle meccaniche; tuttavia il sistema di gioco non pretende mai di essere alcunché di stupefacente, e in ciò che deve fare se la cava dignitosamente. I tre parametri principali della protagonista, sempre da tenere d'occhio, sono Mente, Corpo e Spirito. L'idea è mantenerli in equilibrio, ma è possibile sacrificarne uno per potenziare gli altri: per esempio, la meditazione (comando X sul controller) diminuisce lo Spirito a favore della Mente. Non è molto sensato osservare Jess passare di punto in bianco, al buio, nel bosco, in modalità Zen, ma funziona.

Le creature di The Chant appartengono a un altro mondo, normalmente separato dal nostro
Le creature di The Chant appartengono a un altro mondo, normalmente separato dal nostro

Va da sé che ogni parametro tra Mente, Corpo e Spirito influisce in un certo mondo sul mondo circostante. Eventi soprannaturali e attacchi di mostri metteranno a dura prova non solo il corpo della ragazza (che deve sostenere i colpi, e se i valori del Corpo arrivano a zero è game over) ma anche, appunto, la sua mente. Meglio evitare allora di restare troppo a lungo nel buio, o nei pressi di creature di altri mondi: la sanità mentale colerà a picco, portando ad attacchi di panico. Esistono dei consumabili con i quali ripristinare i valori, tre erbe specifiche che crescono un po' in tutta l'isola, ma non sono troppo abbondanti quindi vi consigliamo di tenerli da parte in caso di estrema necessità.

Esplorazione nell’oscurità

Esplorare l'oscurità di The Chant significa sfidare i cultisti
Esplorare l'oscurità di The Chant significa sfidare i cultisti

L'isola di The Chant è pericolosa. La scienza prismatica ha risvegliato, semplificando un po', demoni provenienti da altri mondi. Questi ultimi possono apparire in varie forme, infestare gli ambienti di gioco con ostacoli naturali (come piante giganti) o prendere consistenza fisica tramite cultisti e altre creature. Jess non è costretta ad affrontarli proprio tutti per proseguire, ma all'occorrenza può sfruttare determinati consumabili per fabbricare delle armi utili, le più banali delle quali utilizzano la salvia, primo punto debole delle creature. È possibile quindi suonarle di santa ragione con delle mazze improvvisate a base naturale, e funziona; altre volte dovrete invece darvela a gambe.

L'esplorazione del mondo circostante, per quanto contenuto, è fondamentale per proseguire nella storia principale; per ovviare ai limiti dell'ambiente, gli sviluppatori hanno giustamente pensato d'inserire una serie di edifici anche in luoghi dell'isola in cui, a rigor di progettazione, non dovrebbero essercene. Molte porte sono logicamente chiuse, quindi bisognerà trovare la chiave, o comunque oggetti da combinare nell'inventario affinché forniscano una modalità di accesso speciale - per esempio un certo simbolo rituale. A volte si ha l'impressione che The Chant voglia disporre un po' di troppe frecce a fronte di un arco più contenuto nel previsto; fuori di metafora, sarebbe forse stato opportuno selezionare solo alcune meccaniche, e insistere al 100% su quelle, invece di spaziare più del dovuto. Parliamo comunque, meglio ribadirlo, di un prodotto che complessivamente funziona e diverte, al netto di qualche situazione un po' meno sensata di altre.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 39,99 €
Multiplayer.it
7.5
Lettori (16)
8.0
Il tuo voto

The Chant è una discesa perturbante in altre dimensioni, giustamente separate dal nostro piano dell'esistenza; un'avventura a base di cultismo, natura, scienza prismatica, guru e meditazioni. Non è un videogioco che vuole davvero incutere paura, e anche i salti dalla sedia si contano sulle dita di una mano, ma nonostante questo una sottile angoscia comincerà molto presto a pervadervi. Sulla narrazione principale vi è poco da criticare, anche perché lo stesso argomento di partenza è non solo interessante, ma in parte anche originale. Diverse riserve potrebbero essere avanzate sul comparto tecnico, non propriamente brillante, soprattutto dal punto di vista delle animazioni dei personaggi, fin troppo carenti durante i dialoghi, e in generale poco soddisfacenti anche in tutti gli altri contesti; ma gli ambienti, complice il fascino generale e l'atmosfera, si salvano. Come survival horror, infine, The Chant brilla di rado di luce propria, ma le meccaniche proposte - la tripartizione tra Mente, Corpo e Spirito, nonché la possibilità di fabbricare e utilizzare oggetti improvvisati - sono coerenti con l'impostazione generale dell'intera esperienza. Se dobbiamo scegliere al posto vostro, vi consigliamo di provarlo. Soprattutto se i classici titoli horror non vi hanno mai davvero convinto.

PRO

  • Storia intrigante e tematiche originali
  • La meccanica a base di Mente, Corpo e Spirito funziona
  • Diverse possibilità di approccio a esplorazione e nemici

CONTRO

  • Molto breve (ma il prezzo è proporzionato)
  • Tecnicamente e graficamente altalenante
  • L'elemento survival non convince fino in fondo