Blood & Truth, il provato 27

I London Studios puntano all'action game in realtà virtuale perfetto, ci riusciranno? Siamo stati a Londra per provare Blood & Truth.

PROVATO di Francesco Serino —   17/05/2019

Indice

Dopo circa mille anni, Sony riapre le porte dei suoi studi londinesi per un'occasione che si rivelerà essere, soltanto alla fine del viaggio, piuttosto speciale. Tutto naturalmente ruota attorno a Blood & Truth, nuovo gioco pensato e sviluppato per dare forza a PlayStation VR, ma il primo ad essere supportato con una certa convinzione dalla gioiosa macchina da guerra che è il reparto marketing Sony. La nostra avventura inizia con un comodo viaggio in aereo e viene tramortita in serata da un Texas Burger di qualità. Segue una notte piuttosto tranquilla, se non fosse per un'unica coperta capace di sprigionare il calore che ti aspetteresti dalle fiamme dell'inferno, che in combo con un termostato costruito dal Doctor Who, ci ha reso impossibile raggiungere uno status quo dei sensi. Non un grosso problema: siamo forti, e presto vedremo un gioco che abbiamo seguito sempre con un certo interesse. Blood & Truth nasce da London Heist, una piccola ma convincente esperienza inclusa in VR World, una compilation di giochi allestita ad-hoc per dare il benvenuto agli acquirenti del visore Sony.

Di quel pacchetto, London Heist era senza alcun dubbio il frammento di software più interessante, una sorta The Snatch in pillole che pompa adrenalina dall'inizio alla fine, azzerando grazie ai Move e ai comandi estremamente intuitivi ogni barriera architettonica digitale. Tutti possono apprezzare London Heist; forse è quasi impossibile non farlo perché un'esperienza di gioco così diretta, sincera e ben confezionata, concentrata dalla realtà virtuale, che è praticamente indistinguibile da una di quelle avveniristiche attrazioni da parco di divertimento di qualità, solo infinite volte più interattiva e coinvolgente. Ecco perché all'annuncio di questo nuovo titolo abbiamo subito drizzato le orecchie: London Heist sarebbe diventato finalmente e giustamente un gioco a sé, pensato e costruito per reggersi sulle sue gambe. London Heist sarebbe diventato Blood & Truth. La prova del gioco però non avviene negli uffici dei London Studios, ma poco più avanti lungo Marlborough Street, in un altro luogo ben poco visitato da chi non ci lavora direttamente: il quartier generale europeo di Sony Interactive Entertainment. Varcarne l'anonima soglia fa un certo effetto anche perché non sai bene cosa aspettarti, ma dopo il primo passo verso l'interno è subito PlayStation: nei colori, nei mobili, nei volti, nell'attitudine generale. È bello essere qui, in un'importante epicentro, respirarne l'atmosfera mentre tutto sta cambiando, mentre dietro quelle porte potrebbe esserci un dev-kit di PlayStation 5 nuovo fiammante. Brulica frizzante Sony Interactive Entertainment, quasi rinvigorisce, come del resto la Londra che continua a rumoreggiare fuori dalle sue spesse porte di vetro. Tutti stipati in sala riunioni, ci viene introdotto il progetto e comunicati gli embarghi, veniamo poi diligentemente suddivisi in gruppi: il nostro sarà il primo a inforcare il PlayStation VR per provare il gioco.

Action hero

La prima cosa che notiamo, anche se ci era già stata spoilerata, è che Blood & Truth si muove su stilemi diversi da quello di London Heist. Qui, il taglio velocissimo alla Guy Ritchie lascia il posto a un'avventura in punta di proiettile che ha il respiro del grande cinema action. Durante la nostra visita, parlando con il team ci sono stati ripetuti spesso due grosse fonti di ispirazione: l'immancabile James Bond e un John Wick meno violento. Somiglianze miscelate per ottenere il gusto unico di Blood & Truth, che con la sua azione quasi senza sosta è riuscito a rapirci in un vero e proprio istante. Appena infilato il visore è la pulizia grafica raggiungibile su PS4 Pro a mettere immediatamente a proprio agio, il resto dell'incantesimo lo compie il fantastico supporto ai Move che, persino in situazioni estreme per la loro ridotta capacità, paiono funzionare in ogni occasione senza inciampi. Un'affidabilità nei comandi che sorprende in modo particolare, visto che i momenti in cui le due luci si sovrappongono (che è solitamente quando emergono i problemi) sono molto frequenti e vi spiegheremo a breve anche il perché.

Parlandone con il Stuart Whyte, a capo della divisione VR dei London Studios nonché super veterano della videogame industry, ci viene spiegato che il ragazzo che si è occupato di questo aspetto (e di cui ci spiace ma non ricordiamo il nome) ha passato una quantità folle di tempo per fare in modo che il programma fosse capace di intuire la posizione dei controller quando non inquadrati direttamente dalla camera. A questa precisione si aggiunge una reattività di pari livello, permettendo a Blood & Truth di correre a velocità pazzesca, e a noi di potergli stare dietro. Il gioco dei London Studios non punta al realismo: qui è il divertimento che conta, quindi non aspettative caricatori sempre a corto di proiettili e piedi ben piantati a terra. Questo però non vuol dire confezionare un gioco piatto, privo di sfumature che permettano una certa varietà nell'approccio: nella nostra breve esperienza, Blood & Truth ci è sembrato un titolo di ben altro calibro. Intanto ogni arma può essere impugnata in modo diverso: è possibile per esempio sparare con la pistola o una mitraglietta tenendola con una o due mani, e questo ne modifica la precisione e la velocità, inoltre è possibile utilizzarne due contemporaneamente beneficiando della massima potenza di fuoco e la minima affidabilità. Ma le armi si possono manipolare anche in altri modi, e mixate alla bisogna con estrema facilità. Volete affiancare una mitraglietta alla pistola? A patto di averla con voi, basta sfilarla dalla fondina immaginaria dietro la schiena per essere pronti in un istante. Volete raddoppiare i proiettili? Infilate la pistola nella fondina sul fianco e prendete la seconda mitraglietta sempre da dietro la schiena.

È possibile anche scambiarsele di mano semplicemente avvicinandole tra loro. Inoltre utilizzando il pulsante apposito è possibile allentare la presa sella mano per eseguire, muovendo nel modo giusto i Move, alcuni trick che nel bel mezzo dell'azione ti fanno sentire il più cazzuto dei John McClane. Con lo stesso tasto, ma senza armi in mano, si accede invece a una ricca lista di emoticon e relativi fuckoff, mentre premendolo su entrambi i move contemporaneamente si attiva la modalità al rallentatore che rallenterà il tempo aumentando a dismisura il divertimento. Da notare che Blood &Truth non permette lo spostamento libero, ma nella maggior parte dei casi oltre al movimento del corpo utile per esempio per nascondersi dietro casse e altri riparo, sarà possibile con i due tasti appositi spostarsi tra diverse coperture, se non per andare semplicemente avanti verso il prossimo spot possibile. Questa è una soluzione che potrebbe far storcere il naso ad alcuni ma che, oltre a mantenere l'esperienza fruibile da tutti, permette a Blood & Truth di stabilire le regole che gli consentono di funzionare cosi apparentemente bene, specialmente nei suoi folli set-pieces che ci vedranno, oltre che sparare forsennatamente, saltare nel vuoto, appenderci al volo a container sospesi, disattivare circuiti elettrici, missare musica elettronica ai piatti di una discoteca, scassinare serrature, e tutto ciò che ha a vedere con il lavoro quotidiano di un action hero. Finiamo la prova contenti e moderatamente soddisfatti, ci rifocilliamo un po' per procedere poi allo step successivo: una bella chiacchierata a quattrocchi con Stuart Whyte e un lungo studio tour come quelli che non si facevano da troppo tempo che ci ha permesso di fare tante domande e ricevere altrettante risposte.

Alto calibro

Con Mr.Whyte parliamo soprattutto di VR in generale, sulle cose che da VR Worlds ad oggi ha imparato su come ottenere il meglio da questa tecnologia, e alla fine ci salutiamo anche se solo momentaneamente parlando dei suoi lavori passati, capolavori come F-15 Strike Eagle e i due preziosissimi The Movies fatti insieme a Peter Molyneux (giochi che hanno anticipato di qualche anno persino Youtube). È proprio mentre proseguiamo nel tour e ci facciamo rapire nella sala del motion capture dal fascino androgino della modella che interpreta uno dei personaggi principali, mentre chiacchieriamo con chi ha curato gli effetti speciali del gioco provando anche nuove interessanti porzioni dell'avventura che capiamo il perché Sony abbia deciso di portarci qui, di organizzare un press tour che per la VR è a tutti gli effetti unico nel suo genere: non esistono altri giochi per la realtà virtuale così curati nel gameplay, cosi ben focalizzati e accessibili, come sembra essere Blood & Truth. È senza dubbio vero che i visori Facebook, come quelli marchiati HTC e Valve sono molto più avanzati del PlayStation VR, ma Sony è al momento l'unica in grado di supportare l'esperienza virtuale con prodotti del genere, in grado di catturare in un'istante l'immaginario collettivo, oltre che a confermare con estrema chiarezza cosa è possibile fare con questa rivoluzionaria tecnologia.

Titoli di coda

E quando pensavamo fosse tutto finito, veniamo portati in una comoda stanza munita di tutto il necessario per una bella sfida al divertentissimo nonché dinamico shooting range incluso nel gioco, ma non prima di mostrarci il garage, la base del protagonista di Blood & Truth, dove selezionare le armi sbloccate, dipingerle, vedere le diverse sfide disponibili che completate daranno accesso ad altri gettoni spendibili per nuove rivoltelle, fucili, mitragliatori d'assalto e tanti altre gadget per guerrafondai. Nella stanza ci togliamo anche un grosso dubbio: durante l'intervista con Stuart Whyte avevamo infatti decantato le lodi del sigaro virtuale che era possibile fumare in London Heist, a nostro parere meglio di tante e-cigarette reali, e il nostro interlocutore ci aveva risposto, ridendo di gusto, che il sigaro era roba passata, e che nel presente avremmo trovato tanti svapatori con i loro mille gusti.

Il fatto è... credevamo ci stesse prendendo per i fondelli, e glielo abbiamo detto e chiesto più volte ma mai abbiamo ricevuto in cambio una risposta che ci convincesse del tutto. E stato decisamente divertente vederlo sfidarci chiedendo allo sviluppatore ai comandi, con tono ironicamente perentorio e strafottente, di aprire il cassetto e l'armadio per un paio di ricche e fumose boccate virtuali con due diversi svapatori caricati con due diverse fragranze. Anche se il tour è continuato ancora un'altra abbondante ora, tanto da farci rischiare la perdita dell'aereo di ritorno, è con questo prezioso scambio di battute che finisce una visita vissuta da amici che ne vanno a trovare altri, piuttosto che da giornalisti ficcanaso a cui nascondere ogni minimo dettaglio. Effettivamente raramente ci è capitato di poter parlare cosi liberamente di tutto ciò che ci passasse per la testa (tranne che di PS5, anche se qualcuno ci ha provato), abbiamo cosi appreso che i fondali di Blood & Truth utilizzano asset che risalgono addirittura ai The Gateway, della loro risoluzione, di chi era andato in vacanza e di chi già lavorava ai DLC del gioco, del perché i personaggi dei videogiochi ogni tanto s'inceppano bloccandosi in quell'inquietante "t-pose" che vi sarà sicuramente capitato di vedere qualche volta. Un'esperienza formativa e di aggiornamento, aiuto concreto per capire meglio come funziona lo sviluppo di videogiochi per potervene parlare meglio, per una volta senza barriere e PR dallo sguardo assassino. Ora ci non resta che aspettare il codice della recensione, atteso fortunatamente a strettissimo giro, per capire se Blood & Truth sarà all'altezza delle nostre oramai alte aspettative.

Un'avventura che ha tutte le carte in regola per piazzarsi tra le migliori oggi disponibili su PlayStation VR. Con una durata di circa sette ore, e tanti extra e sbloccabili, anche la longevità non sembra essere un grosso problema. Non vediamo l'ora di poterlo provare in tutta tranquillità.

CERTEZZE

  • Grafica molto pulita su Pro
  • Ottimo gunplay
  • Tante idee all'opera

DUBBI

  • Sarà interessante fino alla fine?
  • Movimenti limitati che potrebbero infastidire i puristi