Piccolo ma cattivo  23

Siamo scesi sul campo di battaglia accanto a Napoleone per la prima prova del nuovo arrivato in casa Total War.

PROVATO di Umberto Moioli   —   01/02/2010

"Ci sono due modi per far muovere gli uomini: l'interesse e la paura", così pensava Napoleone Bonaparte. Per Creative Assembly la duplice possibilità di movimento delle truppe si è invece sempre risolta nell'alternanza tra il campo di battaglia in tempo reale e la mappa tattica ma, nonostante la lontananza di vedute tra lo sviluppatore inglese e il Petite Caporal francese, nulla ha impedito di far incontrare le due storie e portare alla realizzazione di questo Napoleon: Total War.

L'espansione stand alone, quindi giocabile senza l'originale, di Empire è quasi pronta a debuttare nei negozi il prossimo 26 febbraio e, con qualche giorno di anticipo dall'arrivo del codice finale, abbiamo avuto la possibilità di provarne una versione ancora non definita. L'installazione di quasi venti gigabyte comprendeva infatti solo una tra le tre campagne principali dedicate all'Imperatore, quella ambientata in Italia, oltre a un paio di battaglie speciali giocabili separatamente e facenti parte di una serie di scenari pensati per ripercorrere solo i momenti più epici dell'epopea napoleonica.

L'importanza di una buona educazione

Il progetto messo in cantiere da Creative Assembly è qualcosa di meno ambizioso rispetto al solito, massivo aggiornamento delle meccaniche di gioco a cui ogni capitolo della serie ci ha abituati, ma non per questo meno affascinante o complesso. L'idea è quella di ridurre la portata delle conquiste effettuabili dall'utente, facendolo immergere il più possibile nella vita e nelle imprese di Napoleone stesso: l'evocativo percorso parte dal tutorial narrato, una breve ma intensa rassegna delle tappe fondamentali della sua giovinezza condita dalle nozioni basilari per muoversi sulla mappa tattica, una mezz'ora godibile quindi sia dai nuovi giocatori sia da chi mastica pane e Total War oramai da anni, quel tanto che basta per introdurre alla prima campagna sul suolo italiano.

Le ore successive sperimentabili in sede d'anteprima ci hanno quindi portato nel Bel Paese e messo faccia a faccia con l'esercito austriaco, una minaccia che il giovane comandante affrontò su un lembo relativamente stretto di terra ma interessante perché conteso da una moltitudine di piccole e grandi potenze. Le dimensioni ristrette e la durata dei turni, ora di due settimane ciascuno, non limitano in realtà il gameplay come inizialmente sarebbe possibile pensare perché sono bene inserite in un orizzonte di novità ben amalgamate tra loro: l'intelligenza artificiale lavora in modo da rendere più complesso il dominio di ogni singolo territorio, agendo così da spingere il giocatore a seguire certi percorsi e affrontare alcune tappe realmente fondamentali nella storia del primo Napoleone - come la battaglia di Lodi - mentre l'alternanza delle stagioni e delle relative condizioni climatiche impone diverse strategie, agendo anche su tutta la fase di micro gestione dello Stato.

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Sul campo di battaglia le cose si fanno più tradizionali, con le forze raccolte nella fase precedente schierabili in campo a piacimento prima di incominciare il combattimento a viso aperto. Ci sono diverse nuove unità con cui sbizzarrirsi anche se la grande novità è la presenza di Napoleone stesso che, all'atto pratico, risulta essere una sorta di abilità passiva vivente: con lui in prima linea, infatti, gli uomini saranno più motivati ottenendo quelli che in soldoni sono dei bonus nelle loro statistiche, subendo però l'effetto contrario nel caso della dipartita del piccolo futuro Imperatore. Come detto in apertura verranno offerti anche degli scenari appositamente disegnati, grosse battaglie con particolari situazioni o necessità stringenti che metteranno l'utente in maggior difficoltà rispetto alle più lineari situazioni delle campagne. Il codice preview offriva solo uno scontro per la conquista di una città da vincere su più fronti, cercando di non restare imbottigliati nelle topografia urbana e sincronizzando i molteplici fronti.

Online: Total War

I contenuti di Napoleon: Total War ancora da testare sono moltissimi e, oltre alle due campagne in Egitto e poi in tutto il Nord Africa e agli scenari mancanti, erano assenti le battaglie navali e la modalità attraverso la quale giocare lo stesso periodo storico con le altre nazioni del tempo. Ma non finisce qui, perché per la prima volta nella storia della serie verrà inserita sin dal lancio una modalità multiplayer - per Empire è arrivata solo recentemente - disponibile sotto diverse forme.

Spuntando un'apposita opzione si potrà vedere sostituita l'intelligenza artificiale da un avversario umano durante le battaglie delle partite single player, mentre volendo fare le cose in grande si potrà incominciare un'intera campagna in compagnia di un amico, sfruttando due nazioni diverse e muovendosi cooperativamente su obiettivi differenti, facendo accordi e così via, o competitivamente nel caso si aspiri alle stesse terre. Infine ci si potrà affrontare in quattro contro quattro su una stessa mappa, come fosse il più classico dei team deathmatch. Tecnicamente il lavoro è sontuoso assestandosi sui livelli dello spettacolare Empire: Total War, con una cura impressionante riposta tanto nei modelli di soldati, cavalli e armi, quanto negli ambienti che nella gran parte dei casi appaiono vividi e credibili come poche volte capita di vedere in uno strategico. Ci sono ancora parecchi bug da risolvere, soprattutto legati all'interfaccia, ma siamo fiduciosi su un efficace sprint finale di Creative Assembly. L'attesa è quasi finita e da quanto provato è lecito nutrire grandi attese, aspettando di poter esprimere un giudizio definitivo nelle prossime settimane.

CERTEZZE

  • Spirito "napoleonico" ben adattato alle meccaniche della serie
  • Tre campagne, scenari dedicati, multiplayer online... una semplice espansione?
  • Tecnicamente bellissimo...

DUBBI

  • ...nonostante vadano corretti alcuni bug
  • Le battaglie navali necessitavano di qualche miglioria. Attendiamo ancora di poterle provare