Il cacciatore di taglie, dal west allo spazio profondo 7

Esaminiamo la figura del cacciatore di taglie e come sia diventata una delle più amate in ambito videoludico

SPECIALE di Simone Tagliaferri   —   27/09/2018

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La figura del cacciatore di taglie ha da sempre affascinato l'industria dell'intrattenimento. Si tratta di personaggi che vivono al limite della legalità, impegnati come sono a braccare e catturare soggetti ritenuti pericolosi dalle istituzioni. In alcune nazioni, come gli Stati Uniti d'America, quello del cacciatore di taglie è riconosciuto come un vero e proprio mestiere (in Italia è illegale, quindi non chiedeteci dove mandare i vostri curriculum). Del resto è sempre negli Stati Uniti che viene canonizzato e mitizzato. Certo, moltissime civiltà hanno avuto forme di collaborazione remunerata con i cittadini per la cattura dei criminali, ma è indubbio che la poetica del cacciatore di taglie, intesa in senso moderno, nasca tra la polvere dei desolati e selvaggi deserti rocciosi americani dell'800, battuti da criminali di ogni risma. Buono o cattivo che sia, il cacciatore di taglie esercita un fascino irresistibile sul grande pubblico.

Prendete ad esempio Boba Fett, il cacciatore di taglie che insegue Han Solo in Star Wars: Episodio V - L'Impero Colpisce Ancora: nella trilogia di George Lucas, ora di Disney, aveva un ruolo secondario, quasi defilato. Nonostante ciò è riuscito a emanciparsi attirando a tal punto l'attenzione del grande pubblico da meritarsi un ruolo più importante nella seconda trilogia e generando un ampio retroterra intorno al suo mestiere, da allora contrapposto in modo sistemico a quello dei contrabbandieri. Per rendersene conto basta guardare Solo: A Star Wars Story, appena pubblicato in DVD e Blu-Ray, dove la figura di Han Solo si va via via definendo come quella del personaggio scaltro e furbo che pur rimanendo sempre sul confine della legalità, è al tempo stesso preda e cacciatore, un simpatico farabutto che diventerà ben presto propulsore delle attività di Boba Fett.

Geralt di Rivia

Anche il mondo dei videogiochi è pieno di cacciatori di taglie. Il più noto è sicuramente Geralt di Rivia, il protagonista della serie The Witcher, che caccia mostri per mestiere. In The Witcher 3: Wild Hunt alcune quest secondarie sono legate proprio alla sua attività e richiedono ovviamente di stanare e uccidere dei mostri. Per ottenerle bisogna leggere gli annunci sulle bacheche sparse per il mondo di gioco. Da notare che buona parte della caratterizzazione del personaggio di Geralt, anche nei romanzi originali da cui è tratto il videogioco, deriva dal suo lavoro, ovviamente declinato in chiave fantasy.

Ma di questo riparleremo più avanti. Usiamo invece The Witcher 3 per capire quanto il mestiere di cacciatore di taglie sia facile da tradurre in meccaniche di gioco. Una persona/banda/mostro minaccia una certa comunità che mette una taglia per la sua cattura/uccisione (quest); il giocatore assume la missione spinto dalla voglia di vivere avventure e dalla ricerca di modi per migliorare il suo personaggio; il giocatore ferma la minaccia e torna da chi gli ha assegnato la missione per ottenere la sua ricompensa. Si tratta di uno schema A-B-A (assegnazione quest - obiettivo - ritorno al punto di assegnazione della quest per concluderla) molto semplice che dovrebbe essere noto a chiunque abbia provato un gioco di ruolo o un qualsiasi titolo con un sistema di missioni e ricompense. Si tratta di un modello perfetto per aggiungere contenuti più o meno interessanti senza sforzarsi troppo, ottimo in particolare per allungare la durata dei moderni open world.

Il cacciatore di taglie come personaggio 'adulto'

Come già accennato, il lavoro di cacciatore di taglie offre anche molte possibilità in termini di caratterizzazione, soprattutto per il modo in cui viene percepito. Nintendo ad esempio ha creato ben due cacciatori di taglie notissimi al grande pubblico nel tentativo di darsi un'immagine diversa da quella di produttore di giochi per bambini. La prima e più famosa è Samus Aran, la protagonista della serie Metroid, che lavora a contratto per la Federazione Spaziale andando a caccia di pirati e Metroid con indosso la sua tuta a energia.

Il secondo è il grintoso Captain Falcon, protagonista della serie di giochi di corse F-Zero. In entrambi i casi Nintendo ha scelto il mestiere di cacciatore di taglie per connotare i personaggi in modo più adulto rispetto ad altri che popolavano le sue console a 8 e 16 bit. In particolare Captain Falcon fu creato per diventare la mascotte del SNES, così da contrastare l'aggressivo marketing di SEGA che stava vendendo il Megadrive / Genesis come console con giochi "da grandi", in opposizione a quelli di Nintendo considerati da bambini.

Un mestiere difficile

Oltre a quelli già citati, sono molti altri i videogiochi ad avere come protagonisti dei cacciatori di taglie. Ad esempio Stranger di Oddworld: Stranger's Wrath è un personaggio che ricalca senza troppi misteri gli stilemi del cacciatore di taglie western: freddo, solitario, dal passato misterioso e con addosso ben visibili i segni del suo lavoro (da notare che sono caratteristiche condivise con il già citato Geralt di Rivia e lo saranno anche da altri personaggi di cui parleremo, come Red Harlow e Zaeed Massani). Il mondo stesso di Oddworld: Stranger's Wrath è ispirato senza troppi misteri al genere western, da cui riprende atmosfere, luoghi iconici e modelli per i personaggi principali e secondari.

Rimanendo nel vecchio west, questa volta quello vero, è impossibile non citare Red Harlow, il protagonista di Red Dead Revolver di Rockstar Games, che è un altro cacciatore di taglie canonico, mosso in questo caso da un profondo desiderio di vendetta. L'intera prima parte del gioco è incentrata sul suo lavoro, che gli torna utile anche per mettersi sulle tracce del suo vero bersaglio. Da notare che Rockstar manterrà le meccaniche di ricerca di taglie anche in Red Dead Redemption e Red Dead Redemption 2 (quest'ultimo di imminente uscita), pur cambiando i protagonisti. Del resto cosa sarebbe un videogioco western senza la possibilità di andare a caccia di criminali?

Il cacciatore di taglie come epica dell'individuo

Come già visto, il modello del cacciatore di taglie western è stato adottato in praticamente ogni tipo di scenario, realistico, fantasy o fantascientifico che sia, pur con alcune varianti di opportunità. Prendiamo ad esempio un altro celebre cacciatore di taglie della saga Star Wars: Kyle Katarn, protagonista delle serie Dark Forces e Jedi Knight. Il personaggio aderisce perfettamente al modello sopra descritto, pur con qualche differenza dovuta probabilmente alla volontà di distinguerlo dagli equivalenti "cattivi" dello stesso universo, quelli alla Boba Fett. Katarn è sì un solitario che vive ai limiti della legalità, ma è anche un personaggio dalla battuta pronta e che per molti versi ricorda Han Solo. Insomma, è il classico simpatico guascone che fa un mestiere pericoloso ma segue comunque dei forti valori etici.

Un cacciatore di taglie più canonico è Zaeed Massani della serie Mass Effect, diventato un mercenario dopo essere stato tradito da un suo collega. A rendere particolarmente interessante Massani è l'evidenza sul suo volto dell'evento traumatico che lo ha trasformato. La maggior parte degli altri personaggi citati porta addosso delle cicatrici ben visibili, che rappresentano plasticamente i rischi del mestiere e simboleggiano le ferite morali subite, ma Massani va oltre presentandosi con mezza faccia deformata, che rende ancora più evidente il contrasto interiore tra ciò che era e ciò che è diventato. In fondo il fascino del cacciatore di taglie come figura narrativa si trova anche in questa sua profonda ambiguità, che se vogliamo ha una valenza epocale e ben descrive la chiusura e la diffidenza degli individui contemporanei verso la loro società.

Il cacciatore di taglie è fondamentalmente un sopravvissuto capace di cavarsela da solo in ogni situazione. Sembra non avere bisogno degli altri e in apparenza è mosso dal solo interesse economico perché sembra non avere altri valori a cui aggrapparsi. A farlo costantemente ondeggiare tra il bene e il male sono le motivazioni che lo spingono a vivere e ad andare avanti, malgrado tutto. Ovviamente non sono tutti uguali. Come avrete già notato, i due cacciatori di taglie più sui generis tra quelli citati sono Samus Aran e Captain Falcon, entrambi nati in Giappone. Non è un caso, visto che è da lì che provengono altri personaggi particolari come ad esempio il travestito Bridget della serie Guilty Gear. In generale comunque, il modello più seguito è quello occidentale, che ritroviamo in moltissimi altri titoli oltre a quelli citati (i Mercenaries, Star Wars: Bounty Hunter, i Call of Juarez, Gun e così via) e che è sicuramente quello dalle caratteristiche più riconoscibili.

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