Beta medievale  25

Scopriamo i progressi più recenti di Kingdom Come: Deliverance, da poco in fase beta

PROVATO di Rosario Salatiello   —   06/04/2016

I nostri lettori più dotati di memoria sanno benissimo che stiamo seguendo con molta attenzione lo sviluppo di Kingdom Come: Deliverance. A differenza di tanti altri titoli influenzati dal genere fantasy, il gioco di ruolo di Warhorse Studios punta infatti tutto sulla riproduzione della vita del Medioevo in tutto il suo realismo, suscitando per questo tanta curiosità intorno a sé. Prima di oggi, l'ultima occasione d'incontro con la fatica del team con base a Praga risaliva a circa due mesi fa, quando abbiamo provato la Tech Alpha 0.5: una piccolissima demo, messa a punto per i backer che hanno finanziato il progetto via Kickstarter. Il motivo per tornare a parlare di Kingdom Come: Deliverance ci viene offerto dall'ingresso del gioco nella fase Beta, un traguardo importante festeggiato dagli sviluppatori con la pubblicazione di una build arricchita di ulteriori elementi. Anche questa volta a poterla provare sono esclusivamente coloro che a suo tempo hanno partecipato al crowdfunding, ma tutti gli altri possono contare su di noi: ne abbiamo approfittato per tornare a prendere la spada in mano, e siamo ora qui per raccontarvi cosa abbiamo visto.

Kingdom Come: Deliverance continua a fare passi avanti: scopriamo gli spunti offerti dalla sua Beta

A caccia di banditi

La differenza più grande tra la Beta e la Tech Alpha di Kingdom Come: Deliverance sta nell'ambientazione. Se in precedenza ci era stato fornito solo un piccolo assaggino di quello che sarà il gioco finale, nella versione più recente Warhorse Studios ha infatti voluto dare ai backer qualche indizio in più, aprendo loro le porte di quella che è una parte dell'avventura completa.

È bene notare che tale parte non coincide con l'inizio, per cui prima d'iniziare a giocare ci viene chiesto di scegliere un profilo per il nostro personaggio: potremo così contare su una progressione fittizia nel campo della diplomazia, della battaglia, o un po' e un po', destreggiandoci sufficientemente sia con la lingua che con la spada. La breve scena iniziale ci conduce invece sulle tracce di un gruppo di banditi, che sta mettendo a ferro e fuoco la provincia in cui ci troviamo. In questo modo, gli sviluppatori ci offrono un pretesto per esplorare la nuova mappa, che con la sua area copre circa 3 chilometri quadrati: circa il 20% dei 16 chilometri quadrati promessi per Kingdom Come: Deliverance una volta finito. Sull'aspetto tecnico torneremo più avanti, perché è il caso di continuare a occuparci della quest principale, in quanto almeno sulla carta si tratta della prima vera occasione per avere una visione a più ampio respiro di quello che sarà il gameplay di Kingdom Come: Deliverance. A questo proposito, dobbiamo dire di essere stati un po' profetici nel provato precedente, quando parlavamo del rischio noia che un'esperienza così votata al realismo si troverà a fronteggiare. A malincuore, dobbiamo infatti dire che l'esperienza di caccia ai banditi perde ben presto il proprio fascino, rivelandosi anzi monotona e priva di elementi stimolanti: tutto quanto è ovviamente ancora in divenire, ma l'impressione è che i ragazzi di Warhorse dovranno farsi venire qualche idea aggiuntiva che vada oltre il semplice muoversi da un luogo all'altro per fare domande e ottenere risposte senza neanche faticare più di tanto, intervallando il tutto con qualche scontro con nemici trovati sul posto. Sono presenti anche scelte discutibili dal punto di vista implementativo, come la funzione di avanzamento rapido del tempo che in realtà di rapido ha solo il nome, visto che è tremendamente lenta nel far scorrere le ore. A dare qualche diversivo in più ci penseranno probabilmente le quest secondarie, troppo poche in questa Beta per essere valutate a dovere; allo stesso modo, ci riserviamo di valutare in un secondo momento gli elementi ruolistici: il gioco ci proporrebbe già da adesso una lista di abilità e attributi, ma allo stato attuale è molto difficile valutare quale sia la reale entità della loro influenza sul gameplay.

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La grande battaglia

Insieme a quanto descritto nel precedente paragrafo, un ulteriore punto d'interesse per la Beta di Kingdom Come: Deliverance riguarda la presenza della prima battaglia in larga scala. Alla fine del nostro lavoro da novelli Sherlock Holmes sulle tracce dei banditi, ci ritroviamo infatti ad assaltare il covo segreto dei malviventi, insieme ai soldati provenienti dal vicino castello di Merhojed.

Prima dello scontro, ci viene offerta anche l'occasione per dare un'occhiata al sistema stealth di Kingdom Come: Deliverance, grazie al compito offertoci dal capitano locale: sabotare le forze nemiche in qualche modo, per far sì che esse siano indebolite al momento dell'attacco. Intrufolandosi nel loro accampamento, si può per esempio avvelenare le scorte di cibo o compiere altri atti di danneggiamento, dando allo stesso tempo un'occhiata al modo in cui è strutturato il luogo. Questo ci tornerà infatti utile successivamente, quando lo stesso capitano ci chiederà di aiutarlo in alcune decisioni strategiche come per esempio il lato da cui attaccare. Sebbene questa coppia di compiti sia diversa dalla fase monotona di cui abbiamo parlato in precedenza, in questo caso a mancare è una forma di feedback che ci permetta di sapere in che modo le nostre azioni hanno effettivamente aiutato le nostre forze durante la battaglia. Per quanto riguarda quest'ultima, lo svolgimento ci vede impegnati in prima persona attraverso il normale sistema di combattimento di Kingdom Come: Deliverance, molto simile a quello di For Honor con cinque diverse direzioni nelle quali orientare i propri fendenti. Come in passato, l'esperienza di lotta si è rivelata in generale molto impegnativa e appagante, ma di difficile gestione soprattutto nei casi in cui ci si ritrova ad affrontare più nemici potendo contare solo sulle proprie forze.

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La bellezza del Medioevo

Nonostante il comparto tecnico di Kingdom Come: Deliverance abbia ancora tanto su cui lavorare, anche stavolta è l'aspetto del gioco che ci ha colpiti maggiormente. La riproduzione delle varie ambientazioni messa in piedi da Warhorse Studios ci era sembrata eccellente già ai tempi della Tech Alpha, ma con l'arrivo dei 3 chilometri quadrati di questa Beta non possiamo che ribadire con maggiore convinzione quanto detto in precedenza.

Il colpo d'occhio è sempre notevole, sia che si guardi una vallata o un corso d'acqua, sia che si ammiri la struttura di un castello o di un mulino mentre il sole tramonta. La Beta ci offre inoltre la possibilità di apprezzare le prime scene realizzate con l'ausilio del motion capture, durante le quali le animazioni facciali dei personaggi ci sono rimaste particolarmente impresse per la loro bontà. Il tutto richiede però ottimizzazione, visto che allo stato attuale il gioco è avidissimo di risorse e va incontro a pesanti cali di frame rate anche a livelli di dettaglio grafico che non siano il Very High. In conclusione, possiamo confermare di aver visto qualche elemento in più di Kingdom Come: Deliverance, anche se molte delle valutazioni che credevamo di poter sviluppare ulteriormente con l'arrivo della Beta sono rimandate. Allo stesso tempo, non tutto è andato come speravamo, lasciandoci con un punto interrogativo su quella che sarà la varietà dell'esperienza finale offerta da Kingdom Come: Deliverance. Di carne al fuoco i ragazzi di Warhorse Studios ne hanno messa davvero tanta, e la voglia di lavorare di certo non manca loro: non ci resta che darci appuntamento al prossimo aggiornamento.

CERTEZZE

  • Comparto tecnico sempre più impressionante
  • Battaglia in larga scala interessante nel complesso
  • Ci si sente davvero nel Medioevo

DUBBI

  • Quest principale noiosetta
  • Interfaccia da rivedere in alcuni casi
  • C'è ancora tanto, ma tanto, su cui lavorare