I dieci giochi usciti nel 2017 che dovete recuperare 103

La qualità non sempre viene premiata, e così ecco la nostra lista dei dieci giochi del 2017 che dovete recuperare

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   03/01/2018

Indice

Un problema di marketing? Di saturazione del mercato, specie in determinati periodi? Una questione di maturità dell'utenza? Discuteremo certamente dei motivi che hanno portato alcuni titoli pubblicati nel 2017 a raccogliere molto meno di quanto avrebbero meritato, ma è importante allo stesso modo continuare a supportare queste produzioni, puntando magari a trasformarle in sleeper hit per poterne salvaguardare la continuità. Ecco dunque la nostra lista dei dieci giochi che sarebbe decisamente il caso di recuperare da qui ai prossimi mesi: da Prey a Wolfenstein II: The New Colossus, da Sonic Mania a Yooka-Laylee, da The Surge a Styx: Shards of Darkness, passando per Hellblade: Senua's Sacrifice, Yakuza 0, Nex Machina e What Remains of Edith Finch. Ce n'è qualcuno che non avete acquistato? Allora sentitevi in colpa e mettete mano al portafogli.

Hellblade: Senua's Sacrifice

Il coraggioso esperimento di Ninja Theory è stato un successo, ma 500.000 copie sono ovviamente molto meno di ciò che Hellblade: Senua's Sacrifice si meriterebbe. Realizzato da un team formato da appena venti persone, caratterizzato da un comparto tecnico e artistico di notevole fattura, il gioco attinge a tematiche complesse e inquietanti, come quelle che riguardano le psicosi, per raccontarci la storia di Senua, una guerriera che si muove fra realtà e visioni, luci e ombre, nell'ottica di un percorso di redenzione irto di ostacoli e nemici da combattere... che si tratti di entità reali o meno. Superando sfiancanti duelli e risolvendo puzzle ambientali, muovendoci fra atmosfere cupe e momenti vicini alla tradizione horror, giungeremo infine alla soluzione dell'enigma; ma ciò che troveremo ci piacerà davvero?

Nex Machina

Più che per le sue straordinarie qualità di twin stick shooter, Nex Machina verrà purtroppo ricordato come la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso in casa Housemarque, spingendo il talentuoso team finlandese ad abbandonare il genere arcade in favore di progetti dal maggiore richiamo commerciale. Il gioco ha venduto poco, ma se vi piacciono gli sparatutto va assolutamente recuperato, a maggior ragione grazie alle numerose promozioni che continuano a vederlo protagonista su Steam e PlayStation Store. Tante le armi a disposizione del protagonista dell'avventura, il tradizionale guerriero solitario che deve affrontare un intero esercito di macchine assassine, e tante anche le situazioni altamente spettacolari in cui ci troveremo nel corso di una campagna breve ma intensa, in un tripudio di luci ed effetti speciali che viene efficacemente accompagnato da una colonna sonora techno.

Prey

Prey è senza dubbio uno dei migliori titoli usciti nel corso del 2017, eppure ha venduto poco. Molti hanno visto nelle performance del titolo sviluppato da Arkane Studios la prova che le produzioni a base single player stanno attraversando un momento di grande difficoltà; e in effetti ci sono altri giochi in questa lista, pubblicati peraltro anch'essi da Bethesda, che sembrerebbero confermare la cosa. Dovremo senz'altro interrogarci sui motivi per cui la splendida avventura di Morgan Yu, apparentemente unico superstite fra l'equipaggio della stazione spaziale Talos I, dotato di misteriosi poteri alieni e proprio dagli alieni braccato come una preda, non abbia conquistato il favore del grande pubblico. Fatto sta che il gioco vanta una struttura ricca e sfaccettata, con tantissime idee originali e ben implementate, nonché un senso di progressione entusiasmante, che ci rende testimoni di una crescita del protagonista e delle sue abilità al punto da trasformarlo in qualcosa di diverso rispetto agli esordi. Un predatore?

Sonic Mania

Quando metti insieme passione e competenza, passato e futuro, il risultato sono titoli come Sonic Mania. L'ultima produzione SEGA omaggia gli episodi classici della serie e lo fa grazie al contributo di Christian Whitehead, uno sviluppatore indipendente ma anche un grande fan del porcospino blu, capace di trovare la formula ideale per mettere a punto un'esperienza a metà fra tradizione e innovazione, supportato naturalmente dal Sonic Team. Al comando di Sonic, Tails o Knuckles, il nostro compito nel gioco sarà naturalmente quello di superare una sequenza di livelli a base platform, alcuni ispirati alle ambientazioni originali e altri completamente inediti, invasi dai soliti robot di Eggman e pieni di svariate insidie. A seconda delle abilità in nostro possesso avremo modo di interpretare in maniera differente ogni stage, accedendo a percorsi alternativi o scorciatoie che contribuiranno ad aumentare la rigiocabilità del titolo. Veloce, coloratissimo e particolarmente curato, Sonic Mania si pone insomma come un prodotto assolutamente da recuperare se siete fan della serie o avete semplicemente voglia di cimentarvi con un platform bidimensionale solido e divertente.

Styx: Shards of Darkness

Le ottime intuizioni che facevano da base al primo capitolo sono state enfatizzate ed arricchite in Styx: Shards of Darkness, ma purtroppo neanche stavolta il titolo di Cyanide Studio è riuscito a catalizzare l'attenzione del grande pubblico, portando a casa vendite relativamente modeste. Un vero peccato, se consideriamo la validità dell'esperienza messa a punto dagli sviluppatori nell'ambito degli action stealth, condita dalla personalità di un protagonista decisamente inusuale e dalle tantissime abilità in suo possesso, da aumentare e potenziare nel corso di questa nuova avventura. Ladro abilissimo, assassino silenzioso e genio della fuga, il goblin Styx dovrà stavolta infiltrarsi nella città di Korangar per indagare sui motivi dietro l'inusuale alleanza fra gli elfi oscuri e i nani. Per riuscire nell'impresa ci muoveremo ancora una volta nell'ombra, evitando laddove possibile le guardie e trovando passaggi alternativi all'interno di livelli molto più ampi e sfaccettati rispetto all'episodio di debutto.

The Surge

Dopo l'interessante Lords of the Fallen, i ragazzi di Deck13 Interactive hanno tentato nuovamente la strada dei soulslike con The Surge, cambiando dunque radicalmente l'ambientazione e passando a un futuro post-apocalittico in cui il pianeta appare condannato, le disparità sociali non sono mai state così marcate e la diffusione di vecchie e nuove malattie ha portato alla morte di milioni di persone. Nel gioco controlliamo un uomo che si ritrova collegato a un esoscheletro da combattimento, senza però sapere il perché: lo scenario in cui si muove pullula di androidi con intenzioni ostili e di altre persone dotate del medesimo equipaggiamento che lo attaccano, ma non è chiaro cosa stia accadendo. Si tratta dell'esperimento di una multinazionale senza scrupoli? Non avremo tempo per pensarci, specie all'inizio, impegnati a utilizzare tutto ciò che troviamo per difenderci e arrivare vivi alla fine di un percorso pieno di nemici sempre più forti. Un'esperienza hardcore, spietata e impegnativa, con tanti pregi ma a quanto pare incapace di intercettare il favore degli appassionati del genere. Da recuperare!

What Remains of Edith Finch

I cosiddetti "walking simulator", o racconti interattivi, si pongono senza dubbio come produzioni ancora di nicchia, forti di una componente narrativa spesso di straordinaria qualità e di grandi atmosfere ma distanti dalla comune concezione di videogame come esperienza puramente interattiva. Se avete un'opinione negativa nei confronti di questo genere, però, What Remains of Edith Finch potrebbe farvi cambiare idea. La storia raccontata da Giant Sparrow, il team autore di The Unfinished Swan, unisce infatti uno stile delicato ad eventi tristi, talvolta inquietanti, nel momento in cui la giovane Edith torna nella casa di sua nonna e ripercorre fra ricordi, foto, appunti e pagine di diario le vicende della sua sfortunata famiglia, di cui è praticamente l'unico componente ancora in vita. L'eccellente recitazione, le tante idee innovative, il design originale e sorprendente di una casa enorme e piena di segreti vi condurranno per un paio d'ore in un viaggio affascinante, che non dimenticherete facilmente.

Wolfenstein II: The New Colossus

Il fatto che un prodotto di qualità come Wolfenstein II: The New Colossus non abbia ancora raggiunto il milione di copie vendute sembra dimostrare in maniera abbastanza chiara che c'è effettivamente un problema con i titoli a base single player; ed è un peccato che a pagarne il prezzo sia un publisher attento proprio a questo tipo di produzioni come Bethesda, vedi anche il già citato Prey. Il nuovo episodio della serie sviluppata da MachineGames fa tutto bene: espande e arricchisce la già straordinaria narrativa del capitolo d'esordio, introdue nuovi e affascinanti personaggi, aumenta le armi e gli scontri a fuoco, ci porta a visitare un'America dominata dai nazisti e ci colpisce allo stomaco con scelte inaspettate. Il risultato è uno sparatutto solido e spettacolare, frenetico e impegnativo, in cui il giocatore non viene trattato come un ragazzino da condurre per mano fra una sparatoria e l'altra. Che sia questo il problema?

Yakuza 0

Il rilancio anche occidentale della serie SEGA parte da lontano, nello specifico dalla fine degli anni '80, e ci mostra le prime avventure di Kazuma Kiryu, il possente "Dragone dei Dojima", in una Tokyo analogica e luminosissima, vero e proprio assaggio del futuro che verrà. Yakuza 0 rientra senz'altro fra i titoli da recuperare nel 2018, per più di un motivo. In primo luogo offre una riproduzione accurata di luoghi e atmosfere con cui i nostalgici andranno a nozze, nell'ambito di una struttura ricca di attività collaterali e coadiuvata dallo stesso gameplay di sempre, semplice ma impegnativo, qui enfatizzato dalla presenza di stili di combattimento alternativi. E poi c'è lui, Majima Goro, protagonista quanto e più di Kazuma di una vicenda che lo segnerà profondamente, trasformandolo nel personaggio folle e imprevedibile che ben conosciamo. Se volete avvicinarvi al franchise SEGA, Yakuza 0 è un primo passo obbligato.

Yooka-Laylee

Nonostante il grande successo della campagna Kickstarter, nel 2017 Yooka-Laylee non ha macinato numeri sorprendenti, segno che forse il grosso del pubblico della produzione targata Playtonic non andava molto oltre quei circa settantamila backer che hanno finanziato il progetto. Una contraddizione clamorosa, se pensiamo al grande successo ottenuto recentemente da titoli appartenenti al medesimo genere, e su cui vale certamente la pena di interrogarsi; però solo dopo aver acquistato il gioco, che a nostro parere merita senz'altro più di quello che ha raccolto finora. Vero e proprio sequel spirituale di Banjo-Kazooje, l'avventura dell'insolita coppia formata da un camaleonte e da un pipistrello è divertente, coloratissima, dotata di ambientazioni molto varie e di un buon senso di progressione. Un'esperienza che gli amanti dei platform tridimensionali apprezzeranno di certo, e che speriamo possa avere un seguito.

#Editoriali

I nostri speciali e approfondimenti più interessanti o che dibattono degli argomenti del momento, li trovate in questo tag.