Motocross di ultima generazione 6

Milestone torna sulla sella della competizione motociclistica più scalmanata

PROVATO di Stefano F. Brocchieri   —   29/02/2016

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Con l'ormai tradizionale tappa a Losail, in Qatar, si è appena avviata la nuova stagione dell'MXGP, la massima categoria del campionato mondiale di motocross, e il mondo dei videogiochi non starà a guardare. A partire dal 31 marzo i possessori di PlayStation 4, Personal Computer e Xbox One potranno difatti provare a imitare le gesta dei propri beniamini, dandoci dentro con una disciplina tanto intensa e spettacolare, con tutti i vantaggi derivanti dal fatto di non dover rischiare per davvero di rimetterci l'osso del collo o, per vederla in maniera meno drammatica, di sporcarsi il giubbetto di fango o riempirsi i calzini di sabbia. Notare come non abbiamo citato PlayStation 3, Xbox 360 e PlayStation Vita. MXGP 2 taglia infatti il cordone ombelicale che legava il brand alla scorsa generazione casalinga e alla piattaforma mobile, concentrandosi sulle ammiraglie di casa Sony e Microsoft, oltre che al consueto jolly PC, per offrire non solo una grafica ma anche una giocabilità più sofisticata.

Abbiamo provato MXGP2 in Qatar presso il circuito di Losail, in concomitanza con l'apertura del mondiale

Esordienti di belle prospettive

Una tra le novità più importanti di questo secondo capitolo è la possibilità di crearsi piloti, moto e squadra. I volti, i veicoli e le scuderie realizzati ex novo saranno utilizzabili in ciascuna delle numerose modalità di gioco previste, senza alcuna limitazione. Qualsiasi cosa si combinerà, contribuirà infatti a segnare progressi e ad arricchire tutte le possibilità di personalizzazione sia funzionale che estetica.

Niente impedisce di prendere e tentare la fortuna in Carriera, così, a bruciapelo, partendo da zero, freschi di editor, ma si tratterà chiaramente di un'impresa nettamente più impegnativa rispetto a scegliere tra i team e le moto realmente esistenti. Il discorso assume invece un sapore totalmente diverso se si pensa che si sarà liberi di provarci dopo aver speso del tempo in Time Trial, in qualche evento speciale o, perché no, in multiplayer, portandosi appresso tutto il materiale sbloccato in quegli ambiti, continuando insomma a rappresentare dei debuttanti ma con le spalle un po' più larghe. Milestone ha cercato di approntare dunque un discorso che instauri un livello di immedesimazione e attaccamento ancora più pronunciati che in passato, rafforzati da un fattore progressione a lungo termine di cui si potranno assaporare costantemente i frutti. Il tutto sulla base di una licenza aggiornata al 2015, che riporterà tutti i piloti, i circuiti e i tracciati della stagione appena conclusa affiancati da un totale di 40 marchi di componenti aftermarket e di vestiario. A ciò si sommano poi gli Stadium Series: una serie di quattro tracciati di fantasia ambientati in due diversi anfiteatri dello sport, che ha offerto lo spunto per creare circuiti particolarmente spettacolari e tecnici, dove mettersi alla prova con le accezioni più ardite ed estreme della disciplina. Tornando invece nella sfera dell'aderenza alla realtà, un'altra novità che andrà ad arricchire il parco modalità di questa seconda edizione è il Monster Energy FIM Motocross delle Nazioni (MXDN), evento che si tiene con cadenza annuale alla fine dei campionati e che vede i migliori undici paesi farsi rappresentare dai rispettivi piloti di punta delle categorie MXGP, MX2 e Open in una sorta di mondiale basato su una particolare formula a squadre, dove il punteggio viene calcolato in maniera filosoficamente assimilabile al golf. Il menu principale si arricchirà infine di un'ultima voce inedita, gli Eventi Reali, frammenti specifici di gara che permetteranno di rivivere i momenti più epici della stagione appena conclusa, cercando di ripetere gli exploit di chi ad esempio alla partenza si è ritrovato la moto in stallo salvo poi giungere comunque sul podio.

In sella

Come dicevamo in apertura, il potersi concentrare sugli hardware più recenti ha permesso ai ragazzi di Milestone di migliorare il gameplay, in particolare sul fronte della fisica, un aspetto che notoriamente richiede il suo bel tributo in termini di potenza, specie nel momento in cui a ciò corrisponde anche un aumento dei centauri in gara, saliti a 22, di cui vengono calcolati costantemente i parametri individuali, senza alcun trucco per sgravare il lavoro della CPU a scapito della consistenza dell'esperienza di gioco.

MXGP 2 ripropone lo stesso singolare e perspicace sistema di controllo "a doppio analogico" del predecessore, con lo stick sinistro deputato al comando diretto della moto e il destro al corpo del pilota. Una soluzione che grazie ai progressi compiuti nell'ambito dei dati computati risulta più realistica e precisa, facendo percepire un quantitativo maggiore di sfumature concretamente incidenti sulla guida. A ciò vanno sommati altrettanti passi in avanti riguardanti le routine di deformazione del fango, altra variabile da tenere in considerazione nell'equazione su cui si basa il modello simulativo messo a punto dal team di sviluppo nostrano. DualShock 4 alla mano, la formula ci è parsa abbastanza divertente ma piuttosto semplice e lasca ai primi dei due tradizionali settaggi dedicati, ovvero Base e Intermedio. Scegliendo l'impostazione Pro, che è quella in cui il titolo è libero di esprimere le sue ambizioni simulative, riportando praticamente in toto le forze che entrano realmente in gioco al volante di vera moto da cross, le cose hanno cominciato a diventare soddisfacenti, sfoderando il giusto grip, anche se qualche collisione e le risposte del motore fisico a certi impatti ci sono parse tuttora ambigue. Da valutare con una prova su strada più corposa, tramite cui impratichirsi a dovere, l'apporto della frizione, elemento aggiunto quest'anno grazie al quale si dovrebbe essere in grado di replicare con fedeltà ancora più spiccata la tecnica di guida di un pilota da cross, specie per quanto riguarda momenti nevralgici come l'atterraggio da un salto e la partenza al cancelletto. Poco da dire sulla grafica, che appare nel complesso gradevole e sembra segnare un'evoluzione nella resa di certi materiali, nella qualità delle texture e in effetti come il depth of field, a tutto vantaggio dell'impatto generale, sebbene il carico poligonale complessivo e la resa estetica del fango lascino ancora piuttosto a desiderare, fermo restando che ci aspettiamo qualche rifinitura qua e là nel codice definitivo, che sarà oggetto della nostra recensione tra qualche settimana.

CERTEZZE

  • Modello di guida più realistico e preciso
  • Parco modalità irrobustito
  • Qualche passo in avanti sul fronte grafico...

DUBBI

  • ...ma non così marcato