Massive Multiplayer Online Beat'em Up  25

Abbiamo provato per voi la beta di Vindictus. Un MMORPG gratuito molto particolare che presto aprirà le porte anche al pubblico europeo.

PROVATO di Mattia Armani —  30 Settembre 2010

Vindictus ci introduce nel suo mondo attraverso un'intro giocabile decisamente spettacolare che viene utilizzata come tutorial. Una guida che non illustra solo il sistema di controllo ma svela alcuni elementi del mondo di gioco, nemici inclusi, e ci mostra la peculiarità più importante di questo mmorpg. La creatura targata devCAT è infatti un action arcade, il cui gameplay ricorda più Double Dragon e Final Fight che World of Warcraft. I nemici spuntano all'improvviso dal nulla e per sconfiggerli abbiamo a disposizione combo rapide, prese e attacchi speciali

che consumano stamina. Possiamo agguantare armi da terra per menare fendenti, brandire giare e pali finchè non si rompono e prendere a calci i nemici atterrati come accadeva nel mitico Vendetta. E non sono certo da meno i boss di fine dungeon che sono caratterizzati da sequenze ripetitive di attacchi speciali, i cosiddetti giri, e hanno più barre di vita via via che la difficoltà cresce. Ma non basta, infatti il tutto è ambientato in livelli pieni di barili e vasi da rompere che sono fondamentali per trovare una cura, un oggetto utile o qualche spicciolo da mettere via in questi tempi pericolosi. Ed è quest'ultimo uno dei pochi elementi che distinguono Vindictus da un arcade action. Le monete infatti ci consentono di acquistare oggetti e pezzi d'equipaggiamento ma per il resto, tempi di combattimento inclusi, tutto fa pensare a un beat'em up dei tempi d'oro.

Fisica applicata ed effetti collaterali

Fortunatamente ci troviamo di fronte a un beat'em up 3D più moderno rispetto ai canoni a cui si ispira che non ci fa mancare la schivata e che rende la corsa molto più utile rispetto a quanto non sia in un qualsiasi altro MMORPG. Vindictus infatti utilizza il Source Engine di Valve e integra tutte le sue peculiarità in termini di gestione della fisica. Questo significa che le frecce non ci colpiscono mai automaticamente e che è sempre possibile schivare i colpi avversari usando appunto corsa e schivata. Inoltre gli elementi dinamici distruttibili, i barili di frutta che esplodono in un trionfo di mele e i corpi di amici e nemici che volano per la stanza spaccando tutto rendono l'intera esperienza molto più credibile e piena rispetto a quanto accade in titoli che basano il combattimento sul targeting automatico e limitano l'interazione con il mondo a qualche click su punti specifici.

Certo questa scelta comporta alcuni effetti collaterali. Il più banale è la latenza della connessione. Infatti quando si alza il tempo di risposta è facile mancare il bersaglio ed è molto facile scagliare nemici, tronchi e pilastri sulla capoccia dei nostri compagni che potrebbero prenderla piuttosto male. Ma la conseguenza maggiore che comporta l'utilizzo di un engine basato sulla fisica è sicuramente la necessità di spezzettare il mondo in decine di micro ambienti. Tutto è istanziato. Gli edifici, all'interno dei quali possiamo solo guardare, il molo, il centro città e ovviamente le istanze, che a loro volta sono divise in altre mini istanze. Insomma Vindictus non è proprio un mondo vivo e collegato ma è un insieme di "livelli" comunicanti ancora più piccoli di quelli di D&D Online. Ma questo consente prestazioni elevate su un gran numero di sistemi e consente anche di introdurre parecchi elementi dinamici nelle istanze che offrono un arredamento molto ricco il quale ovviamente subisce gli effetti del summenzionato motore fisico con decine di interazioni e di frammenti proiettati per aria.

J-MMO-RPG: limiti e peculiarità

In Vindictus non manca comunque la componente RPG. La storyline è forte e una serie di personaggi non giocanti e di missioni ci accompagneranno dandoci un motivo per entrare nei dungeon e menare implacabilmente centinaia di mostri. Ma all'interno degli edifici, dove troveremo i personaggi gestiti dall'intelligenza artificiale, non c'è nessun modello tridimensionale nè la possibilità di esplorare gli ambienti. Al contrario ci attendono stanze con la telecamera fissa popolate da disegni in stile manga con cui possiamo dialogare. Un elemento esteticamente discordante con il resto del titolo, che già mescola elementi orientali ad altri spiccatamente più occidentali, ma che, con tanto di melodia struggente di sottofondo, ricorda appunto un jRPG di stampo classico. Evidente il risparmio in termini di lavoro del team che comunque, per ridurre le richieste hardware, ha comunque lavorato con più cura sugli interni che sono qualitativamente migliori rispetto alle zone esterne e regalano maggior atmosfera ai dialoghi.

Per quanto riguarda la componente MMORPG abbiamo ovviamente la possibilità di creare un party per affrontare le nostre avventure, un gruppo che solitamente è da quattro giocatori ma per alcuni dungeon particolarmente ostici può arrivare a contare 8 membri. Purtroppo mancano ancora le gilde e inoltre diversi elementi legati alla componente sociale saranno introdotti successivamente, ma il sistema di matchmaking, ovvero una fila di cartelli posti di fronte a navi dirette verso specifiche zone, consente comunque di trovare rapidamente compagni di viaggio. Inoltre la trama è gestita come se ci trovassimo in una campagna single player e non ci sono eventi o battaglie che richiedano grandi gruppi di giocatori. Certo, è comunque consigliabile trovare qualche amico alla svelta, soprattutto se si è intenzionati a sfidare gli altri giocatori nella modalità capture the flag che rappresenta il PVP di Vindictus e che, grazie al combattimento gestito dalla fisica, richiede i riflessi e la coordinazione di uno sparatutto agonistico.

Look e design di un MMORPG d'azione

Quelli di Vindictus non sono certo i migliori modelli visti in un MMO ma sono più che validi e possono essere arricchiti con una moltitudine di capi di abbigliamento colorati e particolari. Non mancano armi esotiche, turbanti e persino il kilt corto che a qualcuno ricorderà il mitico Ultima Online. Insomma non è per nulla difficile distinguersi dalla massa nel titolo devCAT. Ma alla varietà dell'abbigliamento non corrisponde altrettanta varietà per quanto riguarda i dungeon. Infatti le quest disponibili nella beta si svolgono in zone caratterizzate da stanze spartane che sono molto simili l'una all'altra e hanno un design decisamente inferiore sia alla cittadina sia al castello dove è ambientata l'introduzione. Per fortuna l'arredamento e le texture sono di ottima fattura e i livelli sono talmente ricchi di oggetti da distrarre dalla ripetitività degli sfondi. Inoltre l'azione è abbastanza rapida e concitata da distogliere l'attenzione dall'evidente discordanza tra il design dei personaggi e quello del mondo in cui vivono.

Infatti, come abbiamo anticipato, Vindictus è un misto che non si fa scrupolo a mescolare interni curati, personaggi disegnati, modelli da videogioco orientale e architetture medievali. Anche i mostri non presentano particolare coerenza tra loro e i modelli sono qualitativamente imparagonabili a quelli dei giocatori. Bestie tondeggianti in stile nipponico si affiancano a creature prese dall'immaginario di Dungeons & Dragons e spade orientali sono spesso brandite da personaggi che indossano armature di stampo anglosassone. Ma alla fin fine mondo e mostri sono un pretesto per menare le mani e quello che conta è gradire l'approccio arcade e la possibilità di spaccare, scagliare, proiettare e calciare tutto quello che capita a tiro godendo degli effetti spettacolari garantiti dal motore fisico. I menu sono semplici da gestire e posti nei diversi angoli dello schermo in modo da evitare liste di icone confusionarie. In alto a sinistra spicca la barra dei tasti rapidi a cui assegnare pozioni o armi da usare velocemente in combattimento. Ma l'elemento più piacevole, anche se orientarsi nei piccoli spazi di Vindictus non è difficile, è l'indicatore grafico che mostra con precisione dove si trova un obiettivo.

Conclusioni

Vindictus è un titolo dedicato a chi non ama combattere cliccando su una serie di icone ma preferisce avere un collegamento diretto con l'azione. Certo questa scelta pone alcuni limiti come l'impossibilità di giocare in un mondo aperto che, abbinato con il motore fisico, richiederebbe risorse hardware allucinanti. Eppure, nonostante i grossi limiti alla struttura MMO e nonostante la componente RPG sia in pratica un single player, il titolo devCAT introduce diverse novità nel campo dei giochi online e non è poco per un titolo gratuito. Inoltre il motore di gioco resta fluido anche nelle situazioni più concitate ed è sufficiente una GeForce 7800 per godere del titolo a dettaglio medio alto. Certo per un parere definitivo e per sondare la varietà effettiva del titolo è necessario aspettare la versione finale che proveremo per voi appena possibile. Nel frattempo, per chi è interessato, la beta europea dovrebbe aprire i battenti entro fine anno.

CERTEZZE

  • Il primo Beat'em Up online
  • Fisica ed elementi distruttibili a profusione
  • Texture ambientali e modelli dei giocatori di buona fattura

DUBBI

  • Varietà effettiva delle classi e del gameplay
  • Componente MMORPG decisamente limitata
  • Ambienti ripetitivi e talvolta spartani
  • Giocabilità effettiva in caso di elevata latenza