Aspettando Life is Strange 2: un recap della serie e della sua evoluzione  38

Qualche riflessione a mente fredda su tutte le emozioni che ci ha regalato la serie

SPECIALE di Simone Pettine   —   11/03/2018

Con l'episodio Addio pubblicato qualche giorno fa, anche Life is Strange Before The Storm si è ufficialmente concluso. Abbiamo lasciato Arcadia Bay, e l'abbiamo fatto dopo aver saluto un'ultima volta i suoi personaggi. Personaggi che abbiamo amato, che a volte abbiamo odiato, ma comunque nei quali ci siamo sempre fortemente immedesimati. La serie prequel è stato un successo, e se avete letto le nostre recensioni dei singoli episodi saprete anche che si è mantenuta sui livelli di quella principale, senza deludere le aspettative. Segno che, quando le cose le fai con passione, i risultati si vedono. Eppure il futuro è già dietro l'angolo: gli sviluppatori, e torna alla carica Dontnod questa volta, hanno detto di tenere d'occhio i prossimi mesi, quando verranno svelati i primi dettagli di Life is Strange 2. A questo punto è lecito aspettarsi gli episodi iniziali già nel 2018, dato che lo sviluppo è cominciato nel 2016. Intanto abbiamo ancora un po' di tempo per fare il punto della situazione, ricapitolare cosa ci ha regalato il franchise fino ad ora, e fantasticare su cosa potrebbe accadere in Life is Strange 2. Questo articolo è pensato per chi ha già giocato Life is Strange e Life is Strange: Before The Storm, ma lo abbiamo comunque reso quanto più possibile privo di anticipazioni.

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Dove eravamo rimasti

Nella prima stagione di Life is Strange, composta da cinque episodi, abbiamo conosciuto Max Caulfield e Chloe Price. La prima è timida, a tratti impacciata, e sogna di diventare una fotografa professionista. Indubbiamente un personaggio interessante, le cui sfumature emergo poco alla volta nel corso degli episodi, al pari di quelle della co-protagonista. Chloe è il suo esatto opposto: estroversa ed energica, non riesce a frequentare più di qualche mese la scuola superiore senza finire sospesa. Tra le altre cose fa uso di droghe e ha dei gusti musicali molto particolari, ma non serve molto tempo per imparare a conoscerla per quello che è veramente: una persona buona che cerca di reagire come può a una perdita devastante della sua vita. Life is Strange è prima di ogni altra cosa un equilibrio delicatissimo (ed efficace) tra questi due personaggi. Due amiche che si incontrano di nuovo, dopo anni di distanza, ad Arcadia Bay, una piccola città sulla costa del pacifico dove il tempo sembra sospeso, inerte. Non è facile descrivere con le parole i personaggi di Life is Strange, e questo discorso non vale soltanto per Max e Chloe, ma per una gran parte dei comprimari. La produzione è riuscita, in un modo che a tratti lascia senza parole, a dipingere i protagonisti come se fossero esseri umani in carne ed ossa, come se li conoscessimo da sempre.

Life is Strange è un'ottima avventura narrativa che propone anche buone idee a livello di gameplay, ma ha avuto successo perché racconta una storia interessante, con dei personaggi che si fanno amare ed odiare, a seconda delle circostanze. Ha avuto successo perché riesce a rendere la complessità dell'uomo all'interno di un videogioco. L'intera produzione ruota attorno alle loro vicende, piccoli e grandi problemi legati al mondo giovanile. Vi ricordate un altro gioco in cui uno dei due protagonisti, con cui dobbiamo entrare in empatia, fa uso di droghe? Ma Life is Strange è riuscito a parlare anche di altri temi importanti senza banalizzarli: il bullismo nelle scuole superiori, l'alienazione, la solitudine, ma soprattutto l'identità e la memoria. Max e Chloe devono trovare il loro posto nel mondo, un mondo che sembra troppo più grande di loro e che rischia di inghiottirle. Questo finché Max non scopre di possedere un potere molto particolare: è in grado di riavvolgere il tempo. Qualsiasi conversazione, qualsiasi vicenda, è reversibile. È un potere enorme, che permette di evitare il verificarsi di situazioni spiacevoli. Ma ha il suo prezzo, e per giunta Max non riesce a controllarlo. Dovrà scoprire, accompagnata da Chloe, che nella vita ogni azione ha il suo prezzo, che non tutto accade per una ragione... e che ci sono eventi dai quali non si può tornare indietro.

Prima e dopo la tempesta

I cinque episodi di Life is Strange raccontano le avventure di Max e Chloe, e sono perfettamente autoconclusivi. La seconda stagione non è in realtà un seguito, ma un prequel. Life is Strange: Before the Storm narra cosa è successo ad Arcadia Bay, a Chloe e alla sua migliore amica di un tempo, Rachel Amber, in quei cinque anni in cui Max non c'era perché trasferitasi a Seattle. Abbiamo la possibilità di conoscere così Rachel, un personaggio molto importante anche nella prima stagione, ma non possiamo dirvi il motivo altrimenti vi rovineremmo il piacere della sorpresa. Vi basti sapere che è un'occasione imperdibile per esplorare ancora più a fondo Chloe, il suo passato, i motivi per cui la vita l'ha resa così aggressiva, sola e disillusa. Capirete in questo modo che ha continuato a lottare anche nel periodo più buio, quando Rachel è entrata nella sua vita.

La stagione prequel si collega automaticamente alla prima stagione, ma noi vi consigliamo di giocare prima i cinque episodi principali, e soltanto in seguito Before The Storm. È un esperienza molto più appagante: fidatevi. E per quanto riguarda il futuro? Di Life is Strange 2 si sa davvero poco al momento. Lo sviluppo è tornato a Dontnod, e sarà un vero e proprio sequel della prima stagione. Gli sceneggiatori hanno confermato inoltre che conosceremo protagonisti completamente nuovi. Questa ci sembra un'anticipazione interessante: Max e Chloe si sono rivelate personaggi indimenticabili, ma è giusto dare spazio ad elementi nuovi invece di continuare a riproporre carte vincenti, che alla lunga rischierebbero di stancare. Nuovi protagonisti potrebbero aprire la strada verso possibilità altrettanto innovative. Life is Strange 2 potrebbe proporre tematiche più legate al mondo degli adulti e del lavoro, o comunque distaccarsi dall'adolescenza e da quanto già visto e approfondito nelle prime due stagioni. Di una rinfrescata avrebbero bisogno anche le ambientazioni: basta con Arcadia Bay, basta con le scuole e i college americani, abbiamo imparato a memoria come sono fatti e le dinamiche più o meno nascoste che vi si muovono. Basta anche con l'Oregon, magari. Ci si potrebbe invece spostare in una grande città (magari proprio Seattle?) e osservare da vicino rapporti sociali più complessi. Che possibilità ci sono di rivedere Max e Chloe anche nella seconda stagione? Di sicuro non è detto che saranno completamente assenti. Nuovi protagonisti non significa escludere a priori qualsiasi presenza dei precedenti. Max potrebbe essere cresciuta, potrebbe essere diventata una fotografa professionista. Mentre vestiamo i panni di nuovi personaggi, Dontnod avrebbe la possibilità di mostrarcela all'inizio della sua carriera, in una nuova città. Quel che è certo, è che si riparte dal finale della prima stagione. O meglio: dai due diversi finali. Quale sarà quello scelto come "canonico" da Dontnod? Un'ultima speranza è infine quella di vedere qualche innovazione anche dal punto di vista del gameplay. Entrambe le stagioni si sono basate sulle stesse meccaniche: parlare, esplorare, interagire, ascoltare. La prima aveva qualche possibilità in più basata sul potere di riavvolgere il tempo, la stagione prequel neppure quello. C'è bisogno di qualche idea che renda meno ripetitive le azioni effettivamente compiute dal giocatore, qualcosa di efficace come il potere di Max ma al tempo stesso che non ne rappresenti una copia banale. Siamo sicuri che Dontnod riuscirà ad inventarsi qualcosa. Nel frattempo l'attesa è insopportabile: vogliamo vedere qualcosa di Life is Strange 2. Vogliamo tornare ad emozionarci.