La nostra recensione di Resident Evil: Vendetta 35

Il nuovo film in computer grafica di Resident Evil riunisce Chris Redfield, Leon Kennedy e Rebecca Chambers per combattere una nuova minaccia bioterroristica

SPECIALE di Massimo Reina   —   26/06/2017

Resident Evil: Vendetta è il terzo film animato in computer grafica dedicato alla serie di videogiochi Resident Evil. Un titolo che come i suoi due predecessori, vale a dire Resident Evil: Degeneration e Resident Evil: Damnation, è molto più vicino a quelli che sono temi e personaggi della serie videoludica rispetto alle pellicole con attori in carne e ossa di Paul W.S. Anderson. Il film è infatti ambientato cronologicamente dopo il gioco Resident Evil 6, e vede protagonisti Chris Redfield, Leon Kennedy e Rebecca Chambers uniti per tentare di fermare la minaccia costituita da un trafficante di armi biologiche vicino alle figure degli Illuminados, Glenn Arias, desideroso di rivincita con il mondo e gli Stati Uniti, rei di avergli ucciso la futura moglie in seguito a un bombardamento che mirava a eliminarlo durante il suo matrimonio.

L’inferno dei morti viventi

Per compiere la sua vendetta, il criminale è deciso a utilizzare un nuovo ceppo del Virus-T chiamato A-Virus, per infettare gli abitanti di New York City e scatenare il caos. Prima però deve far sparire Rebecca, sia perché l'ex componente del BRAVO team della S.T.A.R.S. è diventata nel frattempo un'affermata ricercatrice (e professoressa) che ha trovato una sorta di vaccino per il T-Virus e le sue varianti, sia perché... Beh, il resto non ve lo sveliamo ovviamente, e lasciamo che siate voi a scoprirlo guardandovi il film. Come avrete intuito dalla trama, il tema alla base del lungometraggio animato è quello classico dei Resident Evil, giochi e film in computer grafica, col solito cliché del "ferma il cattivone di turno e blocca la diffusione del virus prima che sia troppo tardi". Ma forse la cosa piace proprio per questo agli appassionati: molti fan sono stufi di Super Alice, delle pellicole di Anderson senza né capo né coda, che della saga di Capcom portano solo il nome, e vogliono storie correlate per personaggi, luoghi ed eventi ai videogiochi.

E da questo punto di vista Vendetta non delude: fin dalle prime battute la pellicola rende omaggio ai primi due capitoli della saga videoludica. La sequenza iniziale, a parte la breve introduzione con Leon, è ad esempio un palese ossequio al capostipite della serie e a quella villa Spencer che tanti incubi ha fatto vivere a milioni di videogiocatori. Allo stesso modo lo sono, in un altro contesto, lo zombi che inginocchiato sta divorando un corpo e si volta lentamente verso la telecamera, o il laboratorio universitario dove lavora Rebecca, che per stile architettonico, negli interni, ricorda vagamente la stazione di polizia di Raccoon City. Il regista, Takanori Tsujimoto, cita perfino il produttore esecutivo del film, quel Takashi Shimizu autore della saga cinematografica di Ju-On, regalandoci un paio di zombi che in realtà riportano alla mente Toshio e la spaventosa Kayako. Proprio i morti viventi sono i nemici principali del lungometraggio: numerosi, affamati, aggressivi quando serve, sono presenti in una doppia versione, cioè a dire classica, con andatura lenta e impacciata, e "moderna", vale a dire leggermente più reattivi, probabilmente per via del nuovo virus nato dalla combinazione del Virus-T con un siero che si suppone sia stato ricavato dalle Le Plagas (Resident Evil 4). A proposito, la regia è efficace e sa alternare momenti di tensione ad altri più action. Specie dalla seconda metà in poi, quando il film diventa una pellicola d'azione, con inseguimenti mozzafiato, corse in moto, slow motion e spettacolari combattimenti corpo a corpo in perfetto stile John Woo. Il tutto condito da sparatorie, calci, pugni e mosse coreografiche degne delle migliori pellicole di arti marziali fatte a Honk Kong.

Quasi veri

Oltre alla regia, a rendere ancora più interessante il film è la qualità generale della computer grafica: quella di Resident Evil: Vendetta è certamente una delle più belle viste sullo schermo, certamente superiore a quella del suo predecessore, Resident Evil: Damnation del 2012. Vero è che da allora sono passati cinque anni, ma il salto di qualità è davvero notevole: basta guardare in primis gli scenari, curati in ogni minimo dettaglio, i mostri (bellissimo secondo noi il modello di Tyrant, che speriamo di rivedere in qualche gioco) e poi l'espressività dei volti dei personaggi principali, le loro animazioni e il loro livello di dettaglio, che a volte sfiora il maniacale. Chris, Leon, Rebecca, sembrano veri, vivi, non danno cioè la sensazione di essere dei "pupazzi" 3D senz'anima.

Complice anche le loro animazioni, che si sono rivelate abbastanza naturali, e le voci, grazie al buon lavoro svolto dai doppiatori, capaci con la loro recitazione di dare a loro volta un'anima ai personaggi, rendendoli "umani". In tal senso, nonostante non siamo ai livelli di recitazione di una produzione hollywoodiana e un paio di voci non ci hanno convinto del tutto in alcuni frangenti, nell'insieme diremmo che è stato fatto un buon lavoro in ambito doppiaggio. In definitiva, la caratterizzazione dei personaggi funziona abbastanza bene: i vecchi, fra i favoriti del pubblico, mantengono le loro peculiarità fisiche e caratteriali, mentre i nuovi, vale a dire il cattivo Glenn Arias e il suo braccio destro Maria Gomez, suscitano un certo interesse nonostante potevano a nostro giudizio essere meglio "raccontati". Il primo è freddo e spaventoso nella sua follia (e non ci riferiamo solo al suo piano di vendetta, ma anche a un certo "progetto" che ha su Rebecca...), mentre la seconda, è silenziosa, sensuale e letale. Tornando al discorso sull'audio, in egual modo non possiamo che ritenerci soddisfatti del resto del comparto sonoro, con ottimi campionamenti per quanto riguarda i suoni che accompagnano i protagonisti nei vari scenari o quelli che caratterizzano le creature, e una colonna sonora in linea con tutto il resto, capace di sottolineare le varie fasi della storia senza però stonature di sorta.

Resident Evil: Vendetta è forse il più bello dei tre film in computer grafica fin'ora usciti. Il titolo diretto da Takanori Tsujimoto non è certo un capolavoro, sia chiaro, ma resta lo stesso un lungometraggio d'azione e avventura piacevole da guardare per i fan della serie grazie alle ambientazioni vicine a quella della saga videoludica, alla "grafica" e alla spettacolarità di molte sequenze, tutti elementi che a nostro parere lo rendono superiore a qualsiasi pellicola girata dal vivo dalla coppia Anderson-Jovovich.

CERTEZZE

  • Ottima computer grafica
  • Storia poco originale, ma piacevole e vicina per situazioni e ambientazioni alla saga videoludica
  • Alcune sequenze d'azione alla John Woo decisamente spettacolari

DUBBI

  • Lo scontro col Tyrant poteva essere meglio coreografato
  • I nuovi cattivi andavano presentati e approfonditi meglio