Il nostro test della demo di Lost Sphear 12

Il nuovo titolo di Tokyo RPG Factory arriva sullo store di Nintendo con una demo: l'abbiamo provato

PROVATO di Christian Colli   —   12/12/2017

Il secondo titolo di Tokyo RPG Factory, il team di Square Enix che si dedica unicamente allo sviluppo di giochi di ruolo tradizionali, per non dire vintage, è arrivato sull'eShop di Nintendo con una demo per Switch che non abbiamo potuto fare a meno di provare subito. Il primo progetto del piccolo sviluppatore, I am Setsuna, non ci aveva convinti del tutto, pur definendo una filosofia che gli amanti dei JRPG anni '90 come Chrono Trigger o Final Fantasy VI potevano trovare semplicemente affascinante. Lo scopo di Tokyo RPG Factory è seguire le orme di quei grandi capolavori del passato in modo fin troppo evidente, e di proposito, ricalcando le meccaniche e le caratteristiche che li hanno resi famosi sotto forma di omaggi più o meno espliciti. È un bell'approccio e I am Setsuna ha dimostrato che c'è ancora spazio per la nostalgia, entro certi limiti: ci siamo perciò domandati quali fossero le ambizioni di Lost Sphear, il nuovo JRPG in uscita per PlayStation 4, Switch e PC, ma la demo pubblicata pochi giorni fa ci ha lasciati più confusi che persuasi.

Sperduti nel nulla

Con la demo di Lost Sphear, i ragazzi di Tokyo RPG Factory hanno compiuto la discutibile scelta di incastrare i giocatori in una fase avanzata del gioco senza offrire il minimo contesto narrativo o contenutistico. In questi termini, la demo di Project Octopath Traveler risalente ad alcuni mesi fa svolgeva un lavoro decisamente migliore, permettendo di giocare un paio di prologhi e di imparare le meccaniche basilari in modo più naturale. Riguardo a Lost Sphear infatti sappiamo attraverso il materiale promozionale che il protagonista, Kanata, si è imbarcato insieme ai suoi amici in una missione importantissima: ripristinare quelle parti del mondo che una misteriosa nebbia sta lentamente consumando. Come Kanata ci riesca non lo sappiamo, né sappiamo perché, in questa demo, i personaggi in cui si imbatte lo trattino con grande deferenza e rispetto. Sembra quasi che sia famoso e che siano in molti a conoscere i suoi poteri. Kanata e il suo gruppo - formato a questo punto del gioco da Lumina, Van e Obaro, chiunque essi siano - raggiungono quindi una gola in cui si stanno affrontando l'esercito dell'impero e i ribelli che si fanno chiamare Twilighter. Incaricati dal generale Aronus, Kanata e i suoi devono fare il giro della gola e infiltrarsi nel covo dei ribelli per prenderli di sorpresa.

La demo comincia in effetti con la mappa del mondo, dove apprendiamo di poter già ripristinare alcune strutture che la nebbia ha cancellato. L'azione comporta il consumo di alcuni oggetti nel nostro inventario, ma la struttura che sceglieremo di ripristinare garantirà un bonus nel circondario, consentendoci quindi di personalizzare marginalmente i combattimenti e la progressione nel mondo di gioco. Ci imbatteremo in massi e altri ostacoli da ripristinare anche durante l'esplorazione della gola, una specie di "dungeon" che si dirama in varie direzioni, garantendo un minimo di esplorazione a chi vuole aprire ogni forziere o combattere ogni nemico. Gli scontri, infatti, non sono casuali: i nemici sono collocati in punti precisi della mappa e basta entrare nell'area interessata per avviare un combattimento che si svolge senza caricamenti o cambi di schermate. L'impostazione è quella di I am Setsuna ma è ancora più simile a quella di Chrono Trigger, con un indicatore che scandisce i turni dei personaggi e la possibilità di caricare le abilità, aspettando alcuni secondi in più, in modo che infliggano più danni. Abbiamo trovato molto interessante il fatto che praticamente ogni abilità abbia un'area d'effetto che può essere manipolata, spostando il personaggio prima che compia l'azione, in modo che interessi più bersagli, colpendo più nemici o guarendo più alleati.

Nonostante la graditissima vena strategica degli attacchi posizionali, la demo ha faticato a trasmetterci qualcosa di più che potesse attirare veramente il nostro interesse. Le Vulcosuit che i nostri eroi possono indossare anche indipendentemente durante i combattimenti hanno rivelato ben poco sulla loro utilità: esse consentono di distruggere gli ostacoli sul percorso e di scatenare sui nemici attacchi molto più potenti del normale, ma dipendono da un indicatore specifico che, una volta consumato, deve essere ricaricato in qualche modo. La demo non ce lo spiega e restano dunque non poche perplessità sull'utilizzo e l'importanza di queste sofisticate armature. Probabilmente dovremo risparmiarle per i combattimenti più impegnativi, come per esempio il boss che ci aspetta in fondo al covo dei ribelli: un avversario decisamente tosto che va affrontato con un minimo di intelligenza e tattica.

Sul fronte del gameplay, insomma, Lost Sphear sembra un JRPG classico ma interessante che rievoca l'appagante semplicità dei titoli usciti su SNES negli anni '90 grazie a un'interfaccia chiara e a un'impostazione tradizionale molto intuitiva. Il problema, però, è il contorno. Ovviamente è impossibile giudicare una storia articolata da un semplice scorcio come quello offerto nella demo, ma l'ambientazione ci ha detto ben poco e sicuramente ci è sembrata molto meno originale della regione innevata in cui si svolgeva I am Setsuna. Anche le musiche non ci hanno detto molto e i dialoghi stentati e rigidi tra i personaggi, coadiuvati da una strana regia che fa apparire e scomparire i modelli poligonali a seconda che siano coinvolti o meno nelle conversazioni, hanno faticato ad alimentare la nostra curiosità. Sul fronte tecnico, Lost Sphear sembra un titolo anche troppo low budget, impoverito da una direzione artistica poco ispirata: possiamo solo sperare che la versione finale offra molto di più perché questa demo, al momento, lascia il tempo che trova.

Non ha senso aspettarsi le caratteristiche di un titolo tripla A da questa nuova produzione di Tokyo RPG Factory, uno sviluppatore che punta sulla semplicità e sulla tradizione per rivolgersi a una piccola nicchia di appassionati. Il problema è che Lost Sphear, attraverso questa demo, ci è sembrato un passo indietro rispetto anche a I am Setsuna che aveva i suoi problemi, ma riusciva a essere intrigante fin dalle primissime battute grazie ad alcune scelte molto più originali. Non ci resta che aspettare la versione finale, tra qualche settimana, per esprimere un giudizio definitivo.

CERTEZZE

  • Il sistema di combattimento è ben strutturato
  • Il mondo da ripristinare offre spunti interessanti

DUBBI

  • Tecnicamente sembra davvero molto povero
  • La trama e i personaggi non hanno suscitato curiosità