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La recensione di Life Is Strange: Before The Storm – L’Inferno è Vuoto

Il terzo e ultimo capitolo della stagione è potente e riuscito

RECENSIONE di Simone Pettine   —   22/12/2017
Life is Strange: Before the Storm - Episode 3: L'Inferno è Vuoto
Life is Strange: Before the Storm - Episode 3: L'Inferno è Vuoto
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Ci sono cose che non vorresti mai che finissero. Alzi la mano chi, al momento della pubblicazione del quinto ed ultimo episodio di Life Is Strange, se ne stava indifferente, con la coscienza e i sentimenti a posto. O chi era tranquillo dopo aver concluso il secondo dei tre episodi di Before The Storm, con quella "rivelazione" finale. Bugiardi. E adesso la storia si ripete: le vicende di Chloe Price e di Rachel Amber trovano la loro conclusione. E, a prescindere dalle vostre scelte, il gran finale non sarà mai comunque solo triste o solo felice, altrimenti non riuscirebbe a rendere giustizia al "dramma" umano che sottende l'intera serie. Ma in fondo è proprio il mix di sentimenti contrastanti, non solo nei personaggi ma anche nel giocatore, che hanno contribuito a rendere il titolo così famoso, in così poco tempo.

L’inferno siamo noi

Forse è una coincidenza, ma i titoli dei tre episodi di Life Is Strange: Before The Storm sono collegati in modo perfetto. Non è soltanto una questione di progressione numerica o semantica, il tentativo di assegnare etichette che in qualche modo abbiano senso. A livello profondo, riescono ad andare di pari passo con l'evoluzione dei personaggi, di quasi tutti, dei cambiamenti nel mondo di gioco e dello svolgersi degli eventi, che continuano a precipitare fino al climax finale. Svegliati mostrava una Chloe alle prese con una realtà che non riconosce più sua, a causa dei conflitti interiori per la morte del padre, ed esteriori per una nuova famiglia che sente sua; ma era anche lo svegliarsi di Rachel, dalla finzione in cui aveva gettato la sua vita. Il Mondo Nuovo, titolo del secondo episodio, era sia quello che le due amiche cercano di costruire, e allo stesso tempo un mondo ostile dove niente è come sembra, e persino le convinzioni più salde si rivelano menzogne. Una sorta di inferno, insomma: ma come ci dice l'ultimo capitolo della trilogia prequel, L'inferno è Vuoto. È vuoto perché a riempirlo siamo noi, sono i personaggi, con la loro stessa esistenza e con le loro azioni. Forse è difficile da accettare, ma dietro i concetti di Life Is Strange c'è una visione della realtà molto spesso disincantata, fino a qualche estremo nel pessimismo.

La recensione di Life Is Strange: Before The Storm – L’Inferno è Vuoto

E forse, infondo, il titolo del terzo episodio vi dà anche un'idea di dove va a parare la regia. Non vogliamo fare spoiler di sorta, né anticipare assolutamente nulla ai giocatori, ma insomma... ve lo ricordate, no, come finiva il secondo episodio? Ora il sentiero tracciato va in quella direzione: scavare sempre di più nel passato di Rachel Amber, un personaggio così importante che nel primo Life Is Strange non c'era stato il tempo di approfondire. La narrazione si fa molto più tesa e veloce, così veloce che il capitolo sembra più breve dei precedenti, ma senza esserlo veramente: siamo come sempre nel contesto di circa un paio d'ore di gioco (andando con calma) per portarlo a termine. La qualità complessiva non può che esserne potenziata. I primi due capitoli avevano qualche momento stanco, ammettiamolo pure: situazioni in cui bisognava perdere tempo nei vari ambienti per fare cose futili, riempitivo a contraltare alle situazioni più concitate e dedicate puramente alla narrazione. Va bene, momenti del genere ci sono sempre stati, ma piuttosto che spostarci per l'ennesima volta in una discarica alla ricerca di oggetti o in camera di Chloe, per una volta sono le sequenze narrative a farla da padrone, con più dialoghi e scelte che mai.

La recensione di Life Is Strange: Before The Storm – L’Inferno è Vuoto

Trofei PlayStation 4

Ora che il terzo episodio di Life Is Strange: Before The Storm è finalmente disponibile, anche il platino è alla portata di tutti. Basterà realizzare tutti i graffiti, trovando le zone adatte ad accoglierli, e completare l'avventura. A quanto pare l'episodio bonus non si è rivelato necessario per ottenere il platino, e avrà una sua lista separata, ma quest'ultima è una nostra supposizione.

La decisione giusta, prima della tempesta

A proposito di scelte, ci dispiace mettervi ansia ma è il momento di fare i conti con le vostre azioni passate. Il modo in cui avrete deciso di agire in Svegliati e in Il Mondo Nuovo porterà conseguenze sin dall'inizio, modificando il modo in cui i personaggi secondari vi si rivolgeranno, e anche altre azioni che potrete compiere. A partire da una certa quantità di denaro che potreste aver deciso di tenere per voi, o di restituire al legittimo proprietario. A volte è molto semplice, anche questa volta, sapere cosa fare per essere dei bravi ragazzi. Altre volte no. Proprio no. Come per alcune scelte nei confronti della famiglia di Rachel, su tutte la decisione finale della stagione. Un punto a favore anche per la quasi unica sessione dedicata all'esplorazione degli ambienti, in una delle stanze di Casa Amber. Il modo in cui gli sviluppatori hanno deciso di farci comportare cercando gli oggetti, e poi utilizzandoli in uno dei punti più intensi e cruciali dell'episodio, è davvero interessante. Perché le false piste da poter seguire sono tante, e in fondo nessuna è davvero quella esatta: così tanta responsabilità tra le mani è sempre complicata (e appagata) da gestire, e sicuramente farà la felicità per chi desidera avere sempre il massimo dalle avventure narrative, in termini di possibilità. Sembra invece che la meccanica della Gara a Insulti sia stata dimenticata: torna in un unico caso, neppure fondamentale, e non funziona come la ricordavamo. Probabilmente non la vedremo più in futuro, o comunque verrà rivista, il che è un bene dal momento che poteva risultare simpatica una o due volte, non di più. Ad ogni modo, chi scrive ci tiene molto a sottolineare che, quando si parla di Life Is Strange Before The Storm e se ne indicano i "difetti", bisogna ricordarsi di due cose.

La recensione di Life Is Strange: Before The Storm – L’Inferno è Vuoto

La prima: il titolo è un'avventura narrativa. Vuol dire che se il genere non vi interessa, e neppure la trama riesce a prendervi, allora non riuscirete ad apprezzarlo a fondo, perché è un gioco -non gioco, in cui contano le decisione prese, i rapporti che instaurate tra i personaggi, e molto molto meno le poche esplorazioni degli ambienti. La seconda: all'interno di questo genere, tutto sommato molto moderno nella deriva intrapresa negli ultimi anni, Life Is Strange si colloca sul gradino più alto. Perché nonostante le poche meccaniche, il gameplay è quello che ha studiato i meccanismi più profondi, interessanti e originali: anche soltanto utilizzare un cellulare per leggere i messaggi dei propri amici e familiari, ricreati fedelmente anche per tipologie di linguaggio. Ma soprattutto, Before The Storm vince su tutti i fronti per la maturità, audacia e profondità nelle tematiche affrontate. Non è semplicemente un gioco basato sulla realtà: è la realtà. I problemi dei personaggi, i piccoli e grandi drammi, il mondo della droga, della criminalità, i conflitti di interesse e delle passioni, sono una questione di tutti i giorni. Magari non riusciamo più a vederli perché ci siamo adattati, magari serviva davvero un videogioco per riportarli in primo piano. Dimostrando ancora una volta che i videogiochi sono arte.

La recensione di Life Is Strange: Before The Storm – L’Inferno è Vuoto

Conclusioni

Versione testata PlayStation 4
Multiplayer.it
8.5
Lettori (47)
9.1
Il tuo voto

L'Inferno è Vuoto è la potente conclusione della mini-stagione prequel di Life Is Strange. Un'occasione imperdibile per conoscere in modo approfondito ed efficace sia Chloe Price che Rachel Amber, oltre a dare più di una rapida occhiata ad Arcadia Bay, prima che accada ciò che deve accadere e che forse giù conoscete. Le fila della trama procedono impetuose fino al gran finale, lasciandoci alle prese come sempre con una decisione difficile da prendere, dove non esiste il bene e il male, ma solo il dolore. Tutto ciò che avete fatto fino a questo punto avrà comunque le sue ripercussioni, ma per dettagli secondari. A proposito, dopo i titoli di coda c'è una scena... importante. Che all'inizio fa pensare a Max, ma che non riguarda Max. Altro pugno sui denti.

PRO

  • Regia efficace, conclusione eccellente
  • In alcuni punti il gameplay si mostra originale
  • Decisioni da prendere interessanti

CONTRO

  • Ancora una volta, conta più la decisione finale che tutto il resto
  • La natura di prequel limita molto il fattore sorpresa
  • Forse tutta la vicenda è stata troppo condensata, per farla rientrare in tre episodi