Videogiochi e medicina  12

Scopriamo insieme come la nostra passione preferita sta rivoluzionando anche la medicina

SPECIALE di Claudio Camboni —   22/05/2016

Sono finalmente arrivati i primi, molto promettenti esperimenti e studi su come applicare i videogiochi alla salute umana. Ci sono già software che potenziano gli effetti delle medicine, altri che aiutano i dottori a effettuare diagnosi più accurate, altri ancora che funzionano come vere e proprie cure, soprattutto nel campo della psicologia (ad esempio per combattere l'ADHD, il disturbo da iperattività al centro di tante polemiche negli Stati Uniti) ma anche contro lo stress traumatico, la depressione e deficit di vario genere. Uno dei primi esperimenti riusciti ebbe luogo nel 2013 all'Università di San Francisco grazie al Prof. Adam Gazzaley che elaborò un particolare gioco di guida atto a stimolare la memoria a breve termine e aumentare le capacità cognitive sotto stress nelle persone anziane. NeuroRacer, questo l'azzeccato nome del suo software, nient'altro era che un gioco di guida che durante la sua esecuzione vedeva comparire simboli colorati e sempre diversi sopra l'auto guidata dai pazienti, che con abilità sempre crescenti dovevano premere il tasto corrispondente per proseguire sulla carreggiata. Lo studio andò così bene da indurre l'Università ad usare il videogioco anche come strumento per individuare eventuali malattie degenerative della terza età. Un altro istituto, Lo University of Texas Southwestern Medical Center ha invece messo in pratica quello che si diceva facesse il vecchio Saddam Hussein con le CPU della PlayStation 2, ovvero non lanciare missili terra-aria, ma applicare i processori delle moderne console a utilizzi in altri campi come ad esempio quello medico. I ricercatori hanno utilizzato il cuore di alcune console di ultima generazione per elaborare la quantità esatta di radiazioni utile a uccidere cellule tumorali in pazienti oncologici. Il Dottor Steven Jiang, che non è un appassionato di videogiochi ma uno che conosce molto bene la tecnologia, è riuscito a portare il tempo medio di elaborazione dati da più di 70 ore a circa dieci secondi. Come lui stesso racconta, ci sono ospedali molto attrezzati che con 30 PC collegati riescono a processare la quantità giusta di dati in qualche giorno al massimo, utilizzando invece GPU dedicate ai videogiochi opportunamente ottimizzate per i calcoli veloci si arriva a tempi infinitamente inferiori, permettendo cure molto più veloci e temporalmente vicine alla diagnosi.

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Le innovazioni delle console motion-based

Una grande spinta innovativa è arrivata recentemente dall'utilizzo di dispositivi di riconoscimento come ad esempio il telecomando di Nintendo Wii, PlayStation Move oppure il Kinect di Xbox. Quest'ultimo, al centro dell'attenzione da anni nel mondo della robotica (la prestigiosa rivista Robotics gli ha addirittura dedicato una copertina), nella sua evoluzione per Xbox One riesce a "vedere" anche i battiti cardiaci ed è per la sua precisione e carica innovativa protagonista in svariate sperimentazioni mediche in tutto il mondo, con obiettivi di miglioramento delle condizioni nei pazienti cardiopatici e con malattie del cuore in generale.

Videogiochi e medicina

Il movimento e la precisione sono due elementi alla base di qualsiasi videogioco. Qualche anno fa fece scalpore la notizia che alcuni medici chirurghi del Florida Hospital Celebration Health, con una sperimentazione del Dottor. James Rosser (che si proclama nella sua biografia Chirurgo, gamer, collezionista di fumetti e amante del cinema, insomma un nerd), si "allenavano" la mano con Super Monkey Ball 2 per GameCube per auto migliorare le proprie prestazioni negli interventi in laparoscopia, ovvero quelle operazioni dove bisogna guidare una sonda e gli strumenti chirurgici all'interno di piccolo canale ottenuto senza "aprire" il paziente, esattamente lo stesso tipo di movimento necessario nel gioco SEGA. Secondo un innovativo studio sperimentale che vede protagonisti i dottori e i ricercatori dell'Università di Melbourne, in Australia, la balance board di Nintendo Wii avrebbe le stesse funzioni e funzionalità dei più moderni attrezzi medici utili a ristabilire la corretta postura ed equilibro nei soggetti post-traumatici, ad esempio chi ha subito un incidente e cerca di ristabilire il giusto uso delle gambe. Laddove una balance board costa meno di 100 euro, i dispositivi medici analoghi e costruiti con la stessa qualità lievitano fino a quasi 15.000 euro, una differenza dovuta principalmente alla quantità prodotta di queste macchine. La periferica Nintendo, secondo i test, non solo sarebbe più economica ma addirittura sarebbe più precisa e performante ("outperform" scrivono le relazioni tecniche). L'uso della balance board è al centro di numerose discussioni dopo la pubblicazione di alcuni studi sul giornale Gait and Posture e sebbene il suo futuro nel campo videoludico sia segnato, quello nel campo medico è sicuramente tutto in divenire.

Applicazioni nei campi più disparati

Le applicazioni videoludiche destinate al benessere, prima ancora che alla medicina curativa, sono ormai arcinote. Il genere dei giochi musicali e ritmici si è sviluppato sin dagli anni '90 partendo da alcune idee antecedenti (il tappeto di Nintendo, per esempio) e progredendo con gli arcade, fino ad arrivare ai moderni giochi che sfruttano il sensore Kinect. Microsoft gli ha dedicato una linea intera esclusivamente basata sul movimento e forma fisica, tanto che potrebbero configurarsi come una sorta di "terapia preventiva" alla sedentarietà e a tutti i sintomi che questa comporta.

Videogiochi e medicina

Ci sono degli sviluppatori che hanno invece pensato di utilizzare i videogiochi per combattere un altro tipo di diagnosi, quella del cosiddetto "occhio pigro" o ambliopia che spesso colpisce bambini in tenera età e che prevede una scarsa reazione alle correzioni visive. La società Amblyotech, in collaborazione con Ubisoft, ha sviluppato un videogioco stereoscopico appositamente pensato per far lavorare entrambi gli occhi e favorire quello più debole e "svogliato", si chiama Dig Rush e al momento è disponibile solo negli Stati Uniti in attesa di conferma dalla Food and Drug Administration per una distribuzione ufficiale. C'è chi si è spinto oltre cercando un valido metodo per contrastare gli effetti post-ictus, certificando che un qualsiasi gioco di Nintendo Wii sarebbe adatto allo scopo. Kate Paquin, dottoranda dell'Università di Windsor, ha sperimentato in Inghilterra una terapia a base di Spongebob Squarepants e Alien Splat, oppure il gioco Limbs Alive creato appositamente dall'Università di Newcastle. Dagli Stati Uniti arriva invece Project Evo, un gioco dove bisogna guidare un personaggio attraverso un fiume utilizzando il giroscopio (funziona su iPad e cellulari) e contemporaneamente toccare lo schermo quando appaiono certi elementi. Il software, apparentemente pensato per l'intrattenimento puro, è in realtà basato su dati scientifici e analizza il comportamento del giocatore 30 volte al secondo, ricreando le condizioni per diagnosticare quella che si chiama "elaborazione di interferenza", una della prime funzionalità a essere compromesse da questa malattia degenerativa.

Quale futuro ci aspetta?

Il futuro nel campo delle applicazioni bio-mediche è già presente, in realtà, da quando sono arrivati i nuovi visori 3D sul mercato che permettono di ricreare situazioni al limite del realismo. Uno dei campi sul quale si sta lavorando maggiormente è quello legato alla cura della sindrome post traumatica da stress (o PTSD), ad esempio quella diagnosticata ai soldati di ritorno dalle zone di guerra o a quelle persone che hanno subito una violenza. Il nostro cervello, esposto a eventi particolarmente traumatici e non trovando elementi "familiari" da elaborare, va letteralmente in tilt ed ecco che rivivere certe esperienze può aiutarlo a superare questo stress trasformandolo in qualcosa di "conosciuto".

Videogiochi e medicina

La ripetitività è del resto uno degli elementi fondamentali sui quali si basano i videogiochi: affrontare situazioni o livelli finché non si riesce a superarli è la condizione per allenare il cervello alla conoscenza dell'ignoto. Giochi come Virtual Iraq, per altro basati su veri titoli come Full Spectrum Warrior, stanno aiutando migliaia di soldati tornati da Afghanistan e Iraq a superare lo stress da attentati kamikaze, sparatorie e visioni cruente. La tecnologia per creare questi software fino a poco tempo fa era molto costosa e dedicata esclusivamente a enti governativi o esercito, ma con l'arrivo di prodotti di massa come Oculus Rift o Gear VR gli scenari che si stanno aprendo sono veramente sconfinati. Non sappiamo cosa possa accadere nel futuro prossimo ma la certezza è che tutto il campo medico, dalla prevenzione alla diagnosi, concludendo con le cure vere e proprie, stanno cercando sbocchi multimediali e tecnologici fino a poco tempo fa impensabili. Dal canto nostro, siamo felici che quello che nacque come un semplice passatempo sia diventato così apprezzato e popolare, tanto da "aiutare" tanti campi scientifici e uscire finalmente da quel bozzolo di medium immaturo. I videogiochi stanno trovando una nuova dimensione all'interno della società.