Alan Wake, cosa vorremmo in... 88

Uno scrittore in crisi bisognoso di ricaricare le batterie, una moglie scomparsa e minacciose presenze che si agitano nell'oscurità: cosa vorremmo in un eventuale sequel di Alan Wake?

RUBRICA di Massimo Reina   —   22/02/2020

Cosa vorremmo in... è una rubrica a cadenza mensile dedicata ai giochi più attesi dal pubblico. Ma rispetto alle tradizionali anteprime, tratta l'argomento in maniera più diffusa, immaginando come potrebbe essere un titolo, o come si vorrebbe che fosse, piuttosto di come sarà.

Alan Wake è stato probabilmente uno dei giochi meno "compresi" dal pubblico di questa generazione di console. Il titolo era un'avventura in terza persona dalle meccaniche abbastanza simili a quelle di Silent Hill, condita da una trama dalla forte impronta thriller psicologica, e venata da una sensazione di inquietudine che prendeva spunto a piene mani dalla letteratura fantastica dei vari Lovecraft, Barker e Stephen King, oltre che dal romanzo di Mark Z. Danielewski intitolato Casa di foglie. A oggi, stando a quanto dichiarato tempo fa dallo sviluppatore Remedy Entertainment, Alan Wake ha venduto oltre quattro milioni e mezzo di copie. Poche rispetto alle aspettative, discrete considerando la "partenza" di un gioco che era stato erroneamente accolto con scetticismo e diffidenza da molti.

Un giorno, forse…

Per dirla come Oskari Hakkinen di Remedy, "il franchise ha buone gambe, come accade spesso per le esperienze narrative di un certo tipo. A suo modo è un cult." E allora perché non farne un sequel, specie ora che il team di sviluppo finlandese ha acquisito i diritti di pubblicazione del brand precedentemente in mano a Microsoft? Probabilmente perché richiederebbe investimenti e risorse importanti, come ha lasciato intendere Sam Lake, leader del team scandinavo, che qualche mese addietro ha dichiarato che gli piacerebbe farlo, anche se per realizzarlo "servirebbero una serie di contingenze favorevoli". Nella speranza che ciò accada quanto prima, e che quindi arrivi finalmente un Alan Wake 2, abbiamo nel frattempo pensato ad alcune idee che potrebbero essere implementate nel gioco a livello di trama e gameplay.

Alan Wake, cosa vorremmo in...

A dire il vero un secondo episodio ufficiale, a grandi linee, era già stato pianificato proprio verso le battute finali dello sviluppo del primo progetto, e alcune delle idee scartate per il primo Alan Wake erano state messe da parte con l'intenzione di riprenderle in un eventuale seguito. Fra queste un sistema di illuminazione più incisivo sul gameplay, effetti particellari e di distorsione dell'immagine in tempo reale più realistici, controlli più flessibili e livelli ancora più ampi ambientati all'aperto. Partendo da queste basi, ci piacerebbe quindi trovare nel gioco una maggiore varietà di enigmi da risolvere, più libertà di esplorazione e un più ampio assortimento di nemici. Per sfruttare a dovere scenari più ampi, sarebbe secondo noi interessante inserire delle sessioni giornaliere più articolate, da alternare a quelle in notturna e più horror.

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Queste costituirebbero quasi momenti nei quali tirare il fiato, ma anche utili ad approfondire alcuni di quegli aspetti secondari della storia narrata, ma certo interessanti da scoprire per i videogiocatori più curiosi. L'idea sarebbe quella di consentire a questi ultimi di esplorare liberamente determinate aree anche alla luce del sole, oppure di camminare per le vie di qualche cittadina interagendo di più e liberamente con gli abitanti del luogo. Questo potrebbe offrire più varietà al gioco, consentendo agli utenti di conoscere dettagliatamente, come scritto, le storie degli abitanti o di personaggi secondari (nel sequel pensato da Remedy Entertainment, l'agente Barry Wheeler, Alice e lo sceriffo Sarah Breaker avrebbero avuto più spazio), e fornire magari lo spunto agli sviluppatori per ideare delle missioni secondarie utili per trovare oggetti particolari, sbloccare trofei e obiettivi o, ancora, raccontare in maniera interattiva una qualche leggenda locale.

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Il secondo Alan Wake

Lo stesso Sam Lake, co-fondatore di Remedy Entertainment e lead writer di Alan Wake, ha in tal senso dichiarato più volte che "quello del gioco è un grande universo da scoprire ed esplorare, e per farlo ci sono molti modi, anche attraverso le tante storie da raccontare". Ovviamente fulcro della trama sarebbe sempre Alan Wake, che come abbozzato nella storia pensata dal team di sviluppo a suo tempo per il seguito mai realizzato, potrebbe approfondire qui la sua conoscenza dell'entità oscura di cui è prigioniero, scoprire che Bright Falls non è l'unico luogo al mondo in cui l'oscurità cerca di prendere il sopravvento e il ruolo nella vicenda del fantomatico Signor Graffio, il "clone" del protagonista che ne ha preso il posto nella vita quotidiana, mentre il vero Wake resta prigioniero delle tenebre.

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La forza del primo Alan Wake risiedeva nella sua capacità di raccontare in maniera interattiva una storia coinvolgente e ben articolata, calata all'interno di un mondo credibile e a suo modo affascinante, simile a quello delle foreste del Maine tanto care ad autori del calibro di Stephen King. Ebbene, vorremmo che fosse mantenuta questa formula chiave, con una trama dalla scrittura immersiva ricca di sfaccettature. Tornando alla giocabilità, oltre alle già citate e previste novità sul sistema di illuminazione e sugli scenari "modificabili" che vanno a impattare sulla progressione in determinate aree, si potrebbe pensare a una reale progressione del personaggio, con armi da potenziare e abilità da acquisire con l'esperienza, così da invogliare ulteriormente il giocatore a proseguire nell'avventura oltre alla volontà di scoprire l'evolversi delle vicende e godersi dei panorami suggestivi.

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Per quanto riguarda infine nemici e combattimento, desidereremmo una maggiore varietà nel loro design, nei loro pattern di attacco e in generale nella tipologia di creature da affrontare. A patto però sempre che tali cambiamenti influiscano solo sull'approccio generale agli scontri e non sull'intero concept di gioco: non vogliamo che diversificare i mostri da affrontare implicasse un radicale mutamento del gameplay in "favore" dell'azione nuda e cruda, che trasformerebbe di fatto il tutto in un mero sparatutto. Per il resto crediamo che per come è stato concepito il prodotto originale, non ci sarebbe bisogno di ulteriori modifiche alla sua struttura principale, oltre a quelle che abbiamo descritte fino a ora e allo scontato upgrade tecnologico. E voi, vi piacerebbe un nuovo Alan Wake e nel caso, cosa manterreste del primo e cosa, invece, vorreste cambiato o vedere implementato?

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