Qualcuno ha detto bocce? 72

Abbiamo passato circa un'ora in compagnia di Deadpool, scoprendo come la comicità possa elevarsi a principale caratteristica di un videogioco

PROVATO di Andrea Porta —   11/05/2013

Non è passato molto tempo dall'ultima volta in cui abbiamo avuto modo di incontrare Deadpool, durante un evento dedicato a Londra. In quell'occasione, tuttavia, ci siamo dovuti limitare a osservare una sequenza di gameplay giocata dagli sviluppatori, perdendoci il gusto di mettere finalmente le mani sul pad e provare l'ebbrezza di controllare il mercenario chiaccherone in prima persona.

Una recente presentazione tenutasi a Milano ci ha finalmente concesso questo privilegio, con quasi un'ora di giocato estratta dall'incipit della campagna singolo giocatore. Se doveste essere del tutto estranei al personaggio e al gioco Activision a lui dedicato, firmato dagli High Moon Studios (già noti per diversi titoli dedicati alla saga di Transformers), vi consigliamo di recuperare la nostra precedente anteprima, dove abbiamo tratteggiato le origini del personaggio e i confini della produzione. Se invece avete familiarità con il protagonista, già sapete anche cosa ci siamo trovati di fronte. Un action tutto sommato tradizionale nelle meccaniche, se non fosse per un piccolo particolare. Il protagonista è Deadpool, e questo può fare tutta la differenza del mondo.

Qualcuno ha detto bocce?

Deadpool è svaccato sulla poltrona del suo salotto, ha un aspetto piuttosto annoiato e sta cercando di parlarci. La cosa non gli riesce facile, dato che le voci nella sua testa sembrano complicare un bel po' la situazione, ma il messaggio, tutto sommato, è chiaro. Non ha voglia di essere disturbato, a meno che non si tratti del suo videogioco.

Come i lettori sanno bene, una delle (molte) particolarità di Deadpool è la sua consapevolezza di essere il personaggio di un fumetto, e il conseguente vezzo di rivolgersi direttamente ai lettori. Una peculiarità che nell'ambito di un videogioco, se possibile, funziona ancora meglio di quanto non facesse sulle tavole a colori. I ragazzi di High Moon Studios hanno pensato bene di sfruttare questo tratto distintivo per caratterizzare quasi ogni minuto dell'esperienza di gioco, sin dall'incipit. Fino a quando il giocatore non deciderà di "disturbare" il buon Deadpool dal suo relax in poltrona, il mercenario se ne starà proprio lì, a delirare come suo solito. Quando, finalmente, si sfiorerà uno degli analogici, potrà cominciare l'esplorazione di uno degli appartamenti più assurdi che la storia dei videogiochi abbia mai visto. Descrivere nel dettaglio i molti modi in cui è possibile perdere tempo osservando i deliri di Deadpool tra le pareti del suo decadente pied a terre sarebbe un vero peccato, dunque ci limiteremo a dire che poche volte abbiamo riso con tanta sincerità di fronte a un videogame. Una sonora bussata alla porta ci ha riportato alla realtà, con la consegna della sceneggiatura del videogioco da parte dei ragazzi di High Moon Studios. Proprio così, il "crollo del quarto muro" che da sempre caratterizza le avventure del mercenario chiaccherone fa sì che, secondo la storia, sia stato lui stesso a costringere gli sviluppatori a realizzare un videogame a suo nome. La sceneggiatura, naturalmente, gli risulta oltremodo noiosa, dunque penna rossa alla mano il nostro apporta un gran numero di correzioni (aggiungendo più esplosioni, più battutacce e ovviamente... bocce) e finalmente l'avventura può cominciare. Quanto segue ricalca da vicino gli stilemi del classico action in terza persona, ossia livelli lineari perlopiù ambientati al chiuso, gruppi assortiti di nemici dalle differenti abilità, concatenazione di combo, mosse speciali e contromosse.

Lo stile di gioco è frenetico e trova un aspetto originale nella possibilità di alternare in qualunque momento gli attacchi con la katana all'utilizzo delle pistole gemelle. Queste ultime possono essere usate sia senza mirare, sfruttando semplicemente la croce sempre visibile al centro dello schermo, sia in modalità sparatutto classica, ossia prendendo la mira con il grilletto sinistro e sparando con il destro. Questa continua alternanza tra combo con la spada e sparatorie, enfatizzata tra l'altro dalla presenza sul campo di nemici equipaggiati con armi ora da taglio, ora da fuoco, genera un mix nel complesso piuttosto originale, molto frenetico e divertente. Soprattutto trascorso qualche minuto dall'incipit anche l'impegno richiesto al giocatore aumenta esponenzialmente già al livello di difficoltà Normale (sono in tutto 3), dato che lo schermo tende ad affollarsi sempre più di nemici in grado di parare gli attacchi di Deadpool, rendendo molto importante l'utilizzo corretto della contromossa. Alla pressione del tasto B durante un attacco nemico infatti, si può sviluppare un contromisura in grado di danneggiare anche gli avversari arroccati in difesa. Sebbene Deadpool possa rigenerare completamente il proprio corpo, il fattore X entra in gioco solo dopo qualche secondo senza danni subiti, e durante gli scontri più concitati può capitare di finire in game over, per poi riprendere dall'ultimo checkpoint raggiunto. Se il combat system funziona nel complesso piuttosto bene, con solo qualche relativo problema di collisioni a offuscare la visione d'insieme, lo stesso non si può dire delle occasionali sessioni di platforming. Complice un doppio salto non ben bilanciato, queste non si sono rivelate di grande qualità, e la speranza è che non si presentino con troppa frequenza durante l'avventura.

S?!% just got real!

Come da tradizione per i giochi action, Deadpool non si fa mancare un sistema di upgrade delle abilità e delle armi del personaggio. Raccogliendo le monete lasciate cadere dai nemici sconfitti il giocatore potrà navigare un menu ricco di fucili d'assalto e altre amenità, oltre ovviamente a sbloccare nuove mosse speciali da usare a barra caricata. Queste torneranno particolarmente utili durante le boss fight, delle quali purtroppo non ci è stato possibile avere un assaggio durante il nostro provato. Per quanto Deadpool non miri certo a stabilire nuovi standard per la grafica nel genere action, il comparto visivo è funzionale al contesto, e riesce a non sfigurare.

Vi sono alcuni dettagli molto ben realizzati, come il modello del personaggio e il progressivo smembramento di cui diventa oggetto durante le sparatorie, e altri che potevano essere curati meglio, ad esempio il comparto animazioni un po' impacciato e la densità poligonale di diversi elementi del contesto, ma nel complesso il colpo d'occhio riesce a strapparsi la sufficienza, perlomeno nella versione Xbox 360 da noi provata. La comicità è un fattore complesso e delicato, un tipo d'intrattenimento molto difficile da realizzare. A riprova di questo, c'è la grande scarsità di videogiochi in grado di strappare due, o più, risate consecutive, sebbene un certo numero di produzioni ci abbiano provato. Qualcuno c'è anche riuscito, come nel caso della recente espansione stand alone di Far Cry 3, Blood Dragon, ma Deadpool tocca a nostro parere apici di comicità finora raggiunti solo al cinema. A fronte di un gameplay non originalissimo e molto lineare, nondimeno in grado di presentare qualche peculiarità interessante, il vero asso nella manica del mercenario è proprio la sua esplosiva personalità, riprodotta dai ragazzi di High Moon Studios con grandissima abilità. Tra una risata e l'altra ricordarsene non è facile, ma non si tratta di un mix facile da creare, e di questo agli sviluppatori va riconosciuto il merito. Se la stessa formula da noi provata per circa un'ora saprà mantenersi agli stessi livelli per tutta la durata della campagna singolo giocatore, questo potrà dircelo solo una prova più approfondita. Fino ad allora, il consiglio è di mettere Deadpool nella lista degli osservati speciali. Quanto provato a Milano ci fa ben sperare per il prodotto finito, sul quale potremo darvi notizie più approfondite a ridosso dell'uscita, fissata per il 28 giugno.

CERTEZZE

  • La personalità di Deadpool fa gioco a sé
  • Mix corpo a corpo e sparatorie interessante

DUBBI

  • Sequenze di platforming non ben bilanciate
  • La formula saprà reggere sul lungo termine?