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Le dieci saghe horror che è giunto il momento di far risorgere

Sul fronte dell'horror videoludico, il binomio Resident Evil-Silent Hill sembra saldamente al comando. Ma quali sono quelle saghe interrotte che potrebbero insidiare questo dominio, qualora tornassero?

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   31/03/2026
Siren: Blood Curse
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Resident Evil, Silent Hill. Silent Hill, Resident Evil. Come sappiamo, negli ultimi mesi queste due fortunatissime saghe hanno lanciato sul mercato due nuovi capitoli che hanno contribuito a rinforzare il proprio nome nel panorama videoludico: Silent Hill f per quanto riguarda Konami, Resident Evil Requiem sul fronte Capcom invece. Tuttavia, è lecito porsi una domanda: esiste una reale alternativa allo strapotere orrorifico di questi due brand leggendari?

Qualcuno potrà citare Alone in the Dark, certo, ma il fatto è che quando si parla di horror nell'ambito dei videogiochi, il binomio che salta subito in mente è proprio quello formato da Resident Evil e Silent Hill, diciamoci la verità. Eppure, guardando al passato, il cimitero dei franchise interrotti o dimenticati è pieno di marchi altisonanti. Titoli che non si limitavano a copiare la formula di questi due illustri esponenti del genere, ma che esploravano il terrore da angolazioni diverse: quella psicologica o quella spirituale, ad esempio.

Resident Evil Requiem ha riacceso i riflettori sulla celebre saga di Capcom
Resident Evil Requiem ha riacceso i riflettori sulla celebre saga di Capcom

Ebbene, se questi giganti dormienti dovessero risvegliarsi oggi, con un capitolo nuovo di zecca, dotati di budget adeguati e supportati dai moderni motori grafici, magari il dominio di Resident Evil e di Silent Hill potrebbe non essere più così scontato. E allora proviamo a fare insieme una lista di dieci saghe interrotte che, se riportate in vita con un nuovo episodio, potrebbero incendiare nuovamente la competizione nel genere horror.

Dino Crisis

Se c'è un titolo che i fan di tutto il mondo chiedono a gran voce che venga riportato alla luce, questo è Dino Crisis. Spesso liquidato come "Resident Evil con i dinosauri", il primo capitolo datato 1999 era in realtà un gioiello di tensione claustrofobica che ci obbligava a stare sempre sul chi va là: già, perché laddove lo zombie è lento e prevedibile, il velociraptor è rapido, intelligente e letale.

Brutta situazione quella di Regina nel primo Dino Crisis
Brutta situazione quella di Regina nel primo Dino Crisis

Dopo la deriva action del secondo episodio e quella futuristica del terzo, un ritorno alle origini, magari ambientato in una struttura di ricerca isolata, permetterebbe al marchio di rispolverare le sue doti migliori, e chissà cosa sarebbero capaci di fare le intelligenze artificiali moderne se applicate su predatori notoriamente scaltri come i dinosauri, appunto.

Immaginate la pelle squamosa di un T-Rex con la resa grafica attuale o i versi gutturali di questi cacciatori nel buio; insomma, Dino Crisis non sarebbe solo un rivale per Resident Evil, quanto piuttosto la sua evoluzione più selvaggia.

Clock Tower

Ora, se Resident Evil e Silent Hill sono i re dell'azione tattica e della gestione delle risorse, sicuramente Clock Tower è il vecchio sovrano del terrore puro e dell'impotenza. Stiamo parlando di un franchise che, spin-off a parte, si è fermato al terzo episodio nel 2002, e mentre in Resident Evil spesso ci troviamo ad affrontare le minacce con un arsenale di armi anche personalizzabili, in Clock Tower la protagonista è spesso una ragazza comune, armata solo della propria astuzia e della capacità di nascondersi.

Clock Tower ha in Scissorman un nemico passato alla storia dei videogiochi
Clock Tower ha in Scissorman un nemico passato alla storia dei videogiochi

La saga resa celebre dal primo capitolo su PlayStation, ruota attorno alla mitica figura di Scissorman, un killer implacabile munito di cesoie giganti che perseguita il giocatore per l'intera durata dell'avventura. Qualora questo incubo dovesse fare il proprio ritorno, grazie alle tecnologie attuali l'interazione con l'ambiente potrebbe diventare molto interessante: immaginate infatti di dovervi nascondere sotto un letto mentre il riflesso delle cesoie di Scissorman brilla sul pavimento, o di dover controllare il respiro del protagonista tramite i grilletti adattivi del controller per non farsi scoprire. Che dire, potrebbe essere un'esperienza per cuori decisamente forti.

The Evil Within

Nata dalla mente di chi Resident Evil lo ha inventato, la saga di The Evil Within ha portato il concetto di survival horror verso vette, diciamo così, oniriche, pur arrestando la sua corsa con il secondo capitolo del 2017.

Ci piacerebbe un sacco veder tornare sul palcoscenico Sebastian Castellanos
Ci piacerebbe un sacco veder tornare sul palcoscenico Sebastian Castellanos

La forza di questa esperienza da brividi messa a punto da Shinji Mikami risiede infatti nella sua imprevedibilità, tra una realtà che si sgretola, corridoi e pavimenti incrostati di sostanze su cui è meglio non indagare troppo e nemici che sembrano usciti da un incubo surrealista. Un terzo episodio sarebbe sicuramente graditissimo, ma al di là di qualche rumor poco convinto, le speranze di rivedere Sebastian Castellanos sui nostri schermi sembrano ridotte al lumicino; peccato perché il gioco originale e il suo sequel erano di certo prodotti validi e minati da criticità tutt'altro che imperdonabili.

Parasite Eve

Tra le varie IP in letargo che riposano nella sua tana, dobbiamo dire che Square Enix annovera una piccola, ma mai dimenticata miniera d'oro inutilizzata. Parasite Eve non era infatti solo un semplice horror, era un "Cinematic RPG", e questo perché la storia di Aya Brea e della mutazione cellulare spontanea offriva un punto di vista scientifico inquietante, quasi in stile Cronenberg.

Al suo debutto, la saga di Parasite Eve proponeva meccaniche da gioco di ruolo abbastanza importanti
Al suo debutto, la saga di Parasite Eve proponeva meccaniche da gioco di ruolo abbastanza importanti

La saga è arrivata al capolinea con The 3rd Birthday uscito in esclusiva su PSP nel lontano 2010, che, in verità, imboccava più una deriva da sparatutto in terza persona rispetto alle meccaniche marcatamente più ruolistiche degli esordi. Oggi, con la potenza di calcolo delle attuali console, le trasformazioni mitocondriali potrebbero beneficiare di una fedeltà visiva stomachevole e affascinante e poi, diciamolo, tenere Aya Brea in panchina è proprio uno spreco, specie perché ci sono molti giovani videogiocatori che non hanno mai avuto il piacere di fare la sua conoscenza.

Haunting Ground

In generale, sommando le esperienze offerte da Resident Evil e da Silent Hill, il giocatore non così spesso controlla un personaggio totalmente indifeso; certo, magari non sempre siamo al comando di un soldato addestrato e armato fino ai denti, anzi, ma in Haunting Ground (successore spirituale di Clock Tower) eravamo una preda a tutti gli effetti.

In Haunting Ground, Fiona è accompagnata dal cane Hewie
In Haunting Ground, Fiona è accompagnata dal cane Hewie

La diciottenne protagonista di questo incubo ambientato in un misterioso castello, Fiona Belli, non ha infatti armi, ma solo il suo cane Hewie e il proprio istinto di sopravvivenza. La meccanica principale che fa da fulcro a quest'esperienza sviluppata da Capcom e uscita su PlayStation 2 nel 2005 è la necessità di seminare il proprio inseguitore, sfruttando ogni nascondiglio che il maniero offre, e gestendo anche il livello di panico della povera Fiona, che se raggiunge livelli troppo elevati rischia di rendere il personaggio ingovernabile.

È vero, il fatto che esista un solo episodio di Haunting Ground non fa di questo marchio una saga in senso stretto, tuttavia non possiamo non sfregarci le mani al solo pensiero di cosa potrebbe essere Haunting Ground con le possibilità tecniche odierne; sarebbe un nascondino maledettamente ansiogeno capace di mettere a durissima prova le coronarie del pubblico.

Fatal Frame/Project Zero

Un tipo di paura che potrebbe provare a sfidare quelle su cui si appoggiano Resident Evil e Silent Hill è senz'altro quella dei fantasmi. La saga di Fatal Frame (o Project Zero) è tornata in auge di recente grazie al remake del secondo episodio, ovvero Crimson Butterfly, ma se parliamo di nuove avventure, il filone è fermo al 2014, anno di uscita di Maiden of Black Water poi tornato sul mercato nel 2021 con una claudicante remaster.

Il remake di Fatal Frame: Crimson Butterfly ha recentemente riportato l'attenzione sulla serie sviluppata da Tecmo
Il remake di Fatal Frame: Crimson Butterfly ha recentemente riportato l'attenzione sulla serie sviluppata da Tecmo

Veder risorgere definitivamente questo marchio, non solo attraverso rifacimenti, sarebbe quindi cosa buona e giusta, specie per l'idea che ha reso celebre il brand, ossia l'utilizzo della Camera Obscura, una macchina fotografica molto particolare, in grado di esorcizzare gli spiriti quando si scatta loro una foto.

Forbidden Siren

Siren è probabilmente una delle saghe horror più stratificate mai create, basti pensare alla sua struttura corale e alla meccanica del Sightjack, che sono ancora oggi pura avanguardia. Quest'ultima permetteva infatti di guardare lo scenario attraverso gli occhi dei nemici, per capire come si stessero muovendo per scovarci; un sistema, questo, che portava la tensione a livelli a dir poco stellari.

Le atmosfere di Forbidden Siren erano tesissime
Le atmosfere di Forbidden Siren erano tesissime

Dopo il capostipite arrivato sul mercato nel 2003, un sequel pubblicato tre anni dopo e Blood Curse datato 2008, possiamo dire che la saga è ferma al palo da quasi vent'anni; quale momento migliore, quindi, per un nuovo episodio? Un nuovo capitolo in cui magari potremmo essere di nuovo chiamati a coordinare la fuga di diversi sopravvissuti in una città giapponese, sapendo che il nemico che ci cerca vede esattamente quello che vediamo noi; inutile dire che il fotorealismo garantito dalle tecnologie attuali renderebbe il terrore davvero tangibile.

Dead Space

Dopo l'ottimo remake del 2023, il franchise Dead Space è ripiombato in un silenzio alquanto sinistro, eppure Isaac Clarke è l'unico eroe che può guardare i protagonisti di Resident Evil e Silent Hill negli occhi senza battere ciglio. Sul fronte della paura vera e propria, dobbiamo ammettere che l'orrore di tipo spaziale ha un vantaggio intrinseco, ovvero quello dell'isolamento assoluto del vuoto; una caratteristica che la serie pubblicata da Electronic Arts ha saputo sfruttare sempre alla grande.

La saga di Dead Space non propone un capitolo nuovo di zecca da ormai troppo tempo
La saga di Dead Space non propone un capitolo nuovo di zecca da ormai troppo tempo

Un ipotetico Dead Space 4 potrebbe dunque perfezionare lo smembramento tattico dei nemici e la narrazione ambientale, portando la minaccia dei Necromorfi su una scala galattica.
Insomma, se Resident Evil e Silent Hill la fanno da padrone sulla Terra, Dead Space potrebbe reclamare il dominio del cosmo.

Condemned

Mentre Resident Evil ha sperimentato con la prima persona nel settimo episodio, in Village e ora anche in Requiem, la saga di Condemned ne ha fatto un autentico vessillo per esprimere la propria identità. Combattere criminali psicopatici nei bassifondi di una città in rovina, utilizzando tubi di piombo, pezzi di legno e altri strumenti di fortuna, è un'esperienza viscerale e sporca, che Monolith ci ha proposto in un paio di occasioni tra il 2005 e il 2008.

Un ritorno di Condemned farebbe felici parecchi videogiocatori
Un ritorno di Condemned farebbe felici parecchi videogiocatori

Un ritorno di Ethan Thomas, magari con delle dinamiche di investigazione forense potenziate e un sistema di combattimento corpo a corpo realistico, ci farebbe senz'altro piacere, e potrebbe finire per offrire un'alternativa, diciamo così, "low-tech" e brutale alle esperienze attualmente sul mercato.

Rule of Rose

Chiudiamo con un nome che in passato ha fatto discutere non poco per i suoi temi maturi e la sua estetica decadente. Attraverso le disturbanti disavventure di Jennifer, Rule of Rose esplorava infatti la crudeltà dell'infanzia e i traumi psicologici con una sensibilità che raramente si riscontra in altri titoli appartenenti allo stesso genere.

Alla sua uscita Rule of Rose scatenò un vespaio di polemiche, specialmente in Italia e nel Regno Unito
Alla sua uscita Rule of Rose scatenò un vespaio di polemiche, specialmente in Italia e nel Regno Unito

Tuttavia il gioco sviluppato da Punchline in esclusiva per Playstation 2 vent'anni fa ha finito per attirare su di sé un nugolo di polemiche, molte delle quali provenienti dalla stampa generalista italiana, che hanno lasciato un segno indelebile nella concezione che il pubblico poco avvezzo ai videogiochi ha del nostro passatempo preferito. Come Haunting Ground, anche Rule of Rose è l'unico esponente del marchio di cui porta il nome, ma questo non ci impedisce di sperare in un suo rientro in scena; un rientro che magari sappia puntare su una sceneggiatura d'autore e su un'estetica ispirata al cinema horror europeo d'altri tempi. Che ne dite?

Insomma, per il momento il trono dell'horror videoludico è occupato, questo è vero, ma noi vorremmo tanto che la Umbrella e gli abomini di Silent Hill iniziassero seriamente a guardarsi le spalle, perché a beneficiarne sarebbero solo i videogiocatori.