Non solo avventure 11

Dopo anni di punta e clicca, Daedalic Entertainment tenta una strada un po' diversa dal solito...

ANTEPRIMA di Umberto Moioli   —   28/03/2013

Se il genere delle avventure grafiche è riuscito a mantenere una discreta vitalità, lo si deve anche ad un gruppo di ottanta persone che lavora nei pressi di Amburgo. Daedalic Entertainment sforna punta e clicca su base regolare, riuscendo da anni a mantenere una produzione che unisce una qualità media piuttosto elevata con idee sempre o quasi diverse. Su queste pagine avrete letto più volte di Deponia, The Whispered World ed A New Beginning. Esperienze che esprimono valori e tematiche molto distanti tra loro ma accomunate grossomodo dallo stesso gameplay.

Da qualche tempo lo studio detiene i diritti per la proprietà intellettuale di The Dark Eye, gioco di ruolo che gode di una discreta diffusione entro i confini teutonici, e dopo averla usata una prima volta per Chains of Satinav, intende utilizzarla ancora per tentare il primo esperimento assoluto al di fuori del genere che gli ha regalato popolarità. Siamo stati accompagnati a conoscere Blackguards durante la GDC 2013, dove ci è stata mostrata una versione preliminare ma già dotata di quasi tutte le feature fondamentali.

Un tocco di strategia...

Blackguards parte dalla tradizione di King's Bounty ed Heroes of Might and Magic, per prendervi in parte le distanze e provare ad innovare il genere dei giochi di ruolo tattici. Il giocatore veste i panni di un personaggio senza nome, accusato di omicidio e accompagnato nel corso della sua avventura da altri sei loschi individui. Tutti personaggi raccolti dai peggiori angoli del mondo di Aventuria, tra ladri, assassini, ubriaconi e una misteriosa maga. La prima particolarità è che nel gioco non si comprano o acquisiscono unità, ma sul campo di battaglia si alterneranno sempre i membri di questo ristretto gruppo di anti eroi. In compenso ciascuno di essi è dotato sia di una completissima pagina di tratti, statistiche e abilità, sia del classico inventario con tanto di equipaggiamento. A quanto pare tutto ciò si basa su una versione rivista del regolamento di The Dark Eye ma, non avendo noi esperienza in tal senso e potendo solo osservare il gioco brevemente, occorrerà spenderci diverso tempo per comprenderne tutto il potenziale. Il campo di battaglia è quello di sempre, con tanto di caselle esagonali, ma il minor numero di pedine e il maggior quantitativo di opzioni e abilità per ciascuna, cambia inevitabilmente le carte in tavola.

L'interazione ambientale, inoltre, sembra essere stata curata quasi quanto il sistema di combattimento stesso. In certi casi si limiterà ad oggetti da usare a proprio vantaggio, come un candeliere da far cadere sui poveri nemici sottostanti, ma altre volte ci saranno situazioni più complicate. Fuggendo di prigione, ad esempio, una mappa ci darà la possibilità di combattere le guardie oppure aprire le celle disposte su di un lato, così da liberare i detenuti e scatenare una rivolta che ci da il tempo di aggirare l'ostacolo e fuggire. In un altro caso dovremo usare un membro del party per abbassare un ponte mentre gli altri tengono la posizioni dagli assalti avversari. Questa attenzione al dettaglio è stata confermata per ogni scontro del gioco, lungo tutta la campagna di quaranta ore circa; anziché i classici incontri random, infatti, ogni battaglia è stata realizzata manualmente.

… e un po' di avventura

Ciò che distingue Blackguards da altri esponenti dei giochi di ruolo a turni - o come li si vuole chiamare - è anche l'assenza di una mappa da esplorare con il proprio eroe. Qui la cartina di Aventuria sarà sì navigabile, ma solo per passare da una battaglia ad un incontro con un personaggio non giocante o una città. Ci saranno quest testuali e gli avamposti non saranno semplici schermate fisse, ma ambienti dove parlare, compare e vendere, ma anche raccogliere missioni secondarie e interagire con gli ambienti tridimensionali.

C'è un po' delle avventure grafiche tanto care a Daedalic Entertainmente, insomma, anche se non sappiamo quanto i fan del genere siano davvero disposti a rinunciare alle fasi di esplorazione. Il rischio è che l'esperienza si esaurisca in una lunga sequenza di incontri, circa 180 a quanto detto, intervallati di tanto in tanto da una capatina alla città di turno per migliorare l'equipaggiamento e rifornirsi. In compenso se la maggiore attenzione alla componente ruolistica e narrativa dovesse rivelarsi ben implementata, potremmo sperimentare un'interessante variante al genere. Blackguards potrebbe essere anche la prima volta su piattaforme diverse dal PC, visto che pare ci sia in lavorazione un versione iOS e probabilmente anche per console. Nulla di certo al 100%, comunque. Entro l'estate dovremmo avere a disposizione una versione giocabile, che anticiperà l'uscita entro l'anno. Ve ne torneremo a parlare a tempo debito.

CERTEZZE

  • Tentativo di svecchiare un genere con poche innovazioni
  • Daedalic potrebbe portare un punto di vista diverso...

DUBBI

  • ... anche se rischia di mal interpretare il genere
  • Manca la componente esplorativa