Back 4 Blood, Cosa vorremmo in

L'erede spirituale di Left 4 Dead promette di riportare sui nostri schermi tutta l'adrenalinica azione del famoso sparatutto a base di zombi, ma in una veste tecnologicamente più moderna: in attesa di saperne di più, cosa vorremmo vedere in Back 4 Blood?

RUBRICA di Massimo Reina   —   18/04/2021
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Fin da quando Turtle Rock Studios e Warner Bros. Games hanno annunciato Back 4 Blood, frenetico sparatutto cooperativo con zombi e altre creature, è parso chiaro che questi fosse una sorta di seguito spirituale della serie Left 4 Dead, con l'obiettivo più o meno dichiarato di unire in un solo gioco il meglio di ciò che ha decretato il successo degli sparatutto co-op a tema morti viventi. E noi, in attesa di toccarlo con mano e di nuove e più dettagliate informazioni, abbiamo provato a stilare una serie di ritocchi e aggiunte che ci piacerebbe venissero introdotte nel gioco per renderlo, dal nostro punto di vista, più interessante.

Cosa vorremmo in... è una rubrica a cadenza mensile dedicata ai giochi più attesi dal pubblico. Ma rispetto alle tradizionali anteprime, tratta l'argomento in maniera più diffusa, immaginando come potrebbe essere un titolo, o come si vorrebbe che fosse, piuttosto di come sarà.

Tanta azione, ma niente caciara

Back 4 Blood 2

"Siamo emozionati di poter collaborare con Turtle Rock Studios per Back 4 Blood e di poter innovare il genere dei co-op sugli zombi con un gameplay multigiocatore innovativo. I talenti del team di Turtle Rock sviluppano titoli meravigliosi da molti anni e questa è un'ottima opportunità per collaborare e creare insieme un nuovo universo di gioco, ideato appositamente per la community dei grandi sparatutto cooperativi sugli zombie." Con queste parole David Haddad, il presidente di Warner Bros. Interactive Entertainment, annunciò al mondo intero il nuovo progetto.

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Back 4 Blood ce lo immaginiamo pertanto come un'opera frutto sì dello stesso stampo del fratello maggiore, ma al contempo capace di muoversi, nella giusta misura, in una direzione diversa. Questo nella speranza che sappia poter stare in piedi da sola, con una formula sparatutto fresca tale da rivelarsi tanto divertente da giocare, quanto viscerale e adrenalinica come tipo di esperienza. Pertanto ci piacerebbe che la missione dei protagonisti di Back 4 Blood, che non sarà solo quella di raggiungere determinati luoghi per assicurarsi una fuga dall'incubo sterminando quanti più zombie possibile, bensì quella di liberare le strade e cercare di arrivare all'origine dell'infezione che ha generato i cosiddetti Ridden, venga accompagnata da un comparto narrativo di buona fattura.

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Non pretendiamo un racconto complesso, ma almeno una storia che non rimanga appena accennata, in secondo piano, rispetto al gameplay. Sparare a raffica in questo tipo di giochi ci piace, ma farlo "sospinti" da una trama sensata, seppure in un contesto fantasioso, e con degli spunti intelligenti, lo preferiamo ancora di più. A maggior ragione considerando che da quel po' che abbiamo visto fino a ora, il titolo dovrebbe essere accompagnato un comparto tecnico abbastanza valido in termini di grafica e sonoro. Niente di trascendentale, ma di certo comunque curato e definito così da rendere più scenografica l'azione, presumibilmente con stacchi video integrati nei momenti chiave dell'avventura, e non solo tra una mappa e l'altra.

Giocabilità più stratificata

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Riguardo alla giocabilità ci aspettiamo ovviamente schemi e struttura alla Left 4 Dead, ma con quelle opportune aggiustatine e quegli ammodernamenti che possano rendere l'esperienza ancora migliore: un more of the same, con "l'aggiunta" (e vai di battute). Una volta in strada, armati fino ai denti, vorremmo ritrovare un'atmosfera carica di tensione. Grande enfasi, come sempre, la riporremmo sulle sparatorie, e sul crafting. Il feedback delle armi appare solido e l'arsenale risulta discretamente ricco tra fucili d'assalto, fucili di precisione, mitragliatrici leggere, fucili a pompa, pistole e la solita offerta di strumenti per gli attacchi corpo a corpo, in particolare mazze e accette con cui far saltare la testa ai nemici.

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Da questo punto di vista ci auguriamo che il preannunciata livello di difficoltà dinamico, capace cioè di adattarsi alle capacità di ogni giocatore così da aumentare o diminuire la quantità di nemici e la loro forza durante la partita, cambiarne la posizione, aggiungere un pizzico di nebbia e generare avversari speciali e rendere di fatto sempre differente la sfida, abbia davvero un'influenza sulla giocabilità e non si riveli un qualcosa di poco rifinito o messo lì solo a parole. Avversari di varia natura e con routine comportamentali in grado di adattarsi alla situazione in corso renderebbero molto più bello e difficile giocare, fino alla classica safe room raggiungibile al termine di ogni stage, dove il gruppo potrà rifornirsi prima di tornare in campo.

Talenti e online

Back 4 Blood 04

Ci piacerebbe poi che le zone da visitare fossero ampie e piene di elementi dello scenario coi quali interagire, anche per poterli sfruttare contro le orde di creature simil-zombie che sono state generate da un devastante parassita che ha invaso il mondo, distruggendo l'umanità. Allo stesso modo vorremmo trovare tanti gadget originali coi quali fare scempio di corpi degli avversari, e svariati oggetti per potenziare le armi o l'equipaggiamento. Siamo curiosi, da questo punto di vista, di vedere come funzionerà e verrà implementato il sistema delle carte, da attivare per contrastare i "malus" messi in campo dall'intelligenza artificiale.

Back 4 Blood 4

Queste funzioneranno come perk per i personaggi principali, che ovviamente a seconda della situazione saranno gestiti in toto da quattro utenti umani o da un singolo videogiocatore e gli altri tre compagni controllati dall'intelligenza artificiale, aumentandone la resistenza, la velocità di caricamento, la precisione di tiro, e altre caratteristiche, pertanto speriamo che una volta equipaggiate possano caratterizzare seriamente le abilità di ciascuno dei circa otto protagonisti, dando vita a build molto differenti, non solo quindi a livello di aspetto fisico. Per quanto riguarda la modalità online, il gioco proporrà, tra le opzioni, anche quella per il PvP fino a otto giocatori, in cui questi ultimi potranno assumere perfino il ruolo di uno zombie mutato.

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Ci piacerebbe quindi che questa caratteristica, insieme a mappe strutturate per offrire le giuste varianti all'interno di uno stesso scenario, possano garantire approcci interessanti e diversificati agli scontri. Ci incuriosisce poi la modalità che, similmente a quanto accade in Project Resistance di Capcom, dovrebbe consentire a un utente di impersonare una sorta di "controllore", o comunque di "selezionatore" e gestore di tutta una serie di trappole e pericoli di ogni genere per ostacolare e rendere più difficile la progressione dei giocatori, sfruttando come l'IA dell'avventura principale le carte "malus" e offrire, si spera, un'ampia varietà di variabili casuali per ogni missione. Una feature potenzialmente interessante, ma dovrà essere bene bilanciata dagli sviluppatori. Per il resto, a completare il quadro, ci andrebbero bene le classiche opzioni del multiplayer online, o una modalità simile a quella chiamata Realtà in Left 4 Dead 2.