Arriva il remake di Shadow of the Colossus  74

Alla conferenza Sony è stato presentato il remake di un capolavoro senza tempo

ANTEPRIMA di Marco Perri —  5 mesi fa

Quando in quel febbraio del 2006 arrivò anche sugli scaffali della nostra penisola, Shadow of the Colossus aveva già raccolto fiumi di inchiostro digitali sulla stampa di settore d'oltralpe e d'oltreoceano. Era proprio quella la creatura che avrebbe consegnato alla gloria Fumito Ueda, designer e produttore del software. A di là dei sentimentalismi nostalgici, il valore del titolo era innegabile, nonostante l'essere funestato da problemi tecnici non banali. Per questo, calcolando come nel 2011 Sony abbia già pubblicato una raccolta rimasterizzata per PlayStation 3 di ICO e lo stesso Shadow of the Colossus, nel leggere poche ore fa della registrazione del trademark proprio di Shadow of the Colossus da parte di Sony, ci siamo chiesti quale senso commerciale e di comunicazione possa avere ripresentarsi con un remake di quello che a conti fatti è un titolo recente e già rilavorato. Certo, dopo aver visto il trailer mostrato durante la conferenza odierna Sony e somatizzata la certezza che non è un titolo che giocheremo nel 2017, il ritorno sotto i riflettori delle grandi occasioni unito alle urla dei presenti ci hanno nuovamente galvanizzato e dimostrato che esiste un ampio target di giocatori che desidera fortemente un ritorno di Agro e compagnia.

Migliorie varie

Prima di aprirci alle indiscrezioni e opinioni, ci sembra doveroso ricordare che l'opera di ammodernamento, per ora, sembra meramente tecnica e assolutamente non di gameplay. Giusto, giustissimo: il prodotto funzionava benissimo due lustri fa, non avrebbe avuto senso andare a limare ciò che già non aveva difetti così palesi o indigesti ai fan. Quello che ci troviamo quindi davanti è un remake estetico e di flusso di fotogrammi molto importante dal quale, tra le altre cose, si può capire quanto l'intervento di Bluepoint Games sia stato fondamentale, di spalla a Japan Studio.

Sono bastati pochi spezzoni per capire come con un colpo di pennello sia stato lavato tutto quell'impianto scattoso, poco fluido, non immediatamente reattivo ai comandi e questo è un gran bene, soprattutto per tutti coloro che al tempo non hanno avuto la fortuna o il modo di goderselo originariamente su PlayStation 2. Un elemento che ci piacerebbe vedere ampliato e reso funzionale al gameplay è sicuramente la fisica generale: impatto dei colpi, degli spostamenti, delle collisioni date dal movimento dei colossi. Ne avremmo un altro, di sogno nel cassetto, ma difficilmente diverrà mai realtà: l'inserimento di nuovi boss nel percorso narrativo. Sarebbe una lettera d'amore incredibile per i fan che li hanno sempre supportati i prodotti di Ueda ieri - con ICO e Shadow of the Colossus - e oggi con The Last Guardian.

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L'arte di rifare

I tratti da rimarcare riguardano quelli tecnici: illuminazione, animazioni, qualche particellare e l'aumento di poligoni e risoluzione si fanno sentire sin dal primo fotogramma. Il motore che muove questo remake è ancora avvolto nell'ombra ma da quanto visto non sembra per stile e palette quello di The Last Guardian, né per ora sembra ci sia un supporto per la VR. Capiamo che scalare un colosso in prima persona con un casco in testa non sia una passeggiata da implementare, ma sognare costa poco. Costa ancora di meno farlo sulla base delle tempistiche di rilascio che Bluepoint ha selezionato: 2018.

Esattamente il prossimo anno, il che ci porta a domandarci quando siano iniziati i lavori e quanto a pieno regime essi siano, visto che parliamo del remake di un titolo con poco più di dieci inverni sulle spalle. Ora, andando leggermente oltre i facili entusiasmi di vivere il ritorno arricchito di un cult come quello in esame, rimane però assolutamente attuale una domanda banale: cosa si nasconde dietro la volontà di fare un remake di un titolo di 11 anni fa e peraltro già affiancato da un'altra remaster sulla console della generazione precedente? Perché, vedete, noi possiamo anche farci prendere dall'entusiasmo che è reale, palpabile, sincero e francamente elevatissimo, ma rimane un po' l'amaro nel notare come ormai, quella dei remake, sia veramente una direzione di business concreta e delineata per molte delle società che fanno uso della pratica. Comunque, bando alle filosofie: Shadow of the Colossus sta tornando e con lui la magia di una colonna sonora di Kow Otani che speriamo venga riarrangiata con pieno supporto a tutti gli standard più elevati nel mondo audio. Per ora, ci faremo bastare questo.

Non propriamente un fulmine a ciel sereno, il remake di Shadow of the Colossus è realtà e sta arrivando. Complice l'affetto della community per il titolo cult, Sony si è avvalsa ancora una volta di un team come quello dei ragazzi di Bluepoint sicuramente affidabile e lesto nel portare a termine un compito impossibile da affidare al Team ICO. Il sentiero è piuttosto comodo e quanto visto sembra indicare che la direzione è quella giusta. Rimane solo da scoprire se ciò che avremo tra le mani tra un anno riesca ad arricchire il pacchetto e non solo a renderlo un ottimo compito.

CERTEZZE

  • Il remake di un titolo cult
  • Maggiore pulizie e dettagli
  • Frame rate stabile...

DUBBI

  • ...ma stabile come la Collection su PlayStation 3?
  • Nessun annuncio su eventuali nuovi contenuti
  • Manca la data di rilascio precisa